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gats

Volumi letti: 14/14 --- Voto 10
"Budda" è senza dubbio un manga di ottima fattura. La storia dell'illuminato ci viene raccontata con poesia, sottolineando più e più volte il lato umano del Budda andando a vedere oltre il lato divino che diventa, qui, risultato di una vita terrena fatta di prove, sofferenza e ricerca. L'immissione nella trama di personaggi di invenzione serve a dare maggior brio e collegamento tra le varie avventure che percorrono tutta la vita di Siddhartha, diventando più o meno intricate ma risolvendosi tutte quante alla fine della narrazione.

Come al solito Tezuka ci prende per mano accompagnandoci alla scoperta di un personaggio perfettamente caratterizzato e messo all'interno del suo contesto storico ricostruito in modo ottimo. I riferimenti storici dell'epoca sono piuttosto buoni (i temi come la schiavitù e la divisione in caste viene spiegata in modo molto buono) e la storia vi risulta perfettamente incastonata risultando però ugualmente attuale. I disegni sono sempre quelli di Tezuka, ottimi, a volte cartoneschi ma in generale capaci di reggere il confronto con la vasta profondità dell'opera senza risultare fuori luogo. I personaggi secondari presenti sono, anch'essi, tutti perfettamente caratterizzati, non sarà strano se leggendo quest'opera proverete odio, disprezzo, fastidio o simpatia per un personaggio o per l'altro. Interessante il fatto che praticamente nessun personaggio risulta completamente positivo. A testimonianza che uno dei punti fondamentali del manga è la continua lotta verso un bene irraggiungibile che può essere trovato solo grazia all'illuminazione e alla sua faticosa strada. Una strada che, per non cadere, va seguita in modo retto.

Nonostante tutto questo il manga non ha alcun interesse a spingere o a "sponsorizzare" il buddismo e il suo credo. Si limita a narrare e raccontare, rendendoci partecipi di quello che accade come durante una lettura di un bel libro. In definitiva lo consiglio a tutti coloro che non l'hanno mai letto e agli appassionai del buon fumetto, quello che va oltre l'essere un semplice manga ma che va a collocarsi, a pieno diritto, tra le pietre miliari della storia fumettistica e narrativa.


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Evangelion0189

Volumi letti: 14/14 --- Voto 9
"Le creature senza piedi hanno il mio amore, e così lo hanno quelle a due piedi e anche quelle a molti piedi. Possano tutte le creature, tutte le cose che hanno vita, tutti gli esseri di qualunque specie, non avere mai nulla che possa danneggiarle. Possa non accadere loro mai nulla di male."

Tra i manga più importanti di Osamu Tezuka, e più in generale di sempre, si annovera l'opera dalla stesura decennale dedicata a Siddhartha Gautama, meglio noto come Buddha ("Budda" nella traslitterazione italiana), monaco, asceta e soprattutto fondatore di una delle religioni più importanti del globo e di una corrente di pensiero filosofico tra le più affascinanti in assoluto, secondo l'opinione di chi scrive. Ciò nondimeno non è un caso che Tezuka abbia voluto trattare a modo suo una figura tanto importante, dal momento che La fenice, da molti considerata l'opera della sua vita, è intrisa in gran quantità di concetti buddhisti e affini.

La storia di Budda, scritta e disegnata a cavallo tra gli Anni Settanta e Ottanta, si dipana in quattordici volumi e può essere suddivisa in diversi archi narrativi: i primi due volumi fungono da prologo, tant'è che vengono introdotti alcuni personaggi rilevanti, come ad esempio Chapra e il suo dramma familiare, nonché lo sfrenato e vitale Tatta e il monaco Naradatta, e determinate tematiche fondamentali per la comprensione dell'opera; tra il terzo e il quarto volume comincia invece la narrazione relativa alla vita di Siddhartha, partendo dagli anni giovanili vissuti in un lusso sfrenato - ma anche nella noia più totale per il piccolo principe - fino alle sue successive esperienze più o meno ascetiche nell'età adulta, il tutto coadiuvato dalla miriade di personaggi che costella la sua vita - come non menzionare il monaco Depa che si priva di uno dei suoi occhi, il piccolo preveggente Assaji, il discepolo Devadatta e le sue losche ambizioni, la folle Vissaka, il feroce ma tormentato principe Virudhaka, Ananda e i suoi demoni interiori, il gigantesco Yatara, la sfortunata Miguela o ancora il re Bambissara e il figlio Ajassé sui quali grava un'inquietante profezia? Per quanto siano numerosi, i personaggi sono così sfaccettati e talmente ben concepiti che l'autore, talvolta dedicando loro interi capitoli, li approfondisce in separata sede per per poi ricollegarli sapientemente alle vicende del protagonista; infine, negli ultimi tre tomi tutti i nodi vengono al pettine, dal momento che assistiamo agli anni della maturità del Buddha fino a giungere, naturalmente, alla sua dipartita.

Non mi dilungherò ulteriormente a raccontare per filo e per segno la trama e i suoi molteplici risvolti, non è ciò di cui voglio scrivervi oggi. Per quanto riguarda la figura storica e religiosa dell'Illuminato (questo più o meno il significato dietro al soprannome conferito a Siddhartha) è sufficiente fare qualche ricerca per scoprire lo stretto necessario, ma non c'è dubbio che l'opera tezukiana possa rappresentare un'ottima occasione per approfondire le proprie conoscenze in merito. A questo punto mi limiterò a commentare sinteticamente gli elementi dell'opera che più mi hanno colpito, sia in positivo che in negativo. In primo luogo, trovo che Tezuka oscilli tra una certa pesantezza narrativa inerente agli scontri tra i diversi regni (quelli del Kosala e di Shakya, in particolare) e le illuminanti scene in cui Buddha e i suoi seguaci e oppositori dibattono in merito a questioni filosofiche e sociali e affrontano dilemmi interessanti sulla vita, la natura, le caste, la morte, il sacrificio. Non mancano inoltre eventi di fantasia e apparizioni di divinità (straordinaria e spaventosa Mara, la dea serpente) che danno un gradevole tocco di colore al racconto puramente storico della vicenda. In secondo luogo, i moltissimi personaggi delineati dall'autore, sia le figure realmente esistite che quelle inventate di sana pianta, sono caratterizzati a dovere e rendono la narrazione ancora più densa e interessante, così come abbondano sequenze evocative di rara bellezza, e in proposito mi sembra doveroso fare almeno qualche esempio: nell'incipit dell'opera vediamo un coniglio sacrificare la propria vita a favore della sopravvivenza di un saggio - e tale scena in particolare sarà centrale per lo sviluppo psicologico e filosofico del Buddha, tanto da ritornare in uno degli ultimi capitoli alla maniera di un'efficacissima ringkomposition; a metà del racconto, assistiamo alla commovente scena in cui un elefante imbizzarrito va a morire, fatalmente ferito dagli uomini, al fianco del suo cucciolo; in uno dei racconti del Buddha, un "re" cervo sacrifica un membro del proprio branco al giorno al fine di evitare i massacri perpetrati dagli uomini e finirà esso stesso per sacrificare coraggiosamente la propria vita. Mi fermo qui, ma le sequenze meritevoli di essere ricordate sono davvero tante. In terzo luogo, a condire il tutto troviamo le celebri scene di comic relief che costituiscono un vero e proprio marchio di fabbrica dell'autore e che potrebbero far storcere il naso ai più: a differenza di quanto visto in alcuni volumi de La fenice, in cui un'eccessiva dose di battute e gag rischiava di tanto in tanto di allentare la tensione più del necessario, almeno nel caso di Budda tali risvolti comici mi sono sembrati piuttosto azzeccati, soprattutto perché riescono in modo eccellente a smorzare l'atmosfera a tratti davvero molto intensa.

Un breve discorso a parte merita lo stile di disegno del maestro, come sempre praticamente impossibile da criticare: nelle tavole e nelle vignette di Tezuka tutto funziona ed è funzionale, e non mancano certo ricercatissimi dettagli nei fondali e nei costumi dei personaggi, così come gli espedienti visivi sempre d'effetto, a tratti addirittura dal taglio cinematografico. Per ovvi motivi di gusti personali il character design può essere apprezzabile o meno, ma per quanto mi riguarda lo adoro e trovo che si adatti alla perfezione alle storie narrate da Tezuka. La pubblicazione di Budda nel nostro paese, a cura della Hazard Edizioni, risale a un periodo compreso tra la fine degli Anni Novanta e i primi Anni Duemila, tant'è che su tutti i volumi e a chiare cifre sono riportati i prezzi secondo le vecchie lire. Un paio di appunti: la lettura è ribaltata all'occidentale e le traduzioni, sebbene nel complesso accettabili, sono ricche di imprecisioni (i nomi non sempre vengono traslitterati correttamente; vedi Miguela, che in realtà sarebbe "Migaila") e ingenuità di ogni sorta (ad esempio nel quarto volume, in una gag verbale vengono addirittura citati personaggi televisivi e politici italiani dei primi anni Novanta!); inoltre, tutte le indicazioni topografiche e le onomatopee non sono state tradotte, rimanendo quindi nei loro caratteri originali. Da un punto di vista prettamente materiale, la tipologia della carta, piuttosto consistente e tendente all'ingiallimento, e le sovraccoperte lucide e coloratissime contribuiscono a rendere l'edizione italiana davvero degna di essere esposta con orgoglio nella propria libreria personale. Insomma, tra molti pregi e qualche difetto (soprattutto relativo all'edizione italiana), sono comunque convinto che Budda sia un'opera più che valida della letteratura a fumetti e alla quale chiunque dovrebbe dare almeno una possibilità. Splendido.


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Edrop

Volumi letti: 14/14 --- Voto 9
Non gli do 10 perchè vorrebbe dire che questo manga è perfetto e per quanto bellissima e coinvolgente qualsiasi cosa è suscettibile a migliorie. Magari ognuno ne indicherebbe di diverse (di migliorie) ma pur sempre migliorabile.
Detto questo posso affermare che per me questo manga è di una bellezza e di una poesia fuori dal comune. Fa pensare, fa riflettere, diverte e appassiona.
Già nelle prime quattro pagine non si rimane indifferenti alla storia di un coniglio che si sacrifica perchè un'altra creatura possa, cibandosi del coniglio stesso, continuare a vivere.

Si viene trasportati al tempo del Buddha e qui si vive la sua storia anche attraverso le peripezie degli altri personaggi.
La storia percorre tutta la vita del protagonista. La narrazione prende il via qualche anno prima della sua nascita con avvenimenti che avranno ripercussioni nei volumi successivi. Si segue l'evoluzione umana e spirituale di Siddartha che da principe ricco e potente si rende conto della situazione umana fatta di fatiche, tribolazioni ed inutili ricerche di cose futili. Da qui il suo peregrinare che lo porterà a raggiungere l'illuminazione. Altri personaggi lo affiancheranno: Siddartha avrà a che fare con nobili, guerrieri, mercanti, contadini e monaci. Non tutti avranno il medesimo destino, alcuni faranno una brutta fine ma solo a causa delle proprie azioni.

Tezuka in quanto giapponese era sicuramente vicino al messaggio buddista ma questo non è un manga che vuole fare del proselitismo e diffondere la fede buddista.
Il messaggio che ne esce è che tutti gli esseri sono collegati tra loro, che bisogna rimediare a tutti gli errori commessi e proprio per questo è sempre data a tutti la possibilità di migliorarsi.
La storia è ambientata 2500 anni fa ma le tematiche affrontate sono sempre attuali.

Conclusione: se non l'avete letto fatelo perchè non ve ne pentirete.