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6.0/10
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La recensione si basa solo sui primi tre episodi perché poi ho capito che proseguire oltre sarebbe stato deleterio per me.

Quando Netflix mi aveva proposto questa serie, inizialmente ero passata oltre, non sentendomi particolarmente attratta dalla trama.
Poi ci ho ripensato e ho fatto marcia indietro, ma, per i miei standard, avrei fatto meglio a restare sulla mia decisione iniziale.

La trama non è niente di nuovo: Takafumi Shimura è un dete1 [ continua a leggere]

8.0/10
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“Perfect Crown” - Una favola imperfetta ma irresistibile

Se cercate una storia capace di appagare occhi e cuore, “Perfect Crown” è, appunto, “perfetta”.
Questa serie coreana in dodici episodi, debuttata su Disney+ il 10 aprile e conclusa il 16 maggio 2026, è già diventata un fenomeno discusso ovunque: amata per la sua bellezza visiva, criticata per le sue libertà storiche. E, come spesso accade, proprio le polemiche ne hanno amplificato la vi1 [ continua a leggere]
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Gli shōjo non sono più il mio genere, ma volevo dare un’occasione a questo per il personaggio di Hikaru, che pratica crossdressing.
Ciò che mi sento di dire ora, che sono giunta alla fine, è che la serie mi sembra mal riuscita.

Cominciamo con la trama: Haruka si trasferisce a Tokyo per frequentare l’università ed è piena di sogni, ma dopo un anno lavora come cameriera in un locale ed è trasandata, vivendo una vita frenetica.
Il suo collega1 [ continua a leggere]

6.5/10
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Onestamente non mi sono informato ma, a occhio, la struttura di questo film sembra di stampo decisamente videoludico, una sorta di “trova le differenze” avanzato.

“Exit 8”, dopo una presentazione del protagonista veloce e un po’ debole, parte subito con l’anomalia, catturando la mia curiosità e spingendomi a proseguire nella visione. Non c’è una vera spiegazione razionale: è un fenomeno empirico, qualcosa che semplicemente accade e tiene intrap1 [ continua a leggere]
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Siamo di fronte a un bellissimo live‑action che riesce a intrattenere benissimo ed è realizzato ottimamente sotto tutti gli aspetti, sicuramente godibile sia da chi conosce l’opera originale sia da chi non la conosce.

L’opera si presenta come un riuscito mix tra situazioni demenziali, aspetti seri tipici degli anime giapponesi, personaggi carismatici, momenti leggermente sexy, momenti comici e battaglie epiche.

I protagonisti sono molto azzecc1 [ continua a leggere]
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“The Sickness Unto Love”, tratto dall’omonimo romanzo di Shasendo Yuki (Koi ni Itaru Yamai), parte da una premessa classica del seishun eiga: un ragazzo timido, appena trasferito in una nuova scuola, si innamora della ragazza più popolare della classe. Nozomu Miyamine entra così in contatto con Kei Yosuga, figura luminosa e sfuggente, capace di sottrarlo all’anonimato ma anche di trascinarlo progressivamente nell’inquietudine.
Quello che sembr1 [ continua a leggere]

8.5/10
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Il lungometraggio d’esordio di Rafael Manuel, sviluppato a partire dal suo omonimo cortometraggio di tesi premiato con il Silver Bear Jury Prize alla Berlinale 2020, è un’opera costruita quasi interamente nello spazio circoscritto, elegante e artificialmente ordinato di un country club filippino. Il formato 4:3, la fotografia misurata e la composizione rigorosa delle inquadrature trasformano questo luogo apparentemente placido in un microcosmo s1 [ continua a leggere]
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Questo seguito è decisamente all’altezza del predecessore e risulta essere un prodotto davvero godibile che chiude la storia.

Roma, Impero di Adriano. L’architetto Lucius, genio a cui va il merito delle più ardite stazioni termali dell’Impero, finisce nuovamente nel Giappone contemporaneo o, come lo chiama lui, il “clan dei faccia piatta”. I segreti appresi e riportati con sé a Roma permetteranno a Lucius, aiutato dalla bella Mami, di sventare1 [ continua a leggere]

8.0/10
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Il cibo solitamente viene rappresentato come elemento di unione e convivialità, soprattutto nei drama e nei film asiatici. In “Number One” non è così: nell’incipit del film, il cibo diventa un elemento di rottura.
Al protagonista, infatti, appare un numero ogni volta che mangia alimenti cucinati dalla mamma, convincendosi che si tratti di un conto alla rovescia verso la fine della vita di lei.
La paura e il timore di perdere questo affetto p1 [ continua a leggere]
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“5 Centimeters per Second” è l’adattamento live‑action dell’omonimo anime diretto da Makoto Shinkai. Il film, pur mantenendo personaggi e atmosfere e pur restando complessivamente fedele alla storia originale, presenta una struttura narrativa differente: i tre momenti della vita del protagonista non sono presentati seguendo la linea temporale, ma vengono alternati, passando dal presente al passato.

Il filo conduttore che descrive la vita del pe1 [ continua a leggere]
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“Once We Were Us” è un remake del film cinese “Us and Them”, quest’ultimo disponibile su Netflix con i sottotitoli in italiano.

Un incontro inaspettato fra due ex‑amanti fa riaffiorare agrodolci ricordi passati. Come la prima volta che si sono conosciuti, Jeong‑won ed Eun‑ho si trovano sullo stesso mezzo di trasporto, che però subisce un imprevisto. Saranno così costretti a condividere l’ultima camera disponibile in hotel, passando la notte a r1 [ continua a leggere]
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In primis, 40 episodi da 45 minuti sono forse un po’ troppi per lo svolgimento della storia. Alcune situazioni diventano ripetitive, di altre si sarebbe potuto fare a meno, specie verso la fine, e così via. Non dico che dovessero confezionare il tutto in 30 episodi (ma forse sì!), ma di sicuro 35 sarebbero andati benissimo. Ci sono diversi colpi di scena, non tutti perfettamente prevedibili, ma rimangono un po’ diluiti all’interno di un racconto1 [ continua a leggere]