logo AnimeClick.it


Tutte 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10


 0
Otaku moderato

Episodi visti: 38/39 --- Voto 8
Attenzione: la recensione contiene spoiler

Yoshiyuki Tomino è un nome molto famoso, principalmente per "Gundam", ma nel corso della sua carriera ha diretto molti altri anime con elementi in comune: guerra, ambito militare e, in molte serie, morte, pur non mancando serie molto più calme.
Tra le opere di sua creazione ve ne fu una che, senza volerlo, aveva dato la genesi al robot, a prima vista abbastanza innocuo, più potente della storia, perfino di molti mecha contemporanei come "Gurren-Lagann", un mecha mosso da una fonte di energia praticamente infinita, praticamente cosciente, comandato da persone che non lottano per i classici fini come la pace e la giustizia, ma da persone che sono in fuga da coloro che vogliono mettere mano al mecha in questione e al suo potere, in un inseguimento dai connotatati molto seri.
Era il 1980, e quel mecha portò il nome di "Ideon".

E' l'anno 2300, e l'umanità è riuscita a portare la colonizzazione su pianeti al di fuori del Sistema Solare; tra essi vi è il pianeta Solo. Proprio sul pianeta Solo vennero trovati dei reperti molto particolari: tre mezzi militari e una gigantesca nave spaziale, che verrà ribattezzata Solo Ship. Tra gli abitanti che hanno assistito alla scoperta troveremo tre giovani, Cosmo Yuki, Kasha Imhof e Deck Afta, il soldato Jordan Bes e la studiosa Sherly Formosa.
Sfortuna vuole che in prossimità del sito di scavo vi sono dei soldati che all'improvviso attaccano il sito con lo scopo di mettere le mani sul ritrovato, usando mezzi di una tecnologia superiore; nella confusione, Cosmo, Kasha e Deck finiscono col salire sui mezzi: incredibilmente si accendono da soli, portandoli a fondersi in un gigantesco robot che con le sole mani fa a pezzi i mezzi avversari, lasciando sconcertati gli oppositori. Peccato che, tempo dopo, i nemici tornano all'attacco e mettono la città del pianeta Solo a ferro e fuoco, pur d'impadronirsi dei mezzi recuperati e del robot in questione, chiamato Ideon, costringendo i Terrestri alla fuga con la Solo Ship. Poco tempo dopo verrà catturata nei corridoi della nave una donna appartenente agli assalitori, Karala Ajiba, e da lei si scoprirà che l'Ideon è mosso dalla leggendaria energia dell'Ide, una fonte di energia infinita dotata d'intelligenza, e i loro persecutori, la razza aliena umanoide Buff Clan, vogliono mettere le mani sull'Ideon, per loro una sorta di divinità, e sull'Ide, anche a costo di uccidere chiunque sul loro cammino. Karala verrà presto accettata dall'equipaggio, dal momento che la sua specie la etichetta come traditrice.
Per l'equipaggio della Solo Ship ha inizio una drammatica fuga nello spazio, usando il potere dell'Ideon per poter resistere agli attacchi del Buff Clan, che darà a fondo a tutte le sue risorse militari; il tutto sotto lo sguardo dell'Ide stesso.

Giudicare il cast è un po' difficile, dal momento che tifare per i protagonisti, cioè l'equipaggio della Solo Ship, è cosa risaputa, complice il fatto che il cast include di tutto, cioè adulti, giovani e perfino bambini, mentre il Buff Clan dipende da come lo si vede, tra spietati generali senza remore e soldati e generali dotati di grande cameratismo.

In questa serie Tomino introduce molte delle tematiche che verranno analizzate nelle sue opere, come giovani costretti alla lotta, nemici umanoidi e militarizzati a dovere, fiducia solo dei propri alleati e non di aiuti esterni che sanno essere malvagi quanto i propri nemici, se non di più, poiché accecati dal potere, l'importanza dei giovani, dal momento che ci saranno bambini nella nave che avranno un peso fondamentale sull'Ideon e la sua energia, il dare grande importanza alle figure femminili, presentando figure toste in battaglia quanto fragili per la loro natura femminile alla ricerca di amore, figure familiari pronte a rinnegare e, addirittura, a uccidere un proprio membro, poiché semplicemente un traditore o un ostacolo o non perché lo si riconosce come tale per false voci.

Non esiste una puntata, cosa standard per l'epoca, in cui l'Ideon non entri in scena contro i suoi inseguitori, che useranno i loro allucinanti mezzi e navi da battaglia, oltre alle loro strategie militari: inizialmente userà solo le mani e l'armamento installato dall'equipaggio, cioè i missili in ogni parte del corpo e il glenn cannon nella "cintura", i quali permetteranno lo spettacolare attacco a bombardamento totale, ma, man mano che la serie andrà avanti, e il potere dell'Ide cresce, userà poteri più allucinanti, come evocare gigantesche lame di luce in grado di espandersi all'infinito o convogliare tutta la sua energia nella colossale Ideon Gun. Non mancheranno puntate dove la situazione si risolverà mediante drammatiche sparatorie o duelli di spade laser. Ed è inutile far ricordare che molti personaggi andranno all'altro mondo, e non in modo piacevole.

Graficamente il titolo fa il suo dovere, mentre il design dei personaggi e dei mecha fa della serie il suo punto debole; è infatti impossibile non notare la capigliatura di Cosmo o l'aspetto quasi alieno dei nemici, mentre è facile farsi ingannare dal semplice aspetto dell'Ideon e gli allucinanti mecha del Buff Clan.
In ambito sonoro andiamo bene, con OST molto coinvolgenti, doppiaggi standard per l'epoca e una tutto sommato gradevole opening.

Dato che la serie si concluse prematuramente con trentanove puntate sulle previste quarantatré, ho deciso di vedere tutta la serie tranne l'ultima puntata, per poi passare al secondo film, che riprende l'ultima puntata in questione con quelle che dovevano essere le puntate finali.
Con questo, passo e chiudo.


 3
AkiraSakura

Episodi visti: 39/39 --- Voto 9
Quando nel 1976 Go Nagai abbandonò la Toei Animation ebbe inizio un periodo molto fecondo per il genere robotico. Gli autori iniziarono a proporre nuove idee per rinnovarlo, come ad esempio Nagahama Tadao ("Combattler V", "Vultus V", "General Daimos"), che caratterizzava i "cattivi" allo stesso modo dei "buoni", umanizzandoli e facendoli diventare protagonisti a tutti gli effetti; come Yoshiuki Tomino, che con il suo "Gundam 0079" abbandonò definitivamente lo schema tokusatsu, spogliò il robot dell'aura super e introdusse il realismo delle vicende trattate; come Akiyoshi Sakai, che con il suo "Baldios" tentò (invano) di alzare il target a cui era destinato il genere, mettendo il robottone in disparte e concedendo tutto lo spazio ai personaggi. "Baldios" e "Gundam" erano state le opere più coraggiose, le altre - tra cui metto anche "God Sigma", "Daltanious", "Laserion" e tutti gli altri robotici di transizione - erano ancora in parte legate alla tradizione nagaiana. La gloriosa fase di "incertezza" finì nel 1982, dopo il clamoroso successo di "Macross" e dei tre film riassuntivi di "Gundam", che fissarono le nuove direttive per il robotico a venire. Tornando a noi, proprio lo stesso anno della messa in onda di "Baldios" (1980) uscì anche "Ideon", che reputo l'apoteosi della genialità di Tomino e il suo vertice massimo.

La nuova direzione aperta da "Gundam 0079" era stata inizialmente un flop, ergo il regista ebbe l'idea di fare un passo indietro, tornando a scrivere la trama di un super-robot. Quest'ultimo però non poteva essere uguale a tutti quelli che lo avevano preceduto, ma doveva differenziarsene il più possibile: infatti "Ideon" possiede una trama più affine all'hard sci-fi che al robotico tradizionale; le vicende si snodano su scale cosmiche, esattamente come nelle grandi "space operas" del passato, "Star Blazers" in primis (Tomino ne aveva scritto le sceneggiature di alcuni episodi); l'atmosfera è cupa, opprimente, angosciosa. Il super robot definitivo ideato da Tomino è un vero e proprio "Dio", la cui potenza aumenta progressivamente nel corso della serie, fino a diventare infinita, con conseguenze cosmiche e apocalittiche devastanti. Questo fatto verrà messo in luce fin dalla prima puntata della serie, a scanso di equivoci: "Ideon" è un vero e proprio viaggio nell'oblio, dove i protagonisti devono utilizzare una macchina che non sanno controllare e che potrebbe distruggere tutto da un momento all'altro, come una bomba ad orologeria.

I personaggi di "Ideon" sono molto antipatici e brutali: non è possibile definire dei "buoni" o dei "cattivi", in quanto sono tutti palesemente razzisti e intolleranti. Quelli del Buff Clan chiamano "alieni" i protagonisti, i protagonisti chiamano "alieni" quelli del buff clan; l'incomunicabilità, tema chiave di tutta la sterminata produzione tominiana, è totale: nessuno vuole comprendere il punto di vista del nemico, nessuno è disposto a rinunciare al proprio egoismo, alla propria tradizione e alle proprie convinzioni, che spesso si riveleranno errate. L'unico personaggio che cercherà di riconciliare le due fazioni verrà deriso e umiliato da entrambe, diventando spesso oggetto di un odio e di un'invidia feroci (mi riferisco ovviamente alla bellissima principessa Karala).

La storia inizia con il ritrovamento di una antica astronave e di un misterioso robot da parte di un'equipe scientifica sotto le direttive di Sheryl, una giovane dottoranda ancora inesperta. Poco dopo questo avvenimento, il Buff Clan, una potenza spaziale completamente militarizzata e governata da regnanti ottusi, tradizionalisti e meschini, non esiterà a bombardare l'antica astronave con tutta la spedizione di Sheryl al suo interno, ritenendola ostile. A questo punto, inspiegabilmente, Il colossale ciclope rosso, una volta salito a bordo il nostro protagonista Cosmo (la versione afro di Amuro), si attiverà da solo e respingerà l'attacco. Successivamente la situazione si farà pesante, in quanto i protagonisti saranno costretti a fuggire dai ripetuti attacchi del nemico a bordo di un'astronave sconosciuta, forse appartenente a qualche antica civiltà misteriosa, senza neanche sapere come manovrarla. Inoltre a bordo della Solo Ship (così è stata ribattezzata l'astronave) finirà per caso anche Karala, la raffinata principessa del Buff Clan: ella è l'unico personaggio "buono" e idealista della serie, che non tarderà a diventare un capro espiatorio su cui l'equipaggio della Solo Ship sfogherà la propria rabbia e le proprie frustrazioni, che spesso degenereranno in xenofobia e pura violenza fisica (memorabile sarà la scena in cui Sheryl e Karala si prenderanno a schiaffoni, lanciandosi sguardi pieni di odio allo stato puro).
Andando avanti con la fuga, la situazione si farà sempre più drammatica, e il potere del "Dio gigante", come premesso, crescerà a dismisura: c'è una forza misteriosa che lo muove, l'Ide, che risponde alle emozioni negative dei personaggi diventando sempre più potente e incontrollabile.

Che cos'è l'Ide? Che sia una forza di potenza infinita che fa muovere l'intero universo viene detto fin dalle prime puntate; indubbiamente abbiamo a che fare con uno "spiritus mundi", una divinità impersonale che non si cura delle sorti dell'umanità, un "dio natura" tipicamente panteistico. L'affinità dell'Ide con la natura viene suggerita continuamente dai molteplici indizi che Tomino lascia lungo il plot: sono infatti numerose le inquadrature naturalistiche in cui si muovono molti animali stranissimi, che suggeriscono l'estrema impersonalità, complessità e capacità di differenziazione della natura.
In un certo senso "Ideon" porta la psicologia in animazione ancora prima di "Evangelion": Ide infatti deriva da Id, che nella psicologia freudiana rappresenta il dominio degli istinti e delle pulsioni irrazionali dell'animo umano. Alcuni potrebbero notare una certa affinità tra l'Ide e l'inconscio collettivo junghiano, come suggerisce la rivelazione della natura della misteriosa forza nel corso della serie.

Nella caratterizzazione del Buff Clan Tomino critica pesantemente la tradizione giapponese, con i suoi freddi giochi di potere e le sue assurde regole d'onore tipicamente patriarcali, dimostrando una certa fiducia nei confronti delle nuove generazioni. In "Gundam 0079" il mondo poteva avere speranza di rinnovarsi grazie ai giovani Newtype; in "Ideon", invece, l'umanità ha bisogno di persone come Karala, non a caso ella ha una grande affinità con l'Ide. "Ideon" è comunque una serie assolutamente pessimista: l'umanità ha indubbiamente fallito, non è capace di rinnovarsi e può solamente affidarsi ad un "messia" esterno per redimersi.

Il finale di "Ideon" è purtroppo incompleto a causa dei problemi che questo titolo ha avuto con la produzione (taglio di budget a causa del basso share). Il vero finale è quello del film "Be Invoked", capolavoro assoluto dell'animazione di tutti i tempi e prototipo di tutti i film sci-fi cupi e distopici a venire ("Akira" e "The End of Evangelion" in primis).
E' da notare che la GAINAX ama molto citare "Ideon": "Gunbuster", "Evangelion" e "Gurren Lagann" lo omaggiano in modo molto evidente.

"Ideon", insieme al suo collega "Baldios", ha anticipato in pieno le tematiche portate in auge da "Evangelion" negli anni '90 (che le ha opportunamente aggiornate con post-modernismo, filosofia e sedute psico-analitiche) e che verranno ulteriormente riprese dai validissimi e nichilisti manga "Narutaru"e "Bokurano". Insomma, "Ideon" ha fatto scuola ed è avanti ancora adesso.

In definitiva, "Ideon" è il miglior Tomino di sempre. Nonostante l'orrendo mecha design e la totale assenza di fanservice, questo anime dimostra dei contenuti e una maturità sconcertanti. Non si tratta di un semplice prodotto di intrattenimento. Personalmente, un gradino sotto a "Gundam 0079" e "Ideon" metto "Dunbine" e "Z Gundam", altre due visioni obbligatorie per gli appassionati del robotico e dell'animazione giapponese in generale. Il mio voto è un nove e mezzo, quel mezzo punto lo tolgo solamente per le magagne grafiche e per le animazioni low budget.


 9
onizuka90

Episodi visti: 39/39 --- Voto 8
Qualora si dovesse destare l'interesse di rivangare il passato e di riesumare dal sepolcro vetusti (ed illustri) titoli ormai pressoché sconosciuti al mondo intero, ci si accorgerà di come siano passate inosservate agli occhi del pubblico numerose opere egregie e senza alcun dubbio meritevoli d'attenzione, ma che per gioco di un fato crudele e meschino giacciono ormai dimenticate. La serie qui in esame, purtroppo, non si salva da tale gramo destino: ci riferiamo a Space Runaway Ideon, anime robotico del 1980 diretto e sceneggiato da Yoshiyuki Tomino, padre del celebre Gundam, opera con cui "illo tempore" rivoluzionò letteralmente il genere robotico introducendo per la prima volta il concetto di "real-robot", esautorando i precedenti canoni che vedevano al centro i "super-robot" spesso considerati sotto una luce mistico/sovrannaturale, per ridurli a mere macchine belliche compiutamente realizzate e controllate dall'uomo. In Space Runaway Ideon permane d'altro canto un'affinità con quello che si potrebbe definire il genere robotico tradizionale, di "nagaiane" reminiscenze.

Ma cogliamo l'occasione per spiegare meglio queste parole addentrandoci in un piccolo e doveroso accenno alla trama. L'Ideon è una sorta di reliquia lasciata da una antica civiltà extraterrestre nota come "Sesta Civilizzazione" assieme ad una possente nave spaziale, che verrà in seguito denominata Solo Ship. Queste due ancestrali eredità di una evoluta, ma ormai estinta cultura, vengono fortuitamente rinvenute da una spedizione coloniale terrestre su un pianeta lontano. La loro fonte d'energia, "L'Ide", è avvolta da un fitto lembo di mistero, e sembrerebbe consistere in una sorta di entità superiore, forse divina, di cui inizialmente nulla si conosce, ma sulla quale si tenterà gradualmente di far luce nel corso trentanove episodi della serie. La sua figura rimane in ogni caso ammantata da un'aura di misticismo che quasi sconfina nella sacertà, e poche saranno le rivelazioni che ci porteranno a comprendere la sua intima natura. Ad agognare tale potere vi è però una razza aliena, Il Buff Clan, le cui leggende narrano dell'Ide come di una fonte di speranza, e che è perciò intenta nella cerca di tale idolo. L'incontro delle due civiltà sul pianeta Solo segnerà l'esordio di una terribile e sanguinosa guerra e di una interminabile odissea della Solo Ship attraverso l'intero universo.

Non mi sorprende lo scarso successo di Ideon a livello di opinione pubblica, sicuramente si tratta di un'opera complessa e di non facile ne immediata comprensione, in cui si prendono in esame tematiche non adatte a tutti, principalmente considerando l'elevato grado di pessimismo cosmico di cui sono pregne. L'idea di essere umano che traspare da quest'opera è infatti del tutto negativa, l'uomo è tristemente destinato ad un'esistenza di dolore, di incomprensione, di guerra perpetua. Ciò che connota sia l'umanità sia il Buff Clan sono l'egoismo, l'attaccamento alla tradizione, la xenofobia, che inesorabilmente li attraggono in una cupa spirale di odio, una guerra violenta e a tratti assurda. Appare chiaro fin da subito che la via del dialogo non è praticabile, poiché nessuno è intenzionato a cedere anche solo di un passo, il potere corrompe la volontà dell'uomo spingendolo persino al "fratricidio" e al tradimento. Una tematica di grande interesse in Ideon è infatti il rapporto tra l'uomo ed il potere, un potere tanto iperbolico da mettere a rischio l'incolumità dell'uomo stesso, nel corso della serie si cercherà addirittura, ma invano, di sbarazzarsi di tale gravoso fardello.

Un altro aspetto da considerare è quello sociologico, concernente i rapporti umani ed interpersonali. Ogni fazione rimane profondamente legata a se stessa, fino al punto in cui ogni entità ad essa esterna diviene automaticamente un nemico. Apparirà ora più chiaro al lettore il mio riferimento alla xenofobia, all'odio per il diverso, che si fa strada e condiziona in modo preponderante il "modus agendi" dei personaggi. In alcuni casi quest'odio verrà superato, in altri si inasprirà maggiormente, ciò che rende incredibilmente veri ed umani i personaggi di Ideon è proprio il fatto di non sconfinare mai in un eccesso di cinismo ne in un eccesso di idealismo, entrambi gli aspetti sono comuni all'uomo ma si mediano a vicenda. Così vedremo i membri della Solo Ship evitare inutili stragi, difendere i più deboli, accettare membri alieni tra le loro fila fino a sentirli come parte della famiglia, ma d'altro canto i valori in cui si crede cadono in frantumi, l'uomo non esita ad uccidere a tradire e perpetuare la guerra in difesa della salvezza della propria patria, della propria razza. Una peculiarità di Ideon è che si tratta di un'opera corale, vale a dire che è presente una moltitudine di personaggi ai quali viene dato spazio in proporzioni simili, senza privilegiare il protagonista o i comprimari. Anzi, spesso i nemici vengono contestualizzati e caratterizzati in modo impeccabile, ad esempio Harulu, Karala ed altri ufficiali del Buff Clan, mentre Cosmo, Kasha e Bes vengono "quasi" trascurati, al confronto. Molto spesso ad alcuni personaggi non viene dedicata più di qualche puntata, cionondimeno il breve tempo che li vede in scena si rivela sufficiente per dare loro la giusta profondità e valore, si guardi la vicenda di Moera o dei genitori di Bes.

Altri due aspetti meritano di essere ricordati, in primis la forte connessione che si nota tra Buff Clan e società giapponese, entrambe grandemente legate al senso dell'onore e al valore della tradizione familiare, della linea di sangue, elemento che porta al compimento di atti che a noi sembrerebbero assurdi. Si arriva ad uccidere una sorella perché ha "sporcato" il sangue della famiglia concependo un pargolo da un essere alieno, oppure al suicidio per il nome e l'onore della patria e della famiglia. L'altro aspetto, secondo per ordine, ma non per importanza, è lo spazio e l'approfondimento che viene concesso alle figure femminili, tutte magnificamente caratterizzate e credibili, che possono vantare una profondità maggiore di gran parte del cast maschile. Questo è ancor più enfatizzato da varie sotto trame di natura sentimentale che vengono portate in parallelo all'intreccio principale e che impreziosiscono questo immenso affresco incredibilmente interessante di relazioni umane che Ideon riesce a dipingere.

Andando ad esaminare il fulcro della serie, L'ide, esso si presenta come una fonte incontrollabile di energia, che reagisce all'istinto di sopravvivenza. Si scopre poi che consiste in una sorta di entità istintiva e amorale, una coscienza collettiva ridottasi a puro istinto di autoconservazione il cui scopo è difendere la vita, pura e incorrotta: l'unico valore assoluto che trascende l'uomo sembra essere quindi l'egoismo. Per questo motivo sono i bambini quelli che hanno la maggiore capacità di sinergia con esso, poiché l'istinto del bambino è quello più puro e sincero, un istinto di sopravvivenza che non viene corrotto da concetti quali morale, odio, conservatorismo, onore, che invece ammorbano l'essere umano adulto e si presentano come una sua costante inalienabile, ad esso connaturata. La razza umana e il Buff Clan sono destinati ad estinguersi uccisi dal loro odio reciproco, non vi è alcuna speranza di conciliazione, almeno non in vita. Il futuro è affidato alla nuova generazione, un nuovo essere che porterà l'umanità ad un più vasto orizzonte e ad una nuova esistenza. Interessante notare come l'Ide protegga qualsiasi forma di vita, e non solo quella più sviluppata e senziente, ma anche le varie entità animali che si incontrano in questa incredibile "odissea nello spazio", segno della sua imparzialità e mero istinto che lo guida in questa perenne cerca.

Dal lato tecnico-registico risalta immediatamente alla sensibilità dello spettatore di oggi l'incredibile lentezza espositiva e narrativa della serie, che si sciorina in ben trentanove episodi. Le produzioni moderne hanno ben altro ritmo, ma tale flemma è giustificabile contestualizzando la serie al suo tempo e considerando l'elevato numero di episodi. Nella seconda metà si assiste ad un crescendo sempre più incalzante che verrà purtroppo stroncato dal finale inconcludente, ripreso successivamente nel film Densetsu kyojin Ideon - Hatsudou hen, la cui visione risulta imprescindibile per la comprensione del messaggio. Il chara design è semplice e scarno, personalmente non l'ho molto apprezzato, ma convengo con chi afferma che si adatti all'atmosfera cupa della serie; le musiche sono bellissime, sopratutto quelle delle battaglie. Il mecha design è tra i più brutti e anonimi che abbia mai visto, lo stesso Ideon non è altro che un robottone squadrato di colore rosso, un consistente "pugno nell'occhio" sia esteticamente che per la gradazione cromatica.
L'apparato grafico non è dei migliori, a tutti gli effetti la serie non è formalmente molto piacevole, ma sostanzialmente colma tali lacune ponendo riflessioni dense e significative, merito di cui poche opere degli ultimi tempi si possono fregiare. Concludo con un invito a concedere una possibilità a questo gigante del passato, che ad oggi ha potuto godere davvero di una magra fama del tutto immeritata rispetto alle sue potenzialità.


 2
Locke Cole

Episodi visti: 39/39 --- Voto 8
Opera ottenebrata dal maestoso successo delle più celebri produzioni del maestro Tomino, "Ideon" si rivela essere una serie brillante e innovativa per i suoi tempi, tanto che la critica del pubblico non le ha permesso di passare alla storia.
Una serie interessante, che se da un lato rappresenta il ritorno al genere dei super-robot, accadimento apparentemente bizzarro se consideriamo che viene eseguito dal padre dei real-robot, dall'altro è caratterizzata da un realismo sociale e psicologico prossimo alla perfezione, tale per cui a tutt'oggi poche altre produzioni possono rivaleggiare con "Ideon" in questo ambito.
L'opera si presenta infatti come una vasta analisi sociologica delle abitudini e delle interazioni di diversi gruppi che intrecceranno fra loro reciproche relazioni durante la perpetua fuga dell'astronave Solo e del relativo evolversi di tali situazioni. Vedremo così i terrestri fuggiti del pianeta Solo, o Logo Dau che dir si voglia, confinati nel loro piccolo mondo, una corazzata che funge da loro unica salvezza ma che ben presto si rivelerà anche il loro ultimo bastione. Il gruppo, guidato dal volenteroso Jordan Bes, sarà infatti braccato incessantemente dal Buff Clan, alieni i quali risulteranno sin troppo simili agli esseri umani negli schemi psicologici, ma sarà breve l'illusione di trovare un rifugio presso i propri simili.

Entra così in scena uno degli elementi portanti e meglio resi della serie: la xenofobia, la profonda repulsione verso l'estraneo e la diversità, un male che rapidamente si insinua nei cuori delle persone e difficilmente se ne sradica. Tutti inizieranno ad odiare coloro che non appartengono al proprio gruppo sociale fin da subito e sarà ben faticoso, se non impossibile, per gli ultimi arrivati riuscire ad entrare fra le grazie dei nuovi compagni.
Qui si denota fin dall'inizio dell'opera la grande umanità dei personaggi di "Ideon", dove con questo termine intendo il loro comportarsi tipicamente da esseri umani: con l'introduzione del personaggio di Karala (e successivamente con Gije) nell'astronave Solo vediamo pienamente come i protagonisti non siano affatto contraddistinti da una nobiltà d'animo maggiore degli altri personaggi, no, anche loro provano paura, odio, repulsione, desiderano fare soffrire chi gli ha causato tanto patimento, poco importa se si tratterà di una persona non coinvolta direttamente nell'accaduto e ugualmente non ha rilevanza la sua effettiva colpevolezza.
E tutti, amici o nemici (sempre che questa distinzione si possa fare), terrestri o membri del Buff Clan, ognuno sarà mosso ben più rapidamente dai propri sentimenti più istintivi che dalla razionalità nelle situazioni di disperazione, alienazione e profondo disagio emotivo nelle quali versano coloro che hanno la sfortuna di incrociare il cammino del gruppo di Bes.
Se l'aspetto negativo dell'animo umano viene messo tanto in risalto, la questione è tuttavia ottimamente gestita e non si ottiene un eccesso di cinismo che porterebbe a rendere i personaggi innaturalmente crudeli: vediamo spesso l'equipaggio della Solo cercare di ridurre al minimo i danni e non esporre i propri simili, anche se dichiaratamente ostili, ad inutili genocidi, li vediamo vacillare nella loro spirale di disperazione ma essere resistenti nel raggiungere il limite. Similmente il nemico, per quanto spietato, appare ben motivato nei propri intenti, spesso preso con forza ad iniziare questa danza di guerra nata dall'incomprensione e fondata sul timore dei fantasmi delle potenzialità dell'avversario. Vedremo molti comandanti nemici avere un proprio scopo e una precisa ambizione, tanto che, in stile tipicamente orientale, daranno la vita con orgoglio per i propri cari o preferiranno battersi all'arma bianca in risposta alla provocazione lanciata dallo sfidante.

A questo punto l'argomento si allarga eccessivamente e si perde il filo del discorso e la motivazione è data dalla coralità di "Ideon": non si ha infatti un gruppo di protagonisti ben definito, ma le scene sono equipartite fra l'equipaggio della Solo e le squadriglie del Buff Clan, tanto che gli stessi Cosmo oppure Bes hanno ben poca presenza scenica come personaggi singoli. In tutto questo però, anche nelle figure che hanno a disposizione poche scene per esplicarsi pienamente, abbiamo un'analisi e una caratterizzazione eccellente, tanto che si riesce ad ottenere una forte drammaticità, tale da permettere lo svilupparsi della tragicità, che tuttavia non risulta pesante od ostentata.
Questo sviluppo di empatia verso i personaggi si manifesta non solo per gli umani, ma pure per gli alieni, che hanno modo di essere contestualizzati e caratterizzati così da non risultare dei semplici persecutori.
Proprio questa mancanza di una visione di parte permette di osservare lo svilupparsi di questa guerra come degli spettatori esterni, cosa che avviene raramente in altre produzioni, in quanto spesso la regia tende a narrare gli accadimento secondo la visione che il gruppo di protagonisti e quindi una singola fazione ne ha, potendo così distinguere chiaramente chi sia nel giusto e chi nel torto, cosa chiaramente contraria alla concezione relativistica che si ha in "Ideon".
Pure l'amore segue questo metodo di moderazione, permettendo l'intrecciarsi di diverse relazioni sentimentali affettive profonde durante la serie, che tuttavia risultano spontanee nel loro instaurarsi e non vanno a rubare mai la scena alle tematiche più importanti, garantendo al contempo una maggior caratterizzazione dei personaggio e dei loro sentimenti. Quest'ultimo aspetto, quello amoroso, seppure non abbia una rilevanza cruciale nell'interezza dell'opera (mentre nei singoli episodi può risultare fondamentale), è una delle migliori realizzazioni di "Ideon", tanto che pochi anime possono reggere il confronto con delle storie sentimentali tanto vere e realistiche senza farsi cogliere da eccessi.

In quanto detto sinora va ad imporsi la forte rilevanza dell'etica nella struttura dell'opera: come già detto, i personaggi sono umanamente crudeli e timorosi, ma non all'eccesso e similmente provano pietà e amore, tuttavia nel quadro generale appare chiaro che non esiste una morale assoluta, ma che tutti si muovono fra scale di grigi, dove anche i più idealisti capiscono ben presto dove finiscano i propri sogni.
Non si possono dunque definire né un bene né un male assoluti, tuttavia il bilancio generale è decisamente volto alla negatività, dove l'unico valore pare essere l'istinto di sopravvivenza, ossia l'assoluto egoismo.
Considerando l'Ide come fattore esterno agli umani e agli alieni nella ricerca dei valori assoluti, ebbene quest'ultimo esula dagli schemi di questi due, ma non appare affatto un'entità benigna, d'altro canto con si può nemmeno definire intrinsecamente malvagia, anzi, la definizione migliore è il suo essere istintiva.
La soluzione sta dunque nella sua natura. Qualunque cosa sia, l'Ide appare un puro istinto di autoconservazione, ossia una manifestazione quanto mai prossima all'Es (o Id, per l'appunto).
È solo una mia interpretazione, tuttavia la similitudine concettuale (a mio avviso caldeggiata da quella fonetica) è consistente e quindi, nel bilancio della morale, si osserva come ciò che trascende gli uomini non sia un'entità saggia e giusta ma la parte più profonda ed originaria dell'apparato psichico, che in "Ideon" vede una propria manifestazione fenomenica.
La stessa concezione dell'Ide come unione di menti che hanno tuttavia perso la propria individualità appare fortemente junghiana e mi porta a propendere ancor di più verso un'interpretazione psicoanalitica di tale soggetto.
Altra forte somiglianza fra l'Ide e il concetto di Es è che sono entrambi amorali e istintivi e nessuno può controllarli, ma si può comunicare agli stessi. Non a caso i bambini nella prima infanzia, propriamente quelli non ancora entrati nella fase fallica (stimando l'età di Piper Lou attorno ai tre anni), sempre per rimanere in ottica psicoanalitica, sono coloro che maggiormente riescono a rendere efficace tale comunicazione, proprio perché in loro l'Io risulta ancora debole e incapace di opporsi validamente all'Es senza aiuto esterno, mancando infatti tali bambini di un proprio Super-Io.
Per contro, gli adulti, coloro che hanno imbrigliato l'Ide col potere della tecnologia, non possono più comunicare con lo stesso, essendo troppo preponderante in loro il Super-Io.
Certo, non è possibile trovare una soluzione univoca alla questione dell'Ide stanti i pochi indizi forniti durante la serie, ma è sicuramente più piacevole un'interpretazione aperta piuttosto che una forzatura o una soluzione sbrigativa, che avrebbe tolto anche il carico di mistero a questo elemento.

Tutti questi elementi rendono "Ideon" una serie notevoli e fortemente innovativa, tanto che per me avrebbe soddisfatto il pubblico della metà degli anni '90, quando serie profondamente sperimentali e psicologiche sono venute alla ribalta.
L'eco di "Ideon" è stata comunque forte per chi avesse orecchie per udirla e alcuni titoli celeberrimi ne hanno attinto a piene mani. È innegabile che molti grandi lavori della Gainax si siano fortemente ispirati a questa serie e mi riferisco a "Gunbuster", "Diebuster" e soprattutto "Tengen Toppa Gurren Lagann".
Molti affermano che anche "Neon Genesis Evangelion" debba moltissimo a quest'opera di Tomino, ma io, da grande estimatore e conoscitore di "Evangelion", posso dire che i riferimenti sono blandi e di scarsa rilevanza (o meglio, tra le due serie, in quanto i film "Ideon: Be Invoked" e "The End of Evangelion" hanno invece talune interessanti similitudini concettuali oltre che visive). Non dico ciò per difendere il mio protetto, so anch'io riconoscere le imperfezioni della serie, ma le somiglianze si limitano all'utilizzo dell'aspetto mistico e trascendente della trama, che tuttavia in "Ideon" è molto importante e legato all'etica sviluppata nella serie stessa mentre in "Evangelion" gli elementi esoterici ed arcani, ma in realtà qualsiasi particolare legato alla trama, hanno ben poca rilevanza, perché la trama ha la sola funzionalità di servire ad introdurre l'analisi dei due episodi finali, i quali si svincolano dalla stessa.
Insomma, per "Evangelion" "Ideon" avrebbe potuto essere solo un deterrente alla sua realizzazione, dato che ha dimostrato come una serie profondamente realistica e cruda non riscontri alcun successo presso il pubblico (la stessa serie manca dei tre episodi finali inizialmente in progetto, tanto fu grande il suo fallimento), mentre le somiglianze si possono limitare al fatto che entrambe opere sono caratterizzate dall'assoluta verosimiglianza psicologica (invece concetti di primo acchito simili quali l'A.T. Field, il Progetto per il Perfezionamento dell'Uomo e l'Ide sono in realtà fra loro molto diversi, per certi aspetti antitetici).
Ben altre considerazioni meritano i lavori da me citati come derivati di "Ideon". Queste tre opere condividono infatti molte delle caratteristiche di questa serie, prime fra tutte la crescita del potenziale dei mecha e l'estensione, inizialmente lineare e verso il finale esponenziale, degli scenari bellici. Inoltre l'idea del potere della spirale è sin troppo vicina alla concezione idealistica dell'Ide, seppure in un contesto molto meno tragico.
Queste tre opere comunque vanno allontanandosi, nell'ordine con cui le ho presentate, dalle atmosfere di "Ideon", tanto che, se "Gunbuster" ne rappresenta una versione parzialmente sdrammatizzata, "Tengen Toppa Gurren Lagann" perde la tragicità in favore dell'umorismo molto marcato.
Con questo voglio dire che tali opere sono solo un riflesso della profondità raggiunta da Tomino in questa serie e non è mia intenzione metterle seriamente a confronto.

Concludendo con le mie divagazioni, l'aspetto registico e scenografico risulta eccellente, con una più che buona distribuzione dei tempi, fra scene incalzanti e riprese lunghe, di modo da evocare ogni volta la giusta atmosfera.
Per essere un'opera di quasi trent'anni fa, ritengo che possa ritenersi più che vicina ai metodi di narrazione moderna e che non rischi di annoiare chiunque la guardi. Bisogna pur sempre considerare che si tratta di un lavoro accurato e particolare, certamente dedicato ad un pubblico alla ricerca di opere notevoli e da analizzare più che destinato alla commercialità.
Pur essendo indirizzato alla generazione precedente alla mia, ho trovato "Ideon" estremamente piacevole nella narrazione, assolutamente non pesante, come alle volte invece accade per opere pensate per la sensibilità di un pubblico abituato ad un differente stile narrativo.
Sull'aspetto tecnico, sebbene condivida la scarsa finezza del mecha design (l'Ideon è indubbiamente brutto un bel po'), ho trovato invece il character design piacevole e azzeccato, esattamente il tratto scarno che dovrebbe tratteggiare una simile vicenda, accompagnato da animazioni di livello discreto per i primi anni '80.
Unica pecca rilevante da far notare, seppur non intrinseca ma incidentale (in quanto la serie è stata troncata a causa della scarsità di ascolti), è il finale, a mio avviso reso frettolosamente, per ovvi motivi, al quale sarebbe stato preferibile un finale pienamente tronco o improprio, quale, ad esempio, la continuazione della fuga della Solo.
Certo, sono stati realizzati due film a conclusione della vicenda, dove in realtà il primo dei due è un riassunto della serie, che tuttavia non paiono allontanarsi dalle idee sviluppate nel finale televisivo, però non è questo il luogo dove discutere a riguardo.
Consiglio quindi la visione di "Ideon" sia ai nostalgici che a coloro che apprezzano il genere mecha che non potranno farsi mancare un'opera simile sia a chi come me è alla ricerca di opere psicologiche e realistiche.


 1
demone dell'oscurità

Episodi visti: 3/39 --- Voto 9
Una delle prime forme "intelligenti" di mecha la vediamo attraverso questo titolo, di cui l'autore dà il carattere formante all'opera basandosi sulla sfrontatezza e l'insipienza umana come elemento di partenza, difatti nei mecha precedenti siamo sempre stati abituati a vedere "prodotti frutti di anni di ricerche di laboratorio e finalmente arriva il gran giorno...." vabbè, molti titoli si sono sempre fregiati di questo "tramandarsi l'opera", qui invece vediamo un punto di svolta dei mecha che solitamente intendevamo per innovazione il passaggio dall'unione di robot pezzo per pezzo ad un'unione-simil matrioska, vediamo finalmente la prima forma di mecha che non dipende necessariamente da tutto questo.
È un'evoluzione data dall'involuzione umana, l'uomo è riuscito nel corso degli anni futuri in cui la vicenda è ambientata, a colonizzare gran parte dello spazio, ma non riesce ancora ad interpretare e a capire perfettamente l'operato degli alieni, specie se si tratta di un loro congegno. Di qui nasce l'opera che porta il nome di questo strano automa che da tre mezzi potenti diventa il robot invincibile grazie ad una manomissione di un talentuoso essere umano, che ne diventerà il pilota di questo enorme essere.

Col passare degli episodi ci si renderà conto che l'automa sarà l'unico mezzo per non trasformare in terra bruciata dagli alieni il nostro pianeta, ai fini di vincere una difficilissima guerra con il popolo che ha creato appunto questo mostro meccanico. Tale automa possiede una energia praticamente inesauribile che permette l'eterna sopravvivenza alle genti che ne faranno uso, e questo è lo scopo degli antagonisti nell'attaccare gli umani, da queste intenzioni nasce lo scopo dell'autore di quest'opera, ovvero farci capire quanto sia importante il talento nell'esistenza umana.

Il talento è il sacro fuoco che muove tutte le azioni dell'uomo, è quello che permette di vincere anche le sfide più impensabili, è un'arte che non va considerata un privilegio, ma bisogna saperla usare con metodo ed esperienza, tale da affinarne con l'abitudine anche l'uso, diventando così delle persone capaci di cavarsela in ogni situazione e sempre per giusti scopi, chi invece utilizza il talento per oscuri scopi sarà sempre qualche spanna indietro sempre gli altri, sarà governato dalla presunzione e crederà sempre di essere infallibile, ed invece la vita ci insegna che si diventa perfetti ed infallibili solo se si sbaglia e ci si rialza innumerevoli volte, non saranno mai abbastanza fino a che tutto non diventerà quell'esperienza necessaria a sbagliare sempre meno, e tutto questo anche l'autore ce lo può riassumere in una sola parola: maturità.
Difatti la maturità nasce dall'impegno e dal talento, anche da un anime come questo si possono imparare delle cose utili per la vita, mai sottovalutarne la caratura, un vero peccato se si pensa il contrario, perché è un titolo che merita di essere visto, anche se solo di un episodio.

tetsuro90

 1
tetsuro90

Episodi visti: 39/39 --- Voto 10
Il cartone più sottovalutato di Tomino è stata la gallina dalle uova d'oro della Gainax, che ha preso innumerevoli spunti non solo per Evangelion e il rispettivo film, ma anche per Gunbuster e Blue Water.
La storia è complessa, esoterica, governata da una forza superiore, l'ide, e tutti i personaggi, buoni e cattivi, non sono altro che burattini nelle sue mani, che sanno solo odiarsi e combattere e dare il peggio di sé (come la nostra storia insegna).
Tuttavia l'idealismo e la purezza della bella Karala, nobile aliena intorno a cui si sviluppa l'intera vicenda e dei bambini della Solo ship, daranno il via al grande cambiamento in un umanità destinata all'autodistruzione provocando una reazione nell'ide.

Brutto il mecha design, piatti i protagonisti, ma credibili, come è bella e credibile la storia, che non racconto nel dettaglio per evitare spoiler.
Grandi scene di combattimento e grande regia, mille colpi di scena, grande colonna sonora con una bellissima sigla di chiusura dal significato molto profondo. Tomino si riconferma con questa serie un Genio, anche se incompreso, in quanto serie come queste erano troppo avanti per la loro epoca.
I miliardi che s'è fatto Hideaki Anno sono dovuti in larga parte all'influenza di questo bellissimo cartone.


 1
Mifune

Episodi visti: 39/39 --- Voto 8
Normalmente il nome Tomino viene accostato prematuramente alla serie di Gundam, togliendo respiro alle altre opere di questo geniale autore. Space Runaway Ideon è un anime robotico (genere mecha) datato 1980 ed è la serie animata creata dopo la prima epopea di Gundam. Inevitabilmente Gundam è stato l'innovatore del genere mecha creando una corrente di "pensiero" denominata dagli studiosi scuola realistica.
Con Ideon Tomino sembra aver fatto un passo indietro visto che il mecha di questa serie (di nome Ideon appunto) risulta quasi un super-robot, si perde l'idea di robot come normale macchina da combattimento e si torna al concetto di deus-ex machina tipico dei prodotti di Go- Nagai. Ma il concetto di robot indistruttibile viene sviluppato in questa serie in maniera molto intelligente, il mecha Ideon è un arma aliena di una civiltà scomparsa e funziona grazie ad una energia denominata Ide. L'energia Ide non controlla solo il robot, reagendo a suo piacimento nelle piu svariate situazioni, ma grazie al suo immenso potere domina il destino degli esseri umani, in poche parole risulta un Dio. L'idea geniale di Tomino sta proprio nell'aver creato questa identità che comanda per tutta la serie il destino dei protagonisti e anche tutta la narrazione è incentrata proprio su questa divinità. I nemici alieni,denominati Buff Clan, non sono altro che normali esseri umani provenienti da un pianeta diverso dai protagonisti ed è per questo che reciprocamente si etichettano come alieni anche se entrambi fanno parte proprio della stessa razza. Per parlare meglio del rapporto che intercorre tra le due civiltà e il "dio" Ide dovrei ridurmi a fare spoiler spiacevoli, quindi evito, anche se vorrei ancora una volta sottolineare come l'apporto di questa entità suprema nella serie porti tutta la narrazione a dei concetti veramente adulti e di più ampio respiro degni di un'analisi semiotica e critica a parte. Tralasciando il campo "filosofico" passiamo al comparto tecnico. La regia di Tomino come al solito è eccezionale per essere una serie di inizio anni '80, panoramiche, movimenti di macchina e intelligenti prospettive azzardate che ricalcano alla perfezione lo stile delle sue serie precedenti. La storia, scritta da ben cinque mani diverse, risulta un po debole sopratutto al centro della serie, anche se, dal mio modestissimo punto di vista, non annoia mai e risulta un buon racconto. Eccezionale è il peso che nella serie detengono le dinamiche interne all'astronave terrestre fatte di paura, tradimenti, sotterfugi e tutto il peggio che l'uomo riesce a proporre. Queste dinamiche avvengono sia sulla nave terrestre che su quella dei Buff Clan, come a sottolineare che il "male" dell'uomo è uguale ovunque senza distinzioni. Le animazioni sono in linea con i prodotti del tempo anche se certe battaglie sono un po ripetitive e vengono riutilizzate troppo spesso delle tavole già mostrate in precedenza. L'unica cosa che non mi ha convinto a pieno è il chara design non molto azzeccato, i protagonisti sembrano brutte copie dei personaggi delle serie precedenti di Tomino. Il finale, uscito nel 1982 sotto forma di film, è eccezionale perché esce dai soliti schemi classici. Prima di concludere l'analisi vorrei ricordare che questa serie viene considerata come una delle principali fonte di ispirazione di Neon Genesis Evangelion. Attenzione però, le due serie sono completamente diverse e i debiti che Evangelion ha con la serie di Tomino sono gli elementi di misticismo legati ad una serie robotica; per il resto i due prodotti vivono di luce propria. Space Runaway Ideon è proprio un piccolo gioiellino da vedere. Assolutamente.

black getter rules

 1
black getter rules

Episodi visti: 39/39 --- Voto 8
[<b>CONTIENE SPOILER</b>] Sono cresciuto a nutella e robottoni e fino a quando, per caso , non ho letto di Ideon e preso dalla curiosita non mi sono visto TUTTA LA SERIE IN UN SOLO BOCCONE (compresi i 2 film), ero convito che Baldios fosse la serie robotica (NON CONSIDERO EVA UNA SERIE ROBOTICA... stupendo a livello grafico/mecha/sceneggiatura, ma Anno ci racconta altro) più "deprimente" mai creata (alcuni episodi erano di una lentezza e una pesantezza incredibile), ma qui L'alienazione è a livelli stratosferici!
Inizia come Gundam (addirittura stesse inquadrature) con un tocco più "fantascentifico" (i nemici sono alieni, il robot è stato ritrovato) e qualche idea classica del tempo (la principessa aliena innamorata di un umano, stavolta non il protagonista, che scappa con lui mettendosi contro la sua gente, i viaggi interstellari, ecc...)
Questo all' inizio mi ha sviato... considerandolo un anime minore attorno a cui si erano sprecate troppe parole... ma gia' al secondo episodio mi sono ricreduto!
I personaggi danno il peggio di se (anche e sopratutto il protagonista) sia i "buoni" che gli "alieni", tra invidie, odio, diffidenza, tradimento... i "buoni sentimenti" sono spesso "demoliti" dal travolgere della storia e da avvenimenti catrastrofici di cui è farcita (difatti i protagonisti si troveranno a non poter risolvere determinati problemi perchè nel frattempo ne sono sorti altri), pure le 3 (2 1/2 per la precisione) storie d' amore saranno tragiche, luttuose e tormentate (anche se quella della principessa aliena riuscirà a mantenere quell'alone di puro che stona parecchio nel contesto generale).
Aggiungiamo che i personaggi sono abbastanza sopra le righe , anche se in molti ho riconosciuto, a livello grafico intendo, variazioni cromatiche di personaggi della saga di Gundam (AMURO versione mega afro) Daitarn3 (la principessa aliena è KOROS!) e Star Trek (un intero popolo con la frangia fatta col righello come Spock), ma dalla psicologia complessa e complessata.
Le astronavi e i Robot sono tanto "particolari", per non dire di peggio!
Ideon è un pugno in un occhio, sempra spesso un collage mal riuscito di tante idee grafiche su come NON deve essere un robot!

E allora perchè gli ho dato 8? Perchè mi sono visto tutta la serie in un solo botto?
Perchè la storia ti intriga, l' atmosfera è magnetica, quando inizia la sigla finale (che non ho mai sentito... la mia versione ha solo l'episodio, senza la 2 sigle, che non riesco a trovare da nessuna parte) sei voglioso di sapere cosa succederà! Come la situazione potrà evolversi?
IL regista mette molto sul fuoco, critiche alla società, all'uomo stesso, sulla guerra, ma anche sulla pace "forzata" e lo fa in maniera poco velata!
Inoltre realizza il sogno (o incubo) di ogni "narratore": creare una storia affascinante con personaggi NON AFFASCINANTI, che non creeranno un mercato di modellini (motore di tutte le serie robotiche... pure Eva ha pescato a piene mani dalle tasche dei collezionisti) ne qualsiasi altra forma di merchandising (doujin, ecc...)
Il pugno allo stomaco è pesante, ma vale la pena riceverlo.
Tra scene forti la decapitazione della quasi fidanzata del protagonista su tutte, ma anche le scene di battaglia si soffermano spesso sul danno fisico riportato dai piloti con un gusto quasi vougeristico), il finale del film che ha ispirato end of Evangelion e Paranoia Agent, una pietra miliare da riscoprire e che ha fatto scuola!

torakiki

 1
torakiki

Episodi visti: 39/39 --- Voto 7
Ho visto la serie completa in un fiato (3 giorni e mezzo).
Cosa dire? I personaggi sembrano "evoluzioni" (se non variazioni sul tema) di quelli di Gundam (a livello grafico, come caratterizzazione invece sono su un altro pianeta). Con un mecha allucinante (sia Ideon che tutte le altre macchine sono la cosa più lontana da essere commerciabilizzata... oco "affascinanti") e una storia che si appallottola su se stessa diventando sempre più drammatica e senza speranze... e quando si aprono spiragli di speranza succede sempre qualcosa che peggiora la giornata!
Quasi 20 anni prima Ideon anticipa Eva sulle tematiche mascherando tutto con una storia all'apparenza "classica" (molte serie di allora seguivano lo stesso canovaccio) condita tutto con paranoia (i protagonisti arrivano a odiarsi ma continuano a rimanere insieme solo per convenienza).
Una serie impegnativa, lunga, a volte indigesta, ma che sa farsi apprezzare!

Gallo Cedrone

 2
Gallo Cedrone

Episodi visti: 39/39 --- Voto 9
Non so perché, stasera mi è venuta voglia di aprire uno di quei topic che non si cagherà nessuno e che finiranno nel dimenticatoio nel giro di un paio di giorni... Anche perché penso che qui, oltre a me, ci sia un'unica persona interessata a Ideon... Che è ovviamente Laira, estimatore dei robottoni in qualsiasi loro forma e manifestazione.
Allora, Ideon, serie TV prodotta da Sunrise e andata in onda dall'8 maggio 1980 al 30 gennaio 1981, è l'anime di Tomino immediatamente successivo a Gundam. Viene attualmente fansubbato dagli Shin Gettere e qui è possibile trovarne gli episodi. La serie totale consta di trentanove puntate e due film, il primo dei quali e una compilation degli episodi fino al trentaduesimo (con qualche modifica), mentre il secondo presenta un finale creato ad hoc. Ideon, tra l'altro, è famoso per essere stato una delle principali fonti di ispirazione di Evangelion. Conosco gente che lo voleva guardare solo per questo. Bah!
La storia parte da un pianeta sconosciuto, chiamato Solo, dove alcuni esploratori terrestri scoprono un'astronave e un robot componibile (è formato da tre distinti veicoli) di fattura aliena. Questi misteriosi artefatti sono loro contesi da una razza extraterrestre di aspetto molto simile agli esseri umani, il Buff Clan. Braccati dal Buff Clan, i terrestri salgono sull'astronave, che chiamano Solo Ship, e partono alla ricerca di una nuova patria (si sarebbero dovuti insediare su Solo). Il gruppo è capitanato da Bes Jordan e ha come esperta tecnica principale Sheryl Formosa. Protagonista della serie è però Cosmo Yuki, incazzoso ragazzino dalla pettinatura afro (figlio del solito professore che muore subito) che diventa il pilota principale dell'Ideon (ovvero il robottone di cui sopra). Durante la loro fuga per lo spazio, i membri dell'equipaggio della Solo Ship sono accompagnati anche da Karala, nobile del Buff Clan che, per una serie di circostanze, si ritrova sulla nave. Ovviamente, il viaggio è accompagnato da battaglie varie contro i mecha giganti del Buff Clan, che puntualmente l'Ideon smazza, come vuole la tradizione. Questa macchina aliena nasconde però molti segreti: nessuno sulla Solo Ship comprende esattamente come funzioni, eppure sembra diventare sempre più potente a ogni combattimento.
OK, adesso magari vi sterete chiedendo perché vi stia consigliando di guardare un anime più vecchio di buona parte di voi, con un mecha design allucinante, con un protagonista che ha una pettinatura anche peggiore e per di più fatto da Tomino (che non ci prova nemmeno a catturare l'attenzione dello spettatore, ma che va per la sua strada e tanti saluti a chi non gli sta dietro). Perché Ideon è diventata in breve una delle serie che preferisco. Ci sono spunti estremamente interessanti fin dai primi episodi. Come accadeva in quel periodo, Tomino prende i problemi di comunicazione come punto di partenza per imbastire la propria dialettica; anzi, ma questo è ovvio, si può dire che Ideon riprenda da dove Gundam si era fermato... ma calca la mano ancora di più. In genere, quando si parla di bastardaggine tominiana, si tirano fuori sempre i soliti titoli. Chi ha una conoscenza superficiale dell'argomento cita Zambot 3, perché lo si è visto anche in Italia; chi ne sa un po' di più tira in ballo V Gundam, che è probabilmente il più sanguinario dal punto di vista fisico; chi predilige lo stress psicologico (io, per esempio) parla di Z Gundam. Ideon, per il tipo di bastardaggine che esprime, si avvicina maggiormente a quest'ultimo, ma, per certi versi, da tale punto di vista, lo supera. Ideon è il cartone animato in cui la legge di Murphy trova la sua massima attuazione (se qualcosa può andare male, lo farà nel momento peggiore, in modo da causare quanto più danno possibile). Ideon è paranoia pura. Sulla Solo Ship sono nella merda fino al collo, perché stanno scappando da nemici con una potenza militare superiore, da cui possono difendersi solo con un'arma della quale non comprendono il funzionamento. Eppure, ogni singolo membro dell'equipaggio pensa solo ai cazzi propri e non esita a tradire i compagni e/o usarli come capri espiatori, se questo può tornare loro utile. E il bello è che il Buff Clan si dimostra simile ai terrestri non solo nell'aspetto, ma anche nel comportamento: pure loro si rivelano infidi con i compagni e interessati solo al proprio tornaconto.
Alla luce di tutto questo, non sorprende il finale del secondo film, che non rivelo qui (anche se penso che ormai lo conoscano anche i sassi). Ancora, ci si vede uno sviluppo di quanto già era in Gundam, ma in modo differente.
Insomma, anche se penso piacerà a pochi per il suo non essere user-friendly (è sempre Tomino, in fin dei conti), io consiglio di provarlo assolutamente. Chissà, potreste avere una sorpresa.