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Ciao a tutti e bentornati su “recensioni semiserie”, la rubrica più pigra e svogliata di AnimeClick.it.
Per chi ancora se la dovesse ricordare: sì, lo so, è passato tantissimo tempo dalla mia ultima recensione. Purtroppo sono stato frenato da una lunga serie di problemi logistici che non sto qui a raccontarvi, perché da un lato c'è la mia privacy che va rispettata (tradotto: aò, fatevi gli affari vostri), e dall'altro perché so benissimo che dei fatti miei non ve ne frega un fico secco. In realtà io avrei anche prolungato ulteriormente il mio periodo di... ehm... riflessione, anche perché la redazione è talmente felice di darmi dello scansafatiche, che avevo paura di deluderli proponendo un mio nuovo articolo; tuttavia, dato il particolare momento che stiamo vivendo, credo che ognuno di noi debba fare la sua parte, e il mio compito deve essere quello di indirizzarvi verso la giusta categoria di anime, quella che ritengo più indicata per superare la frustrazione della reclusione da quarantena. Devo perciò ricordarvi che guardare anime decenti in un periodo buio come questo potrebbe essere nocivo per la salute: ad esempio, assistere alla scena in cui un Kazutoshi qualsiasi bacia una Chikako qualsiasi farebbe venir voglia a chiunque di correre in strada e di gridare ai quattro venti che anche noi un giorno troveremo il vero amore; e poco importa se moglie e fidanzate, udendo queste parole, avvertiranno l'irrefrenabile desiderio di prenderci a randellate in piena faccia (vale anche per le donne ovviamente, sono per la parità dei sessi).

Per chi poi frequenta rubriche di bassa lega come HentaiClick, il senso di frustrazione sarà anche maggiore: in questo caso correre in strada potrebbe portare all'arresto per atti osceni in luogo pubblico.
La sola e unica cosa da fare, quindi, è concentrare l'attenzione di noi fini competenti di animazione sugli anime mal riusciti, gli unici in grado di farci sentire meglio anche in presenza di una pandemia; l'esistenza di “Ousama Game”, ad esempio, ci ricorda che nella vita può esserci di peggio anche di una crisi sanitaria di livello mondiale e ci dà la sensazione che, in fondo, lamentarci della nostra attuale condizione è solo un vile atto di presunzione.
E per un'occasione speciale come questa non potevo che scegliere un titolo speciale, ovvero un anime che riuscirà a far scappare per la paura tutti i mostri che popolano i vostri peggiori incubi: “The Island of Giant Insect”.

Scegliere un metodo per recensirlo non è stato per niente facile: in passato avevo preso l'abitudine di raccontare il primo episodio della serie, per poi passare alle mie discutibili considerazioni personali; questo metodo, però, non è applicabile a un film, per cui, in teoria, sarei dovuto tornare su un'impostazione più classica. Ma quest'opera è così pregna di corbellerie che sarebbe un delitto non cercare di raccontarne il maggior numero possibile, spazio permettendo. E così, alla fine scelgo il metodo che più mi si addice: vado a casaccio e, come viene, viene.

Come sempre ci tengo ad avvertirvi che questa recensione conterrà pesanti spoiler su trama e personaggi, per cui, se volete vederlo “al buio”, vi consiglio di sospendere la lettura, godervi (si fa per dire) il film e poi tornare qui per proseguire nella lettura. È inoltre sempre attivo l'indirizzo di posta elettronica nuncescassà@notmail.it, a cui potrete mandare critiche e rilievi vari nel caso in cui non gradiste la presente recensione; mi raccomando, scrivete in massa.
L'anime si apre in un aeroporto dove degli studenti di una scuola giapponese aspettano, immobili come delle bambole di cera, che arrivi il momento di salire sul proprio aereo. A dare un po' di brio a questa atmosfera dannatamente soporifera è la vespa Bruno, che con volo spedito e minaccioso passa in rassegna ad uno ad uno tutti i vari protagonisti. Per ragioni di fluidità del discorso anche noi, come la vespa Bruno, ci porteremo avanti col lavoro, presentando in anticipo i vari protagonisti di questa strampalatissima storia.

1. Matsumi Oribe. La sua caratteristica principale è quella di essere una grandissima esperta di insetti. Se teniamo conto del numero di adolescenti appassionati di mosche e zanzare esistenti nel mondo e del numero di isole con insetti giganti finora scoperte, che probabilità c'era che un personaggio del genere potesse naufragare proprio su quell'isola?
2. Naruse Chitose. È la capoclasse. Non ha alcuna qualità particolare, però c'è e va nominata.
3. Ayumi Matsuoka. Capitana del club di softball, è una ragazza con un carattere un po' mascolino. La sua caratteristica principale è che il colore dei suoi occhi è uguale a quello della tuta che indossa. Chissà a cosa si abbina il colore dei denti.
4. Miura Mami. Famosa idol dal carattere timido e facilmente impressionabile, ma dotata di grande ‘cazzimma’. Riassumendo: una piaga.
5. Mirei Jinno. Idol meno famosa che si contraddistingue per il carattere sfacciato e per le grandi oppai. Riassumendo: una z...uzzurellona.
6. Atsushi Kamijo. È un bulletto che si autoproclamerà leader del gruppo. Quoziente intellettivo pari a quello di un lombrico, la sua unica qualità è quella di essere il più grande amico di Akira.
7. Akira (cognome sconosciuto). Personaggio che si candida con prepotenza al titolo di miglior personaggio maschile del 2020. Dipendesse da me, gli darei già il Neko Award, senza perder tempo.
8. Eru Chitanda. È un'insopportabile ragazzina iscritta al club della letteratura che non fa altro che dire di continuo "Sono curiosa".

Il resto della storia è facilmente intuibile: l'aereo precipita in mare e i personaggi finiscono su un'isola deserta; un'affiliata al club di escursionismo va a urinare tra i campi e incontra delle farfalle giganti che, una volta tanto, infilano i loro tentacoli in posti non equivoci e la fanno secca (in tutti i sensi) davanti a tutti; si scopre così che l'isola è abitata da insetti e scarrafoni giganti, e verranno mostrati gli sforzi del gruppo per cercare di sopravvivere. Fine della storia.

Sono stato molto sintetico sul racconto della trama, perché “The Island of Giant Insect” si fa sì apprezzare per l'assenza di un minimo accenno di logica nella sceneggiatura complessiva, ma soprattutto per l'altissimo livello di assurdità contenuto nelle varie scene. E ovviamente il mio obiettivo è proprio raccontarvene un po', anche se, per motivi di spazio, sarà possibile citarne solo cinque.

Gomao-san
Oribe, dopo l'incidente aereo, si risveglia tutta sola su un'isola sconosciuta. Quale sarebbe dovuta essere la sua prima preoccupazione in un contesto del genere? Cercare di capire cosa è successo? Guardarsi attorno e cercare altri sopravvissuti? Niente di tutto questo. La sua priorità è trovare Gomao-san. Chi è Gomao-san? La domanda giusta non è chi, ma che cosa è: si tratta, infatti, del suo comodissimo zainetto a forma di gatto. Prima di esprimere un giudizio fatto di parole poco piacevoli, ho voluto concedere alla mentecatta il beneficio del dubbio: magari Gomao-san conteneva qualcosa di indispensabile per la sua sopravvivenza, tipo, che ne so, un particolare medicinale o del cibo e dell'acqua. Andando avanti, però, si scoprirà che lo zainetto conteneva solo un cappello di feltro e una sirena per orsi. E, se vi state chiedendo cosa cavolo ci faceva una sirena per orsi nello zaino di un'adolescente amante degli insetti in gita scolastica, sappiate che le risposte possibili sono solo due: insanità mentale o sceneggiatori pagati poco.

La fortuna all'improvviso
L'anime è pieno zeppo di oggetti che verranno trovati un po' a casaccio. Citiamone qualcuno.
Quando Matsuoka incontra per la prima volta Oribe, le comunica di aver trovato in una casa, a sua volta spuntata fuori a casaccio, alcuni oggetti che potrebbero tornare utili: della lacca, un accendino e un coltello. Sorvolerò sugli altri due oggetti, su cui comunque ci sarebbe da ridire, ma a me non verrebbe mai in mente di considerare indispensabile “la lacca” su un'isola deserta, e tantomeno me la porterei dietro se la trovassi, a meno che non avessi maturato la folle idea di aprire un negozio di parrucchiere per scimmie. A mettere a dura prova la nostra pazienza sarà anche la successiva raccomandazione di Oribe di non portarsi dietro prodotti cosmetici: ma allora perché cavolo continuavi ad andare in giro con la lacca?
L'anime è pieno di oggetti la cui esistenza è legata alla magia: non farò un elenco, perché lo spazio è poco, ma vorrei segnalare un distributore automatico fornitissimo in mezzo a una foresta sperduta e il tubo di metallo raccolto da Kamijo in una zona in cui l'uomo probabilmente non aveva mai messo piede prima (lo userà per assaltare una vespa).

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Dopo essersi salvati dall'attacco delle famigerate zecche dure, i sopravvissuti decidono di fare un bagno in mare, perché è provato che le zecche non sopportano il sale e quindi... ma chi vuoi che ci creda, in realtà immergersi nell'acqua salata serve a una cosa sola: avere la possibilità di mostrare il corpo nudo delle diverse ragazze. E non solo.
Si inizia con Mari e Matsuoka. La nostra idol formato mignon, che finora non aveva fatto altro che essere terrorizzata e scappare, tira fuori un'inaspettata intraprendenza e, dopo aver distratto Matsuoka con parole al miele, comincia a metterle le mani dappertutto. Alle timide proteste di lei, Mari le rivela di sapere benissimo che in realtà il nostro capitano di softball è una pervertita che ha l'abitudine di posare il suo sguardo lascivo sulle sue giovani compagne; Matsuoka capisce che non è il caso di negare la verità, e scatta un lascivo bacio con la lingua. Roba che un hentai di serie Z diventa un film da premio Oscar.
Ma Mari non è l'unica idol ad essere infoiata. Anche Jinno, infatti, ha in mente un piano ben preciso: mentre tutti sono distratti dai corpi di qualcun’altra, si reca nella zona in cui Atsushi sta facendo il bagno e si presenta di fronte a lui completamente nuda. Dopo averlo ammaliato con parole false (“Oggi sei stato veramente fighissimo”. Davvero? Ma se ha fatto solo scemenze!), gli sussurra che è arrivato il momento di “prendere il controllo”. E infatti con la mano prende prontamente il controllo del Ca...vallo di Troia. Quello che succede dopo lo si può solo immaginare, anche perché si sentono solo gemiti pieni di lussuria, ma non si vede niente.

Ma il vero tocco di classe arriva più avanti. Mentre il gruppo cerca di sottrarsi dalle attenzioni di una libellula gigante, si consuma l'inspiegabile tradimento di Jinno e Kamijo, che si nascondono all'interno di un ospedale e bloccano l'ingresso per impedire alle altre di entrare. Nell'edificio, però, c'era già Chitose che, a causa del veleno di una vespa, giaceva su un lettino completamente paralizzata; non vedendo rientrare le altre, intuisce il diabolico piano, e da brava capoclasse comincia a inveire contro i due amanti. Stufa delle sue urla, Jinno intima a Kamijo di chiuderle la bocca e poi aggiunge: “Cosa aspetti? Hai l'attrezzo perfetto proprio lì”. Lui osserva le sue parti basse, capisce il riferimento e si abbassa i pantaloni. Come va a finire? Sono dispettoso, non ve lo dico.

Akira
Personalmente avrei fatto una recensione a parte per quello che, inevitabilmente, diventerà il personaggio anime più amato di tutti i tempi. Cominciamo con le presentazioni: Akira è l'amichetto del cuore di Kamijo e anche lui è rimasto vittima dell'incidente aereo che ha dato origine a questa sciagurata storia. Rapito da una vespa, verrà recuperato dall'amico nella tana dell'insetto, ma rimarrà privo di sensi per tutto il tempo. Ad eccezione della scena che lo renderà famoso, ovviamente.
Al suo risveglio, infatti, si scoprirà che la sfortuna di questo tizio non ha limiti: oltre ad esser cascato con l'aereo ed essere stato rapito da una vespa gigante, è stato anche infettato da un batterio cattivo-cattivo. Purtroppo per lui non se la caverà con un po' di febbre e diarrea: gli occhi usciranno fuori dalle orbite fino a farlo sembrare una lumaca e comincerà a correre e ad arrampicarsi sui tralicci gridando come un ossesso. Ed è in questo momento che pronuncia la frase per la quale noi tutti lo ricorderemo per sempre: “Cia-cia-cia-pe-pe-pe-au-au-erbie-erbie-erbie (continua)”. Finirà ammazzato dalla libellula gigante, stanca di tanto baccano.

L'ingresso dell'eroina sul campo di battaglia
E finalmente siamo arrivati al boss finale, la libellula gigante che ha seccato Akira. È ovviamente Oribe che dovrà occuparsi dell'ingrato compito di salvare i suoi compagni uccidendo la bestia immonda. Prima, però, come tutti gli eroi che si rispettano, deve fare il suo epico ingresso nell'arena (che poi sarebbe il cortile dell'ospedale) in stile Wrestlemania. Peccato che la sua passeggiata pregna di misticismo si protrae per un tempo interminabile: e così, per ben un minuto e mezzo, vedremo Oribe che percorre da sola e in silenzio un lunghissimo corridoio, con tanto di musichetta figa in sottofondo. Le domande che lo spettatore potrebbe porsi sono diverse e nessuna piacevole; quella che mi sono posto io è stata: “Ma dove cacchio lo ha trovato un corridoio così lungo?”

E questi erano i cinque punti della pellicola che, secondo il parere del vostro umile recensore, più di tutti andavano raccontati per far capire cos'è questo film. Posso comunque assicurare che, se avessi voluto raccontare tutte le scempiaggini che ci sono, tre recensioni non sarebbero state sufficienti, per cui, se qualcuno volesse vederlo per cercare altre chicche, ne troverà a migliaia.
Dato che il mio parere sul film ormai lo avete intuito, come sono solito fare, lascio i commenti finali a quegli utenti che hanno avuto il coraggio di guardare questo film ed esprimere il loro giudizio sul nostro sito; in giorni difficili come questi anche loro sono degli eroi. Da parte mia, invece, un saluto e un in bocca al lupo a tutta l'utenza di AnimeClick.it.

Abi_666: “Animazioni orrende, trama non pervenuta, sceneggiatura scritta da un salaryman ubriaco di birra all'izakaya dopo quattordici ore di lavoro. Bruttissimo, non si salva niente.”

Julaaar: “L'unico pregio del film è che, se devi iniziare ancora a seguire il franchise, puoi evitare di subirti pure l'OVA. Però in un certo senso è imperdibile, se amate il trash...”

_Setsuna_: “Trashone assurdo, grafica pessima, non ha neanche un finale...”

Ironic74: “Sembra la brutta copia dei filmetti della Asylum.”

Mirokusama: “Ottima scelta inserire una scena pseudo-hentai lesbica in modo che lo spettatore si svegli giusto per arrivare alla fine, per il resto è la versione 'deluxe' della schifezza dell'OVA.”

Marcotano-san: “Come per l'OVA, splatter, ecchi più o meno spinto, ma resta una pallidissima copia di “High School of the Dead” con gli insetti al posto dei morti viventi. Grafica non eccellente, trama anche peggiore. Rosso.”