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Capolavoro: dopo la sua visione, o meglio ri-visione, non posso che definirlo così.
Ambientato in un Giappone post-bellico alternativo (il film si inserisce all'interno della Kerberos Saga) "Jin-Roh" è un racconto dalle tinte fosche, drammatico e spietato. La storia segue le vicende di Fuse Kazuki, appartenente al gruppo antiterroristico Kerberos, ma ha come sfondo (e, in ultima analisi, come forza motrice di tutte gli avvenimenti) lo scontro e gli intrighi tra i diversi gruppi di potere che, in un mondo cinico e feroce, non esitano a usare qualsiasi mezzo per prevalere l'uno sull'altro, senza preoccuparsi minimamente dei desideri e del volere delle persone.
Il film può quindi essere visto come una sorta di spy-story, decisamente intrigante e ben realizzata, anche se a tratti confusionaria per la presenza di numerosi gruppi e la mancanza di un quadro di riferimento generale. Tuttavia la vera essenza del film non è qua, ma nel dramma esistenziale vissuto dal protagonista: egli, intrappolato all'interno del ruolo che gli è stato dato, pur soffrendo intimamente e non essendo convinto di ciò che fa, non riesce a ribadire la sua interiorità, ma si uniforma a quanto gli viene ordinato, fino a perdere la sua umanità, diventando nient'altro che un lupo in mezzo al branco, un'altra pedina da muovere nel gioco del potere. E' il dramma del singolo schiacciato da poteri troppo forti a cui non riesce a opporsi e a cui è costretto a uniformarsi, ma è anche una feroce critica al conformismo sociale.
La storia stessa è cinica e brutale, in essa non compare nessuna salvezza all'ultimo momento, né un qualche miracolo che risolve felicemente la situazione; non c'è posto per il cacciatore buono in questa storia e nessun incanto d'amore è capace di trasformare la bestia in uomo.

Passando al lato tecnico, le musiche sono ciò che maggiormente mi ha colpito: a volte struggenti e toccanti, a volte cupe e drammatiche, comunque sempre emozionanti (va menzionata almeno l'ending "Grace Omega"). Molto buona la grafica, anche tenendo conto dell'anno di realizzazione e della quasi assenza della computer grafica. Da notare, a livello di character design, la scelta, forse per cercare un maggiore realismo, di mantenere tratti asiatici ai personaggi, fatto insolito per un anime. Molto interessante e altamente simbolico il design delle armature che de-umanizzano il loro portatore, privandolo della sua individualità e riducendolo a poco più di una macchina.

Normalmente non amo usare certe espressioni, ma "Jin-Roh" per me è uno di quei anime che un appassionato dovrebbe assolutamente vedere, un must imperdibile.