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“Jin-Roh” è un film d’animazione del 1999 diretto da Hiroyuki Okiura e basato sulla “Kerberos Saga” di Mamoru Oshii.

La storia è ambientata in un Giappone alternativo degli anni ’60. Durante una violenta protesta in strada, nelle fogne di Tokyo, una giovane terrorista si lascia esplodere con una bomba davanti agli occhi di Kazuki Fuse, agente della polizia speciale DIME. Fuse è sottoposto a provvedimento disciplinare, ma il ricordo dell’accaduto continua a tormentarlo. Questo tormento lo porterà a incontrare Kai, la sorella della giovane terrorista con cui stringerà un forte rapporto. Intanto, mentre alcuni vorrebbero lo smantellamento della DIME, ai piani alti si vocifera dell’esistenza di una preoccupante organizzazione parallela al suo interno definita Jin-Roh, Uomini-Lupo.

“Jin-Roh” è un film molto realistico, in quanto fa parecchi riferimenti ai temi politici degli anni Sessanta e Settanta a cui si ispira. Basti pensare alle proteste studentesche che si tennero in quegli stessi anni e a cui parteciparono, oltre allo stesso Mamoru Oshii, anche Hayao Miyazaki e Isao Takahata.
Nell’universo alternativo qui descritto, la Seconda Guerra Mondiale si conclude con la vittoria della Germania, pertanto l’influenza nazista fa riferimento ai timori del ritorno al potere dei fascisti in Giappone.
Il film inoltre vuole fungere da critica al Paese che viene visto come anticonformista e riluttante al cambiamento. Un critica velata, se non si dà peso ai particolari di quel determinato periodo storico e ci si sofferma solo ed esclusivamente sulla storia che vuole narrare.
Ah, vorrei esprimere un mio personale parere su una cosa: ad eccezione di quelli effettivamente citati, io tutti quei riferimenti a “Cappuccetto Rosso” non li ho visti!
Ma mettiamo da parte i riferimenti storici.
Sebbene sia interessante, il film rende la storia complicata e non riesce a realizzarla completamente. La quantità di informazioni che riceviamo in un’ora e quaranta di film è troppo vasta e la cosa che non aiuta minimamente è che le fazioni alleate e quelle nemiche abbiano dei nomi molto simili tra loro. Si crea solo confusione!
Il finale è molto bello e profondo, l’ho apprezzato particolarmente, ma a conti fatti è ciò che ti rimane più impresso del film.

Devo ammettere che, a livello di personaggi, sono molto combattuta.
Kai è un personaggio molto interessante, ti mostra le sue debolezze, la sua fragilità e la confusione tipica dei giovani di quell’epoca. Insomma, il suo buon lavoro lo fa, ma il vero problema è il protagonista. È lui a mostrare la vera criticità in questo film. In alcuni punti riesci a comprendere il personaggio e ciò che si cela nel suo animo, ma non è abbastanza per stabilire una perfetta connessione tra spettatore e protagonista.
La cosa triste è che i personaggi di supporto riescono ad arrivare lì dove lui non riesce. Un vero peccato.

A livello grafico non mi è dispiaciuto, ciò che mi ha molto colpita sono i lineamenti del viso molto realistici. Il comparto sonoro invece è passato piuttosto in sordina.

Dal mio punto di vista, c’è qualcosa in “Jin-Roh”. C’è qualcosa che gli impedisce di essere un film eccellente, ma lo fa divenire comunque un film al di sopra della media, qualcosa che deve essere visto.
Vale la pena guardarlo? Beh, dipende. In alcuni punti è lento e piuttosto confusionario, quindi bisogna avere un po’ di pazienza, comprensione, molta curiosità e simpatia per il genere, ma guardarlo non sarà sicuramente una perdita di tempo.