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Quello descritto in seguito è solo l’inizio del film e non contiene rivelazioni o finali che possano rovinare la visione.

Lungometraggio diretto da Hiroyuki Okiura e sceneggiato da Mamoru Oshii, Jin-Roh è liberamente ispirato a un periodo della vita dello stesso Oshii, che da studente visse i tumulti nel Giappone degli anni '60, dove scontento e insurrezioni popolari causate dalle precarie condizioni di vita erano all'ordine del giorno.

Nel tentativo di porre fine a queste proteste sempre più violente, il governo, già in difficoltà e accusato di varie inadempienze, affida alla divisione di polizia antiterrorismo chiamata DIME il compito di eliminare i gruppi armati infiltrati tra i manifestanti, ritenuti responsabili dei numerosi attentati che sconvolgono il già vacillante equilibrio del paese. Questo corpo speciale, formato esclusivamente da soldati d’élite conosciuti come Kerberos, affronta i terroristi affidandosi a un equipaggiamento da guerra: armatura, mitragliatrici pesanti, visore notturno e maschera antigas.

Kazuki Fuse, uno dei Kerberos, con il suo plotone sta inseguendo un gruppo di terroristi che utilizza la rete fognaria per spostarsi da un punto all’altro della città. Nel groviglio di corridoi e tunnel, Fuse si trova faccia a faccia con una ragazzina, usata dai terroristi come corriere per consegnare le bombe per gli attentati. Istintivamente le punta contro l’arma, ma non preme il grilletto, nel flebile tentativo di evitare di sparare e uccidere quella che gli sembra poco più che una bambina. Ma all’arrivo di altri soldati, presa dalla disperazione, la ragazzina terrorizzata e in lacrime innesca l’ordigno e si fa esplodere a pochi metri da Fuse, che riesce a salvarsi grazie alla pesante corazza con la quale è equipaggiato. Quello che sembra solo essere un incidente però diventa un’ottima occasione per un gruppo politico per tentare nuovamente di mettere in cattiva luce la DIME e i suoi responsabili di fronte al popolo, desideroso dopo molti anni di lotte e violenza di pace e tranquillità. Ci riusciranno?

Jin-Roh è un film per un pubblico maturo ed è la riprova di come solo dal Giappone possano uscire lungometraggi animati che Hollywood concepirebbe solo con attori in carne e ossa, dove politica, sete di potere e cospirazioni fanno da sfondo al dramma di chi si trova in prima linea e non sembra accettare che il proprio destino sia già stato deciso da qualcun altro.

Tecnicamente è un lavoro che eccelle sotto ogni aspetto, considerato il fatto che l’uso della computer grafica è stato volutamente ridotto al minimo. Jin-Roh in questo senso si può definire quasi un omaggio all’animazione tradizionale e un esempio di come anche senza il computer si possa realizzare un prodotto visivamente pressoché perfetto. Anche la colonna sonora fa egregiamente il suo dovere, alternando melodie struggenti e poetiche a fasi cupe e drammatiche.
Jin-Roh non dovrebbe mancare in nessuna videoteca che si rispetti.