Tim Sweeney, amministratore delegato di Epic Games, la società di Fortnite che gestisce anche un negozio digitale concorrente di Steam, è tornato ad attaccare la politica di Valve sulla dichiarazione dell’intelligenza artificiale nei giochi. In un post su X, in risposta a Matt Workman, dell’azienda di media generativi Fal, secondo cui nel 2026 le etichette sull’IA hanno poco senso, Sweeney ha definito l’obbligo aberrante e ha sostenuto che costringe gli sviluppatori a scrivere una dichiarazione politica che i detrattori online possono poi usare contro di loro.

Non è la prima volta che lo fa: in una precedente intervista aveva definito la scelta di Valve irresponsabile e aveva parlato di una comunità di haters che cerca di affondare i giochi. Steam, la piattaforma di Valve per l’acquisto di videogiochi su PC, chiede agli studi di dichiarare l’uso di IA generativa fin dal 2024, e le regole sono state aggiornate più volte. Oggi l’etichetta serve quando l’IA genera contenuti, come immagini, musica, testi, meccaniche di gioco o materiale promozionale, mentre non è più necessario comunicare gli strumenti che aiutano solo a scrivere il codice. Valve non ha cambiato posizione, e le linee guida continuano a richiedere che i giocatori siano informati. L’etichetta sembrerebbe essere ormai la norma: tra gli oltre 8.600 demo presenti allo Steam Next Fest ne portavano il segnale quasi 1.700, cioè circa il 20%. Anche grandi successi come Clair Obscur: Expedition 33 e Arc Raiders hanno ricevuto l’etichetta senza che il loro risultato ne risentisse. Sweeney, intanto, si trova al centro di un altro dibattito: pochi giorni prima del suo post, Epic aveva rinnovato il proprio negozio, che secondo quanto riportato sarebbe stato realizzato con il vibe coding, cioè scrivendo il codice con l’aiuto dell’IA, per mostrare l’uso dell’IA nel lavoro dell’azienda. Epic dichiara per il nuovo store un avvio in 5,47 secondi, più veloce dei circa 10 di Steam, ma diversi utenti segnalano bug e problemi che l’azienda non avrebbe ancora risolto. Valve non ha risposto alle critiche, né a quelle di Sweeney su questo tema né a quelle su altri argomenti, come l’aumento del prezzo di Steam Deck.

Non è la prima volta che lo fa: in una precedente intervista aveva definito la scelta di Valve irresponsabile e aveva parlato di una comunità di haters che cerca di affondare i giochi. Steam, la piattaforma di Valve per l’acquisto di videogiochi su PC, chiede agli studi di dichiarare l’uso di IA generativa fin dal 2024, e le regole sono state aggiornate più volte. Oggi l’etichetta serve quando l’IA genera contenuti, come immagini, musica, testi, meccaniche di gioco o materiale promozionale, mentre non è più necessario comunicare gli strumenti che aiutano solo a scrivere il codice. Valve non ha cambiato posizione, e le linee guida continuano a richiedere che i giocatori siano informati. L’etichetta sembrerebbe essere ormai la norma: tra gli oltre 8.600 demo presenti allo Steam Next Fest ne portavano il segnale quasi 1.700, cioè circa il 20%. Anche grandi successi come Clair Obscur: Expedition 33 e Arc Raiders hanno ricevuto l’etichetta senza che il loro risultato ne risentisse. Sweeney, intanto, si trova al centro di un altro dibattito: pochi giorni prima del suo post, Epic aveva rinnovato il proprio negozio, che secondo quanto riportato sarebbe stato realizzato con il vibe coding, cioè scrivendo il codice con l’aiuto dell’IA, per mostrare l’uso dell’IA nel lavoro dell’azienda. Epic dichiara per il nuovo store un avvio in 5,47 secondi, più veloce dei circa 10 di Steam, ma diversi utenti segnalano bug e problemi che l’azienda non avrebbe ancora risolto. Valve non ha risposto alle critiche, né a quelle di Sweeney su questo tema né a quelle su altri argomenti, come l’aumento del prezzo di Steam Deck.
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Vogliono usarle senza farci sapere che le usano alla faccia della trasparenza. W Steam e le sue politiche!
Tim, pensa al tuo engine e a Fortnite per favore. Lascia la gestione degli store digitali a chi non ha fallito miseramente, grazie.
I consumatori, in ogni campo, devono essere sempre informati cosi' che possano fare scelte consapevoli.
La prima cosa che mi viene in mente: un gioco fatto all'80%+ da IA non dovrebbe avere un costo uguale ad uno fatto tradizionalmente perché i costi e le risorse sostenute sono inferiori.
Poi, personalmente, se un gioco e' fatto bene, non mi importa come sia stato fatto.
Restano comunque molti fattori che i consumatori vorrebbero prendere in considerazione: la trasparenza e' gemella dell'onesta', solo chi ha qualcosa da nascondere preferisce evitarla ...
Per concludere: non ho MAI installato Epic e i motivi per continuare a farlo aumentano di anno in anno
Quello che ha fatto rifare il suo launcher (che faceva schifo al cazzo, con funzioni ridotte all'osso) da zero con l'IA.
Con una direzione del genere Epic Games non riuscirà mai a battere Steam, rimarrà nel dimenticatoio e verrà sfruttato solo per avere i giochi gratis ogni settimana.
Ci vorrebbero più “livelli”, ma comunque il fatto che esista l’etichetta è solo un bene.
Trovo più curioso il fatto che pensi che una comunità di haters possa affondare i giochi, mi sa che sta usando molto Roblox.
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