Recensione
"il nostro è un rapporto che si dissolve se ci si soffia sopra"...
Sasaki, l'attempato e un po' scialbo protagonista della serie, prova a riassumere dopo 12 episodi con una perla di "smoking poetry" il rapporto che lo lega a Yamada/Tayama. Una saggezza poetica di rara bellezza, all'altezza della serie "Smoking behind the supermaket with you", anime che si contende con "Love unseen beneath the clear night sky" il posto tra le rom-com che ho apprezzato maggiormente nella stagione estiva 2026 appena conclusa.
Tuttavia, mi sento di integrare il pensiero espresso dal tonto protagonista della serie e piuttosto se dovessi definire in un'aforisma la serie opterei per qualcosa di più certo e positivo:
"La terapia del quotidiano, quando la felicità arriva da una sigaretta fumata in due nel posto sbagliato, con la persona giusta".
A tarda primavera 2026, la distribuzione delle serie anime offre l'esca che cattura gli spettatori: il rilascio in un'unica soluzione di 12 mini-episodi di "Smoking Behind the Supermarket with You" ("Super no Ura de Yani Suu Futari"), l'adattamento dello Studio Asahi Production dell'apprezzato manga di Jinushi.
Un antipasto che è stato apprezzato dai cultori di rom-com e che non ha fatto altro che aumentare l'hype per l'uscita per la stagione estiva della serie con gli episodi di durata canonica, diventando un banco di prova interessante.
La serie fortunatamente è lontana dall'offrire le classiche rom-com adolescenziali trite e ritrite: la componente romance è presente ma non assolutamente predominante; "Smoking..." potrebbe essere inserita nel genere "slice of life", un'opera appartenente al genere "iyashikei" in salsa metropolitana, intrisa di fumo e disillusione adulta, che si prende anche la libertà di scavare ironicamente nelle crepe e rughe evidenti della rigida facciata sociale giapponese.
Senza essere tacciato di blasfemia, il leit-motiv della serie è il fumo, o meglio i momenti in cui i vari personaggi si prendono una pausa per fumare che diventa segno di ribellione o solo di fuga da una realtà opprimente che costringe a non essere se stessi.
Questo tema è ben evidente nella protagonista femminile, alias Yamada e la sua vera alter ego Tayama, per alimentare la solita discussione sul conflitto tra "Tatemae" (la facciata pubblica) e "Honne" (i veri sentimenti, il vero sè).
Yamada, spinta dalla sua curiosità verso l'ingenuo protagonista Sasaki, incarna perfettamente questa scissione quasi schizofrenica.
Dietro la cassa del supermercato, Yamada è l'archetipo dell'impiegata perfetta: un sorriso standardizzato, una gentilezza d'ordinanza quasi stucchevole, una maschera sociale imposta da una cultura del lavoro che esige l'annullamento dell'individuo a favore del servizio.
Al di fuori dalle luci della ribalta, Yamada torna se stessa: piercing, abbigliamento aggressivo vagamente rock, atteggiamento deciso e in apparenza scontroso e sarcastico e l'onnipresente sigaretta accesa.
Purtroppo per lei, questa transizione diventa un "travestimento" prima per un gioco goliardico con Sasaki e poi una protezione per l'incertezza che Sasaki apprezzi maggiormente la versione "carina e gentile" rispetto a quella più "diretta e abrasiva" della vera Yamada. Senza dimenticare che per Yamada il gioco delle identità rappresenta una sorta di "valvola di decompressione psicologica" dalla variegata clientela con cui ha a che fare ogni giorno che la costringono ad essere quello che non è.
La serie analizza con lucidità come gli adulti siano costretti a performare anche contro la propria identità e come gli unici spazi di autenticità rimasti siano paradossalmente quelli marginali, nascosti dietro un paravento nel retro di un supermercato tra i cassonetti della spazzatura l'immancabile vendor machine.
Tornando al "fumo" come protagonista o meglio come strumento di comunicazione, vettore di emozioni, sentimenti ed empatia, fa specie come in un'epoca di imperante salutismo con conseguente guerra ai fumatori, l'anime compia una scelta controtendenza e coraggiosa: eleva il fumo a catalizzatore sociale.
Di per sé non è un aspetto originalissimo, visto che l'uomo per natura ha la tendenza a raggrupparsi e riunirsi per "passioni" (vedi alcol, droghe, attività sportive, ecc.).
Dietro un supermercato, la sigaretta livella le rigide gerarchie sociali: non ci sono più salaryman sfruttati o cassiere sottopagate o direttori di supermercato asfissianti e pretenziosi, ci sono solo delle persone che condividono lo stesso "vizio" ma, soprattutto, lo stesso identico bisogno di respirare fuori dalla quotidianità.
Non è più un piacere edonistico in quanto tale, ma uno strumento di fuga con le sue ritualità. Ogni atto dei momenti tra i due nel retro del supermercato, come l'atto di scambiarsi un accendino o accendersi una sigaretta con quella dell'altro, diventa un rituale di socializzazione. Il fumo, visivamente reso con volute lente e quasi ipnotiche, si trasforma in una metafora di comunicazione ed empatia, quella che nel lavoro sembra non essere ammessa.
La forza di questa serie la percepisco nei momenti in cui i due protagonisti aspirano ed espirano le loro sigarette persi nei loro pensieri e dialoghi frammentati in una sorta di rifugio temporaneo dove due "solitudini" possono sfiorarsi senza l'obbligo di performare o produrre valore per i propri datori di lavoro e per la società.
Un altro aspetto gestito in modo ironico ed anche intelligente è il rapporto tra Sasaki (45 anni) e Yamada/Tayama (24 anni). Pur correndo il rischio di incorrere in dinamiche di "age gap" morbose o moralizzatrici, l'opera si inserisce nel contesto dei rigidi costumi giapponesi con delicatezza e maturità.
Un po' stucchevoli ma molto divertenti le interazioni tra i due che sembrano un gioco dialettico di equilibristi tra il rispetto reverenziale per l'età e per lo status e la voglia di abbandonarsi alla comunicazione spontanea.
Sasaki (in presenza, perché al telefono con Yamada si dimostra molto più spigliato e sensibile) si muove con la esagerata goffaggine dell'adulto consapevole della differenza di età e sembra terrorizzato dall'idea di risultare inappropriato o invadente, in un quadro mentale caratterizzato da una ingenuità senza limiti.
Dall'altra parte, Tayama, intuita la passività più o meno motivata di Sasaki, usa la sfrontatezza della giovinezza per accorciare le distanze, ma sempre mantenendo quel confine invisibile dettato dal rispetto emotivo reciproco.
La serie evolve lentamente verso l'agognato romanticismo da manuale tanto agognato dallo spettatore ma non forza i tempi, preferendo restare in una specie di limbo in cui si privilegia la complicità platonica e il conforto emotivo, sebbene sul finale entrambi sembrano finalmente comprendere i loro diversi "tempi" amorosi (quello lento e compassato dell'adulto ormai disilluso e quello molto più vivace ed impaziente della ragazza esuberante e umorale).
Pensando ad altre opere viste in passato sul genere slice of life adulto, ho avuto l'impressione che "Smoking..." si collochi in una nicchia propria a cavallo tra "After the rain" e "Wotakoi". Dal primo prende spunto sul possibile legame tra un uomo di mezza età rassegnato ed una ragazza liceale che ha perso l'entusiasmo della sua età nonché l'ambientazione lavorativa e dal secondo la volontà/necessità di trovare una via di fuga dal lavoro per dedicarsi alle passioni comuni.
Rispetto al primo, Smoking tuttavia è meno lirico/idealizzato e più concreto e ironico, mentre rispetto a "Wotakoi" utilizza il vizio del fumo e non una passione "costruttiva" in un ambientazione più intima e crepuscolare, basata sulla comunicazione più matura e non necessariamente verbale.
In conclusione, "Smoking Behind the Supermarket with You" si è dimostrata un'opera di sottile fattura intellettuale, probabilmente più orientata più ad un pubblico maturo. Riesce nell'intento non facile di raccontare il Giappone contemporaneo privandolo del solito rutilante e mitico esotismo, mostrando attraverso una narrazione crepuscolare di luci soffuse e ambientazioni anonime un quadro del Paese del sol levante più realistico e umano in cui a volte, per sopravvivere alla rigidità sociali, sembra sufficiente trovare qualcuno con cui condividere un momento di relax nel retro di un supermarket qualunque.
Sasaki, l'attempato e un po' scialbo protagonista della serie, prova a riassumere dopo 12 episodi con una perla di "smoking poetry" il rapporto che lo lega a Yamada/Tayama. Una saggezza poetica di rara bellezza, all'altezza della serie "Smoking behind the supermaket with you", anime che si contende con "Love unseen beneath the clear night sky" il posto tra le rom-com che ho apprezzato maggiormente nella stagione estiva 2026 appena conclusa.
Tuttavia, mi sento di integrare il pensiero espresso dal tonto protagonista della serie e piuttosto se dovessi definire in un'aforisma la serie opterei per qualcosa di più certo e positivo:
"La terapia del quotidiano, quando la felicità arriva da una sigaretta fumata in due nel posto sbagliato, con la persona giusta".
A tarda primavera 2026, la distribuzione delle serie anime offre l'esca che cattura gli spettatori: il rilascio in un'unica soluzione di 12 mini-episodi di "Smoking Behind the Supermarket with You" ("Super no Ura de Yani Suu Futari"), l'adattamento dello Studio Asahi Production dell'apprezzato manga di Jinushi.
Un antipasto che è stato apprezzato dai cultori di rom-com e che non ha fatto altro che aumentare l'hype per l'uscita per la stagione estiva della serie con gli episodi di durata canonica, diventando un banco di prova interessante.
La serie fortunatamente è lontana dall'offrire le classiche rom-com adolescenziali trite e ritrite: la componente romance è presente ma non assolutamente predominante; "Smoking..." potrebbe essere inserita nel genere "slice of life", un'opera appartenente al genere "iyashikei" in salsa metropolitana, intrisa di fumo e disillusione adulta, che si prende anche la libertà di scavare ironicamente nelle crepe e rughe evidenti della rigida facciata sociale giapponese.
Senza essere tacciato di blasfemia, il leit-motiv della serie è il fumo, o meglio i momenti in cui i vari personaggi si prendono una pausa per fumare che diventa segno di ribellione o solo di fuga da una realtà opprimente che costringe a non essere se stessi.
Questo tema è ben evidente nella protagonista femminile, alias Yamada e la sua vera alter ego Tayama, per alimentare la solita discussione sul conflitto tra "Tatemae" (la facciata pubblica) e "Honne" (i veri sentimenti, il vero sè).
Yamada, spinta dalla sua curiosità verso l'ingenuo protagonista Sasaki, incarna perfettamente questa scissione quasi schizofrenica.
Dietro la cassa del supermercato, Yamada è l'archetipo dell'impiegata perfetta: un sorriso standardizzato, una gentilezza d'ordinanza quasi stucchevole, una maschera sociale imposta da una cultura del lavoro che esige l'annullamento dell'individuo a favore del servizio.
Al di fuori dalle luci della ribalta, Yamada torna se stessa: piercing, abbigliamento aggressivo vagamente rock, atteggiamento deciso e in apparenza scontroso e sarcastico e l'onnipresente sigaretta accesa.
Purtroppo per lei, questa transizione diventa un "travestimento" prima per un gioco goliardico con Sasaki e poi una protezione per l'incertezza che Sasaki apprezzi maggiormente la versione "carina e gentile" rispetto a quella più "diretta e abrasiva" della vera Yamada. Senza dimenticare che per Yamada il gioco delle identità rappresenta una sorta di "valvola di decompressione psicologica" dalla variegata clientela con cui ha a che fare ogni giorno che la costringono ad essere quello che non è.
La serie analizza con lucidità come gli adulti siano costretti a performare anche contro la propria identità e come gli unici spazi di autenticità rimasti siano paradossalmente quelli marginali, nascosti dietro un paravento nel retro di un supermercato tra i cassonetti della spazzatura l'immancabile vendor machine.
Tornando al "fumo" come protagonista o meglio come strumento di comunicazione, vettore di emozioni, sentimenti ed empatia, fa specie come in un'epoca di imperante salutismo con conseguente guerra ai fumatori, l'anime compia una scelta controtendenza e coraggiosa: eleva il fumo a catalizzatore sociale.
Di per sé non è un aspetto originalissimo, visto che l'uomo per natura ha la tendenza a raggrupparsi e riunirsi per "passioni" (vedi alcol, droghe, attività sportive, ecc.).
Dietro un supermercato, la sigaretta livella le rigide gerarchie sociali: non ci sono più salaryman sfruttati o cassiere sottopagate o direttori di supermercato asfissianti e pretenziosi, ci sono solo delle persone che condividono lo stesso "vizio" ma, soprattutto, lo stesso identico bisogno di respirare fuori dalla quotidianità.
Non è più un piacere edonistico in quanto tale, ma uno strumento di fuga con le sue ritualità. Ogni atto dei momenti tra i due nel retro del supermercato, come l'atto di scambiarsi un accendino o accendersi una sigaretta con quella dell'altro, diventa un rituale di socializzazione. Il fumo, visivamente reso con volute lente e quasi ipnotiche, si trasforma in una metafora di comunicazione ed empatia, quella che nel lavoro sembra non essere ammessa.
La forza di questa serie la percepisco nei momenti in cui i due protagonisti aspirano ed espirano le loro sigarette persi nei loro pensieri e dialoghi frammentati in una sorta di rifugio temporaneo dove due "solitudini" possono sfiorarsi senza l'obbligo di performare o produrre valore per i propri datori di lavoro e per la società.
Un altro aspetto gestito in modo ironico ed anche intelligente è il rapporto tra Sasaki (45 anni) e Yamada/Tayama (24 anni). Pur correndo il rischio di incorrere in dinamiche di "age gap" morbose o moralizzatrici, l'opera si inserisce nel contesto dei rigidi costumi giapponesi con delicatezza e maturità.
Un po' stucchevoli ma molto divertenti le interazioni tra i due che sembrano un gioco dialettico di equilibristi tra il rispetto reverenziale per l'età e per lo status e la voglia di abbandonarsi alla comunicazione spontanea.
Sasaki (in presenza, perché al telefono con Yamada si dimostra molto più spigliato e sensibile) si muove con la esagerata goffaggine dell'adulto consapevole della differenza di età e sembra terrorizzato dall'idea di risultare inappropriato o invadente, in un quadro mentale caratterizzato da una ingenuità senza limiti.
Dall'altra parte, Tayama, intuita la passività più o meno motivata di Sasaki, usa la sfrontatezza della giovinezza per accorciare le distanze, ma sempre mantenendo quel confine invisibile dettato dal rispetto emotivo reciproco.
La serie evolve lentamente verso l'agognato romanticismo da manuale tanto agognato dallo spettatore ma non forza i tempi, preferendo restare in una specie di limbo in cui si privilegia la complicità platonica e il conforto emotivo, sebbene sul finale entrambi sembrano finalmente comprendere i loro diversi "tempi" amorosi (quello lento e compassato dell'adulto ormai disilluso e quello molto più vivace ed impaziente della ragazza esuberante e umorale).
Pensando ad altre opere viste in passato sul genere slice of life adulto, ho avuto l'impressione che "Smoking..." si collochi in una nicchia propria a cavallo tra "After the rain" e "Wotakoi". Dal primo prende spunto sul possibile legame tra un uomo di mezza età rassegnato ed una ragazza liceale che ha perso l'entusiasmo della sua età nonché l'ambientazione lavorativa e dal secondo la volontà/necessità di trovare una via di fuga dal lavoro per dedicarsi alle passioni comuni.
Rispetto al primo, Smoking tuttavia è meno lirico/idealizzato e più concreto e ironico, mentre rispetto a "Wotakoi" utilizza il vizio del fumo e non una passione "costruttiva" in un ambientazione più intima e crepuscolare, basata sulla comunicazione più matura e non necessariamente verbale.
In conclusione, "Smoking Behind the Supermarket with You" si è dimostrata un'opera di sottile fattura intellettuale, probabilmente più orientata più ad un pubblico maturo. Riesce nell'intento non facile di raccontare il Giappone contemporaneo privandolo del solito rutilante e mitico esotismo, mostrando attraverso una narrazione crepuscolare di luci soffuse e ambientazioni anonime un quadro del Paese del sol levante più realistico e umano in cui a volte, per sopravvivere alla rigidità sociali, sembra sufficiente trovare qualcuno con cui condividere un momento di relax nel retro di un supermarket qualunque.