Recensione
Link Click Season 2
7.0/10
Come avevo già accennato nella recensione della prima stagione, io ho recuperato S1 e S2 tutte d'un fiato e al momento sono in pari con la terza (dopo l'arco narrativo ambientato in UK). Questo ha influenzato parecchio la mia opinione: se avessi visto tutto scaglionato a distanza di tempo, credo che i miei voti sarebbero stati leggermente più bassi.
La trama ha meno filler e più adrenalina. Entrando nel vivo della storia, la trama si infittisce parecchio: scompaiono i filler inutili e c'è finalmente una ricerca sensata e costante delle informazioni. Si nota un'evidente influenza giapponese, confermata anche dai crediti, dato che i collaboratori nipponici coinvolti nella produzione sono aumentati. Lo stile narrativo si avvicina molto a quello di un anime e persino l'attenzione alla caratterizzazione dei personaggi ne beneficia.
I rapporti e gli intrecci tra Lu Guang, Cheng Xiaoshi e Qiao Ling sono definiti decisamente meglio, e l'incastro tra vecchi e nuovi personaggi viene gestito con molta più maturità, cosa che, a posteriori, dà valore persino a quelle puntate verticali "alla Detective Conan" della prima stagione. In questo blocco di episodi si chiude il mistero del serial killer e si incappa finalmente in altri individui dotati di poteri, anche se del vero mastermind si vedono ancora solo comparse ed entrate in scena ad effetto.
Inizia anche a emergere il mistero parallelo legato a Lu Guang (apparso un po' dal nulla prima di diventare l'amico inseparabile di Xiaoshi), mentre l'espressività di Qiao Ling, piuttosto piatta nella prima stagione, acquista finalmente sfumature più interessanti. La caratterizzazione generale è migliore e il fatto che il serial killer sia sempre un passo avanti a loro crea il giusto livello di stress e adrenalina. Va detto però che verso gli ultimi episodi la narrazione si 'ingrippa' un po' in certe sequenze. Per la conclusione scelgono di nuovo la carta del cliffhanger, ma stavolta in modo più raffinato e tra le righe: il caso principale è risolto, ma la verità resta appesa per il prossimo arco narrativo e visibile solo per alcuni personaggi.
Sul lato tecnico c'è un netto passo avanti: la qualità e la fluidità delle animazioni migliorano, così come la cura nei tratti e nell'espressività dei volti. Il comparto sonoro si attesta sui buoni livelli della prima stagione, con musiche d'atmosfera piacevoli e opening/ending decisamente orecchiabili.
Un 7 pieno del tutto meritato. Finalmente ci si sta avviando verso il vero macello dei viaggi nel tempo e del controllo causa-effetto sugli eventi.
La trama ha meno filler e più adrenalina. Entrando nel vivo della storia, la trama si infittisce parecchio: scompaiono i filler inutili e c'è finalmente una ricerca sensata e costante delle informazioni. Si nota un'evidente influenza giapponese, confermata anche dai crediti, dato che i collaboratori nipponici coinvolti nella produzione sono aumentati. Lo stile narrativo si avvicina molto a quello di un anime e persino l'attenzione alla caratterizzazione dei personaggi ne beneficia.
I rapporti e gli intrecci tra Lu Guang, Cheng Xiaoshi e Qiao Ling sono definiti decisamente meglio, e l'incastro tra vecchi e nuovi personaggi viene gestito con molta più maturità, cosa che, a posteriori, dà valore persino a quelle puntate verticali "alla Detective Conan" della prima stagione. In questo blocco di episodi si chiude il mistero del serial killer e si incappa finalmente in altri individui dotati di poteri, anche se del vero mastermind si vedono ancora solo comparse ed entrate in scena ad effetto.
Inizia anche a emergere il mistero parallelo legato a Lu Guang (apparso un po' dal nulla prima di diventare l'amico inseparabile di Xiaoshi), mentre l'espressività di Qiao Ling, piuttosto piatta nella prima stagione, acquista finalmente sfumature più interessanti. La caratterizzazione generale è migliore e il fatto che il serial killer sia sempre un passo avanti a loro crea il giusto livello di stress e adrenalina. Va detto però che verso gli ultimi episodi la narrazione si 'ingrippa' un po' in certe sequenze. Per la conclusione scelgono di nuovo la carta del cliffhanger, ma stavolta in modo più raffinato e tra le righe: il caso principale è risolto, ma la verità resta appesa per il prossimo arco narrativo e visibile solo per alcuni personaggi.
Sul lato tecnico c'è un netto passo avanti: la qualità e la fluidità delle animazioni migliorano, così come la cura nei tratti e nell'espressività dei volti. Il comparto sonoro si attesta sui buoni livelli della prima stagione, con musiche d'atmosfera piacevoli e opening/ending decisamente orecchiabili.
Un 7 pieno del tutto meritato. Finalmente ci si sta avviando verso il vero macello dei viaggi nel tempo e del controllo causa-effetto sugli eventi.