Sono ormai passati diversi giorni dalla drammatica notizia della scomparsa di uno dei più grandi mangaka dell'epoca moderna, Kentaro Miura. Il padre di Berserk, manga che lo ha fatto conoscere in tutto il mondo, con oltre 50 milioni di copie vendute, è scomparso alla giovane età di 54 anni per una dissecazione aortica acuta, che molti pensano sia riconducibile allo sfiancante regime lavorativo che l'autore stesso denunciò in varie occasioni. Mentre si piangono l'uomo e l'artista ci si interroga su numerose questioni, tra cui il destino della sua stessa magistrale opera, giunta al suo ultimo arco narrativo, ora interrotta per la prematura morte di Miura. La casa editrice Hakusensha parlerà prossimamente, annunciando quale sarà il destino del manga, non è infatti dato a sapersi se Miura, prima di morire, abbia lasciato specifiche indicazioni, così come se i suoi assistenti abbiano in mano la sceneggiatura scritta dal sensei e quindi se a loro verrà affidato il gravoso compito di darle vita attraverso i disegni. Una cosa questa che scopriremo prossimamente appunto, ma che in ogni caso risulta essere secondaria rispetto all'eredità artistica e culturale che Miura e Berserk ci hanno lasciato



Kentaro Miura non ha mai negato di aver tratto spunto da grandi opere del passato, su tutte Ken il Guerriero, da cui nacque una solida collaborazione con Yoshiyuki Okamura, noto anche come Buronson, autore della suddetta opera nonché di Sanctuary e in collaborazione con lo stesso Miura di Japan e Il re Lupo. Al netto del personaggio protagonista, esteticamente e caratterialmente simile, Miura dichiarò che la sua ammazzadraghi, la celebre spada brandita da Gatsu, doveva risaltare tridimensionalmente alla pari dei pugni visti nel manga di Buronson e disegnati da Tetsuo Hara. Si trovano inoltre grandi tracce della saga fantasy di Guin Saga, scritta da Kaoru Kurimoto, soprattutto per quanto concerne l'ambientazione fantasy-medievale o le tinte horror di Go Nagai viste in Violence Jack. Tuttavia, se il giovane artista in erba Miura ha raccolto lungo la strada tutto quanto gli sia servito per confezionare il capolavoro di Berserk, possiamo certamente affermare che nel panorama fumettistico mondiale, e non solo, sono decine e decine gli autori che hanno tratto spunto o sono stati letteralmente influenzati, chi in maniera netta e decisa e chi più indirettamente, dal manga di Miura

Se citiamo Berserk infatti non possiamo fare riferimento a Claymore di Norihiro Yagi, dove sia l'ambientazione dark fantasy medievale sia le eroine che brandiscono lunghe spade accerchiate da mostri chiamati yoma, ci richiamano in maniera netta l'opera di Miura. Le stesse ambientazioni fantasy medievali le possiamo poi trovare, con le giuste proporzioni, in Fairy Tail di Hiro Mashima, UbelBlatt di Etoroji Shiono o nei più recenti Atelier of Witch Hat di Kamome Shirahama, The Seven Deadly Sins di Nakaba Suzuki, The Rising of the Shield Hero di Yusagi Aneko e Kyu Aiya, Goblin Slayer di Kumo Kagyu e Kosuke Kurose o Black Clover di Yuuki Tabata, solo per citarne alcuni. Tornando a Claymore e alla già citata spada, un elemento solitamente secondario nelle opere fumettistiche, letterarie, cinematografiche o videoludiche, possiamo dire che in Berserk la spada diventa invece protagonista, un'emblema, non solo di forza e potenza, ma anche in termini simbolici e culturali. La spada di Gatsu non è infatti una banale spada, ma è sin da subito per tutti i lettori "l'ammazzadraghi", la fida compagna di viaggio del protagonista, lo strumento indispensabile e insostituibile per raggiungere l'obiettivo. Una spada così importante e celeberrima che negli anni a seguire sarà emulata da molte opere, è sufficiente infatti pensare alla Zangetsu di Ichigo Kurosagi in Bleach di Tite Kubo, o alla Tessaiga di Inuyasha di Rumiko Takahashi, o alla Spada Potens di Cloud Stife in Final Fantasy VII, così come le tante opere dove l'arte della spada diventa centrale nell'azione, vedasi Demon Slayer di Koyoharu Gotoge, Vagabond di Takehiko Inoue, Kenshin, samurai vagabondo di Nobuhiro Watsuki, anche qui, solo per citarne alcuni. 



Un altro elemento emulato negli anni a venire dalla prima pubblicazione di Berserk è certamente l'inserimento nei fumetti delle incursioni a cavallo, viste nel primo arco narrativo del manga che non possono che richiamare Kingdom di Yasuhisa Hara o al più lampante L'attacco dei giganti di Hajime Isayama che ne ricalca anche la simbologia degli stemmi, infatti le celebri ali della libertà dell'armata ricognitiva sono un chiaro omaggio allo stemma della squadra dei falchi. Berserk infine ha influenzato indirettamente decine di altre opere, fumettistiche ma non solo, il già citato Final Fantasy VII, ma anche il personaggio di Dante in Devil May Cry, o Artorias in Dark Souls nonché Dragon's DogmaBloodborne. Insomma ci sarebbero centinaia di esempi da fare che dimostrerebbero quanto sia siano stati importanti Berserk e il pennino di Miura per innumerevoli artisti susseguitesi negli anni, un'opera monumentale, un'epopea fantasy con una profondità di trama ed una potenziale longevità senza eguali fino ad allora e che, non a caso, ha tenuto compagnia a lettori e lettrici di tutto il mondo per oltre trent'anni.

Tornando dunque alla domanda proposta nel titolo, qual è la vera eredità di Kentaro Miura? Secondo l'Enciclopedia Treccani, figurativamente parlando, l'eredità è la "trasmissione di valori morali, di beni non materiali, ai propri discendenti o in genere a quanti ne possono essere i depositari e continuatori". Possiamo dunque affermare che nel corso degli anni successivi alla pubblicazione di Berserk sono numerosi gli artisti che hanno ereditato il patrimonio di Miura, che di fatto sono diventati continuatori della maestosità del mangaka scomparso. Pertanto non bisogna domandarsi chi prenderà il posto di Miura o semmai il manga di Berserk continuerà fino a conclusione, bensì rendersi conto delle innumerevoli opere che senza Miura stesso non avremmo mai potuto leggere, guardare o giocare, rendendo di fatto l'influenza stessa la vera eredità lasciata dal sensei. Questo ragionamento può essere riconducibile ai mangaka attuali, che ne sono stati appunto influenzati nell'arte, ma può essere applicabile anche agli stessi lettori, che invece ne ereditano i sopraccitati "valori morali", presenti in Berserk, il quale inanella introspezioni e monologhi che sono veri e propri fondamenti di vita. L'opera infatti è stata un intenso viaggio per il lettore, un viaggio che non ha avuto fine per oltre trent'anni ma che in ogni caso questo lettore ha potuto percorrere, ammirando tavole meravigliose, conoscendo personaggi carismatici e simbolici, vivendo momenti unici, costruendo pagina dopo pagina il proprio bagaglio culturale e morale, qualcosa insomma di impagabile e che resterà comunque all'interno del proprio essere anche senza la scritta "fine" al termine del manga. Concludendo Berserk è dunque stato certamente tra i manga "moderni" uno tra i più seminali in assoluto e questo è avvenuto grazie all'instancabile lavoro e sacrificio e alla straordinaria visione avuta negli anni '80 dal giovane Kentaro Miura, che ora noi tutti rimpiangiamo, ma soprattutto ringraziamo, per averci donato un'opera monumentale e un'eredità artistica e di vita che definiremo semplicemente incommensurabile.