Recensione
Recensione di DarkSoulRead
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Il giocattolo dei bambini - Rossana - La villa dell’acqua è un volume unico spin-off del celebre manga di Miho Obana.
La storia racconta nel dettaglio il film nel quale Sana e Naozuki si trovano a recitare nella serie principale. I personaggi che abbiamo conosciuto ne Il giocattolo dei bambini compaiono quindi esclusivamente in veste di attori, interpretando personalità ben diverse da quelle con cui avevamo imparato a familiarizzare.
Il protagonista è Hiroto Suzuhara, il personaggio interpretato da Naozuki, un quattordicenne che, dopo la morte dei genitori, decide di mettersi sulle tracce del fratello maggiore Masato, scomparso sei anni prima. Le sue ricerche lo conducono a una misteriosa villa dove Masato si era recato insieme alla fidanzata Mako, interpretata da Sana, e all’amica Miwa, senza che nessuno dei tre facesse più ritorno.
Arrivato sul posto, Hiroto si ritrova coinvolto in un mistero che affonda le proprie radici nel passato della villa. Tra sparizioni, segreti e inquietanti presenze, il ragazzo dovrà ricostruire quanto accaduto anni prima e scoprire quale legame unisca la villa alle persone che vi hanno perso la vita.
L’idea di sviluppare un manga a partire dal film in cui recita Sana è, di base, un ottimo spunto. Il principale limite è però che il lettore conosce già l’epilogo della pellicola, mostrato nella serie principale. Questo non impedisce alla Obana di costruire misteri e colpi di scena, ma i loro sviluppi sono piuttosto prevedibili per un lettore smaliziato e non raggiungono certo le grandi vette della narrativa horror. Le atmosfere funzionano comunque bene e ricalcano alcuni stilemi classici dell’horror adolescenziale: una villa abbandonata, un lago, fanciulle morte in circostanze misteriose e presenze soprannaturali. L’ispirazione principale è Ultimi raggi di luna di Ai Yazawa, con cui l’opera presenta alcune evidenti analogie, pur prendendo successivamente una direzione differente.
Nonostante le atmosfere orrorifiche diano all’opera vibes diverse rispetto a Il giocattolo dei bambini, la Obana trascina nello spin-off anche alcuni dei difetti dell’opera principale. I dialoghi risultano meno carichi, ma la verbosità, a tratti eccessiva, rischia comunque di rallentare il ritmo e di compromettere parzialmente l’immersività della storia. Anche qui la Obana sembra viaggiare con il freno a mano tirato e, dal punto di vista dell’orrore, non osa mai davvero spingersi oltre. La brevità del racconto, inoltre, non lascia spazio a un adeguato approfondimento dei personaggi, che finiscono per rimanere confinati a una dimensione puramente funzionale allo sviluppo della vicenda.
Il volume presenta anche una seconda storia autoconclusiva, questa volta completamente slegata da Il giocattolo dei bambini. La storia narra le vicende di Pochi, un ragazzo che la madre, affetta da un disturbo mentale, è convinta essere un cane. Pochi mangia cibo per cani, viene portato a spasso al guinzaglio, abbaia e lecca le persone per dimostrare il proprio affetto. A innamorarsi di lui è Sayaka, una ragazza schiacciata dalle altissime aspettative dei genitori.
Il racconto alterna tematiche delicate e momenti grltteschi, mantenendo quella particolare commistione tra dramma e umorismo che aveva già caratterizzato Il giocattolo dei bambini, in perfetto stile Obana. Ma proprio perché la Mangaka aveva già esplorato suggestioni simili, riuscendo a raggiungere un impatto emotivo maggiore, questa seconda storia si conclude senza aggiungere nulla di realmente nuovo alla poetica dell’autrice.
Il giocattolo dei bambini - Rossana - La villa dell’acqua è in definitiva un’opera che arricchisce l’universo narrativo di Sana, tingendolo di un lievissimo velo di terrore. Le atmosfere evocative la rendono una piacevole lettura per tutti i fan della serie principale, fruibile anche come opera a sé stante, seppur non certo indimenticabile.
La storia racconta nel dettaglio il film nel quale Sana e Naozuki si trovano a recitare nella serie principale. I personaggi che abbiamo conosciuto ne Il giocattolo dei bambini compaiono quindi esclusivamente in veste di attori, interpretando personalità ben diverse da quelle con cui avevamo imparato a familiarizzare.
Il protagonista è Hiroto Suzuhara, il personaggio interpretato da Naozuki, un quattordicenne che, dopo la morte dei genitori, decide di mettersi sulle tracce del fratello maggiore Masato, scomparso sei anni prima. Le sue ricerche lo conducono a una misteriosa villa dove Masato si era recato insieme alla fidanzata Mako, interpretata da Sana, e all’amica Miwa, senza che nessuno dei tre facesse più ritorno.
Arrivato sul posto, Hiroto si ritrova coinvolto in un mistero che affonda le proprie radici nel passato della villa. Tra sparizioni, segreti e inquietanti presenze, il ragazzo dovrà ricostruire quanto accaduto anni prima e scoprire quale legame unisca la villa alle persone che vi hanno perso la vita.
L’idea di sviluppare un manga a partire dal film in cui recita Sana è, di base, un ottimo spunto. Il principale limite è però che il lettore conosce già l’epilogo della pellicola, mostrato nella serie principale. Questo non impedisce alla Obana di costruire misteri e colpi di scena, ma i loro sviluppi sono piuttosto prevedibili per un lettore smaliziato e non raggiungono certo le grandi vette della narrativa horror. Le atmosfere funzionano comunque bene e ricalcano alcuni stilemi classici dell’horror adolescenziale: una villa abbandonata, un lago, fanciulle morte in circostanze misteriose e presenze soprannaturali. L’ispirazione principale è Ultimi raggi di luna di Ai Yazawa, con cui l’opera presenta alcune evidenti analogie, pur prendendo successivamente una direzione differente.
Nonostante le atmosfere orrorifiche diano all’opera vibes diverse rispetto a Il giocattolo dei bambini, la Obana trascina nello spin-off anche alcuni dei difetti dell’opera principale. I dialoghi risultano meno carichi, ma la verbosità, a tratti eccessiva, rischia comunque di rallentare il ritmo e di compromettere parzialmente l’immersività della storia. Anche qui la Obana sembra viaggiare con il freno a mano tirato e, dal punto di vista dell’orrore, non osa mai davvero spingersi oltre. La brevità del racconto, inoltre, non lascia spazio a un adeguato approfondimento dei personaggi, che finiscono per rimanere confinati a una dimensione puramente funzionale allo sviluppo della vicenda.
Il volume presenta anche una seconda storia autoconclusiva, questa volta completamente slegata da Il giocattolo dei bambini. La storia narra le vicende di Pochi, un ragazzo che la madre, affetta da un disturbo mentale, è convinta essere un cane. Pochi mangia cibo per cani, viene portato a spasso al guinzaglio, abbaia e lecca le persone per dimostrare il proprio affetto. A innamorarsi di lui è Sayaka, una ragazza schiacciata dalle altissime aspettative dei genitori.
Il racconto alterna tematiche delicate e momenti grltteschi, mantenendo quella particolare commistione tra dramma e umorismo che aveva già caratterizzato Il giocattolo dei bambini, in perfetto stile Obana. Ma proprio perché la Mangaka aveva già esplorato suggestioni simili, riuscendo a raggiungere un impatto emotivo maggiore, questa seconda storia si conclude senza aggiungere nulla di realmente nuovo alla poetica dell’autrice.
Il giocattolo dei bambini - Rossana - La villa dell’acqua è in definitiva un’opera che arricchisce l’universo narrativo di Sana, tingendolo di un lievissimo velo di terrore. Le atmosfere evocative la rendono una piacevole lettura per tutti i fan della serie principale, fruibile anche come opera a sé stante, seppur non certo indimenticabile.