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8.0/10
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Il 14 maggio 2026 sono usciti su Netflix, in un’unica soluzione, gli otto episodi che compongono il drama giapponese Soul Mate, serie diretta da Shunki Hashizume.

La storia si snoda lungo l’arco temporale di dieci anni, viaggiando fra vari paesi: Giappone, Corea e Germania.
È proprio a Berlino che i due protagonisti si incontrano: Ryu, interpretato da Hayato Isomura, entra in una chiesa e rischia di morire in un incendio. Viene salvato da Joh1 [ continua a leggere]
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Una piacevole scoperta, lo ammetto.
Dalla trama mi sembrava quasi una cosa un po’ frivola e la prima puntata non mi aveva fatto impazzire perché durava un’ora anziché i soliti quarantacinque minuti, e quindi il caso di apertura si dilatava un po’ troppo.
Invece si è rivelata molto bella da seguire.

La trama è molto semplice, ma regge bene: Yoshio Haneoka è un avvocato dotato di memoria fotografica che inizia a lavorare per un piccolo studio1 [ continua a leggere]
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Che cosa si può dire di un film che dura solo 46 minuti?
Purtroppo non molto e, in questo caso, addirittura niente.

Considerati i minuti a disposizione, la trama è molto semplice: Kaede è una liceale presa di mira da alcune ragazze della sua classe, capeggiate dalla sua ex migliore amica.
Un giorno, Kaede coglie in flagrante Kishida, che per noia passa il tempo a rubare biciclette aprendone i lucchetti, e gli chiede di aprire la porta chius1 [ continua a leggere]

4.5/10
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Quando si cerca di adattare un libro bellissimo che però ha talmente tanti eventi da non poter essere ristretto in sole due ore di pellicola, succede quello che è successo con questo film: un disastro che forse si poteva evitare.

I costumi, così come gli sfondi, sono molto belli e, se questo film può far riaccendere l’interesse nelle nuove generazioni verso un ottimo romanzo, allora direi che va bene… ma i difetti sono talmente tanti da far cad1 [ continua a leggere]
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“The King’s Warden” è un film del 2026 presentato in sala durante il FEFF.
È un film che mi ha piacevolmente stupita. Non serve conoscere il periodo storico coreano per seguirlo, perché il contesto viene spiegato in modo talmente semplice e chiaro che è facile entrare subito nella vicenda.

La storia è ispirata a figure realmente esistite. Il protagonista è il re Danjong, una figura storica molto amata in Corea. Danjong è spesso considerato un1 [ continua a leggere]

7.5/10
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Shinya Sugiki è come il tango: elegante e raffinato.
Shinya Suzuki è come la rumba: passionale e sfacciato.
Non potrebbero essere più diversi, eppure sono due mondi destinati a incontrarsi e così facendo cambieranno per sempre le loro vite.

“10DANCE” è un live‑action di produzione Netflix con Keita Machida e Ryoma Takeuchi protagonisti, tratto dall’omonimo manga di Satou Inoue. Nonostante sia un film sensuale e ipnotico, non è una pellicola1 [ continua a leggere]

6.0/10
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La recensione si basa solo sui primi tre episodi perché poi ho capito che proseguire oltre sarebbe stato deleterio per me.

Quando Netflix mi aveva proposto questa serie, inizialmente ero passata oltre, non sentendomi particolarmente attratta dalla trama.
Poi ci ho ripensato e ho fatto marcia indietro, ma, per i miei standard, avrei fatto meglio a restare sulla mia decisione iniziale.

La trama non è niente di nuovo: Takafumi Shimura è un dete1 [ continua a leggere]

8.0/10
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“Perfect Crown” - Una favola imperfetta ma irresistibile

Se cercate una storia capace di appagare occhi e cuore, “Perfect Crown” è, appunto, “perfetta”.
Questa serie coreana in dodici episodi, debuttata su Disney+ il 10 aprile e conclusa il 16 maggio 2026, è già diventata un fenomeno discusso ovunque: amata per la sua bellezza visiva, criticata per le sue libertà storiche. E, come spesso accade, proprio le polemiche ne hanno amplificato la vi1 [ continua a leggere]
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Gli shōjo non sono più il mio genere, ma volevo dare un’occasione a questo per il personaggio di Hikaru, che pratica crossdressing.
Ciò che mi sento di dire ora, che sono giunta alla fine, è che la serie mi sembra mal riuscita.

Cominciamo con la trama: Haruka si trasferisce a Tokyo per frequentare l’università ed è piena di sogni, ma dopo un anno lavora come cameriera in un locale ed è trasandata, vivendo una vita frenetica.
Il suo collega1 [ continua a leggere]

6.5/10
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Onestamente non mi sono informato ma, a occhio, la struttura di questo film sembra di stampo decisamente videoludico, una sorta di “trova le differenze” avanzato.

“Exit 8”, dopo una presentazione del protagonista veloce e un po’ debole, parte subito con l’anomalia, catturando la mia curiosità e spingendomi a proseguire nella visione. Non c’è una vera spiegazione razionale: è un fenomeno empirico, qualcosa che semplicemente accade e tiene intrap1 [ continua a leggere]
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Siamo di fronte a un bellissimo live‑action che riesce a intrattenere benissimo ed è realizzato ottimamente sotto tutti gli aspetti, sicuramente godibile sia da chi conosce l’opera originale sia da chi non la conosce.

L’opera si presenta come un riuscito mix tra situazioni demenziali, aspetti seri tipici degli anime giapponesi, personaggi carismatici, momenti leggermente sexy, momenti comici e battaglie epiche.

I protagonisti sono molto azzecc1 [ continua a leggere]
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“The Sickness Unto Love”, tratto dall’omonimo romanzo di Shasendo Yuki (Koi ni Itaru Yamai), parte da una premessa classica del seishun eiga: un ragazzo timido, appena trasferito in una nuova scuola, si innamora della ragazza più popolare della classe. Nozomu Miyamine entra così in contatto con Kei Yosuga, figura luminosa e sfuggente, capace di sottrarlo all’anonimato ma anche di trascinarlo progressivamente nell’inquietudine.
Quello che sembr1 [ continua a leggere]