Il 29 settembre Ken Kutaragi, padre di PlayStation, ha partecipato a un panel all'Università delle Comunicazioni Elettriche di Tokyo, insieme al rettore Masakazu Muramatsu, per l'apertura del CEREC, centro di ricerca e formazione dedicato ai videogiochi. Kutaragi ha ricordato che il solo mercato del software vale circa 30mila miliardi di yen (oltre 180 miliardi di dollari), più di cinema, TV e musica. Non lo considera però un settore maturo: prevede altre grandi svolte.

Ken Kutaragi: «I videogiochi sono a una svolta, non perdete la curiosità»
Il suo giudizio sul presente è critico. Secondo Kutaragi i giochi moderni sono cresciuti in scala e in qualità grafica, ma i contenuti ristagnano, e il modo di crearli è rimasto fondamentalmente quello dell'epoca del primo PlayStation. Vede però l'industria a un punto di svolta, pronta per la «fase successiva». Ha quindi invitato colleghi e studenti ad adottare lo spirito di allora, quando il settore creava la tecnologia più avanzata anziché inseguirla. Per spiegarlo ha ricordato come il suo team ripensò chip e algoritmi per portare il 3D in tempo reale in casa con il primo PlayStation, sostenendo che «il tempo reale deve essere anche risposta reale».

Agli studenti ha detto che la curiosità è irrinunciabile: il cervello ha il massimo di connessioni alla nascita e, ripetendo sempre le stesse azioni, quelle inutilizzate si perdono. Quando si pensa «questo è il massimo», ha avvertito, «è finita». Sull'intelligenza artificiale ha usato un'immagine: va vista come un neonato che attinge a informazioni del passato, mentre il futuro lo costruiranno gli esseri umani insieme all'AI.