Oggi abbiamo l'onore di ospitare qui su AnimeClick un vero esperto di ramen: parliamo di Ojisan (all'anagrafe Carlo) che ha fatto della sua passione il suo lavoro.
Ma chi è Ojisan?
Ojisan, ovvero zietto, nasce nel 1970 e solo 8 anni dopo, il 4 aprile 1978 è di fronte al televisore ad assistere alla prima messa in onda di un anime ambientato in Giappone, Ufo Robot Goldrake. È amore a prima vista, sia per le storie raccontate, sia per il cibo che vi viene rappresentato. Nel 2018, dopo alcuni anni di pratica trasmessagli da un maestro, Takeshi, cuoco di ramen trasferitosi a New York, avvia “Cibichibi Manga Food”, il primissimo locale in Italia a servire esclusivamente piatti provenienti dai manga e dagli anime.
Nel periodo della pandemia si dedica a un progetto didattico che vede come protagonista il ramen (con una speciale attenzione per tutti quei ramen visti negli anime) e porta avanti la sua didattica attraverso video-ricette e articoli.
Se volete conoscerlo meglio, visitate il suo sito: IlRamen dove troverete anche tutti i link ai suoi social. 
 

Solo per noi però ha voluto condividere le sue conoscenze sulla strettissima correlazione che c'è non solo fra cucina giapponese e anime, ma soprattutto fra ramen e animazione. Lasciamo quindi a lui la parola! E Itadakimasu!

“Ramen!”
Se avessimo sentito questa parola solo un paio di decenni fa, l’avremmo probabilmente riconosciuta solo noi fan di anime e manga e pochi altri, come i marzialisti e gli studiosi di lingua e cultura giapponese. Questo perché ancora nei primi anni 2000 i ristoranti di ramen erano pochissimi in Italia, il fenomeno degli “all you can eat” doveva ancora esplodere e, per lo più, quello che conoscevamo della cucina giapponese proveniva dalla TV e, ovviamente, dagli anime.
 

Parlare di ramen oggi invece è tutt’altra cosa. È un fenomeno gastronomico in piena esplosione e, sia nel mondo reale, sia online, assistiamo a una grandissima varietà d’offerta tra ristoranti e ricette. Io stesso, prima con l’esperienza nel mio piccolo locale, poi con la docenza in tema di ramen, non faccio altro che parlarne.
Intorno al ramen c’è a tutti gli effetti un grande interesse e, anche se è esploso tardi in Italia rispetto ad altri paesi occidentali, stiamo rapidamente recuperando il gap.
In questo articolo vi condurrò in un percorso storico e sociale che ha inizio dalla prima apparizione di un ramen in un prodotto televisivo di massa e che arriva fino ad oggi. Questo percorso si snoderà ovviamente attraverso gli anime, del passato e del presente.
Siete pronti? Saliamo sull’auto dell’Interpol, perché si va a caccia di Lupin III!
 


La prima apparizione, 1979

È infatti esattamente da qui che questa lunga storia inizia, ovvero dalla primissima apparizione di un ramen in un anime. Al momento della stesura di questo articolo ignoro se il ramen sia mai apparso prima di allora, magari, in un film giapponese di qualche grande regista del passato o in un documentario della RAI negli anni precedenti il 1979. Quello che però so per certo, dopo lunghe ricerche, è che l’episodio 4 della prima serie di Lupin III, trasmesso in Italia col titolo “L’evasione di Lupin”, ci presenta per la prima volta una ciotola di ramen, e a mangiarla è l’ispettore Zenigata, il quale verrà spesso rappresentato alle prese con il ramen.
Per capire a fondo questa particolare scena dobbiamo spendere due parole sul modo di consumare il ramen in Giappone.
 

Il ramen è un piatto artigianale, contraddistinto da lunghi processi di cottura e poi servito in ampie ciotole di ceramica e, sebbene venga solitamente consumato velocemente, ci si prende comunque il tempo di fare spesso una lunga coda e di accomodarsi ad un bancone o a un tavolo per gustarlo.
A Zenigata però questo non è concesso, l’ispettore è sempre in attesa di Lupin, pronto a far scattare le sue manette, non ha il tempo di mettersi in coda e concedersi un momento piacevole. Si apposta e non ha certo tempo di recarsi in un ramenya. Così lo vediamo spesso mangiare ramen istantaneo, che richiede solamente un po’ di acqua calda e pochissimi minuti di attesa.
In questo episodio però Zenigata può rilassarsi, tenere d’occhio Lupin da un monitor e gustarsi finalmente in santa pace il suo adorato ramen. Niente ramen istantaneo questa volta, solo una fumante ciotola di ottimo ramen artigianale.
Sono certo che in molti si ricorderanno di questa puntata e del suo finale a sorpresa, per tutti gli altri potrebbe essere un’occasione per rivederla e assistere a un momento storico: quello che dà inizio a un rapporto d’amore tra gli italiani e il ramen.
 

Il ramen ha spesso un ruolo di primo piano negli anime e, alle volte, diviene uno strumento importante per la trama. In un’altra puntata di Lupin III, ad esempio, in cui il ladro gentiluomo è nuovamente agli arresti, il ramen verrà utilizzato come vero e proprio cavallo di troia per introdurre, nella cella di massima sicurezza dove Lupin è custodito, una lunga corda, camuffata da noodles, che permetterà a Lupin di assicurarsi la fuga.
Per comprendere perché il ramen riveste un ruolo spesso così importante nella narrazione, dobbiamo ricostruire la storia di come esso sia arrivato in Giappone, ma siccome una trattazione dettagliata andrebbe al di là dello scopo di questo articolo, lo faremo citando i passi più importanti del percorso che è valso al ramen il titolo di kokuminshoku, ovvero di “piatto nazionale”, titolo che in Giappone ha una profonda importanza e non viene usato alla leggera.
 

Quest’ultimo è un aspetto particolarmente curioso se si pensa che il ramen non ha origine in Giappone, ma discende dal lamian cinese, una zuppa di brodo di ossa di maiale con verdure e tagliolini tirati a mano. Un piatto che quindi non nasce in Giappone, ma viene poi adattato secondo la tecnica e i gusti giapponesi.
La storia del ramen inizia intorno agli anni ’70 del diciannovesimo secolo, dopo la fine del periodo Edo, ossia il periodo di isolamento del Giappone dal resto del mondo. Durante i successivi periodi Meiji e Taisho arrivano moltissimi lavoratori cinesi e, con essi, anche il lamian. Questo piatto, economico e facile da preparare, va via via trasformandosi venendo adattato allo stile e ai gusti giapponesi. Il brodo diventa più ricco, si studiano nuovi metodi di insaporimento e di cottura dei vari elementi che arricchiscono il piatto e, dal 1920 in poi, grazie alle scoperte sull’umami, il ramen subisce una profonda trasformazione che lo porterà a diventare uno dei piatti più rappresentativi della cucina giapponese.
 

Nascono migliaia, poi decine di migliaia di esercizi di ramen in tutto il Giappone e ogni località geografica mette a punto il proprio stile. Nel giro di pochi decenni il ramen diventa non solo un piatto estremamente apprezzato e di largo consumo, ma anche un’opportunità imprenditoriale che permette di mantenere moltissime famiglie. Il ramen a tutti gli effetti diventa per la società giapponese un elemento intriso di cultura e di storia che identifica il Giappone stesso.
Un secolo dopo e dopo molte trasformazioni lo troviamo rappresentato in moltissimi anime e, come detto poco fa, addirittura come espediente caratterizzante dell’ispettore Zenigata o come strumento di fuga per Lupin III.
 


Le pietre miliari che ci hanno condotto a scoprire il ramen

Per evitare che questo articolo diventi un mero elenco di serie ed episodi dove il ramen fa la sua comparsa nel corso di oltre 40 anni di produzioni, mi limiterò ora a citare le scene che hanno in qualche modo segnato un passo fondamentale nel processo di disvelamento del misterioso ramen al pubblico italiano.
Ci troviamo ancora nel 1979 quando nell’episodio 26 di Jeeg Robot d’Acciaio, vediamo Hiroshi e Shorty che mangiano ramen nel ramenya in cui lavora la madre di Hiroshi, che è costretta a sbarcare il lunario dopo la morte del professor Shiba per mano dei soldati yamatai. Questa scena è estremamente importante per un motivo molto preciso: è la primissima volta in assoluto in cui viene usata la parola ramen.
Tuttavia le cose non sono così semplici come potrebbero sembrare e vi invito a recuperare questo episodio per controllare di persona. All’epoca l’idea di utilizzare i nomi dei piatti in lingua giapponese era assolutamente fuori questione. Gli onigiri, ad esempio, venivano chiamati semplicemente polpette di riso, ma nella maggior parte dei casi si preferiva semplicemente omettere di nominare le pietanze. In questa scena però accade qualcosa di particolare.
 

Come già detto Hiroshi sta mangiando ramen nel ristorante in cui lavora la madre, alle dipendenze di un padrone piuttosto scontroso. Infatti in sottofondo è possibile udire i rimproveri che la madre di Hiroshi sta subendo. L’audio del dialogo è molto confuso e la musica di sottofondo rende appena percettibile ciò che viene detto, ma ad un attento esame si può udire il titolare del ristorante dire “il ramen va servito in quella ciotola”.
A dire il vero viene nominato anche il katsudon, potendo così affermare senz’ombra di dubbio di trovarsi di fronte al primissimo episodio di un anime in cui vengono citati dei nomi di piatti in lingua giapponese. Potete controllare voi stessi, ma vi consiglio di usare delle cuffie, perché udire chiaramente il dialogo è una vera impresa.
 

Insomma, ancora non sono iniziati gli anni ’80 e già la gastronomia giapponese fa breccia nell’immaginario collettivo di una generazione intera, anche se per ora solo in maniera quasi subliminale.
Arriva il 1981 e con esso, la seconda serie di Lupin III intitolata Le nuove avventure di Lupin III. Inutile dire che Zenigata è sempre appassionato di ramen e che questa pietanza compare in diversi episodi. Per non smentirsi, infatti, proprio nel primo episodio già vediamo Zenigata alle prese con il suo cibo preferito.
Vediamo poi il ramen comparire molto spesso in Trider G7, vero spartiacque per quanto riguarda la presenza di cibo negli anime. Questa serie infatti è particolarmente importante per la quantità di cibo che vi compare e che serve a sfamare Watta, il dodicenne perennemente affamato e pilota del Trider. In una sola puntata non è raro che compaiano due e, a volte, anche tre diversi piatti della cucina giapponese, popolando l’immaginario di scene in cui il protagonista mangia avidamente ciotole di riso e altri misteriosi piatti all’apparenza buonissimi.
Per non farci mancare nulla nella lunga lista di traduzioni bislacche, nell’episodio 1 Watta, afferrando con le bacchette la fetta di narutomaki tipica del ramen esclama “che bello, c’è anche un bel pezzo di formaggio!”.
 

Ci vorrà ancora molto tempo prima che si affermi un nuovo stile di adattamento e si inizino a udire i nomi dei piatti in lingua originale. Infatti fino a questo momento gli adattatori dell’epoca pensano che non sia il caso di usare i nomi giapponesi per i piatti e quindi adattano usando espressioni come “spaghetti cinesi” o un più articolato “taglierini cinesi precotti”.
Il dubbio su cosa siano questi benedetti taglierini dovrà rimanere ancora per diversi anni, nel frattempo però i piccoli fan degli anime continuano ad assistere a mangiate di gran gusto, mentre il ramen, lentamente, penetra nella cultura pop italiana.
Abbiamo già citato la puntata di Jeeg Robot d’Acciaio in cui, sebbene in maniera volutamente poco udibile, si usa la parola “ramen”, ma quand’è la prima volta in cui lo si nomina in maniera chiara?
 


Qual è la prima volta in cui sentiamo pronunciare la parola “ramen”?

Andare alla ricerca delle prime volte non è mai cosa facile, in questo specifico caso richiede di visionare nuovamente e per intero decenni di serie TV, ma se dovessimo azzardare, potremmo identificare questa prima volta con l’episodio 89 di Lamù, in cui Sakura ordina un gomuku ramen (versione storpiata del gomoku ramen, un ramen con verdure e molluschi). La cosa curiosa è che in questo episodio il ramen non si vede, quindi al telespettatore italiano dell’epoca non resta che chiedersi cosa abbia mai ordinato Sakura. In molti altri episodi di Lamù il ramen comparirà, ma almeno fino a quel momento non viene mai nominato se non in una occasione, in cui viene chiamato, tenetevi forte, “pasticcio di pollo e spaghetti” (episodio 17).
Il tabù è finalmente sciolto e qualcosa è cambiato. Da quel momento in diverse serie, si iniziano a udire i nomi dei piatti in lingua giapponese.
 


Finalmente, Ramen!

Ma la vera svolta arriva nel 1996 con l’avvento alla direzione del doppiaggio di un giovane doppiatore che di anime, fino a quel momento, ne ha già doppiati molti. Quello è il momento che segna l’inizio dell’era moderna nell’approccio all’adattamento degli anime. Il giovane doppiatore si chiama Fabrizio Mazzotta e il suo metodo di lavoro nella direzione del doppiaggio cambierà molte cose nel modo in cui si adatta dal giapponese. Tra i moltissimi anime di cui è direttore del doppiaggio ce n’è uno in particolare, entrato a pieno titolo nel cuore dei fan italiani: Ranma ½.
Fin da subito Mazzotta preferisce un adattamento che rispetti il più possibile la nomenclatura in lingua originale e questo vale anche per i piatti giapponesi, così con la puntata 22 ha inizio l’era del ramen. L’episodio si intitola “La corsa del ramen” e, ovviamente, il ramen ne è protagonista. Possiamo finalmente dare un nome a quel misterioso piatto in ciotola fatto con brodo, spaghetti e tante cose sopra.
 

Sostanzialmente Ranma ½ diventa una specie di glossario della cucina giapponese e i nomi che scopriamo sono tantissimi: questo per me segna l’era moderna degli anime in Italia in quanto il rapporto con la cultura giapponese, che passa anche dalla nomenclatura, smette i panni del mistero e inizia a svelarsi. Dopo Ranma ½ e tralasciando alcune realtà refrattarie a una certa filosofia nell’adattamento, la strada diventa tutta in discesa e non ci si “vergogna” più di usare i termini in lingua originale.
 


Il ramen diventa a tutti gli effetti un’icona otaku

Facciamo ancora un bel salto in avanti e dal 1996 arriviamo al 2006, in cui compare sui teleschermi italiani la serie che più di tutte ha reso celebre il ramen. Stiamo ovviamente parlando di Naruto. La genesi del personaggio è fortemente legata al ramen, Kishimoto stesso ha più volte affermato che il ramen mangiato negli anni dell’università è stato l’elemento fondamentale nell’ideazione del personaggio che, nella sua forma iniziale, avrebbe dovuto essere proprio un cuoco di ramen.
In quanto ristoratore, mi sono dedicato moltissimo allo studio dell’Ichiraku Ramen e, nell’arco di due anni, dal 2018 al 2020, ho condotto una lunga ricerca per ricostruire il contesto entro il quale si è sviluppata l’idea di Naruto. Ho ricercato i luoghi, o meglio il luogo, in cui Masashi Kishimoto si recava a degustare il suo ramen preferito, sono risalito allo stile regionale e, quindi, anche agli elementi fondamentali della ricetta. Ho ripercorso in un tour virtuale i passi che portavano Kishimoto dall’università del Kyushu all’entrata del locale e sono riuscito infine anche a dare un volto al proprietario del locale, ossia di colui che ha ispirato il personaggio di Teuchi.
 

Tutto questo, oltre alla ricetta per riprodurre il ramen di Naruto, è contenuto nel video bonus che trovate qui sotto. Il video è molto articolato e diviso in due parti. Nella prima vi racconto il contesto e un po’ di storia e vi accompagno in un tour virtuale che vi porterà fino a consumare il ramen che ha ispirato la serie di Naruto, nella seconda invece vi mostro come prepararlo a casa.
Credo che questo sia il modo migliore per celebrare al massimo quello che molti considerano uno dei piatti più gustosi al mondo, che ha ispirato così tante storie e che ha sfamato così tanti appetiti, tanto nel mondo reale quanto in quello della fantasia.
 


Mi sarebbe piaciuto inserire molte più informazioni: in relazione agli anime, sul ramen ci sono tantissime cose da raccontare, ma potrebbero essere il tema di un nuovo articolo. Ad esempio sarebbe molto divertente commentare l’episodio 8 di Dr. Stone, dove si mette in relazione il ramen con la scienza. Un aspetto poco conosciuto del ramen infatti è che si tratta realmente di una preparazione in cui la scienza ha un ruolo importantissimo. Se questo articolo vi è piaciuto fatemelo quindi sapere nei commenti!