World Masterpiece Theater (世界名作劇場 Sekai meisaku gekijō) è un nome ben noto agli appassionati di animazione giapponese con cui viene designato, in Occidente, quel gruppo di serie animate di qualità generalmente medio-alta tratte da romanzi occidentali realizzate da Nippon Animation, punta di diamante di un intero filone di anime che conquistò il Giappone (ma anche paesi occidentali come l'Italia) per circa due decenni, educando i bambini e divertendo gli adulti. Tra le tante personalità che nel corso degli anni lavorarono all'animazione meisaku una delle più importanti e significative per l'esplosione di questo filone fu senza dubbio il produttore Shigehito Takahashi (a volte trasliterato anche come Shigeto Takahashi).
Pressochè sconosciuto anche tra gli appassionati di anime, nonostante il suo enorme contributo alla crescita dell'animazione giapponese tra gli anni '60 e '70, Takahashi gettò le basi di un movimento che avrebbe portato alla nascita del World Masterpiece Theater e alla fondazione di studi importanti come Nippon Animation e Studio Ghibli. Scomparso nel dicembre 2015 dopo decenni di assenza dal mondo dell'animazione giapponese, Takahashi fu riscoperto grazie a un saggio di Kaoru Chiba e insignito al Tokyo Anime Award Festival 2019 con un premio alla carriera.
Meisaku (名作) è un termine diffusosi tra gli appassionati italiani per indicare il filone di anime tratti da classici della letteratura occidentale particolarmente in voga negli anni '70 e '80. La parola è presa da Sekai meisaku gekijo, il termine originale giapponese con cui è conosciuto il World Masterpiece Theater. Ufficialmente si è iniziato a utilizzare Sekai meisaku gekijo solamente dopo la fine della collaborazione con Calpis nel 1978, tuttavia retroattivamente nelle pubblicazioni ufficiali rientrano in tale definizione tutte le serie della Nippon Animation trasmesse su Fuji TV la domenica alle 19:30 a partire dal 1975.
Spinte dal successo di questo filone ci furono tuttavia altre compagnie che decisero di adattare classici della letteratura occidentale, con la stessa Nippon Animation che realizzò altri titoli "minori" al di fuori del canone ufficiale del World Masterpiece Theater. In base alle preferenze personali degli appassionati, a volte il termine meisaku viene espanso per indicare anche tutti questi progetti extra-WMT o di altri studi. 
Nato nel 1934 e cresciuto nella Cina occupata dal Giappone, Shigehito Takahashi era un grandissimo appassionato di Heidi, romanzo pubblicato nel 1880 dalla scrittrice svizzera Johanna Spyri e tradotto anche in giapponese nel 1920.
La sua avventura nel mondo dell'animazione giapponese iniziò nel 1956 con l'assunzione da parte della Television Corporation of Japan (TCJ), giovane compagnia nata con l'intento di importare prodotti televisivi americani. Il successo ottenuto dalla trasmissione di Astroboy di Mushi Production spinse TCJ ad agire, facendo uscire lo stesso anno ben due serie: Sennin buraku e Tetsujin 28-go. Promosso a capo del dipartimento di pianificazione dello studio, Takahashi fu in prima linea in questi primi pionieristici anni dell'animazione televisiva giapponese. Convinto che una versione animata di Heidi potesse diventare un enorme successo e colpire il pubblico giapponese, cercò di produrne senza successo una serie televisiva. Di quel tentativo rimane solamente un pilot di 5 minuti.
L'ultimo grande successo di Takahashi prima di lasciare TCJ fu convincere il mangaka Sanpei Shirato a concedere i diritti di trasposizione di Sasuke e Kamui, che divennero due serie animate rispettivamente nel 1968 e nel 1969.
Ma i cambiamenti che avvennero in quegli anni in TCJ spinsero Takahashi ad allontanarsi per mettersi in proprio e fondare la propria compagnia personale, il cui logo fu disegnato proprio da Shirato.
Temporaneamente accantonato il sogno di animare Heidi e fondata Zuiyo grazie al supporto economico di TCJ, Takahashi era tuttavia convinto che i classici della letteratura occidentale potessero aver successo se ben adattati in animazione. Qualche tentativo in tale direzione era già stato fatto, con Toei doga che aveva trasposto le avventure di Gulliver e le fiabe di Andersen, ma soprattutto con Il gatto con gli stivali del 1969 che era stato un successo tale da spingere lo studio ad adottare il gatto Pero come sua mascotte ufficiale.
Nello stesso anno aveva anche avuto inizio una collaborazione tra l'azienda produttrice della bevanda in lattina Calpis, la televisione Fuji TV e lo studio d'animazione Mushi Production per la trasposizione animata di un fumetto di Osamu Tezuka: Dororo. Dororo sarebbe diventato il primo di una lunga serie di anime trasmessi nello storico slot televisivo della domenica alle 19:30 e che inizialmente prese il nome di Calpis Comics Theater. Con l'intenzione di conquistare un largo pubblico di spettatori bambini, la seconda opera Calpis Comics Theater venne affidata a Zuiyo che, in collaborazione con Tokyo Movie e A Production, decise di realizzare una trasposizione del romanzo Moomin. Affidato alla direzione delle animazioni dell'ex-super star Toei Yasuo Otsuka, Moomin fu il primo proto-meisaku di Shigehito Takahashi, che si recò addirittura in Finlandia per discutere personalmente con la scrittrice originale Tove Jansson e ottenere i diritti di trasposizione della sua opera.
Moomin presentava un mondo idilliaco, senza denaro, macchine o violenza, completamente diverso da quanto realizzato da Otsuka fino a quel momento. Fu salutato come l'inizio di una nuova era dell'animazione televisiva.
Yasuo Otsuka: Successivamente venni a sapere che i ragazzi in Toei non credevano che io fossi adatto a quel tipo di opera. Credevano potessi fare solamente mostri sputafuoco e pesci giganti. Ma dopo la sua uscita ricevetti un sacco di chiamate, tutti pensavano fosse incredibile. Credo che Miyazaki e Takahata si siano entrambi dimessi da Toei per unirsi ad A Production perchè realizzarono che si trattava di un nuovo approccio: "Se Otsuka ci è riuscito, noi possiamo farlo persino meglio".
Isao Takahata: Non penso che avremmo potuto fare qualcosa di simile a Moomin in Toei. Non si trattava solamente di Toei, eravamo proprio noi il problema. Con la creazione di Moomin, Otsuka ha cambiato ogni cosa. Ci ha insegnato qualcosa di davvero importante, eravamo invidiosi di quello che stava facendo. Ognuno dei personaggi principali aveva una propria personalità e si approcciava in maniera diversa agli eventi. Ogni settimana succedeva qualcosa di insolito, un imprevisto o un visitatore. Era un approccio davvero sofisticato, ammiravo davvero quello che stavano facendo. Il loro lavoro era completamente diverso da quello che si faceva in Toei. Se Otsuka non avesse fatto Moomin dubito che avremmo lasciato Toei solo per seguirlo.
Dopo gli episodi pianificati con Tokyo Movie il grande successo di pubblico spinse a proseguire la serie, affidata in questa seconda parte a Mushi Production. Moomin fece capire all'intera industria dell'animazione che c'era spazio per questo tipo di opere. Da quel momento in poi tutte le serie del Calpis Comics Theater sarebbero state trasposizioni di romanzi occidentali prodotti da Zuiyo e Takahashi: nel 1971 Le fiabe di Andersen e nel 1972 una nuova serie su Moomin, entrambe affidate a Mushi. La collaborazione tra Zuiyo e Mushi proseguì anche all'infuori della collana Calpis, con la realizzazione di Vickie il vichingo, serie realizzata per il mercato occidentale in collaborazione con la tedesca Taurus Film e tratta da un romanzo svedese.
L'inizio degli anni '70 fu tuttavia fatale per lo studio fondato da Osamu Tezuka, che si trovava in difficoltà economiche e produttive già prima del suo definitivo fallimento nel 1973. Si assistette a un vero e proprio esodo con alcuni dipendenti che lasciarono Mushi per fondare nuovi studi d'animazione come Madhouse o Sunrise. Anche Takahashi decise di prendere provvedimenti e nel 1972 creò Zuiyo Eizo, studio d'animazione interno alla sua compagnia di produzione che affidò alla gestione di Koichi Motohashi. In questo modo fu possibile proseguire il Calpis Comics Theater, con la realizzazione nel 1973 de Le favole della foresta.
Il 1974 fu l'anno che permise a Takahashi di realizzare il suo sogno. Fu rispolverato il progetto di realizzare una versione animata di Heidi e vennero riuniti alcuni dei maggiori talenti dell'epoca, tra cui il regista Isao Takahata. Takahashi mise tutto se stesso nel progetto: permise allo staff di viaggiare in Svizzera e Germania per studiare l'ambientazione europea, sfruttò tutte le sue conoscenze per spingere la diffusione della serie fuori dal Giappone e fu anche il creatore del cane Joseph (Nebbia in Italia) come mascotte per guidare le vendite del merchandise. L'impegno profuso nella serie fu tale che l'anno successivo sarebbe stato necessario vendere lo studio d'animazione Zuiyo Eizo per evitare il fallimento dell'intera compagnia, nonostante le grandi entrate che Heidi avrebbe portato nel corso degli anni.
Shigehito Takahashi era riuscito nel suo intento, non solo dimostrando che l'animazione seriale giapponese e la letteratura occidentale per ragazzi potevano funzionare benissimo insieme ma anche riuscendo a realizzare il suo sogno di vedere Heidi adattato in una serie animata. Il testimone passò a Koichi Motohashi, che ristrutturò Zuiyo Eizo fondando la celeberrima Nippon Animation, che ereditò i diritti e la lavorazione delle serie in produzione (Patrash, Vicky il vichingo e L'ape Maia) e che si sarebbe occupata di tutte le iterazioni del World Masterpiece Theater.
L'animazione meisaku era ora in grado di proseguire da sola e Takahashi restò in Zuiyo a occuparsi dei film riassuntivi di Heidi e qualche opera minore come Rosaura e Alla scoperta di Babbo Natale. Nuovamente spinto dal desiderio di trasporre i Moomin in animazione, nel 1984 Takahashi tornò in Finlandia per trattare con l'autrice, ma un grave incidente lo lasciò invalido su una sedia a rotelle.
Lasciata la guida dell'azienda a Shigemi Takahashi e gradualmente scomparso dal mondo dell'animazione, Takahashi morì nel dicembre 2015. Fu solo qualche mese più tardi, con la pubblicazione di un saggio a puntate su Heidi di Kaoru Chiba che la sua figura fu riscoperta e si venne a conoscenza della sua morte. Grazie all'attenzione posta dall'autrice sul suo fondamentale apporto al mondo dell'animazione, Shigehito Takahashi venne insignito del Premio alla carriera al Tokyo Anime Award Festival 2019.

Fonti consultate:
- AnimeTudes - Heidi, Girl of the Alps
- AnimeTudes - Yama nezumi Rocky Chuck
- AnimeTudes - The History of Mushi Pro
- AnimeTudes - The History of Mushi Pro - 06 - Towards the World Masterpiece Theater (1971-1973)
- All the Anime - The Day Heidi Was Born
- Dimensione Fumetto - World Masterpiece Theater - Le serie pre-WMT
- Anime News Network - Vincitori del Tokyo Anime Award Festival 2019
- Wikipedia giapponese - Zuiyo
- Yasuo Otsuka's Joy in Motion
- Toei Animation - I primi passi del cinema animato giapponese di Mario A. Rumor
Pressochè sconosciuto anche tra gli appassionati di anime, nonostante il suo enorme contributo alla crescita dell'animazione giapponese tra gli anni '60 e '70, Takahashi gettò le basi di un movimento che avrebbe portato alla nascita del World Masterpiece Theater e alla fondazione di studi importanti come Nippon Animation e Studio Ghibli. Scomparso nel dicembre 2015 dopo decenni di assenza dal mondo dell'animazione giapponese, Takahashi fu riscoperto grazie a un saggio di Kaoru Chiba e insignito al Tokyo Anime Award Festival 2019 con un premio alla carriera.
Meisaku e World Masterpiece Theater: note sulla nomenclatura
Meisaku (名作) è un termine diffusosi tra gli appassionati italiani per indicare il filone di anime tratti da classici della letteratura occidentale particolarmente in voga negli anni '70 e '80. La parola è presa da Sekai meisaku gekijo, il termine originale giapponese con cui è conosciuto il World Masterpiece Theater. Ufficialmente si è iniziato a utilizzare Sekai meisaku gekijo solamente dopo la fine della collaborazione con Calpis nel 1978, tuttavia retroattivamente nelle pubblicazioni ufficiali rientrano in tale definizione tutte le serie della Nippon Animation trasmesse su Fuji TV la domenica alle 19:30 a partire dal 1975.
- Calpis Comics Theater (カルピス こども劇場 - Calpis manga gekijo)
- Dororo (1969)
- Moomin (1969)
- Le fiabe di Andersen (1971)
- Shin Moomin (1972)
- Le favole della foresta (1973)
- Heidi (1974)
- Calpis Children's Theater (カルピス こども劇場 - Calpis kodomo gekijo)
- Il fedele Patrash (1975)
- Marco dagli Appennini alle Ande (1976)
- Rascal, il mio amico orsetto (1977)
- Calpis Family Theater (カルピス ファミリー劇場 - Calpis family gekijo)
- Peline Story (1978)
- World Masterpiece Theater (世界名作劇場 - Sekai meisaku gekijō)
- Anna dai capelli rossi (1979)
- Tom Story (1980)
- Flo, la piccola Robinson (1981)
- Lucy May (1982)
- Là sui monti con Annette (1983)
- Le avventure della dolce Kati (1984)
- House Foods World Masterpiece Theater (ハウス食品 世界名作劇場 - House shokuhin sekai meisaku gekijō)
- Lovely Sara (1985)
- Pollyanna (1986)
- Una per tutte, tutte per una (1987)
- Piccolo Lord (1988)
- Peter Pan (1989)
- Papà Gambalunga (1990)
- Cantiamo insieme (1991)
- Le voci della savana (1992)
- Una classe di monelli per Jo (1993)
- World Masterpiece Theater (世界名作劇場 - Sekai meisaku gekijō)
- Un oceano di avventure (1994)
- Spicchi di cielo tra baffi di fumo (1995)
- Meiken Lassie (1996)
- Remy, la bambina senza famiglia (1996)
- House Foods World Masterpiece Theater (ハウス食品 世界名作劇場 - House shokuhin sekai meisaku gekijō)
- Il cuore di Cosette (2007)
- Il lungo viaggio di Porfi (2008)
- World Masterpiece Theater (カルピス こども劇場 - Calpis manga gekijo)
- Sorridi, piccola Anna (2009)
Spinte dal successo di questo filone ci furono tuttavia altre compagnie che decisero di adattare classici della letteratura occidentale, con la stessa Nippon Animation che realizzò altri titoli "minori" al di fuori del canone ufficiale del World Masterpiece Theater. In base alle preferenze personali degli appassionati, a volte il termine meisaku viene espanso per indicare anche tutti questi progetti extra-WMT o di altri studi.

Gli inizi nello studio TCJ e il sogno di animare Heidi
Nato nel 1934 e cresciuto nella Cina occupata dal Giappone, Shigehito Takahashi era un grandissimo appassionato di Heidi, romanzo pubblicato nel 1880 dalla scrittrice svizzera Johanna Spyri e tradotto anche in giapponese nel 1920.
La sua avventura nel mondo dell'animazione giapponese iniziò nel 1956 con l'assunzione da parte della Television Corporation of Japan (TCJ), giovane compagnia nata con l'intento di importare prodotti televisivi americani. Il successo ottenuto dalla trasmissione di Astroboy di Mushi Production spinse TCJ ad agire, facendo uscire lo stesso anno ben due serie: Sennin buraku e Tetsujin 28-go. Promosso a capo del dipartimento di pianificazione dello studio, Takahashi fu in prima linea in questi primi pionieristici anni dell'animazione televisiva giapponese. Convinto che una versione animata di Heidi potesse diventare un enorme successo e colpire il pubblico giapponese, cercò di produrne senza successo una serie televisiva. Di quel tentativo rimane solamente un pilot di 5 minuti.
L'ultimo grande successo di Takahashi prima di lasciare TCJ fu convincere il mangaka Sanpei Shirato a concedere i diritti di trasposizione di Sasuke e Kamui, che divennero due serie animate rispettivamente nel 1968 e nel 1969.
Ma i cambiamenti che avvennero in quegli anni in TCJ spinsero Takahashi ad allontanarsi per mettersi in proprio e fondare la propria compagnia personale, il cui logo fu disegnato proprio da Shirato.
Alle origini dei meisaku: Zuiyo, Moomin e Heidi
Temporaneamente accantonato il sogno di animare Heidi e fondata Zuiyo grazie al supporto economico di TCJ, Takahashi era tuttavia convinto che i classici della letteratura occidentale potessero aver successo se ben adattati in animazione. Qualche tentativo in tale direzione era già stato fatto, con Toei doga che aveva trasposto le avventure di Gulliver e le fiabe di Andersen, ma soprattutto con Il gatto con gli stivali del 1969 che era stato un successo tale da spingere lo studio ad adottare il gatto Pero come sua mascotte ufficiale.
Nello stesso anno aveva anche avuto inizio una collaborazione tra l'azienda produttrice della bevanda in lattina Calpis, la televisione Fuji TV e lo studio d'animazione Mushi Production per la trasposizione animata di un fumetto di Osamu Tezuka: Dororo. Dororo sarebbe diventato il primo di una lunga serie di anime trasmessi nello storico slot televisivo della domenica alle 19:30 e che inizialmente prese il nome di Calpis Comics Theater. Con l'intenzione di conquistare un largo pubblico di spettatori bambini, la seconda opera Calpis Comics Theater venne affidata a Zuiyo che, in collaborazione con Tokyo Movie e A Production, decise di realizzare una trasposizione del romanzo Moomin. Affidato alla direzione delle animazioni dell'ex-super star Toei Yasuo Otsuka, Moomin fu il primo proto-meisaku di Shigehito Takahashi, che si recò addirittura in Finlandia per discutere personalmente con la scrittrice originale Tove Jansson e ottenere i diritti di trasposizione della sua opera.
“No money, no cars, no fight”
Moomin presentava un mondo idilliaco, senza denaro, macchine o violenza, completamente diverso da quanto realizzato da Otsuka fino a quel momento. Fu salutato come l'inizio di una nuova era dell'animazione televisiva.
Yasuo Otsuka: Successivamente venni a sapere che i ragazzi in Toei non credevano che io fossi adatto a quel tipo di opera. Credevano potessi fare solamente mostri sputafuoco e pesci giganti. Ma dopo la sua uscita ricevetti un sacco di chiamate, tutti pensavano fosse incredibile. Credo che Miyazaki e Takahata si siano entrambi dimessi da Toei per unirsi ad A Production perchè realizzarono che si trattava di un nuovo approccio: "Se Otsuka ci è riuscito, noi possiamo farlo persino meglio".
Isao Takahata: Non penso che avremmo potuto fare qualcosa di simile a Moomin in Toei. Non si trattava solamente di Toei, eravamo proprio noi il problema. Con la creazione di Moomin, Otsuka ha cambiato ogni cosa. Ci ha insegnato qualcosa di davvero importante, eravamo invidiosi di quello che stava facendo. Ognuno dei personaggi principali aveva una propria personalità e si approcciava in maniera diversa agli eventi. Ogni settimana succedeva qualcosa di insolito, un imprevisto o un visitatore. Era un approccio davvero sofisticato, ammiravo davvero quello che stavano facendo. Il loro lavoro era completamente diverso da quello che si faceva in Toei. Se Otsuka non avesse fatto Moomin dubito che avremmo lasciato Toei solo per seguirlo.
Documentario: Yasuo Otsuka's Joy in Motion
Dopo gli episodi pianificati con Tokyo Movie il grande successo di pubblico spinse a proseguire la serie, affidata in questa seconda parte a Mushi Production. Moomin fece capire all'intera industria dell'animazione che c'era spazio per questo tipo di opere. Da quel momento in poi tutte le serie del Calpis Comics Theater sarebbero state trasposizioni di romanzi occidentali prodotti da Zuiyo e Takahashi: nel 1971 Le fiabe di Andersen e nel 1972 una nuova serie su Moomin, entrambe affidate a Mushi. La collaborazione tra Zuiyo e Mushi proseguì anche all'infuori della collana Calpis, con la realizzazione di Vickie il vichingo, serie realizzata per il mercato occidentale in collaborazione con la tedesca Taurus Film e tratta da un romanzo svedese.
L'inizio degli anni '70 fu tuttavia fatale per lo studio fondato da Osamu Tezuka, che si trovava in difficoltà economiche e produttive già prima del suo definitivo fallimento nel 1973. Si assistette a un vero e proprio esodo con alcuni dipendenti che lasciarono Mushi per fondare nuovi studi d'animazione come Madhouse o Sunrise. Anche Takahashi decise di prendere provvedimenti e nel 1972 creò Zuiyo Eizo, studio d'animazione interno alla sua compagnia di produzione che affidò alla gestione di Koichi Motohashi. In questo modo fu possibile proseguire il Calpis Comics Theater, con la realizzazione nel 1973 de Le favole della foresta.
Il 1974 fu l'anno che permise a Takahashi di realizzare il suo sogno. Fu rispolverato il progetto di realizzare una versione animata di Heidi e vennero riuniti alcuni dei maggiori talenti dell'epoca, tra cui il regista Isao Takahata. Takahashi mise tutto se stesso nel progetto: permise allo staff di viaggiare in Svizzera e Germania per studiare l'ambientazione europea, sfruttò tutte le sue conoscenze per spingere la diffusione della serie fuori dal Giappone e fu anche il creatore del cane Joseph (Nebbia in Italia) come mascotte per guidare le vendite del merchandise. L'impegno profuso nella serie fu tale che l'anno successivo sarebbe stato necessario vendere lo studio d'animazione Zuiyo Eizo per evitare il fallimento dell'intera compagnia, nonostante le grandi entrate che Heidi avrebbe portato nel corso degli anni.
L'incidente, la scomparsa e la riscoperta
Shigehito Takahashi era riuscito nel suo intento, non solo dimostrando che l'animazione seriale giapponese e la letteratura occidentale per ragazzi potevano funzionare benissimo insieme ma anche riuscendo a realizzare il suo sogno di vedere Heidi adattato in una serie animata. Il testimone passò a Koichi Motohashi, che ristrutturò Zuiyo Eizo fondando la celeberrima Nippon Animation, che ereditò i diritti e la lavorazione delle serie in produzione (Patrash, Vicky il vichingo e L'ape Maia) e che si sarebbe occupata di tutte le iterazioni del World Masterpiece Theater.
L'animazione meisaku era ora in grado di proseguire da sola e Takahashi restò in Zuiyo a occuparsi dei film riassuntivi di Heidi e qualche opera minore come Rosaura e Alla scoperta di Babbo Natale. Nuovamente spinto dal desiderio di trasporre i Moomin in animazione, nel 1984 Takahashi tornò in Finlandia per trattare con l'autrice, ma un grave incidente lo lasciò invalido su una sedia a rotelle.
Lasciata la guida dell'azienda a Shigemi Takahashi e gradualmente scomparso dal mondo dell'animazione, Takahashi morì nel dicembre 2015. Fu solo qualche mese più tardi, con la pubblicazione di un saggio a puntate su Heidi di Kaoru Chiba che la sua figura fu riscoperta e si venne a conoscenza della sua morte. Grazie all'attenzione posta dall'autrice sul suo fondamentale apporto al mondo dell'animazione, Shigehito Takahashi venne insignito del Premio alla carriera al Tokyo Anime Award Festival 2019.

Fonti consultate:
- AnimeTudes - Heidi, Girl of the Alps
- AnimeTudes - Yama nezumi Rocky Chuck
- AnimeTudes - The History of Mushi Pro
- AnimeTudes - The History of Mushi Pro - 06 - Towards the World Masterpiece Theater (1971-1973)
- All the Anime - The Day Heidi Was Born
- Dimensione Fumetto - World Masterpiece Theater - Le serie pre-WMT
- Anime News Network - Vincitori del Tokyo Anime Award Festival 2019
- Wikipedia giapponese - Zuiyo
- Yasuo Otsuka's Joy in Motion
- Toei Animation - I primi passi del cinema animato giapponese di Mario A. Rumor
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Avevo già visto quel pilota di Heidi, ma ignoravo tutti i retroscena di Takahashi e i travagli per arrivare al celebre anime finale.
Indimenticabili le opere e lo stile Meisaku!
Che belli che erano questi cartoni meisaku!
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