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Credo che la prima cosa da dire su quest'anime sia che moltissimi aspetti della trama non sembrano avere alcun senso (forse effettivamente ce non l'hanno), ma che è proprio questa particolarità a rendere la visione di "Mawaru Penguindrum" qualcosa di veramente unico.

La piccola Himari soffre di una malattia che la porta alla morte, lasciando nel dolore i suoi due fratelli, Shoma e Kanba... almeno fino a quando un copricapo a forma di pinguino non riporta in vita la ragazza! Per salvare Himari, però, bisognerà acquisire un Penguindrum, che dovrebbe essere in possesso di una certa Ringo.
Questa è solo la premessa di una storia che cerca di coniugare simbolismo, colpi di scena e umorismo, in un mix che non sempre convince del tutto, ma che certo io ho apprezzato, grazie anche a un cast di personaggi caratterizzati discretamente, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo dei loro rapporti interpersonali.

Dal punto di vista tecnico io non ho riscontrato alcun particolare problema, anche se mi è stato fatto notare che vi sono dei cali nelle animazioni. Una cosa che invece mi ha infastidito è stato il riciclo di una certa sequenza in diversi episodi: so che è una cosa frequente anche in altre serie, so che certamente è una scelta voluta, ma, comunque, non potevo fare a meno di pensare, ogni volta che vedevo quella scena: "Accidenti, di nuovo!". Dico che la scelta è voluta, in quanto una certa ripetitività è presente, per esempio, anche nei dialoghi, con alcuni personaggi che hanno una frase che è una sorta di loro motto o slogan ("Così non va, devo schiacciarlo al più presto" o "Impressionante, vero?").
Questo rilievo potrebbe far temere che i personaggi siano delle macchiette, ma questa deduzione sarebbe assolutamente sbagliata: se c'è una cosa in cui questa serie riesce è stupire lo spettatore svelando pian piano quali sono le paure, gli affetti e gli scopi dei vari personaggi. L'esempio perfetto di ciò è Ringo: da subito l'unico personaggio che riesca a far veramente ridere, con le sue ingenue fantasie, si rivela ben presto una ragazza tormentata e, per me, il personaggio migliore della serie. Grazie ai personaggi la trama potrebbe quindi scorrere piacevolmente, fino alla sua conclusione, che ho trovato toccante e soddisfacente, se non fosse, come dicevo all'inizio, per gli elementi della vicenda che rimangono incomprensibili. Non mi riferisco solo al simbolismo, dove magari il problema sono io, ma anche ad altri aspetti che parrebbero indicare che l'anime non vada preso troppo sul serio (sì, mi riferisco ai pinguini). Non fraintendetemi: gli episodi di "Mawaru Penguindrum" sono una visione piacevole, ma, in una recensione, è giusto mettere in guardia il potenziale spettatore su questo elemento, che rende la serie ciò che è, ma che potrebbe anche renderla indigesta a qualcuno.

Come conclusione, vorrei dire che la seconda opening merita una menzione: forse non vi conquisterà la prima volta che la sentite, ma vi ritroverete a canticchiarla per molto tempo.