Hideo Kojima torna a riflettere sul modo in cui i social network plasmano le opinioni, e lo fa partendo da un’etichetta che lo accompagna da anni: quella di walking simulator appiccicata a Death Stranding. A riportarlo è Chris Scullion di Video Games Chronicle (VGC), che ha ripreso un’intervista pubblicata da Gizmodo Japan.
L’occasione è l’uscita giapponese di Digger, il film diretto da Alejandro González Iñárritu. Per l’occasione Gizmodo Japan ha messo il regista a confronto con Kojima in una conversazione a due.
Iñárritu ha spiegato la propria preoccupazione per un mondo in cui ciascuno vive nella propria “verità frammentata” dentro lo smartphone, e in cui le opinioni vengono ereditate dai social invece di essere costruite in prima persona. Il regista ha osservato che il dibattito attorno al suo film nasce più dai racconti che circolano su Digger che dal film stesso: molti hanno un’opinione forte su un’opera che non hanno visto. Ha poi paragonato il fenomeno a un virus influenzale da cui non ci si libera, e a un filtro che impone la realtà di qualcun altro. Se qualcuno vede il giallo ovunque, ha spiegato, tutti i “contagiati” finiscono per vedere giallo anche quando le cose sono rosse.
Kojima si è detto d’accordo e ha portato il caso che conosce meglio. Molte persone che non hanno mai giocato Death Stranding, ha ricordato, lo liquidano come un simulatore di camminate, al punto che la definizione è diventata una delle più diffuse per descrivere il gioco. Il designer ha ribadito che si tratta di un titolo in cui si cammina per consegnare pacchi, ma che chi lo giudica così spesso non lo ha mai provato, pur parlandone come se lo avesse fatto. È una percezione che a suo dire persiste ancora oggi, ed è ciò che lo spaventa di più.
Kojima ha poi allargato il discorso all’intelligenza artificiale. Con la sua diffusione nei social, secondo lui, ciascuno vedrà solo contenuti di proprio gradimento e opinioni già condivise. In questo scenario non si entrerebbe più in contatto con punti di vista radicalmente diversi, e l’aspetto più inquietante, ha spiegato, è che non ci sarebbero più incontri casuali con persone e idee inattese.
L’occasione è l’uscita giapponese di Digger, il film diretto da Alejandro González Iñárritu. Per l’occasione Gizmodo Japan ha messo il regista a confronto con Kojima in una conversazione a due.
Iñárritu ha spiegato la propria preoccupazione per un mondo in cui ciascuno vive nella propria “verità frammentata” dentro lo smartphone, e in cui le opinioni vengono ereditate dai social invece di essere costruite in prima persona. Il regista ha osservato che il dibattito attorno al suo film nasce più dai racconti che circolano su Digger che dal film stesso: molti hanno un’opinione forte su un’opera che non hanno visto. Ha poi paragonato il fenomeno a un virus influenzale da cui non ci si libera, e a un filtro che impone la realtà di qualcun altro. Se qualcuno vede il giallo ovunque, ha spiegato, tutti i “contagiati” finiscono per vedere giallo anche quando le cose sono rosse.
Kojima si è detto d’accordo e ha portato il caso che conosce meglio. Molte persone che non hanno mai giocato Death Stranding, ha ricordato, lo liquidano come un simulatore di camminate, al punto che la definizione è diventata una delle più diffuse per descrivere il gioco. Il designer ha ribadito che si tratta di un titolo in cui si cammina per consegnare pacchi, ma che chi lo giudica così spesso non lo ha mai provato, pur parlandone come se lo avesse fatto. È una percezione che a suo dire persiste ancora oggi, ed è ciò che lo spaventa di più.
Kojima ha poi allargato il discorso all’intelligenza artificiale. Con la sua diffusione nei social, secondo lui, ciascuno vedrà solo contenuti di proprio gradimento e opinioni già condivise. In questo scenario non si entrerebbe più in contatto con punti di vista radicalmente diversi, e l’aspetto più inquietante, ha spiegato, è che non ci sarebbero più incontri casuali con persone e idee inattese.
Messaggio Sponsorizzato
Il viaggio più famoso di Kojima ti aspetta su PC. Risparmia oggi su Instant Gaming. Ogni acquisto aiuta AnimeClick a crescere e portare i tuoi contenuti preferiti.
Il viaggio più famoso di Kojima ti aspetta su PC. Risparmia oggi su Instant Gaming. Ogni acquisto aiuta AnimeClick a crescere e portare i tuoi contenuti preferiti.
I prezzi indicati sono stati rilevati alle 15:01 del 24/10/2026.
Prezzi e disponibilità si riferiscono a quella data e ora e possono cambiare in qualsiasi momento:
al momento dell'acquisto fanno fede il prezzo e la disponibilità visualizzati su Amazon.it.
I collegamenti ad Amazon fanno parte di un programma di affiliazione: se effettui un acquisto o un ordine attraverso questi collegamenti, il nostro sito potrebbe ricevere una commissione.
Alcuni contenuti che appaiono su questo sito provengono da Amazon. Questo contenuto è fornito «così com'è» ed è soggetto a modifica o rimozione in qualsiasi momento.
Personalmente mi sono allontanata dal mondo videoludico da molto tempo ormai, sebbene da adolescente fossi una grande appassionata.
Nonostante ciò, tra tutti i titoli usciti negli ultimi anni, forse uno dei pochi per cui tornerei a giocare è proprio Death Stranding.
Lo trovo affascinante, malinconico e innovativo...con una delle colonne sonore più belle di sempre. Ringrazio Kojima per avermi fatto scoprire i Low Roar, i Missio, i Silent poets e tutti gli altri artisti che hanno dato il proprio contributo musicale.
Posso assicurarti che è tutte quelle tre cose, ed è anche un gioco relativamente semplice e rilassante, adatto a chi non è più tanto avvezzo. In ogni caso ti consiglio di dare un'occhiata anche agli artisti inclusi nel sequel, soprattutto Woodkid, Grimm Grimm e Magnolian.
Si chiama pigrizia mentale… perché impegnarsi a ragione, studiare, analizzare, quando qualcun altro può farlo per te… peccato che spesso nemmeno quel qualcun’altro l’ha fatto, e così cose false si diffondono sempre più fino ad essere considerate vere.
I social sono il mezzo con cui questa situazione si diffonde, ma alla base il problema viene dalle persone.
Devi eseguire l'accesso per lasciare un commento.