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Testu

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
"Kantai Collection": quando un'idea è così assurda da destare interesse e la gestione non così irritante da farti abbandonare prima del tempo.

Originato da un free-to-play per PC, "Kan-colle" narra di un conflitto tra un'aggressiva razza dalle misteriose origini, denominata Abissali, e una resistenza formata da ragazze navi, ovvero donne che hanno ereditato, chissà come, lo spirito delle navi giapponesi della guerra mondiale. Ora... soprassedendo sulla mancata logica del rapporto spirito-oggetto, che potrebbe essere inteso in senso diverso, il fatto che la speranza dell'umanità risieda sulle spalle di un gruppo di adolescenti con a loro disposizioni areoplanini generati da frecce e cannoncini minuscoli derivati da artiglieria antiquata fa ridere, ma in senso negativo. Che i teenager giapponesi siano nell'animazione i salvatori dell'universo è qualcosa di tradizionale quanto lo sono nei film i quarantenni nerboruti coi dollari, ma c'è modo e modo di rappresentare le cose.

La storia furbescamente sorvola su tutti i particolari fondamentali: sul perché solo le ragazze possano avere tali capacità, come esse siano state reclutate, cosa faccia il resto della specie umana e perché non possano essere supportate da vere forze armate. Per fare le cose a modo sarebbero stati senz'altro necessari più episodi a disposizione, ma veder buttato tutto così senza spiegazioni è penalizzante anche a cervello spento. Se già non bastasse, nei dodici episodi disponibili si intravede un notevole fancervice. Le ragazze rispondono a molti canoni cari ai Giapponesi: le lolite alla "Lucky Star", l'aspirante ed estroversa idol, le biondine moe coi versetti, le sacerdotesse composte, gli stomaci senza fondo, le studentesse timide, la rappresentante rigida, la senpai che storpia l'inglese ecc., il tutto condito da imbarazzi sentimentali sparsi. Con la scusa di essere modelli da cui prendere esempio, non è cosa rara vedere "ammirazione" femminile ambigua negli anime, specie se indirizzata a capitani di club sportivi e figure particolarmente eleganti, e che questo elemento fosse portato avanti proprio dalla protagonista, inizialmente imbranata e poi prevedibilmente promossa a piccolo leader del suo gruppo, non è così sorprendente, eppure "Kan-colle" ha saputo stupire anche su questo fattore. Essendo l'ammiraglio (rappresentazione dell'avatar del giocatore), per quanto rispettato da tutti, l'unica entità di sesso maschile, il cameratismo e il legame costruttivo di alcuni modelli navali hanno dato spunto, in modo tutt'altro che fraintendibile, a parecchi legami e speranze silenziose di indubbia origine, al punto che solo l'energica Kongou e (forse) la nave segretaria e la matura Ahigara sembrano avere mire diverse, le altre nel migliore dei casi rimangono non espresse.

Tecnicamente, l'anime ha alti e bassi, specie nelle incursioni marine dove si vede maggiormente l'uso della computer grafica. La storia, come già detto, è piuttosto vaga, le ragazze sono premurose e dolci, ma non si pongono mezzo dubbio e problema a ferire e sopprimere le vite nemiche, e non si comprende bene nemmeno la natura biologico-tecnica delle due fazioni. Da un lato entrambe sembrano capaci di sanguinare e provare dolore, dall'altro i freddi e demoniaci Abissali, anche loro di prevalente sembianza femminile, sembrano subire incrinature di tipo metallico, mentre le ragazze-navi possono in alcuni casi resistere a colpi potenti ed essere proprio "rimodellate" fisicamente ad esperienza adeguata raggiunta. Insomma, nessuna logica.

L'aria è semplicemente quella di un cauto prodotto promozionale, in cui lo staff si è trovato per primo in difficoltà nell'adattamento, nato unicamente per cavalcare l'esplosiva popolarità del gioco. Sinceramente avrei gradito una presenza meno evanescente e generica dell'ammiraglio, ma la direzione perlomeno è solida, evita di eccedere con ammiccamenti che avrebbero solo reso più pesante la visione e, nonostante qualche parentesi spensierata come la gara di curry, ha tenuto ben conto del limite di episodi a disposizione, attenendosi a uno schema di crescita di Fubuki abbastanza semplice, con un cambio di compagni di stanza solo per ampliare la, comunque incompleta, conoscenza delle ragazze combattenti, alcune delle quali verranno intraviste solo durante la preparazione alla battaglia finale.

Abbastanza mediocre nel complesso, anche la battaglia finale non dà emozione, ma i personaggi sono carini e senza colpi di testa si lascia guardare con meno fastidio di altri progetti alla "Freezing", simili come struttura e pubblico, ma senza la stessa capacità di gestione.

Perdibile, ma non brutto.


 1
Delandur

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
Ho iniziato a guardare "Kantai Collection" (da qui in poi "Kancolle") perché incuriosito dalle numerose immagini e dalla mole di action figure prodotte sul titolo. La mia domanda principale era: come può un titolo giudicato da quasi tutti "mediocre" avere un merchandising così vasto? Visionando il titolo è stata lampante la motivazione, ma procediamo per gradi.

La trama è sicuramente particolare, e subito, dopo una prima lettura, mi ha incuriosito. "Kancolle" è la storia di una flotta di "ragazze-nave", cioè di donne che sin dalla nascita possono armarsi in modo del tutto simile a una corazzata da guerra, con tanto di cannoni e piste da atterraggio. Il loro scopo è sconfiggere gli alieni di turno che, questa volta, infestano i mari della Terra.
La trama è piuttosto blanda e la componente "guerra" è ben poco emozionante. I combattimenti sono scontati e prevedibili in ogni scena, anche se realizzati in maniera piuttosto godibile, nonostante la computer grafica (che a molti disturba, ma a me lascia indifferente in questi contesti). Anche la parte "drammatica", relegata a discorsi sulla vita, la guerra ecc. è piuttosto imbarazzante: tutti sanno dire le parole giuste per consolare la nostra protagonista e tutti sono saggi nei momenti giusti, dandoci massime di vita degne dei Baci Perugina. Pertanto, ogni volta che partiva uno di questi sproloqui, lo sbadigliare era scontato.
La parte che invece dal mio punto di vista funziona un po' meglio è quella comica, che non fa ridere, ma è comunque godibile e leggera, senza essere lenta, ma permettendo di entrare in confidenza con i personaggi. Gli episodi inutili non mancano di certo, due/tre episodi sono una tortura da finire e completamente senza scopo ai fini della trama.

Ma, dopo aver criticato e basta questo titolo, come posso giustificare comunque questo voto sufficiente? Per un semplice motivo: "Kancolle" ha un pregio da 10 e lode, cioè il design dei personaggi e la familiarità con la flotta e la base navale. L'ambientazione ci è familiare e il titolo ci presenta ogni membro della flotta nella quale Fubuki (la protagonista) entra a far parte. Ogni ragazza-nave è caratterizzata in maniera unica e si distingue nettamente dalle altre (alcune anche in modo ridicolo, come la ragazzina che dice sempre "non è da lady"... santo cielo quanto l'ho odiata!), e il design estetico di ogni personaggio è concepito in maniera perfetta per essere piacevole e ben riconoscibile in mezzo agli altri: per questo motivo il merchandising di "Kancolle" è così fruttuoso dal mio punto di vista.

Conclusione finale? E' un titolo interessante da vedere, più che per l'anime stesso, per capirne il successo. Poi questa è una cosa che potrebbe non interessare per tutti, io alla fine studio "marketing", quindi per me queste cose sono particolarmente interessanti.


 2
Eversor

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Inizio col fare una doverosa precisazione: gli anime composti da sole ragazze non mi sono mai piaciuti del tutto. Belli, coinvolgenti, ma ho sempre avuto l'impressione che mancasse loro qualcosa, e non mi riferisco solamente a una figura maschile. Dolci fanciulle, che combattono per la vittoria dell'amicizia suprema. L'ho sempre considerato un po' troppo irrealistico e smielato.
Detto ciò, continuo, anzi, inizio la mia recensione con un giudizio comunque favorevole su "Kantai Collection". L'idea è originalissima e gli sviluppi successivi non sono da meno. E' vero che sono solo dodici puntate (anche se è stata subito annunciata una seconda stagione), ma la trama appare completa e ben armonizzata. Tante protagoniste, che offrono una vasta scelta tra le possibili candidate al ruolo di "preferite".
Insomma, un buon esemplare di anime d'azione/combattimento, in cui la guerra navale è resa in maniera alquanto particolare. Ma comunque intrigante.

Tutto incomincia con la venuta alla base di Fubuki, un cacciatorpediniere speciale, giunto per aiutare le proprie compagne nella battaglia contro gli Abissali, strani mostri giunti dal mare, che minacciano la Terra. Le uniche persone in grado di contrastare queste strane creature sono un gruppo di fanciulle, nate con particolari poteri. In poche parole sono un incrocio tra umani e navi da guerra (non so come gli sia venuto in mente questo abbinamento, ma è piuttosto interessante).
Fubuki, così come tutte le altre soldatesse, possiede particolari armamenti, che la rende in grado di affossare gli Abissali e distruggere questo enorme pericolo. Tutto bene, insomma; peccato che Fubuki non solo non è mai scesa in un vero combattimento, ma risulta addirittura negata a rimanere in equilibrio sulla superficie del mare. Un cacciatorpediniere speciale, alquanto poco speciale. Ma la ragazza non si arrende e, incoraggiata dalle sue compagne di stanza, Mutsuki e Yuudachi, incomincia un duro allenamento, che la porterà a importanti miglioramenti. Ma, forse, tutto ciò non basterà. Gli Abissali si fanno sempre più agguerriti e lo scontro col nemico si preannuncia paurosamente pericoloso. Ce la farà?

La protagonista è Fubuki, questo si è capito. Tuttavia la forza, e allo stesso tempo la debolezza, di "Kantai Collection" è proprio questa enorme quantità di personaggi che aleggiano intorno alla ragazza principale. Il numero considerevole porta a un allargamento degli orizzonti, non racchiusi in un ristretto gruppetto di ragazze. Una guerra è una guerra, non si combatte certo in cinque o in sei. Tuttavia questo porterà a un ulteriore complicazione, ovvero la capacità di creare per ogni fanciulla un' "anima". Il rischio di farla galleggiare in un mare di indefinitezza è alto e, in effetti, ciò avviene parzialmente nella suddetta opera. Tante navi, forse troppe, che fanno perdere l'orientamento. Alcune assumono una forma precisa e un carattere intrigante, altre però giungono solo di sfuggita senza incidere veramente nel racconto.
Tra tutte, non posso che rimaner colpito dal generale, Nagato, ma, ancor di più, dalla sua assistente, Mutsu. Il sorrisino sardonico che le compare in viso, e l'aria sbarazzina di chi la sa lunga, mi ha fatto avvicinare a questo personaggio. Amicizia, amore (questo sembra all'ordine del giorno tra i vari commilitoni) e affetto reciproco alleggiano nella base, forse con un po' troppa veemenza. Gli ideali ridondanti stordiscono leggermente e pesano come macigni (troppo da femminucce).

Per quanto riguarda la grafica, mi ritrovo ancora una volta diviso. Da un lato c'è la realizzazione dei personaggi durante la vita normale, e questa mostra disegni incredibilmente curati e interessanti.
Il brutto arriva durante le scene in mare, quando viene sfruttata, in modo pesante, la computer grafica. I movimenti, seppur carini, sembrano un po' troppo "artificiali", ma il vero difetto è riscontrabile nei personaggi: volti computerizzati, espressioni forzate, se non del tutto assenti, e colori leggermente diversi.
Oltre a questo, non ho riscontrato altre imperfezioni. Le musiche sono bellissime e, tra tutte, ho ascoltato con estasi l'ending, anche due volte a puntata. Le voci dei vari personaggi rispecchiano più o meno l'idea che mi ero fatto della loro personalità, e le doppiatrici sono brave e preparate. Niente da dire in contrario.

Il finale c'è, ma non è un finale. Ovviamente, con l'annuncio della seconda stagione, ciò gli viene perdonato, sperando che le domande aperte in questa serie vengano definitivamente risolte.
Tra tutte, vorrei tanto scoprire il segreto dell'Ammiraglio, quel volto e quella voce ancora segrete. E' effettivamente l'unico maschio in circolazione? Oppure vogliono farci credere questo, per poi stupirci con un'altra donna? Personalmente apprezzerei la prima scelta, anche perché renderebbe il tutto ancor più elettrizzante. O almeno un po' diverso dal solito.
Un'opera che si fa apprezzare, ma non riesce ad affondare il colpo finale.

Voto finale: 7 più


 1
_Protector_

Episodi visti: 12/12 --- Voto 5
"Kantai Collection" è, da quel che mi è parso di capire dai vari commenti, la trasposizione animata di un gioco di carte. Personalmente non conosco il gioco, quindi se dirò qualcosa che agli occhi di chi conosce il gioco non è sensato, allora vorrà dire che questo anime è imperfetto, dato che un buon anime deve permettere allo spettatore di comprenderlo nella sua interezza senza la necessità di documentarsi attraverso altre fonti. Diversamente non è altro che una trasposizione animata mal fatta e destinata ad essere apprezzata da un gruppo ristretto di pubblico.

"Kantai Collection" è quanto meno un anime bizzarro, dato che avremo come protagoniste delle ragazze con al loro interno le anime di... antiche navi da guerra (?), tra cui corazzate, cacciatorpedinieri e portaerei, le quali sono dotate di archi e scoccano... dei caccia da guerra (???). Essendo queste ragazzine considerate della navi, sentiremo riferirsi a loro con termini come "affondata", "flotte", "danneggiata", "riparata", che poco si adattano a degli esseri umani. Il che è quanto meno disturbante.
Soffermiamoci sui personaggi... Sono tutte ragazze. L'unico essere vivente di sesso maschile è il comandante che, per non so quale motivo, non ha né un volto né un corpo, dato che non verrà mai inquadrato. Inoltre i personaggi sono davvero troppi. La conseguenza di ciò è che lo spettatore non ha modo conoscere e di affezionarsi a nessun personaggio, dato che tutti vengono mostrati per poco tempo e (come se non bastasse) sono caratterizzati malissimo, ma su questo punto ci tornerò dopo. Di questo fatto ne ho avuto la conferma durante il tentativo fallimentare di inserire qualcosa di drammatico nell'anime, ai danni di un personaggio terziario visto sì e no due volte. Un avvenimento talmente prevedibile (a seguito di tutti i discorsi sul dire "ti voglio bene" fatti poco prima) da essere privo di pathos e di drammaticità.
Come accennavo poco fa, la caratterizzazione dei personaggi è così scarsa da avere bisogno di uno stratagemma per distinguere le innumerevoli protagoniste prive di carattere, ovvero il loro modo di parlare. Troveremo infatti personaggi anonimi che sarà possibile distinguere (oltre che dall'aspetto fisico) grazie al fatto che al termine di ciascuna frase usino dei "suffissi" (non saprei in che altro modo chiamarli) come -nyan, -kuma, -poi, ecc. Oppure grazie alla vastità delle loro argomentazioni: come la ragazza che parla sempre e solo di quanto sia bella la notte, quella che dice sempre come dovrebbe comportarsi una vera lady o la profondissima bambina che parla una lingua tutta sua, usando termini arcaici come "korosho", "izvinite" e "Bozemoi" ogni volta che apre bocca... per farle pronunciare cose senza senso solo per il gusto di darle una voce, tanto valeva lasciarla muta. Sarebbe stato molto meglio. In sostanza, un ammasso di figure senz'anima.

La grafica 3D è particolare e le sue potenzialità non vengono sfruttate al massimo, con la conseguenza che spesso sembra di guardare delle "bamboline di pongo" invece che dei disegni.
Rimanendo sempre nel campo del comparto grafico, è stupendo come nell'undicesimo episodio, al minuto 18:25, per una frazione di secondo sia possibile vedere che gli archi delle due ragazze che scoccano i loro caccia da guerra siano al contrario. Un vero tocco di classe.

Per quanto riguarda invece la trama, essa sarà racchiusa tutta nell'ultimo episodio. La trama è: "una tizia ha il sospetto che la battaglia che stanno affrontando sia stata ripetuta innumerevoli volte e tutte le altre le credono". Punto. Nei restanti undici episodi non vi è un minimo accenno a questa eventualità. A sottolineare la totale assenza di trama troviamo minuti interminabili di nulla (dove le guerriere prendono il the e fanno una gara di canto prima di un'importante battaglia) solo per poter riempire i venti minuti dell'episodio, oppure un intero episodio dedicato a una gara di cucina di riso al curry.


 6
Swordman

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Il sinergico connubio fra anime e mezzi militari, ovvero l'incontrarsi degli interessi di otaku dell'animazione giapponese e di quelli dei mezzi militari (magari d'epoca), che già aveva dato ottimi risultati con Girls und Panzer, anche per la qualità intrinseca del prodotto, segna ora un nuovo capitolo con l'adattamento animato di Kantai Collection. Questa volta però si cavalca l'onda, in quanto il brand è già strapopolare (principalmente in Giappone) di suo per via del browser game (e poi manga, light novel e doujinshi) che ha lanciato il brand.

La premessa del gioco è semplice nonché classica: in un mondo del tutto assimilabile al nostro, l'umanità è stata scacciata dai mari a causa della comparsa delle forze dei misteriosi Abissali e relegata sulla terraferma. Un certo giovane ammiraglio (il giocatore) è inviato a un distretto navale per comandare una flotta di "Kan-musume" (che potremmo anche chiamare "Muse della Flotta"), ragazze che hanno ereditato "l'anima" di grandi navi da guerra del passato e che, con speciali equipaggiamenti, ne possono sprigionare le qualità e contrastare così il nemico abissale.
Nell'anime, invece, si seguono le vicende di Fubuki, kan-musume novizia e fresca di approdo al distretto navale per preciso volere dell'ammiraglio (di cui qui si intravede a malapena la figura), la quale dovrà farsi valere ed essere d'aiuto alle sue molte senpai nella lotta contro gli Abissali.

Quasi obbligatorio, come intuibile, il confronto con il precedente di Girls und Panzer. Tuttavia in questo caso avevamo una storia completamente originale che si è sviluppata con i suoi tempi, mentre per Kantai Collection siamo comunque di fronte a un adattamento, operazione più difficile di quanto si possa immaginare visto l'altissimo numero di personaggi, ciascuno praticamente con un suo nugolo di ammiratori. Ben meditata, quindi, la scelta degli autori di posizionarsi centralmente con un personaggio neutro come Fubuki (uno dei personaggi di base con cui si inizia anche il gioco) e di distribuire la storia con un 70% di slice of life e un 30% di azione, per stessa voce dei produttori. Nondimeno, oltre a portare avanti la vicenda di Fubuki, non si rinuncia a fare degli episodi incentrati sui personaggi più popolari, tra l'altro ispirati a dei suggerimenti pescati tra l'ampissimo fandom.
Ecco quindi Fubuki avere a che fare con la scatenata Kongou e con le sue tre sorelle navi da guerra; spronare l'indaffaratissima Yamato per farla uscire in mare; impegnarsi per guadagnarsi la fiducia dell'adorata senpai "portaerei" Akagi e il rispetto della di lei rigida sorella Kaga; oppure ottemperare alle rigidissime direttive della temibile nave segretaria Nagato, che può essere messa in difficoltà solo dalla pazzerella assistente Mutsu.
La storia infine si sviluppa in una sorta di campagna generale contro gli Abissali, che culminerà in una grande battaglia navale. Ma non mancheranno episodi totalmente umoristici come il sesto, dove sono totali protagoniste le "loli" del sesto gruppo incrociatori nella loro missione del curry.

La serie è realizzata dallo studio diomedea, team ultimamente molto attivo in varie produzioni, che qui realizza un buon lavoro dal punto di vista dei disegni e delle animazioni. Alla tecnica classica si unisce anche un po' di computer grafica non certo all'avanguardia, ma che almeno pare inserirsi bene se il campo d'inquadratura non è molto stretto.
Molto carine le musiche composte per l'occasione, tra le quali registriamo un paio di temi in ottimo stile militaresco e un paio di sigle piuttosto efficaci che introducono e congedano dall'episodio con la giusta carica. Buona prova di tutte le doppiatrici presenti, molte meno del numero dei personaggi però, visto che, come nel gioco, ciascuna dà voce a più personaggi in genere appartenenti alla stessa classe di navi.

Globalmente, Kantai Collection mi è sembrata una buona produzione, abbastanza leggera e disimpegnata, non certamente ambiziosa, e in cui più che la storia contava dar vita ai molti personaggi (neanche tutti alla fine) della flottiglia di KanColle che son diventati cari ai fan. In questo modo realizza il suo fanservice, ma colleziona anche qualche tempo morto e situazioni poco indirizzate a chi non ama le recenti produzioni "leggere" e/o addirittura non conosce il brand.
Però è un buon anime che, se è nelle corde dello spettatore, sa far divertire.


 2
Kida_10

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
"Kantai collection" è una serie della stagione invernale 2015 composta da dodici episodi di durata canonica, ispirata da un card game online che ha riscosso un discreto successo in Giappone.

La storia è ambientata in un mondo dove il controllo dei mari è stato strappato agli uomini da degli esseri chiamati abissali; le ragazze-nave sono le uniche a tener loro testa, e per questo vengono raccolte da ogni parte del mondo e addestrate al combattimento. Protagonista è Fubuki, un cacciatorpediniere di classe speciale che viene trasferito all'accademia per essere istruito; nonostante sia una nave di classe speciale, Fubuki si rivela essere completamente incapace di combattere, ma grazie alla sua forza di volontà e all'aiuto delle sue compagne riuscirà a migliorare e farsi conoscere. La battaglia con gli abissali tuttavia si rivelerà più dura del previsto... riusciranno le protagoniste a sconfiggere il nemico e a rientrare illese alla base?

La trama è semplice e procede in maniere spedita, alternando i combattimenti a momenti di vita quotidiana, senza mai dimenticarsi di approfondire i rapporti che intercorrono fra i personaggi. L'idea di base è sicuramente originale e personalmente mi è piaciuta molto. I personaggi che vengono presentati sono veramente moltissimi, soprattutto se rapportati al numero delle puntate, quindi una caratterizzazione approfondita per ognuno di loro è da escludere, tuttavia le protagoniste principali sono adeguatamente analizzate, anche se ovviamente non è quella la principale preoccupazione, vista la tipologia della serie.

Tecnicamente un ottimo lavoro; bello il design dei personaggi, curati e dettagliati gli sfondi. I combattimenti sono probabilmente il fiore all'occhiello di questa serie: originali, dinamici e coinvolgenti. Per quanto riguarda il comparto sonoro, nulla da segnalare, se non note positive; orecchiabili le sigle di apertura e chiusura, adeguato il doppiaggio. Fanservice ovviamente presente, ma in questo caso non è eccessivo e non intacca la qualità della serie.

Il finale purtroppo ha abbassato la valutazione che avevo in mente per questa serie, nonostante il sequel sia già stato annunciato. Quella che doveva essere la difficile e rischiosa battaglia conclusiva di questo primo arco, si rivela in realtà banale e scontata, perdendo anche parte del dinamismo che aveva contraddistinto i combattimenti precedenti. Peccato!

In conclusione un'ottima serie, leggera, originale e piacevole da seguire; se volete guardare qualcosa di diverso senza dovervi impegnare troppo, "Kantai collection" è la serie che fa per voi. Consigliata.