Lucy Maud Montgomery nacque il 30 novembre 1874 nell'isola di Prince Edward, in Canada. Rimasta orfana di madre a 21 mesi, venne inviata dal padre a vivere insieme ai nonni, che da quel momento divennero la sua famiglia e si presero cura di lei. La sua fu un'infanzia solitaria, tanto da creare delle amiche immaginarie, Katie Maurice e Lucy Gray, che vivevano in una stanza fatata situata dietro la libreria del salotto. Fu in quel periodo che, secondo la Montgomery, la sua creatività nacque e si sviluppo. In Lucy Maud crebbe un grande amore per l'isola di Prince Edward, camminando per la quale iniziò a sperimentare dei “flash”, momenti di tranquillità in cui si sentiva in comunione con la natura come se uno spirito superiore scorresse attraverso essa; alcuni di questi momenti furono tra i più belli, commoventi e intensi di tutta la sua vita.
 

La Montgomery iniziò fin da giovane a scrivere racconti e storie, ambientate principalmente nella tanto amata Isola di Prince Edward, ma fu nel 1908 che scrisse il più grande successo della sua vita, che l'avrebbe portata alla fama internazionale: Anne of Green Gables (lett. Anne dei verdi abbaini).
 
Canada, seconda metà del XIX secolo. Gli anziani fratelli Matthew e Marilla Cuthbert decidono di adottare un maschio orfano che li aiuti con il lavoro nei campi. Recatosi alla stazione per prendere il nuovo membro della famiglia, tuttavia, Matthew si trova di fronte una chiacchierona ragazzina dai capelli rossi, Anne Shirley. A causa di un disguido, l'orfanotrofio ha infatti inviato una ragazza e non un ragazzo come richiesto; Matthew decide quindi di portare la piccola Anne alla propria casa e consultarsi con Marilla sul da farsi. Anne è un ragazzina dalla spiccata fantasia, che trasforma un semplice filare di ciliegi in fiore in una "candida via della gioia" e che, ancora ignara dell'errore avvenuto, non riesce a contenere la gioia di aver abbandonato l'austerità dell'orfanotrofio per andare a vivere a Green Gables, la famosa casa dei Cuthbert nota per i suoi verdi abbaini.

L'idea venne alla scrittrice canadese leggendo la storia di una coppia che per errore aveva ricevuto un orfano maschio pur avendo richiesto una femmina e scelse come ambientazione la casa di alcuni suoi cugini, Green Gables, nota per i suoi verdi abbaini e un'immaginaria cittadina chiamata Avonlea.
Anne invece, per certi versi, altro non è che una versione alternativa della sua autrice: entrambe orfane e cresciute da un'anziana coppia, entrambe sole e con amiche immaginarie per cercare di alleviare almeno in parte la propria solitudine, entrambe con una grande legame con la natura e l'immaginazione – i flash della Montgomery aiutarono molto nella definizione dell'orfanella di Avonlea.
 

Ma mentre Anne Shirley crescendo ottiene la felicità che le era stata negata durante l'infanzia, stringendo grandi amicizie e ottenendo soddisfazioni sia lavorative che familiari, per la Montgomery le cose andarono diversamente: sposata con un reverendo che non amava e non la rispettava e che sarebbe successivamente impazzito, arrivando persino a picchiarla regolarmente dopo un incidente con una medicina sbagliata che quasi gli costò la vita; intrappolata in una causa decennale con il suo editor che l'aveva imbrogliata, pagandola meno di quanto avrebbe dovuto, vendendo diritti all'estero senza il suo permesso e accusandola anche per la morte del fratello; incapace di andare d'accordo con la matrigna e consapevole dell'infelicità del nuovo matrimonio del padre; rattristata dalla distruzione della casa in cui era cresciuta in Cavendish, a cui era molto affezionata; piena di sensi di colpa per la sua iniziale approvazione alla prima guerra mondiale e ai suoi tentativi di convincere i giovani canadesi ad arruolarsi; preoccupata dalla progressiva devastazione delle foreste e degli ambienti naturali che tanto amava per la crescente urbanizzazione; devastata da una lunga depressione che solo la scrittura riusciva, almeno in parte, a mitigare; infine annientata dall'inizio di una nuova guerra mondiale.
Insignita nel 1935 dell'Ordine dell'Impero Britannico e scrittrice canadese più famosa e venduta al mondo di sempre, Lucy Maud Montgomery morì il 24 aprile 1942, apparentemente per una trombosi alle coronarie. Fu solamente in occasione del centenario di Anne of Green Gables, nel 2008, che la nipote della scrittrice rivelò un oscuro segreto di famiglia: accanto al letto il giorno della morte della nonna era stata ritrovata una nota che lasciava supporre che non fosse morta di cause naturali, ma per suicidio.

“Ho perso la testa a causa di un incantesimo e non oso pensare a cosa io possa aver fatto in quei momenti. Possa Dio perdonarmi e spero che tutti possano perdonarmi anche se non riescono a comprendere. La mia posizione è troppo orribile per continuare a resistere e nessuno se ne rende conto. Che fine per una vita in cui ho sempre cercato di fare del mio meglio.”
 

Il successo di Anne Shirley fu grande: definita da Mark Twain, l'autore di Tom Sawyer“la più cara, commovente e deliziosa bambina dai tempi dell'immortale Alice (nel paese delle meraviglie), il primo romanzo ha venduto ben cinquanta milioni di copie in tutto il mondo ed è stato seguito da altri libri che approfondiscono la storia di Anne e dei suoi figli. Grande classico non solo in Canada ma anche nel resto del mondo anglosassone, l'opera ha ricevuto anche innumerevoli trasposizioni: due film realizzati con l'autrice ancora in vita, un film muto del 1919 e un altro nel 1934, seguito dalla trasposizione anche di uno dei romanzi successivi nel 1940; una decina di trasposizioni televisive, tra film e miniserie, tra cui spiccano la recente serie web Netflix e la rielaborazione operata da Kevin Sullivan e da cui nascerà anche una serie da 7 stagioni interamente originale ed ambientata ad Avonlea; varie produzioni per la radio; un musical che viene rappresentato annualmente nella città di Charlottetown, vicina all'ipotetica Avonlea del romanzo; vari "prequel" che narrano l'infanzia di Anne prima dell'incontro con i fratelli Cuthbert; e persino una versione di Anne prodotta nello Sri Lanka!

Anne of Green Gables alla conquista del Giappone

Uscendo dal mondo occidentale, Anne of Green Gables è uno dei classici per l'infanzia più famosi e apprezzati anche in Giappone. Buona parte del merito va a Loretta Leonard Shaw, una missionaria canadese trasferitasi a Tokyo, e Hanako Muraoka, una scrittrice giapponese per l'infanzia che da ragazza aveva studiato in una scuola missionaria canadese. Le due donne si erano conosciute grazie al comune lavoro nel mondo dell'editoria, ed erano diventate grandi amiche, delle vere e proprie bosom friend. Poco prima della scoppio della seconda guerra mondiale, Loretta lascio il Giappone e tornò in Canada, donando a Muraoka una copia originale del 1908 del classico canadese Anne of Green Gables come memoria della loro amicizia, con la speranza che potesse tradurlo e pubblicarlo in Giappone.
L'anno successivo, nel 1940, Loretta Shaw morì, tuttavia Hanako Muraoka mantenne la promessa: nonostante il governo giapponese avesse vietato l'uso dell'inglese in quanto lingua del nemico, Muraoka iniziò a tradurre l'opera, ben consapevole che se fosse stata scoperta sarebbe stata arrestata per tradimento, forse addirittura condannata a morte. Il manoscritto le era diventato tanto caro che lo portava sempre con se, persino nei rifugi antiaerei in cui sfollava durante i bombardamenti. Pochi anni dopo la conclusione della guerra, fu pubblicata la prima versione giapponese del classico canadese, con un titolo scelto dalla figlia di HanakoAkage no An (Anne dai capelli rossi).
 
L'amicizia che permise ad Anna dai capelli rossi di conquistare il Giappone

In un Giappone devastato dalla guerra e in cui tutta la narrativa nipponica era stata vietata dal nuovo governo americane, la storia di una giovane orfana che cercava di ritagliarsi il proprio spazio nel mondo conquistò anche i lettori giapponesi, venne ristampata numerose volte e nel 1952 venne inserita nei curriculum scolastici. Vennero realizzate alcune trasposizioni dell'opera, come la versione manga di Yumiko Igarashi dei primi tre romanzi oppure quella di Chieko Hara di Rainbow Valley, il primo romanzo sui figli di Anne. Ma la più importante fu senza ombra di dubbio la serie animata televisiva trasmessa a partire dal 7 gennaio 1979 all'interno del progetto World Masterpieace Theater, costantemente replicata in TV e recentemente rieditata anche in versione Blu-Ray. Un ulteriore boom di popolarità per la saga arrivò con l'uscita di Hanako to Anne, una serie di 156 episodi incentrata sulla storia di Hanako Muraoka, la prima traduttrice giapponese di Anne.

Calpis è la ditta che produce una bevanda in lattina acidognola e gassata, che potremmo paragonare alla nostra acqua tonica. Nel 1969 Calpis cercava un modo per promuovere i suoi soft drinks e alcuni produttori di anime, cercavano uno sponsor. Fuji TV, in collaborazione con lo studio Mushi, decise di dare vita a un’opera di Tezuka, Dororo. Quello stesso anno Calpis e Fuji TV firmarono un contratto quinquennale per la realizzazione di un anime all’anno, destinato a una pedagogia infantile attraverso la quale la Calpis avrebbe potuto lanciare i suoi nuovi caseari. Dopo il fallimento dello Studio Mushi, un regista e uno sceneggiatore che stavano emergendo nel panorama nipponico riuscirono ad accaparrarsi il contratto per produrre il loro primo meisaku: Isao Takahata e Hayao Miyazaki, con lo studio Zuiyo Eizo. L’anno successivo, per Fuji TV realizzarono quello che sarà universalmente acclamato come l’anime che ha dato vita ai Meisaku, facendoli conoscere anche al pubblico occidentale: Heidi.
La realizzazione di Heidi aveva praticamente dissanguato la piccola casa di produzione Zuiyo Eizo che fallì proprio nei primi mesi del ’75. Il marchio venne così scisso in due ed una parte, Zuiyo venne venduta per assorbire i debiti contratti nella realizzazione di Heidi. L’allora direttore Koichi Motohashi fondò parallelamente un nuovo studio di produzione: la Nippon Animation, tenendo al suo fianco alcuni dei suoi artisti più promettenti quali Takahata e Miyazaki. Anche Calpis e Fuji TV restano fedeli alla casa di produzione.
 
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Il 1979 vide il divorzio tra Calpis e Nippon Animation e la nascita del filone di anime che avrebbe dato il nome a un’intera categoria, il World Masterpiece Theater (Sekai Meisaku Gekijou). La prima opera del neonato WMT fu una trasposizione del classico di Lucy Maud Montgomery, Anna dai capelli rossi.
Regia e sceneggiatura vennero affidate a Isao Takahata, che poco dopo avrebbe lasciato Nippon Animation chiudendo quindi il suo “periodo meisaku”. A curare il character design e la direzione dell'animazione venne invece scelto un giovane promettente che sarebbe successivamente diventato uno degli animatori più validi dello Studio Ghibli: Yoshifumi Kondo, prematuramente scomparso a soli 48 anni per eccesso di lavoro. In ruoli minori venero scelti anche Hayao Miyazaki e Yoshiyuki Tomino.

Fedele al proprio stile realistico e curato ed in linea anche con i dettami del meisaku dell'epoca, Takahata andò in Canada insieme ad alcuni suoi collaboratori per studiare l'ambiente, le abitazioni, le usanze, i vestiti, gli utensili e, più in generale, la “vità canadese”, così da poterla ricreare al meglio all'interno della serie televisiva. Tale cura si nota anche in un aspetto che, quasi del tutto assente in tutte le trasposizioni occidentali di Anne, era invece una delle caratteristiche principali del meisaku: il ricreare fedelmente gesti e abitudini tipicamente occidentali che i piccoli spettatori giapponesi non conoscevano, come per esempio il tirare la pompa vicino al lavandino prima di aprire l'acqua.
 

La serie andò avanti per tutto il 1979, chiudendosi il 30 dicembre a quota 50 episodi, regalando la più fedele trasposizione del romanzo mai realizzata, con pochissime aggiunte originali: un episodio in cui un facoltoso signore chiede ai Cuthbert di poter adottare Anne e mezzo episodio in cui l'aiutante di Matthew finge che la mela mangiata da Anne sia avvelenata terrorizzando la piccola orfanella. Si decise inoltre di “correggere” un buco presente nel romanzo: nel secondo libro, infatti, si parla di una mucca che era stata regalata da Matther a Anne, tuttavia di tale scena non si fa menzione nel primo romanzo. Nell'anime è stata realizzata una scena dedicata all'evento.
A parte questi piccoli particolari, l'opera segue fedelmente l'originale, dando tuttavia un peso e un'enfasi diversa alle varie situazioni in base alla sensibilità di Takahata: significativo in tal senso come una semplice frase di due righe del romanzo originale, in cui Anne dice a Marilla che ha incontrato la moglie del nuovo pastore e ha passato con lei il pomeriggio, sia stata utilizzata per costruire un intero episodio dell'anime.
Un altro aspetto in cui si decise di restare fedele all'opera della Montgomery fu nella definizione grafica dei personaggi: dove molti prima di loro avevano scelto attrici decisamente troppo belle per Anne, la ragazzina di Kondo e Takahata è una bambina brutta, magra e lentigginosa, come descritto dalla Montgomery; lo stesso per Diana, di cui più volte veniva enfatizzata la corporatura non propriamente longilinea.
 

La serie animata ebbe un buon successo e arrivò anche in Italia insieme ai tanti altri meisaku, facendo conoscere l'orfanella di Avonlea anche nel nostro paese, che fino a quel momento aveva abbastanza ignorato sia i romanzi originali che le varie trasposizioni. Solo dopo la trasmissione dell'anime si ebbe una riscoperta dell'originale anche da noi.

Il grande successo della saga letteraria e successivamente dell'anime di Takahata generò un grande desiderio nei fan giapponesi di “approfondire” il proprio rapporto con Anne Shirley e il suo mondo. Da un lato nacquero numerose iniziative collegate in Giappone, tra cui circoli e fanclub, un musical con attori orientali e persino un parco a tema chiamato Canadian World in cui ammirare repliche realistiche di Green Gables e altri luoghi importanti della saga; arrivato a ricevere fino a 8000 visitatori al giorno nel periodo di massimo successo negli anni '90, dopo la crisi economica Canadian World è ora una “città fantasma” senza più visitatori.
Dall'altro, molti giapponesi iniziarono ad attraversare il Pacifico per recarsi nell'Isola di Prince Edward, per ammirare dal vivo i veri luoghi che avevano ispirato l'opera che tanto amavano. La vera Green Gables, la casa dei cugini di Lucy Maud Montgomery, è infatti ora un parco aperto al pubblico, in cui ancora oggi migliaia di giapponesi (insieme a tanti fan di altre nazioni) si recano ogni anno per respirare l'aria di Avonlea; sembra persino che sia una metà ambita anche da molte giovani coppie per sposarsi! Esaurita la visita alla casa, i turisti possono esplorare le zone limitrofe, in cui è possibile imbattersi nel Lago dalle acque lucenti o nel Bianco viale delle delizie, gli stessi esatti luoghi raccontati nel romanzo e tanto amati sia da Anne che dalla Montgomery. Secondo alcuni, è anche questa una delle cause, oltre alla crisi economica, del progressivo fallimento di Canadian World: se nel parco giapponese si può INCONTRARE Anne, sull'Isola di Prince Edward si può ESSERE Anne, anche solo per un giorno.