Il colosso dei videogiochi Ubisoft prosegue senza sosta la sua drastica manovra di riduzione dei costi e riorganizzazione interna. Le ultime misure strategiche comporteranno la perdita di circa 380 posti di lavoro a livello globale. Si tratta di un ulteriore e pesante ridimensionamento per l'azienda che, solo fino al 2023, vantava un organico superiore ai 20.000 dipendenti, progressivamente ridotto a causa del calo dei profitti e del rallentamento nell'uscita dei suoi titoli di punta. I tagli odierni non colpiscono solo lo sviluppo sul campo, ma toccherà anche la divisione editoriale globale e diverse figure professionali della sede di Barcellona, in Spagna.

Il fulcro di questa nuova ondata di licenziamenti è rappresentato dalla chiusura definitiva di due studi di sviluppo: Ubisoft Winnipeg, situato in Canada, e Ubisoft Belgrade, nella capitale della Serbia.
 
Nuova ondata di tagli in casa Ubisoft

La cessazione delle attività di Winnipeg e Belgrado si riflette inevitabilmente sull'intera rete di Ubisoft, condizionando diversi progetti in fase di sviluppo e costringendo altri team storici, come Ubisoft Montreal, a riorganizzarsi. Fonti interne precisano che l'operazione ha comportato il ricollocamento o la fine del contratto per ben 120 sviluppatori legati a Rainbow Six Siege, a cui si aggiungono altre 50 persone che lavoravano alla versione Mobile dello stesso sparatutto e a un progetto non ancora annunciato ufficialmente. Parallelamente, lo studio superstite di Ubisoft Barcellona subirà un netto cambio di rotta: dopo anni passati a supportare vari brand, d'ora in poi si concentrerà esclusivamente sul franchise di Rainbow Six.

Il personale rimasto coinvolto ha appreso la notizia direttamente dai vertici aziendali durante una serie di riunioni interne d'urgenza. Poco dopo la diffusione della notizia, numerosi sviluppatori canadesi hanno confermato il proprio licenziamento tramite post su LinkedIn. Tra le varie testimonianze, un ex programmatore ha commentato con amarezza la chiusura definitiva delle porte della sede di Winnipeg, mentre un altro dipendente, con oltre cinque anni e mezzo di anzianità nello studio, si è detto profondamente rattristato dal dover salutare un gruppo di colleghi di immenso talento, ritrovatisi improvvisamente tutti sul mercato in cerca di un nuovo impiego.

I tagli di questi giorni rappresentano solo l'ennesimo capitolo di un trend iniziato da tempo e che ha reso l'avvio del 2026 particolarmente brutale per i dipendenti del publisher francese. Solo a gennaio, Ubisoft aveva infatti già chiuso definitivamente le sedi di Halifax (con il licenziamento di 71 dipendenti) e di Stoccolma, cancellando contestualmente ben sei giochi in sviluppo.

Fonte:
IGN - Insider Gaming