Dopo aver rivisto i video generati dall’IA ha dichiarato: "Questa non è la mia voce". Ha poi aggiunto che usarla senza chiedere è "come un furto" e che la cosa la fa arrabbiare, ribadendo che la voce è sua e che lo è anche la recitazione, per cui anche un uso minimo richiederebbe un’autorizzazione.
Masako Nozawa comments on the use of generative AI in voice acting:
— Hype (@DbsHype) October 15, 2026
"I can't forgive using it without asking. I want people to follow the rules.”
After watching AI videos of her voice: "This is not my voice. Using it without asking is unforgivable. It's the same as stealing, and it makes me angry. My voice is mine, and my acting is mine too. If anyone uses even a little of it, they should get permission."
"What (AI) makes might sound like me. It might even be a perfect copy. But it has no heart, does it? Without heart, it's no good, whatever the role. Even a voice that's only crying is different when you cry with real feeling. That's what I believe."
To young people aiming to become voice actors in the AI era: "Work hard so that people say, as a voice actor, it absolutely has to be that person. Without heart, you're just reading the letters of the lines, so make them living words."
L’attrice ha ammesso che il risultato dell’IA può somigliarle molto, potrebbe arrivare forse ad essere quasi identico alla sua voce, ma ha ripetuto che sarebbe un risultato senza cuore, e senza quello non esiste recitazione che vale, qualunque sia il ruolo: anche un semplice pianto è diverso quando nasce da un sentimento vero. L’intervista è collegata alla conferenza stampa tenuta nello stesso giorno a Tokyo dal Japan Actors Union, il sindacato a cui aderiscono circa 2.600 doppiatori e attori, che ha presentato le sue prime linee guida sull’uso dell’IA per le voci. Secondo il documento, per addestrare un modello con la voce di un interprete o per generarla serve comunicare lo scopo alla persona o alla sua agenzia e ottenere il consenso preventivo. Se la voce viene trasposta in un’altra lingua, il consenso va chiesto separatamente per ciascuna lingua, e per ricreare la voce di una persona scomparsa, oltre a rispettarne la volontà espressa in vita, bisogna ottenere l’autorizzazione dei familiari. In caso di violazione, il sindacato prevede la richiesta di sospendere subito la distribuzione o la vendita delle voci generate e il pagamento di una somma pari agli incassi, con effetto retroattivo dal giorno in cui è iniziato l’uso non autorizzato. Il sindacato diffonderà le linee guida alle aziende interessate. Il vicepresidente del sindacato, Michihiro Ikemizu, ha indicato nella perdita di lavoro il problema principale, spiegando di voler costruire una prassi con queste linee guida per arrivare un giorno a una legge.
Il quadro normativo, per ora, è ancora in evoluzione: non esiste una norma che tuteli esplicitamente la voce, ma il 30 settembre il Tribunale distrettuale di Tokyo, nella causa del doppiatore Kenjirō Tsuda contro TikTok, ha riconosciuto per la prima volta che l’uso non autorizzato della voce viola il diritto di pubblicità, pur respingendo la richiesta di rimozione dei video perché l’account era già stato cancellato. Ad agosto un gruppo di esperti del Ministero della Giustizia ha pubblicato un rapporto secondo cui la voce è protetta dal diritto di pubblicità, mentre il Ministero dell’Economia sta discutendo, tra l’altro, una modifica della legge sulla prevenzione della concorrenza sleale. La Nozawa ha detto di sperare che le regole in arrivo vengano rispettate da tutti e ha incoraggiato i giovani che sognano di fare questo mestiere a farsi riconoscere come interpreti inconfondibili e a dare vita alle parole, perché senza cuore si limiterebbero a leggere le battute. In un videomessaggio ha poi mostrato un atteggiamento aperto verso la tecnologia, dicendosi emozionata nel vedere realizzarsi cose sognate da bambina, ma delusa quando viene usata senza permesso, e ha auspicato un futuro in cui umani e IA possano divertirsi insieme.
Salvo che i governi non si diano una svegliata a riguardo, e visti gli interessi miliardari economici che ci sono dietro ne dubito fortemente, sarà un continuo precipitare verso l'abisso.
Doppiatori, compositori, programmatori, musicisti, animatori, disegnatori, scrittori... tutto alle ortiche, per dare in mano alle pecore strumenti che sarebbero dovuti essere indirizzati a cosa di tutt'altra importanza (medicina e ricerca scientifica tanto per dirne un paio)... e invece no, diamo in mano alla plebe roba per sollazzarsi facendo crollare la società.
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