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In Thailandia, quando si parla di girls’ love, c’è un prima e un dopo GAP: The Series. Prima erano solo sottotrame nascoste, fanservice o piccole nicchie. Con GAP invece è arrivata la prima vera serie GL in prima serata, su TV nazionale e YouTube: un salto enorme, considerando che il BL lì è praticamente ovunque e monopolizza la scena. GAP ha dimostrato che anche una storia d’amore fra due donne può funzionare allo stesso livello, con lo stesso1 [ continua a leggere]
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Film che aveva il compito di rilanciare la saga di Godzilla iniziando un nuovo ciclo (che sarà poi chiamato Heisei) e ponendo fine ad una assenza dalle sale nipponiche di almeno 10 anni, un’assenza dovuta al fatto che il ciclo precedente, detto Showa, aveva visto un calo sempre più costante e vistoso della qualità e degli incassi. Proprio per tale motivo il nuovo film opera un taglio netto col passato e si ricollega direttamente al primo capitol1 [ continua a leggere]

7.5/10
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Se un'opera riesce a tenere lo spettatore incollato fino alla fine, la si può dire riuscita. Ma se per fare questo utilizza stratagemmi che nel momento in cui vengono motivati lasciano in parte perplessi, resta un parziale senso di vuoto.

In generale la trama è avvincente ed è supportata da una recitazione buona ed efficace da parte dei due protagonisti. I sentimenti tra Makoto e Hiroki si sviluppano in modo graduale, e l'atteggiamento spensie1 [ continua a leggere]
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Una serie delicata e profonda al punto giusto, che prende il materiale del manga e lo esalta grazie alla recitazione e alla possibilità di inserire suoni, musica e inquadrature dinamiche.
Hayakawa è una persona solare e disponibile con gli amici, ma il suo è un sorriso di circostanza. Inoltre, rifiuta sempre gli inviti al karaoke sostenendo di non saper cantare. Konno è un ragazzo al contrario apparentemente chiuso ad eccezione che con poche per1 [ continua a leggere]
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Con grande piacere lo spettatore si lascia trasportare per mano nella seconda stagione di un drama folle ma geniale.
Si prosegue sullo stesso tenore della prima stagione, con ogni episodio che affronta alcune situazioni tipiche del mondo BL, che nell'universo di Mobu sono ineluttabili. Se dovessimo trovare un difetto a questa serie, è che almeno per qualche tempo dopo averla finita allo spettatore sarà impossibile tornare a leggere Boys' Love s1 [ continua a leggere]
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La serie prosegue nelle divertentissime parodie delle situazioni tipiche dei Boys' Love, riprendendo ogni tanto alcuni temi già affrontati. Rischierebbe per questo di venire un po' a noia, se non fosse per un dettaglio: lentamente, nel corso delle tre stagioni, senza rendercene conto esattamente come Mobu siamo stati trascinati dalla parodia di un BL in un... vero BL??
Infatti, per dirla in breve, mentre prima era soltanto divertito dalle argute1 [ continua a leggere]
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Solitamente non lascio recensioni, ma questa volta ne ho sentito il bisogno.

Avevo delle aspettative davvero alte per questo live action data la bravura dei coreani, a parer mio, a riadattare webtoon, e soprattutto perché questo è l'adattamento del mio webtoon preferito.
Ahimè, sono rimasta delusa perché non si parla quasi per niente dei protagonisti (Heesu e Seungwon), piuttosto si dà priorità ad una relazione, aggiunta nel drama, dei miglio1 [ continua a leggere]
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Sin dai primi minuti di visione, per me che ho apprezzato il drama coreano –anche se ricordo che non è l’opera originale e che, rispetto a quest’ultima, apporta delle modifiche-, il paragone è stato inevitabile.
“Sposa mio marito” è una coproduzione tra Giappone e Corea con la sceneggiatura di Oshima Satomi e la regia di Ahn Gil-ho. Tratto dalla web novel originale, è stato però ribadito fin da subito la volontà di non voler creare un remake, m1 [ continua a leggere]
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Attenzione!
Leggete la recensione solo dopo aver visto la serie e/o il film!
Purtroppo mi è impossibile commentare senza citare alcuni avvenimenti della storia.

Erano anni e anni che volevo vedere questa storia in versione live action e ora ce l’ho fatta.
La storia mi era rimasta impressa già più di dieci anni fa perché l’opera va oltre i classici shoujo a cui solitamente si è abituati, dove, gira e rigira, le problematiche sono sempre quelle.1 [ continua a leggere]

10.0/10
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Il più recente film del regista giapponese è un capolavoro di silenziosa disperazione e un toccante memoriale per la colonna sonora di Ryuichi Sakamoto.

Dopo la parentesi internazionale di "Le verità" e "Le buone stelle" (rispettivamente prodotti in Europa e Sud Corea) Hirokazu Kore-eda torna in Giappone con "L’innocenza" ("Kaibutsu"), film che per la prima volta non si avvale di una sceneggiatura scritta dallo stesso autore, bensì dallo sceneg1 [ continua a leggere]
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Hirobumi Watanabe, maestro della comicità stralunata e dell'indie a bassissimo budget, decide di cimentarsi con il genere horror in "The Scary House". O, per essere precisi, decide di camminare con disinvoltura sul confine tra l’horror e la parodia dell’horror, finendo inevitabilmente per sconfinare nella seconda.
La produzione, come da tradizione watanabiana, è snella e casalinga: pochi attori, una location polverosa e un'atmosfera volutamente1 [ continua a leggere]

7.0/10
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"A Bad Summer" di Jojo Hideo dipinge una torbida estate nipponica, soffocante di ipocrisie e cadute morali, adattando il romanzo di Somei Tamehito con una regia che alterna intuizioni felici a scelte meno convincenti. Protagonista è Sasaki (Kitamura Takumi), un giovane funzionario dei servizi sociali che, spinto dal desiderio di "fare la cosa giusta", si ritrova coinvolto in un vortice di corruzione e inganni.
La vicenda si apre con una denuncia1 [ continua a leggere]