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Ataru Moroboshii

Episodi visti: 24/26 --- Voto 6,5
"Gantz" è un anime della Gonzo, malamentre adattato dal manga originale di Hiroya Oku.

La storia di "Gantz" sembra uscire da un videogioco sparatutto con alcune influenze di "Man in Black" e "Space Troopers". Il plot principale è estremamente semplice: una misteriosa sfera nera richiama in vita persone morte da poco per affidargli pericolose missioni di caccia all'alieno. Il punto più alto della sceneggiatura di "Gantz" sono invece i personaggi principali: Sato è il classico protagonista da Shounen, uno studente delle superiori forte, buono, dedito alla giustizia, in una relazione particolare con la bella Kishimoto anche se nessuno dei due si dichiara apertamente all'altro; Sato ha una situazione familiare disastrata e cerca riscatto per sè e per il suo fratellino che deve proteggere, ma "Gantz" non è uno Shounen, bensì un Seinen, e quindi Sato non è il pesonaggio principale ma solo il co-protagonista. Il vero protagonista è Kei, un ragazzo che dietro i suoi comportamente gentili rivela spesso allo spettatore il suo lato egoista, invidioso e fortemente mal pensante. Al contrario di Sato, Kei è un personaggio reale nella sua frustrazione e nella sua concezione dei rapporti umani in termini utilitaristici. Kei è sicuramente la colonna portante di quel poco che c'è di buono in questo anime. Il resto del mondo di "Gantz" viene dipinto invece con un cinismo monocolore, a volte davvero assurdo nelle sue manifestazioni.

Le note dolenti arrivano con la realizzazione tecnica della Gonzo, l'anime risulta essere orribilmente statico con i personaggi incollati sopra ad un fondale, spesso da videogioco; la cosa non sarebbe peccato mortale se non fosse che il plot preveda che i personaggi avendo un obiettivo ed un tempo limite per neutralizzare questo, saltino, corrano, sparino e schivino gli attachi nemici in maniera concitata. Tutto ciò non avviene, sparatorie mortali che dovrebbero svolgersi come in un film hollywoodiano lasciano posto ad una sorta di "Bakemonogatari" con le pistole, in cui alieni e sopratuitto umani si scambiano verbosi dialoghi interrotti da irreali ed interminabili attese da ambo le parti.

Fortunatamente non mancano i colpi di scena e le situazioni originali, ma tutto ciò non basta a rendere decenti le parti d'azione di questo anime. La ciliegina avariata su questa torta cattiva è composta dagli ultimi cinque episodi di cui sconsiglio fortemente la visione. Finiti i capitoli a disposizione nel manga, lo studio Gonzo si cimenta in un filler inutile ed un finale raffazzonato sconvolgendo tutti i punti fermi della storia e cambiando addirittura il carattere del protagonista. Il voto finale è pensato come se qusti ultimi cinque episodi non esistessero, altrimenti sarebbe un 3 secco, del resto non vanno visti. Seriamente, sconsiglio fortemente di perdere un'ora e mezza abbondante del vostro tempo su quei filler.


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Sguaida

Episodi visti: 26/26 --- Voto 3
Persino nelle scuole inferiori, una delle prime regole che vengono insegnate a chi si appresta a scrivere un tema o una recensione, come in questo caso, è che è necessario attenersi strettamente all'argomento di cui si vuole parlare o all'oggetto che si vuole descrivere e recensire. Limitare le divagazioni, le perdite di tempo, le uscite dal seminato, che hanno il solo ed unico scopo di allontanarsi dal soggetto in questione.
Questa premessa è doverosa, in quanto noto con una punta di dispiacere che in questa pagina, almeno per quanto riguarda "Gantz", questa regola basilare non è stata recepita e messa in pratica. Tutt'altro, sono diversi i recensori che hanno deciso di saltare di palo in frasca, recensendo l'anime "Gantz" basandosi su quanto di positivo aveva portato alla luce il manga omonimo.

Personalmente, penso sia un errore di una gravità elevata: anime e manga, come tutti sappiamo, hanno un certo legame tra loro; eppure, come è successo in questo caso, non è un legame biunivoco e costante, ma prevede differenze sostanziali. Di fatto, parlando di "Gantz", tra anime e manga emergono distanze colossali, mancanze e differenze che non possono rendere l'uno assimilabile interamente con l'altro. Per questo motivo rimbrotto chi ha deciso di compiere, volutamente, questo errore: essendo così pieni di disuguaglianze, questi prodotti non possono essere interscambiabili nelle valutazioni e nelle recensioni. Per forza di cose, quindi, non si può soprassedere alle pecche dell'anime perché nel manga fila tutto liscio, è tutto spiegato bene, è tutto argomentato al meglio, non ci sono interrogativi rimasti in sospeso. Se l'anime ha dei limiti, l'anime ha dei limiti, punto.

Arriviamo alla recensione in sé e per sé. Le differenze tra i due prodotti omonimi sono anche il primo grande difetto che trovo alla serie. Quando si decide di produrre l'adattamento animato di un manga, penso sia buona norma attenersi quanto più possibile a quello che potremmo definire il copione, ossia il manga stesso. E' tollerata qualche differenza a patto che siano questioni dell'importanza più infima, altrimenti si rischia di rovinare la serie televisiva.
E questo è esattamente quanto successo per "Gantz", schiacciato dal peso della poca chiarezza dovuto ad un adattamento frettoloso e grossolano. La natura stessa di Gantz, inteso come la nera sfera che compare nel salotto dell'appartamento in cui vengono chiamati a raccolta i morti/non morti, non è stata esplicata affatto, così come i metodi di cernita dei "bastardi", il perché sia necessario farli combattere o la natura degli esseri che sono chiamati a sconfiggere. Tutto è, molto semplicemente, introdotto e dato per scontato; della serie, questa è la minestra, se ti va bene, bene, altrimenti fatti tuoi. Altro breve esempio, la nonnina dai capelli di zucchero filato che chiede indicazioni ferroviarie: chi è, chi non è, perché compare con quella frequenza, che ci fa con la tuta del protagonista Kei, perché ripete sempre la stessa frase? Chi lo sa? Lei è lì, piaccia o no, punto.

Altro elemento che personalmente non ho apprezzato, e che anzi contesto fino allo sfinimento, è il continuo rimando amoroso e sessuale, troppo pesante e senza motivazioni. Le smanie sessuali del protagonista, la "propulsione erettiva" della sua fantastica tuta, la facilità con la quale accede a parti del corpo di perfette sconosciute e consumare atti carnali: lo trovo tutto completamente fuori luogo, poiché realmente non aggiunge nulla alla serie. Anche il più semplice e leggero legame amoroso tra questo e quel personaggio mi sembra velleitario ed inutile ai fini della narrazione: dalle più semplici mani intrecciate, agli arrossimenti ed agli abbracci, da teneri baci a vere e proprie dichiarazioni d'amore: cos'ha a che fare con lo sconfiggere demoni? Nulla, dico io.
Ora, posso capire che si cerchi di dare una maggiore cornice alle vicende per non farle passare come spoglie vicende horror-splatter, ma penso ci sia un limite a tutto; inteso, quello che è superfluo e ridondante non ha merito di essere inserito in un prodotto, cartaceo o animato. O è essenziale, o è spazzatura, e questa continua presenza amorosa secondo me stona come una nota storta e fa male come succo di limone su un taglio.

In generale l'anime mi ha convinto poco. Oltre ai due grandi limiti che ho riportato, penso che sia un'anime scandito da un'alternarsi di vicende raffazzonate, alle volte troppo rapide alle volte invece inesorabilmente lente e non scorrevoli. A questo trovo vada aggiunta anche la scelta di riproporre una certa intensità alle vicende personali dei protagonisti: anche qui ricadiamo nello sbrigativo, anche qui ricadiamo nel velleitario. Perché introdurre tematiche adulte come l'indifferenza collettiva, "il male che non è ultraterreno, ma è umano", la violenza familiare sia fisica che morale diventa superfluo ed evitabile se non è approfondito come Dio comanda. Cosa che, puntualmente, è avvenuta con "Gantz", l'anime.
Le mie aspettative erano alte, e dal punto di vista dell'impatto visivo non si può certo dire che si tratti di una serie povera o scarsa. Certo, le animazioni ed il tratto grafico sono quello che sono, ma l'ho trovato crudo e morboso quanto basta per rientrare nella categoria horror-splatter a pieno titolo. Su questo aspetto, quindi, le mie pretese sono state appagate. Ma tutti questi altri elementi negativi, questi malus, non possono non aver peso sulla valutazione.


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Re.D.Sean

Episodi visti: 26/26 --- Voto 2
Questa recensione contiene spoiler.

Ho letto quasi tutte le recensioni di Gantz qui su animeclick, e che dire su molte non mi trovo.

Io credo che questo anime sia veramente brutto.

Vuole portare avanti mille tematiche ma le tratta tutte con superficialità e direi anche abbastanza male. Oltre alla questione dei contenuti c'è da dire che un anime difficilmente lascia con il fiato sospeso dovendo coprire magari 24 minuti con un capitolo di un manga. Ma le attese di questo anime sono veramente eterne ed estenuanti. Alcune poi volute apposta per far percepire la compassione che ci deve essere verso il nemico anche se non è umano ecc ecc.... Io posso capire che questa è una bella tematica e la suspense ci sta (vedi in HunterXHunter nella saga delle formichimere diventa una suspense drammatica quasi da brividi).
Ma quando una sfera ti minaccia di morte, e tu devi uccidere un alieno che ti sta attaccando, che ha quasi fatto fuori un tuo compagno umano che è lì a fianco a te disarmato con il nemico davanti e solo tu lo puoi salvare colpendo questo alieno come puoi esitare e farti scrupoli? Dopo che tutto viene preso così alla leggera, in quel momento vai a mettere 2-3 minuti di esitazione? E' una cosa no sense.

Sembra poi che i personaggi non abbiano bene le idee chiare su quale linea tenere... Della serie li ammazzo sti alieni o provo con il dialogo?! Una volta è carne ed una è pesce, non credo che una cosa del genere possa verificarsi.

Una cosa buona è che i personaggi principali muoiono cosa che succede raramente negli anime. Nel senso....è un bel colpo di scena. Una cosa del genere dovrebbe suscitare una grande emozione nello spettatore, rabbia tristezza ecc... Invece trovo che questi momenti siano fatti veramente in malo modo, e personalmente a me non mi è venuto neanche un brivido. Per nessuno.

Vista la trama le mie aspettative erano alte e ci sono rimasto veramente male... E da quel che leggo il manga poi sembra ancora un'altra cosa, ho letto anche la parolina "capolavoro" quindi magari quando proprio mi avanzerà del tempo proverò con quello.


Ma per quanto riguarda l'anime per me E' SCONSIGLIATO!!


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Izaya_Orihara

Episodi visti: 26/26 --- Voto 4
Gantz è un calderone in cui vengono mescolate numerose tematiche: si passa dalla criminalità giovanile al bullismo, dagli alieni ad un mondo ultraterreno, dal carattere psicologico dei personaggi posti in una "società marcia" al sesso - e sono sicuro che, andando avanti col manga, se ne possano trovare molte altre - che hanno come sfondo un'ambientazione inquietante condita da tanto splatter. Gantz offre, con tutto questo ben di Dio, un incipit interessante, che però non riesce a svilupparsi adeguatamente e rende la serie un accumulo di rifiuti che trova nei personaggi e nella critica alla società il suo apice.
Gantz è una serie TV della stagione primaverile del 2004, tratto dall'omonimo manga seinen di Hiroya Oku che conta 37 volumi e si è concluso nell'estate del 2013.

In primis voglio parlare della critica alla società che la serie implicitamente ci vuole mostrare, più che critica alla società nel complesso, critica al comportamento delle persone che ne fanno parte poste a determinate situazioni. Questo sarebbe stato una tematica davvero interessante, ma ho notato che la serie estremizza tutto ciò tanto da renderlo ridicolo e inverosimile. Ciò si può notare già dal primo episodio, quando un barbone cade sulla ferrovia e nessuno lo soccorre, tutti fanno finta di niente e pensano ai fatti propri, anzi, iniziano anche ad insultarlo: è pur vero che in quel momento nella testa di un uomo può girare la non voglia di aiutarlo, anche per il rischio che compie nel farlo, ma c'è qualcosa che lo spinge a compiere questa azione. Nella serie invece sembra qualcosa di così normale, tanto da risultare anche fastidioso, che nessuno si crea il problema di aiutarlo. Andando avanti con la serie possiamo trovare altre situazioni simili. Oltretutto mostra la società puramente marcia con sola criminalità: anche qui credo che esageri.

I personaggi sono quanto di più scadente si possa trovare sul mercato degli anime. Con le loro reazioni false e le loro caratterizzazioni inverosimili disgustano lo spettatore che seriamente non riesce a sopportarli. Sotto pericolo non riescono a sparare e finiscono uccisi. Bella fine pensando che se fossero stati capaci di sparare si sarebbero salvati quasi tutti. Tra i personaggi l'unico che si può salvare è il protagonista, l'unico nella serie e uno dei pochi che ospitando una ragazza a casa pensa al da farsi. Inizialmente risulta pessimo come gli altri personaggi per le sue reazioni di fronte gli alieni, ma a differenza degli altri, cresce ed evolve. Anche Kato sarebbe stato un personaggio da salvare, se non fosse per il fatto che volesse salvare assolutamente gli alieni dopo che hanno ucciso una decina dei suoi compagni. Avrei preferito sicuramente che molti personaggi avessero avuto una caratterizzazione trascurabile, come succede giustamente nella maggior parte degli splatter surival game, che avere una caratterizzazione tanto inverosimile e fastidiosa.

Oltretutto, la serie, oltre ad avere dei personaggi tanto stupidi, non decolla mai (a parte nella terza missione, ma è un miglioramento momentaneo) e risulta molto ma molto lenta tanto da annoiare lo spettatore. Infatti, sia quando sono in missione che nelle scene quotidiane, non riesce a coinvolgere lo spettatore e ciò per un survival game è grave. Anzi, credo sia troppo legato alla sfera sessuale, e non mi riferisco al protagonista che con una bella ragazza ospitata vuole far qualcosa con lei, ma ad altre scene che sicuramente si potevano evitare: come, a citarne una, il protagonista che si immagina tutte le femmine e la professoressa della classe nude e la tizia accanto che fa: "Prof, Kuronoo c'ha il coso dritto"; scena, oltretutto, che si ripete. A volte questa sfera sessuale prende il sopravvento rispetto a ciò che sarebbe stato importante approfondire per la serie. Arriviamo al finale e non abbiamo le risposte che aspettavamo. Con 26 episodi si sarebbe potuta creare una bella serie che ci avrebbe fornito le risposte necessarie, ma si è perso il tempo in inutilità e cose da evitare. Il finale è di difficile interpretazione e l'ho apprezzato.

L'opening è molto movimentata, anche l'ending è carina. Le OST sono ottime e sono sempre azzeccate. L'aspetto grafico è discreto: viene usata la computer grafica che si poteva evitare. Lo stile dei personaggi è carino. In definitiva, una serie davvero povera; dall'incipit mi aspettavo di meglio. In giro ci sono sicuramente survival game migliori. Sconsigliato.


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Nana_

Episodi visti: 26/26 --- Voto 5
"Gantz" è un anime che sicuramente ha deluso le mie aspettative, in quanto molto, anzi troppo, parlato, con delle interminabili puntate spese nel vedere le indecisioni dei personaggi se sparare o no a un alieno, e con monologhi allucinanti che mi hanno solo annoiato. I combattimenti, che dovevano essere pieni di sangue e di azione, sono sempre interrotti da monologhi sul rispetto verso il prossimo e cose varie. Oltre a questo, un'altra cosa che non ho apprezzato particolarmente sono le scene sessuali così esplicite che secondo me sono più da hentai che da ecchi.
Le cose che ho apprezzato di "Gantz" sono la missione finale, secondo me molto più coinvolgente delle altre, e sicuramente meno noiosa, e poi proprio la fine dell'anime, inaspettata, che ti lascia a bocca aperta.
In conclusione, do 5 a "Gantz" per i suoi continui monologhi da abbiocco, ma comunque lo consiglierei.


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kaio1982

Episodi visti: 26/26 --- Voto 10
"Gantz" è un anime dannatamente violento, pieno di scene splatter, con del fanservice esplicito e un linguaggio adulto e scurrile... per questo è un capolavoro!
Fin dai primi minuti si è letteralmente immersi nel mondo estremamente crudo e violento di "Gantz", arricchito dai pensieri cinici e realistici della gente, grazie a una trama che parte subito forte, con scene scioccanti e con un linguaggio deliziosamente senza censure.

La trama di "Gantz" vede come protagonisti i liceali Kei Kurono, Masaru Kato e la bella e morbida Kei Kishimoto, che vengono travolti fin da principio dalla morte e teletrasportati all'interno di un appartamento a Tokyo con al centro una cupa ed enorme sfera nera, il Gantz. Nella casa trovano anche altre persone, anche loro decedute da poco, e nessuno riesce a spiegarsi come siano riusciti a sopravvivere. La verità è che sono prigionieri del gioco sadico di Gantz, che trasferisce i malcapitati all'esterno, fornendogli una tuta tecnologica e speciali armi, che gli serviranno per eliminare gli alieni che infestano Tokyo. I malcapitati hanno un'ora di tempo per uccidere gli alieni; se si viene feriti mortalmente si torna completamente integri, ma se si muore all'esterno si è spacciati. I grandi meriti di "Gantz" vanno cercati nell'insieme delle sue caratteristiche davvero ben mescolate, che lo rendono godibile e interessante fino all'ultimo episodio, insieme a scene erotiche (a volte forzate) di qualità.

Dal punto di vista tecnico, "Gantz" è generalmente ottimo, ma non perfetto. Il character design è eccelso, dettagliatissimo, realistico e adulto, con proporzioni dei corpi perfette, visi e capelli curatissimi. Gli alieni, tranne il primo (quello grande) e quello nel finale, lasciano a desiderare come design, ma il loro aspetto viene compensato dalla componente splatter sempre abbondante. I fondali, invece, pur mantenendo un livello di dettaglio buono, sono pesantemente rovinati dall'uso della computer grafica, che, se da una parte è perfetta nell'inquadrare rapidamente i protagonisti, dall'altra risulta troppo presente anche in scene che non la richiedono, abbassando in questo modo il dettaglio generale dei fondali. Le animazioni sono sempre decisamente fluide e perfette nel rendere al meglio le scene splatter. Le musiche, specialmente l'ottima intro, sono buone e azzeccate, mentre il doppiaggio e perfetto.
"Gantz" è un capolavoro nel suo genere, con scene esplicite (anche di sesso), un linguaggio tamarro e adulto, dei personaggi splendidamente caratterizzati e una trama sempre intrigante. Si tratta tuttavia di un anime progettato per un pubblico decisamente maturo, ragion per cui ne sconsiglio la visione a un pubblico troppo giovane e in generale alle ragazzine, mentre lo consiglio senza riserve sia agli amanti di anime maturi e senza freni che agli amanti del genere.


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synyster93

Episodi visti: 26/26 --- Voto 8
« Le vostre vecchie vite sono finite. Ora sta a me decidere cosa fare delle vostre nuove vite. »

La storia di "Gantz" è ambientata in una realistica Tokyo, dove ci sono delle persone intrappolate in un "gioco" cruento e mortale, con delle regole dettate da una sfera nera presente all'interno di una stanza. Ciò avviene dopo la morte dell'individuo, cosa che accade già dalla prima puntata al nostro protagonista e al suo fido amico. Comincia così l'incubo senza fine di questi ragazzi, costretti a ogni missione a dover uccidere "alieni", mostri, dinosauri e quant'altro. Se ci riescono senza morire, possono continuare a vivere per poi essere richiamati dalla sfera nella missione successiva. In caso contrario, vi è la morte definitiva. L'anime tratta le prime tre missioni, ovvero la caccia all'alieno cipolla, all'alieno Tanaka e la missione nel tempio, fermandosi a mio avviso proprio nel momento clou della storia.
Mancano infatti le missioni nettamente più spettacolari, cruente e con colpi di scena mozzafiato che si trovano nel manga (la missione di Osaka e Roma in primis) e, soprattutto, i personaggi veramente interessanti che i nostri incontreranno più in là (personalmente adoro Izumi).
Questo è sicuramente un anime da vedere, violento e crudele, privo di qualsiasi senso di pietà, ma io consiglio vivamente il manga (tuttora in corso), che è fenomenale. Per cominciare, guardatevi quest'anime. Consigliato.


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shinichi kudo 98

Episodi visti: 26/26 --- Voto 6
"Gantz" è una serie ideata nel 2004, che conta in totale 26 episodi divisi in due serie da 13 episodi l'una.
Premetto che non ho ancora letto il manga, perciò questa mia recensione si basa solamente su ciò che è stata in grado di trasmettermi la serie animata.

Indubbiamente, quella di "Gantz" è una storia interessante e coinvolgente, ma da cui però mi sarei aspettato decisamente di più, dato che, fino alla prima metà della serie, il mio voto globale sarebbe stato intorno all'otto; ma purtroppo questo esito è andato pian piano calando nel corso degli episodi conclusivi. Dico così perché il finale mi ha lasciato non pochi interrogativi, che mi hanno lasciato con l'amaro in bocca; ma infine questo c'era da aspettarselo, dato che i produttori sono stati costretti a interrompere l'anime il più presto possibile, difatti hanno concluso la serie con alcuni episodi filler.

Comunque adesso vado a esaminare i pregi che ha da offrire quest'anime.
Sicuramente, se siete appassionati di splatter e di violenza allo stato puro, questa serie sarà sicuramente nelle vostre corde; io, personalmente, sono abbastanza appassionato di questo genere. "Gantz" parte in modo davvero molto convincente, con argomenti interessanti e ambientazioni ottime. Questo mio riferimento alle ambientazioni va in specifico al mondo in cui i protagonisti sono costretti; difatti essi devono svolgere un macabro gioco in cui solo chi sopravvive può tornare nel mondo reale. I personaggi vengono spediti in una realistica Tokio dei giorni nostri, ma sono circondati da un'atmosfera cupa e misteriosa. I protagonisti di questo "gioco" sono costretti a veder morire i loro compagni davanti ai loro occhi, uccisi in modo crudele e spietato, ad esempio squartati o mutilati. Morale della favola: di splatter c'è n'è, e anche tanto.

I personaggi sono indubbiamente caratterizzati in modo ottimo, ognuno al proprio posto; e, cosa curiosa, non si capisce fino alla fine della storia chi sia il vero buono, o chi sia il cattivo.
I frequenti combattimenti tra i partecipanti a queste insolite missioni e gli alieni sono ben fatti, e, come detto anche in precedenza, sono immancabilmente accompagnati da scene di splatter e botte a tutto spiano.

A rovinare, però, quella che fino a metà sarebbe stata una serie davvero meritevole, oltre al finale, cui ho accennato prima, va anche una lentezza nel mandare avanti la storia; infatti ogni volta che i malcapitati "giocatori" vengono spediti nell'appartamento da cui ha inizio la missione si trovano a dover spiegare tutto ai nuovi partecipanti, che si trovano lì per la prima volta; devono farlo ogni volta, e ogni volta i nuovi partecipanti si rifiutano di credere alle loro parole, e queste discussioni vanno avanti anche per uno o due episodi interi.

Beh, in conclusione, secondo il mio parere, "Gatnz" non è stato in grado di dare tutto quello che invece aveva la possibilità di dare, peccato, perché secondo me aveva tutte le carte in regola per essere un vero capolavoro.
Voto finale: 6.


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Ottrano

Episodi visti: 26/26 --- Voto 9
Solo una parola: grandioso! Quest'anime non si merita a mio avviso il 10 (come il suo collega manga) solo per l'esiguo numero di puntate, a mio avviso con molte più puntate si sarebbe potuto sviluppare meglio. La storia inizia con la presentazione del nostro protagonista Kei Kurono, un ragazzo che frequenta il liceo e che vive da solo - forse per via della molta distanza del suo liceo da casa -, che è in una stazione della metropolitana di Tokyo. Improvvisamente un barbone cade sui binari e un altro liceale, Masaru Kato, si precipita ad aiutarlo. Intanto Kei è deciso a non aiutarli anche perché, mentre tutto ciò avviene, la metropolitana è in dirittura di arrivo, ma, sorpresa, Kato riconosce Kei (i due erano amici d'infanzia) e gli chiede di aiutarlo. Kei desiste dalle sue posizioni e alle richieste di Kato lo aiuta ma, messo in salvo il barbone, il treno arriva ed è troppo tardi per i due che vengono presi in pieno sotto gli occhi degli spettatori della stazione che non hanno mosso un dito. Kei e Kurono però non muoiono, ma vengono trasportati in un appartamento di Tokyo dove ci sono altre persone e dove, nel bel mezzo, c'è un sfera nera chiamata Gantz. Inizia per i due una specie di gioco al massacro, infatti la sfera nera affida loro delle missioni in cui, per tornare liberi, dovranno uccidere degli alieni, non molto disposti a loro volta a farsi uccidere.

Storia: 10
Quello che attrae in questo anime è il "mistero": non si sa perché la sfera sia lì, i personaggi perché debbano uccidere queste creature spaziali o del perché siano stati scelti proprio loro. Anche il finale si può prestare a più interpretazioni. Anche i temi trattati - soprattutto riguardo alla mente umana e a come questa possa distinguere il bene e il male - sono stati sviluppati molto bene, senza cadere in luoghi comuni, e lasciano alla fine dell'anime allo spettatore qualcosa su cui riflettere.

Personaggi: 9
Molto ben disegnate le ragazze, un po' meno gli uomini, ma soprattutto, tutti sono molto ben caratterizzati, infatti non c'è un vero e proprio "buono". Colui che più ci si avvicina è Kato, ma nemmeno lui è completamente "innocente", addirittura <b>(Inizio spoiler)</b> muore in una missione <b>(fine spoiler)</b>. Questa è una mossa che permette di vedere i vari personaggi "umani" con i loro difetti ma anche, bisogna sottolinearlo, le loro virtù.

Scene: 8
Alcune inquadrature sono vere e proprie chicche degne del cinema, soprattutto nei combattimenti, il tutto però si perde in ambientazioni alquanto semplicistiche (es: classico quartiere giapponese).

Consiglio quest'anime a un pubblico maturo e magari forte di stomaco - alcune scene sono veramente raccapriccianti - e, se piace (ma come non può non piacere ?), di leggere anche il manga. Infatti i due prodotti a un certo punto prendo due strade completamente diverse. Voto finale: 9.


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M3talD3v!lG3ar

Episodi visti: 26/26 --- Voto 7
Nel 2004 lo studio GONZO si assume la pesante responsabilità di portare su schermo un best seller come <i>Gantz</i>, manga seinen di Hiroya Oku serializzato a partire dalla fine del 2000. Questa sua versione animata consta di ventisei episodi, raggruppati in due stagioni, che ricoprono solo una parte degli eventi illustrati nel fumetto. L'incipit è folgorante al punto giusto, tanto da fare intuire il motivo per cui la stessa Fuji TV, nell'aprile del 2004, abbia deciso di censurare pesantemente molte scene durante la sua messa in onda: il primo episodio è un concentrato di rudezza e ostilità, che immediatamente propone le basi dell'acuta disamina rivolta alla condotta umana assunta al cospetto di determinate situazioni. La facciata 'politicamente scorretta' di <i>Gantz</i> emerge quindi in tutto il suo 'splendore', rendendoci omaggio di tutto ciò che, detto in modo schietto, rende questa serie estremamente figa, malgrado i suoi (non leggeri) difetti: una rappresentazione cinica ma sconvolgentemente tangibile dell'indole umana, una sceneggiatura farcita di dialoghi sboccati, e una bella dose di 'ecchi', termine che in questo caso assume praticamente tutti i suoi significati, e poi, ovviamente, tanto, tanto splatter in nome della violenza pura.

A dire il vero la prima impressione che si può trarre dopo una prima quindicina di minuti di visione non può essere positiva in senso stretto, proprio a causa dell'impatto quasi prepotente dei contenuti precocemente esposti, che ne delineano una costituzione bizzarra e frettolosa. Colpa anche di un assetto tecnico che rivela ben presto di essere scadente tanto quanto la regia, intestarditasi all'utilizzo smoderato e dilettantesco di tecniche computerizzate che compromettono purtroppo una fruizione altrimenti godibile di vicende altamente intriganti fin dall'inizio. Perché, a dispetto delle grosse magagne realizzative, <i>Gantz</i> propone soltanto poche altre lacune, che individuerei nella rappresentazione psicologica a volte estremamente sbrigativa di certi personaggi, con reazioni talvolta inverosimili agli eventi cui sono soggetti, e infine nella difficile - ma libera - interpretabilità dell'epilogo, che, come sappiamo, non ha nulla a che vedere con il corrispettivo cartaceo.

Per il resto, siamo di fronte a un'opera che mira sia a intrattenere, riuscendoci alla grande per merito di una trama attraente come una calamita e di una varietà di protagonisti accattivanti - e intercambiabili -, sia soprattutto a fare riflettere sullo smoderato attaccamento dell'uomo alla propria vita, tale da trascinarlo in una condizione sempre maggiore di disumanità quanto più è costretto a lottare per la sopravvivenza (intesa anche come posizione nella società) e spesso ai danni dei suoi simili, con i quali preferisce spesso competere più che collaborare. Ma gli spunti di riflessione sono davvero tantissimi altri, e non sto qui a elencarli tutti anche per non 'rovinarvi l'appetito'. Molti hanno ritenuto <i>Gantz</i> imparagonabile, in senso negativo, alla versione originale, altri l'hanno classificato come occasione mancata, e io ritengo di pensarla allo stesso modo di questi ultimi, senza tuttavia negare che questo stilosissimo anime mi sia piaciuto un botto e che stia ancora ad ascoltare e riascoltare a manetta le note di Super Shooter.


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Disillusion

Episodi visti: 26/26 --- Voto 10
Mi ci sono voluti anni, prima di trovare un anime che mi piacesse più di Gantz. Ok, obbiettivamente parlando, Gantz non è certamente un capolavoro alla fine, ma si tratta di un'idea estremamente originale, e, dopo alcuni anni nei quali ho visionato centinaia di anime (in gran parte serie corte di dodici-tredici puntate), non ho ancora trovato qualcosa che lo superi e gli somigli seriamente allo stesso tempo. Non ho letto il manga (iniziato nel 2000 e ancora in corso), ma, dai tanti commenti letti, viene fuori che il manga sia un innegabile capolavoro, mentre l'anime faccia schifo rispetto al manga e sia realizzato male. Sul fatto che Gantz possa piacere o meno, sono gusti personali, e io sono il "Capitan Ovvio". Resta il fatto che, dopo anni, continuo a considerarlo il miglior "splatter" in circolazione.

Leggo molti lamentarsi della qualità grafica di Gantz, e ammetto che si nota un lavoro fatto con un budget basso, tuttavia a me sinceramente è piaciuto davvero molto e non mi hanno dato fastidio gli adattamenti grafici economici, le grafiche computerizzate non mi hanno dato alcun problema; e nonostante se ne lamenti molto anche il creatore originale di Gantz, io non ho riscontrato fastidi a livello grafico dell'anime. La trama mi ha preso, sono stato letteralmente rapito dalla storia di Gantz. Coinvolgente, stravolgente, ricca di colpi di scena. La psicologia dei personaggi è estremamente realistica e ben fatta, chi si lamenta dei personaggi che esitano moltissimo a premere il grilletto non ha capito che lo scopo di Gantz è anche quello di mostrare e sperimentare le psicologie di vari tipi di persone se si ritrovassero in situazioni impossibili e impensabili realisticamente parlando.

Dopo qualche considerazione un po' random, mi accingo a descrivere l'anime, cercando di non spoilerare nulla sulla trama. L'anime di ventisei episodi è suddiviso in quattro capitoli, e ogni capitolo dura circa 6-7 episodi.
Gantz parte subito con i piedi di piombo, lasciando di stucco lo spettatore fin dalle prime puntate, rivelandogli subito la sua natura, coerente con tutto il resto dell'opera, poiché l'anime non cambia rotta e rimane fedele alla sua spietatezza fino alla fine. L'anime distribuisce in maniera molto equa e ben fatta, a gruppetti, puntate di azione e tensione e puntate di pausa e tregua. In linea generale ci sono quattro parti di azioni/tensioni e tre parti di pausa/tregua. Queste ultime ovviamente si piazzano negli episodi che collegano i quattro capitoli che si differenziano tra loro per il cambio quasi totale di personaggi ogni volta. Solo il protagonista è sempre presente, con un altro paio di personaggi, quasi tutti gli altri personaggi cambiano con il cambiare del capitolo. Per spoilerare il meno possibile, darò ai quattro capitoli solo nomi indicativi.
1) Capitolo Cipolla.
2) Capitolo Juzo.
3) Capitolo del Tempio.
4) Capitolo Finale.

1) Nel capitolo Cipolla, lo spettatore si immedesima immediatamente in buona parte dei personaggi, in quanto sia lui sia i personaggi non sanno quello che sta succedendo, tuttavia lo spettatore acquista ben presto il vantaggio di ottenere le informazioni che ogni singolo personaggio mostra, per iniziarsi a creare subito il quadro della situazione. E nel giro di qualche episodio, lo spettatore ha abbastanza informazioni per poter aver appreso già una buona parte di trama iniziale, fondamentale da sapere per potere almeno capire l'anime (poi qui è variabile la cosa, dipende da spettatore a spettatore). Alla fine di questo primo capitolo ci si ritrova con più alternative, abbiamo diverse tipologie di spettatori, principalmente queste tre: lo spettatore che cerca l'azione e non vede l'ora della prossima "riunione forzata" con nuovi personaggi per assistere a nuovi strani e curiosi scontri; lo spettatore disgustato dall'azione, che finalmente trova un nuovo aspetto eventualmente interessante di Gantz; lo spettatore che non ha ancora capito bene cosa stia succedendo, o non ha capito ancora quale sia lo scopo di quest'anime.

2) Capitolo Juzo. Lo spettatore dovrebbe già avere imparato parte delle "regole di base" di Gantz, e, se è così, dovrebbe domandarsi qualcosa del genere: "Che casino succederà questa volta?". Se il capitolo Cipolla è stato gradito, il capitolo Juzo verrà quasi adorato per il suo salto di qualità rispetto al capitolo precedente, che sembrerà mediocre, se messo a confronto a questo nuovo ciclo ad alta tensione. Considero Juzo il capitolo più strano e ricco di colpi di scena, e in un certo senso è un capitolo che serve per consolidare informazioni fondamentali mancanti o poco chiare, in modo da colmare buona parte dei dubbi e delle domande che erano rimaste allo spettatore alla fine del capitolo Cipolla.

3) Capitolo del Tempio. Questo è il mio capitolo preferito in assoluto, non solo di Gantz, ma tra tutti i capitoli di episodi di centinaia di anime visti, ed è solo grazie a questo capitolo che do 10 netto a Gantz. Senza questa parte, avrei dato al massimo 8 o addirittura solo 7 all'opera.
Finora le cose sono andate molto tranquille - seriamente? Sì -, adesso le cose cominciano invece a farsi decisamente pericolose. Questo terzo capitolo vedrà uno scontro talmente epico e ben realizzato che prima della fine del capitolo lo spettatore probabilmente si porrà la domanda: "Ma siamo sicuri che non sia già questo il finale?". La battaglia del Tempio è l'apice di tutto l'anime e dopo anni tuttora rimane una delle scene d'azione che preferisco in assoluto, sebbene in qualche punto la grafica abbia qualche pecca evidente ma non compromettente. Infatti, nell'episodio con più azione in assoluto, pare che lo stile di disegno dei personaggi cambi leggermente, non in peggio secondo me, ma neanche in meglio, semplicemente risulta diverso rispetto a quello degli altri episodi. Anche come antagonisti, il meglio lo si trova solo in questo capitolo, è qualcosa di sbalorditivo e geniale, i capitoli precedenti sono poco a confronto.

4) Capitolo Finale. Dopo "quel" casino che è accaduto nel capitolo del Tempio, lo spettatore si domanda come a questo punto l'anime possa continuare, cosa verrà escogitato per chiudere in bellezza un anime così particolareggiato? Ebbene, ancora una volta i limiti imposti agli anime rispetto ai manga saltano fuori per rovinare tutto. Se non vi fosse stata quella costrizione dei ventisei episodi fissi e obbligati, probabilmente sarebbe finita diversamente. Dopo il capitolo del Tempio, il manga diventa sempre più interessante e favoloso con la progressione dei capitoli, con aggiunta costante di particolari stupefacenti e novità imprevedibili. Per quanto riguarda l'anime, con questo capitolo di finale obbligato, si tenta di stupire lo spettatore, discostandosi dal manga e creando un finale alternativo improvvisato, che purtroppo non riesce, non funziona. Questa è l'unica parte deludente dell'anime, sebbene mi sia piaciuta lo stesso, cala molto di godibilità se si ripensa al capitolo del Tempio. Il finale del Capitolo Finale lascia l'"amaro in bocca" (come spesso si usa dire), lasciando allo spettatore il compito di fantasticare e speculare su un possibile finale, o, perché no, su una possibile continuazione.

Non sono d'accordo con chi afferma che il successo di Gantz sia dovuto al suo lato ecchi-fanservice. Le parti ecchi-fanservice non sono le mie preferite in quest'opera. Gantz è fissato con i seni esageratamente grossi e personalmente detesto i seni grossi, preferisco addirittura le "loli" piatte piuttosto che i seni troppo grossi o innaturali. Invece le parti che ho preferito dell'anime sono state le parti di azione più caotica e le psicologie estremamente realistiche di quasi tutti i personaggi, e seriamente, Gantz è pieno di personaggi bizzarri ma allo stesso tempo realistici - quasi tutti presenti in pochi episodi e poi "rimpiazzati" da nuovi personaggi -, ognuno dei quali con la sua specifica, precisa e curatissima psicologia. Gantz è onesto e coerente, purtroppo è estremamente incompleto e tirato via rispetto al manga, si poteva fare anche meglio, ma, con tutte le limitazioni possibili imposte, è un ottimo lavoro svolto anche così. Quest'anime è un capolavoro mancato, ma che ho apprezzato talmente tanto, per l'idea così originale, che da parte mia si merita un 10 pieno. Lo consiglio solo alle persone mentalmente mature e in grado di reggere gli splatter e in genere la visione delle viscere squartate. Quest'opera meriterebbe d'essere vista soltanto da una ristretta tipologia di persone, è abbastanza ovvio che molte tipologie di persone non possano soffrire questo genere violento e spietato.

Approfitto della recensione per dare un consiglio su quale versione di Gantz visionare, dato che Gantz è stato doppiato in italiano. Ho guardato sia la versione fansubbata, diversi anni fa, sia quella doppiata in italiano, meno di un anno fa. Direi che è quasi il peggior doppiaggio italiano che abbia mai sentito in un anime negli ultimi anni, davvero pessimo lavoro il doppiaggio in italiano svolto in quest'anime, ergo, consiglio vivamente di vedersi, come prima volta, la versione in lingua giapponese con i sottotitoli in italiano. Poi, se piace, allora può tornare divertente vedere la versione doppiata in italiano per fare i confronti tra le due versioni.


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Kei Gantzer

Episodi visti: 26/26 --- Voto 7
L'anime di "Gantz" è tratto dall'opera manga di Hiroya Oku. L'anime conta 26 episodi, la serie è completa anche se il manga è in corso. La casa di produzione, dopo avere notato che il manga era lento, ha deciso di concludere il tutto con 4 episodi filler. L'anime segue le gesta del manga fino al volume 8.
La sigla dell'opera è molto bella, ma non si può dire lo stesso degli episodi perché a confronto con il manga ha molti lati differenti e peggiorati. Sicuramente gli effetti grafici lo rendono ammirevole, ma l'anime è un fallimento, soprattutto a causa della fine, nella quale, anziché essere un alieno, quello da cacciare è lo stesso Kurono. Il mio voto sarà 7 ma solo perché trovo la grafica stupenda, ma il livello della storia è carente.


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ShonenKatta

Episodi visti: 26/26 --- Voto 6
Crudo ed esplicito, "Gantz" fa della violenza (fisica e psicologica) e della bizzarria della trama i suoi punti di forza. Per il resto ha il sapore di serie riuscita a metà, con disegni più curati sulle scene osé e sulle budella sparpagliate rispetto al resto, con un'animazione non fluida, personaggi e trama rigidi che si irrigidiscono ancora di più man mano che la vicenda - si fa per dire - prosegue.
"Gantz" nella versione animata risente sicuramente di una chiusura anticipata della storia che non viene sviluppata in modo adeguato e di cui non viene spiegato assolutamente il senso di nessuno dei suoi aspetti chiave. La versione a fumetti è sicuramente più convincente ed esaustiva di un anime in definitiva deludente. Al voto 6 ci aggiungerei due meno.


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ALUCARD80

Episodi visti: 26/26 --- Voto 6
"Gantz" narra la vicenda di Kei Kurono, un ragazzo apatico, svogliato, un po' egoista e abbastanza timido, nulla di speciale, per intenderci, un ragazzo come tanti altri sulla faccia della Terra.
Un giorno, nella metropolitana, incontra un suo vecchio amico che credeva uno di quei teppistelli di quartiere, un certo Masaru Kato. Un vecchio ubriacone in quel momento cade sui binari, e la metro è in arrivo. È proprio Kato a gettarsi per tentare di salvare il miserabile sconosciuto, e, quando questi riconosce Kurono, gli chiede disperatamente aiuto. Kei si fa coinvolgere, senza neanche sapere lui come, ma la metro arriva e la disgrazia diventa inevitabile: è così che i due ragazzi scoprono che dopo la morte non v'è né paradiso né inferno, ma una stanza a un certo piano di un certo grattacielo di Tokyo dove sistematicamente la gente morta (non tutta, e il perché non si sa) si ritrova, costretta in un gioco assurdo quando spaventoso: essi potranno ritornare alle loro vite di sempre, ma ogni volta che verranno richiamati nella stanza, e nessuno potrà sapere quando, dovranno stare a degli ordini dettati da una grossa sfera di metallo nero, che racchiude all'interno un'inquietante segreto. La sfera detta gli ordini attraverso un display, e c'è un tempo limite per rispettarli.
Follia? Finzione? Il set di un film? Molti di quelli che si risvegliano là dentro credono di essersi salvati, e ricordano a malapena gli ultimi momenti della loro "precedente" vita."

In tal maniera recensii la versione cartacea di quella che è una delle saghe più incredibili ed emozionanti mai scritte, e fui totalmente rapito dal manga che tutt'oggi reputo il migliore in assoluto.
Di ben altra pasta è purtroppo l'anime, storia compressa in soli 26 episodi che dal ventesimo in poi si distacca completamente dalla trama originale seguendo una biforcazione inventata dagli sceneggiatori (un po' come nella prima serie di "Fullmetal Alchemist") e che inevitabilmente viene storpiata, deformata e alterata fino a disperdere la lucida follia di Hiroya Oku, lasciando spazio a un finale privo di spiegazioni e davvero insulso.

Che Gantz tratti elementi di esoterismo, horror e splatter in notevole quantità non è certo un segreto, e che Oku abbia saputo mixarli come un grande regista in quel palcoscenico che è la Tokyo movimentata e frenetica dei giorni nostri ormai è noto a tutti gli appassionati di questa serie, ma la conversione in anime ha reso solo in parte la grottesca, ironica eppur drammatica atmosfera che il mangaka è riuscito ad esprimere.
Provocatorio quanto basta tanto da shakerare uno spudorato fanservice assieme a situazioni di vita reale, l'inizio di Gantz è identico a quello del manga, sebbene tralasci molti particolari (fra cui alcuni dialoghi) per rendere l'avvio più spedito e accattivante, a scapito però di una maggior profondità dell'insieme. Purtroppo i disegni dell'anime non riescono a essere in nessun caso all'altezza di quelli di Oka, così come le animazioni paiono farraginose, i tempi e il ritmo della vicenda leggermente stonati e le proporzioni dei disegni talvolta errate, quasi al tavolo da disegno fossero andati dei principianti.
Non è solo in questo abisso di differenza grafica che l'anime di Gantz si scopre peggiore del manga; anche i dialoghi sono meno intriganti ed esaustivi, per non parlare del finale che si discosta totalmente da tutto ciò che era stato imbastito in precedenza.
Fortunatamente nel complesso risulta sufficientemente accattivante e spettacolare, sicuramente duro da digerire e crudo, diretto, spietato nei confronti di una società straboccante di buonismo e ipocrisia, in cui il protagonista stesso si rispecchia senza - inizialmente - accorgersene. Si tratta di un ritratto crudele quanto realistico, amaro e stridente e che ci rammenta se mai ce ne fossimo dimenticati come sia la civiltà in cui siamo immersi.

L'invenzione di un "dio cibernetico" è l'ennesima riprova del desiderio di provocare da parte di Oka, una sorta di calcolata blasfemia e metafora delle false divinità di cui l'essere umano è facile preda, a cominciare dal denaro. Gli autori dell'anime riescono a mostrare tali emozioni con la giusta enfasi e il giusto pathos; eterni enigmi come la paura dell'ignoto e di cosa vi sia dopo la morte, chi siamo e da dove veniamo; gli attimi di scoramento e terrore di fronte a eventi come la comparsa di qualcosa d'inaspettato e spaventoso sono resi tramite una discreta regia, capaci di provocare e allo stesso tempo divertire, nonostante le animazioni, come già detto, risultino davvero scarne.
Sul versante sonoro è d'obbligo un plauso all'intera OST, cominciando dall'opening, una specie di rap intrecciato a elementi prettamente J-pop, per passare poi ad una varietà di brani che infondono ritmo ed emozione alle scene di tutta la serie. Bellissima anche l'ending, "Last Kiss", molto dolce e melodica.

Consigliato ad un pubblico maturo, Gantz può dimostrarsi un ottimo passatempo nonché una micidiale sorpresa se non lo si conosce affatto, anche se dal punto di vista tecnico lascia più di qualche perplessità. Fra situazioni assurde, grottesche, paradossali e completamente folli, riesce ugualmente a trasmettere quel desiderio adolescenziale di rivalsa, di rivincita e a parlare con la voce della coscienza a ognuno di noi.
Tutto merito di Hiroya Oku, autore di uno dei manga più belli di sempre.


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__Nergal__

Episodi visti: 26/26 --- Voto 7
Delusione, ecco cosa ho pensato quando ho finito di vederlo.
La storia parla di Kurono e del suo amico Kato che, per salvare un barbone caduto nella metropolitana, muoiono e si ritrovano in una stanza assieme ad altre persone tra cui Kei, una giovane ragazza "prosperosa". Al centro della stanza c'è una sfera che contiene un essere, il Gantz.
L'anime è composto da varie missioni che verranno via via assegnate dal Gantz alle persone nella stanza, il loro scopo sarà trovare e uccidere degli alieni che circolano per le strade della città. Sia loro che gli alieni sono invisibili, non verranno quindi visti dalle persone normali ma non dovranno però oltrepassare dei confini altrimenti un raggio li farà scoppiare.

Fin qua l'idea mi sembrava ottima solo che le missione sono poche e talvolta troppo lunghe, i personaggi inoltre parlano troppo senza dire niente in sostanza, si faranno tantissimi problemi a sparare ogni proiettile davanti a ogni singolo mostro che li vuole uccidere. Per esempio, nelle prime puntate vi troverete di fronte un alieno insignificante solo che Kato e i suoi amici preferiranno scappare o tentare di parlare con l'alieno piuttosto che sopravvivere.
I personaggi, tutto sommato, non sono male, Kurono è un ragazzo che si crede migliore di tutti e disprezza ogni persona che gli capiti vicino, ma in realtà è molto solo, forse anche perché è troppo pervertito, basta vedere cosa fa appena Kei arriva nella stanza.
Kato è l'opposto, è un bravo ragazzo, anche fin troppo generoso e cerca ogni volta di salvare l'alieno di turno.

Non mancano scene forti di violenza in cui i corpi vengono spappolati e nemmeno altre che neanche in un ecchi si vedrebbero, come le varie scene di sesso molto esplicite la cui utilità non è nota.
Se per quanto riguarda la trama Gantz è piuttosto scarno, a mio parere dal punto di vista tecnico è ottimo, trovo i disegni e le animazioni ben fatte e ottime musiche, sopratutto la bella opening.
Non ho letto il manga e forse è meglio altrimenti probabilmente avrei dato un voto più basso stando a quanto si dice.


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npepataecozz

Episodi visti: 26/26 --- Voto 8
Comincio con una premessa: non ho letto il manga. E confesso a priori di non avere la più pallida idea della bontà con cui gli eventi narrati nella versione cartacea siano stati riportati nell'anime. Ritengo fondamentale fare subito questa considerazione in quanto ho avuto spesso modo di notare che nelle varie recensioni il voto assegnato è direttamente proporzionale al grado di "aderenza" esistente tra le due diverse versioni. Non ho nulla da ridire su questa esigenza, a patto però che il tutto non si trasformi nel desiderio di un integralismo totalitario che in genere ha il discutibile effetto di spingere verso valutazioni troppo basse rispetto al reale valore dell'anime. Altra tendenza poco piacevole, poi, è quella di ritenere del tutto inattendibili le recensioni fatte da chi non conosce il manga: cosa cavolo c'entra?

Detto questo, comincio questa recensione affermando che Gantz appartiene, senza dubbio, a una, ormai sempre più affollata, categoria che io definisco delle "occasioni mancate".
L'idea di base non è, in fondo, troppo complessa almeno per gli amanti del genere: un gruppo di persone restano vittime allo stesso momento (oddio più o meno) di morte violenta. Invece di finire al creatore i loro spiriti si ritrovano in uno strano appartamento dal quale, apparentemente, non c'è modo di uscire. Un grande fratello dell'aldilà? Niente affatto. Al centro della stanza c'è una specie di canticchiante uovo nero che assegnerà loro il compito di tornare sulla Terra al fine di eliminare degli alieni; per ogni entità extraterrestre eliminata a ognuno dei partecipanti verrà assegnato un punteggio. Il premio è bello grosso: raggiunti i cento punti lo spirito - che in realtà ha ha poco d'immateriale in quanto ha mantenuto in tutto e per tutto la sua fisicità - potrà tornare in vita.

Mi rendo perfettamente conto che raccontato così sembra davvero una stupidaggine. In realtà, invece, Gantz riesce nell'intento di mantenere lo spettatore incollato allo schermo dal primo all'ultimo minuto grazie a un spessore narrativo inaspettatamente profondo, ad atmosfere che riescono a trasferire l'angoscia che un'opera di questo tipo deve sapere trasmettere, e a personaggi molto vari e diversificati che non risultano mai scontati o banali.
Quest'ultimo punto merita una particolare attenzione. Una delle accuse che sono state rivolte a Gantz è la sua tendenza a scadere nel cattivo gusto e nell'oscenità: io stesso sono molto critico verso questo aspetto e quando la cosa diventa fastidiosa non posso fare a meno di evidenziarlo. Però c'è differenza tra giudicare certe scene come di cattivo gusto e lo scandalizzarsi sempre e comunque. L'elemento che fa la differenza è la gratuità di certe scene: ebbene in quest'anime non troviamo le solite inquadrature da "ginecologo" (quelle sì che sono fastidiose!), ma semplicemente un'aperta manifestazione di desiderio sessuale che serve anche a descrivere meglio la psicologia dei vari personaggi.

Kei, in particolare, non può essere certamente definito come il classico eroe su un cavallo bianco; ma è proprio questo a renderlo interessante. Inizialmente è strafottente, egoista, geloso e chi più ne ha più ne metta. Con il passare degli episodi subisce invece un'evoluzione "positiva" ma, a mio modesto parere, è nella sua prima versione "imperfetta" a destare le maggiori simpatie.
Obiettivamente il sesso è sempre in cima alla lista dei suoi pensieri, ma non è un pervertito né, a mio avviso, si comporta mai come tale: non ruba mutandine o reggiseni, non spia le ragazze quando si cambiano, non perde sangue dal naso. L'eccessiva libido diventa così uno dei suoi tratti caratteristici; e alla fine riesce pure a sfogarla. Il tutto però mi sembra perfettamente calzante con il particolare contesto e con il tipo di personaggio.

Insomma a pochi episodi dalla fine mi sentivo davvero appagato da ciò che avevo avuto modo di vedere. Peccato però che anche Gantz dovesse poi rivelarsi, come già anticipato sopra, l'ennesima occasione mancata. Diciamoci la verità: l'autore non aveva la minima idea né di cosa fosse in realtà il Gantz, né del perché la Terra fosse abitata da strani alieni, né tanto meno di cosa sarebbe successo una volta raggiunti i fatidici cento punti. Viene allora proposto un finale aperto ma sa tanto, anzi troppo, d'invito a sbrigarcela da soli.
L'ultima missione della serie poi è davvero inguardabile: mi ha ricordato tantissimo il pessimo esempio di Death Note, la cui parte finale finisce quasi con il rovinare tutto.
In definitiva, la valutazione rimane buona ma è davvero un peccato che non si sia riusciti a raggiungere l'eccellenza, perché Gantz ne aveva davvero tutte le potenzialità; ma è davvero così difficile riuscire a dare una spiegazione decente alle proprie fantasie?

Sere love blue

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Sere love blue

Episodi visti: 26/26 --- Voto 10
Mi annoiavo una mattina, volevo cercare una serie che mi appassionasse (io sono difficilissima di gusti) ed ero stanca dei soliti anime studenteschi; finalmente ho trovato questo. La storia per me è stupenda, diversa da tutte le altre: Gantz è molto fantastico ma non cade mai nel ridicolo. La trama è sempre percorsa da una scossa di drammaticità per la situazione critica in cui sono i protagonisti.
Kei è un tipo di ragazzo molto solito da trovare: fondamentalmente buono, ma spesso egoista e pigro. La storia ti fa capire quanto peso, in senso buono, abbiano gli amici; che non si devono sottovalutare mai le difficoltà a cui vai incontro, e di seguire sempre l'istinto.
Lo consiglio, Gantz: secondo me la grafica è ottima, non ha troppi episodi e ne resterete sbalorditi, se anche a voi piace il genere azione-splatter, con una nota di comico.


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Ironic74

Episodi visti: 26/26 --- Voto 6
Se dopo morto ti ritrovi in una stanza spoglia circondato da sconosciuti disorientati come te e con dinanzi un’inquietante sfera nera, non preoccuparti troppo, il peggio infatti deve ancora venire.
Dopo il gran successo del manga (tuttora in corso) in patria e fuori, la realizzazione di un anime di Gantz era solo questione di tempo e nel 2004 fu infatti presentato davanti al pubblico nipponico diviso in due parti da 13 puntate ciascuna.
Premetto di non avere letto la versione cartacea e quindi il mio giudizio su questo titolo è scevro non solo da ogni preconcetto e paragone, ma anche da numerose spiegazioni sull’universo narrativo in questione, poiché la versione animata ne è quasi totalmente priva. Questo è, in effetti, il maggior limite di questa serie: il lasciare buona parte delle numerose domande che ci facciamo totalmente senza risposta.

Dal punto di vista della struttura della storia, senza dubbio Gantz è coinvolgente e cattura lo spettatore sin dai primi episodi. Chi è in cerca di azione e mistero rimarrà affascinato dalle atmosfere e dalle storie dei vari personaggi, ben costruiti e a cui non manca anche una certa profondità psicologica, che viene maggiormente approfondita nei momenti di stasi tra una missione e l’altra. Sarà però proprio questo il Tallone d’Achille della serie, visto che un ad certo punto, nelle ultime puntate, la trama comincia a diventare eccessivamente forzata, fino a giungere a un finale-non finale che non può non lasciare con l’amaro in bocca.
C’è ovviamente una spiegazione per questa scelta, e cioè che al momento della realizzazione dell’anime il manga era arrivato solo a un certo punto della storia, e purtroppo, come accade spesso in questi casi, gli autori hanno optato per la scelta di proseguire comunque con una parte totalmente originale che si rivelerà un corpo estraneo al resto dell’opera. Peccato!

Dal punto di vista grafico si assiste invece alla scelta di dare uno spazio davvero importante alla CG, per dare la sensazione di vivere le avventure di Kurono e Kato in presa diretta quasi come se si stesse giocando a un videogioco. Il risultato crea, però, un distacco troppo marcato tra i personaggi disegnati e i fondali in CG con un effetto poco piacevole e piuttosto freddo.
Niente invece da eccepire sul comparto musicale, la colonna sonora riesce a rendere molto bene l’atmosfera di mistero e angoscia che la storia descrive, mentre l’opening e l’ending sono molto orecchiabili.

Concludendo quindi, Gantz resta un prodotto a metà tra quello che poteva essere e quello che è, cioè un buon intrattenimento per chi è in cerca di un titolo d'azione ma senza troppe pretese. Perché la storia prometteva davvero tanto, ma alla fine ti lascia davvero con un palmo di naso, anche se magari ha il pregio d'incoraggiare la lettura del manga originario.


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Ernestgirl

Episodi visti: 15/26 --- Voto 7
Premetto che del manga ho letto solo il primo volume, quindi la mia recensione non tiene minimamente conto della controparte cartacea di quest'opera, che credo/spero sia migliore.
In ogni caso devo dire che, dal punto di vista tecnico, l'animazione non mi sembra male e i disegni sono ben fatti.
La pecca maggiore è probabilmente la lentezza delle sequenze. Spesso mi veniva da pensare che i personaggi fossero un tantino "idioti" a non muoversi e a rimanere imbambolati per tempi fin troppo lunghi.
Insomma, diciamo che la cosa m'innervosiva un tantino.

Per quanto riguarda la storia, m'intriga parecchio. Infatti sono decisa a recuperare il manga qualora la Planet decidesse di ristamparlo.
Una piccola nota sui personaggi. Trovo il protagonista parecchio irritante. Sempre eccitato. Si "innamora" di Kishimoto sostanzialmente per il suo seno gigantesco e tutto ruota attorno al semplice fatto che vuole portarsela a letto. Tra l'altro è un menefreghista assoluto. Insomma, proprio non mi piace. Può darsi che nel manga sia trattato meglio, o almeno spero.
Per il resto, lei piagnucola fin troppo spesso. Non mi sta antipatica, ma nemmeno mi suscita simpatia e talvolta m'irrita un pochino, ma è passabile.
Gli unici personaggi che al momento mi piacciono e mi affascinano sono Kato e Nishi.
Tra l'altro ci voleva anche il cane maniaco! Cioè, il cane mi sta pure simpatico, ma il fatto che si concepisca un'idea simile, mi lascia alquanto perplessa.

In definitiva assegno un 7 a quest'anime, perché nonostante tutto mi ha tenuta incollata una serata intera al pc a vedere una decina di puntate di fila - in realtà volevo vedere che sorte spettasse a Nishi.
Lo consiglio comunque per la trama di fondo interessante. Probabilmente piacerà ancora di più ai maschietti per le belle ragazzuole presenti.


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Nae

Episodi visti: 26/26 --- Voto 6
Ho visto Gantz la prima volta sul magico canale "Manga" e mi incuriosì, quindi mi andai a cercare le puntate e scoprii che era una serie da 26 episodi. Ammetto che la puntata che vidi, che non era la prima ma era una nel mezzo, mi lasciò sia affascinata sia interessata alla storia. Era un 8 certo, vedendo tutta la serie invece scadiamo a una sufficienza che non si spinge oltre.

La trama si presenta come non male, ma non viene approfondita in modo attento come invece ci si aspetterebbe anche davanti alle mille domande che gli stessi personaggi obbligati al "gioco" si pongono.
Kei è un ragazzo semi insopportabile che nasconde la sua insicurezza e il suo carattere egocentrico in modi altezzosi, arroganti e volti alla critica globale: in pratica fa l'ipocrita doppia faccia capace sempre di trovare qualche errore in qualcuno senza mai guardarsi i suoi, di errori e di modi di essere discutibili. Solitamente apatico e inamovibile nel suo nulla cosmico, farà sotto persuasione di un semi-amico-conoscente-compagno di scuola d'infanzia-altro un'azione altruistica salvando un senzatetto dalle rotaie, incorrendo però in una pseudo-morte, sua e dell'amico.
Questo segna l'inizio del gioco: Kei si ritrova con altri "morti" nel gioco di guerra Gantz dove in palio c'è una vita 2.0 per chi raggiunge 100 punti gioco. I punti gioco sono dati dall'uccisione di creature per ogni sessione di combattimento più eventualmente i punti boss di fine livello, che vale ovviamente di più.

Durante i combattimenti e la fasi di attesa nella stanza "base", dove Gantz dà i punti e il via alle partite, ci si ritrova ad analizzare la psicologia dei giocatori tramite l'ascolto dei loro pensieri, che purtroppo diventa un'accozzaglia di parole che crea due facce per ogni personaggio, una doppia faccia a volte anche poco credibile vista la situazione. In fondo anche nel "gioco" si muore quindi taluni discorsi sembrano davvero fuori luogo.
Alcuni personaggi sono tirati all'estremo nella loro analisi mentale con commenti e pensieri, al punto che quasi si è troppo distratti a valutare cosa riescono a pensare nel bel mezzo di un guazzabuglio mortale e si perde di vista che nella storia stanno combattendo.
Tra l'altro il fatto che alcuni personaggi siano un attimo abbandonati nell'analisi "pensieristica" (passatemi il termine) denota una poca attenzione al concetto di gruppo calato nella storia in favore del "seguiamo il singolo che ci piace di più". Inoltre è innegabile anche che questa cosa debba (dovrebbe) fare crescere queste benedette persone, invece semplicemente affrontano un pochino i loro demoni, ma cambiamenti radicali, realizzazioni di idee, profonde comprensioni non ce ne sono. Secondo me invece ogni essere umano calato in tale situazione dovrebbe subire qualcosa, restare intoccati o solo variare leggermente sul tema sa di poco credibile.

Onesto e in effetti gradevole è l'uso di un linguaggio pesante e senza filtri, i protagonisti sono persone incavolate - per dirla finemente. Sono morte in modo anche cretino in taluni casi e sono lì in un gioco indemoniato dove si rischia di crepare malissimo ogni volta e si tende anche adodiarsi tra giocatori, ovvio che non ci si parli con etica e rispetto.
Un pelo eccessive invece secondo me sono le scene di sesso, voglio dire, sì, ok, è molto umano, ma diciamocelo non è molto credibile vista la situazione. Non sono mai in "calma", fanno venir un po' troppo meno le logiche di reazioni di gruppo. Non ci sarà morale, ok, nel gioco di Gantz, ma i personaggi sono persone che prima vivevano in società, hanno comunque blocchi mentali educativi che vanno prima infranti.

Sotto il profilo tecnico onestamente la serie non è un granché, siamo davanti a personaggi abbastanza curati e dai tratti non assurdi, ma calati in un'ambientazione piena di CG che a volte stona. I fondali sono penosi, l'ambientazione città è a volte mal tratteggiata risultando solo come blocchi di cemento buttati insieme. Non sono male le creature che i personaggi fanno fuori durante le partite, ricordano quelli di Guyver per certi versi.
Il lato musicale non ha arte né parte: sì, c'è, cerca anche di incupire i toni narrativi, ma alla fine non è niente di che.

So, a detta di chi l'ha letto, che c'è un abisso con il manga che io però non ho letto, quindi non do giudizi; vedendo solo l'anime direi che sì le idee di partenza ci sono, ma tante, forse troppe, cose sono lasciate nel limbo così come l'analisi di alcuni lati di certi personaggi calati nel gioco.
Non mi sento di sconsigliarlo del tutto, ma ogni tanto è davvero brutto come si incricca la storia globale in favore del commento intricato di pensieri che poi alla fine sono filosofia fine a se stessa. Non so, mi è sembrato che quest'anime avesse grandi pretese di complessità che poi però non ha mantenuto entro la fine.


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sylar 46

Episodi visti: 26/26 --- Voto 8
Gantz è una serie animata (ispirata dall'omonimo manga) risalente al 2004, composta da 26 episodi, realizzata dallo studio Gonzo e vede alla regia Ichiro Itano.
In Italia è stata acquistata dalla Yamato Video che ne ha curato l'adattamento e il doppiaggio. In seguito ha goduto di un passaggio televisivo nel canale digitale “Dhalia Eros” e in quello satellitare "MAN-GA", che hanno trasmesso l'intera serie senza apportare nessuna censura audiovisiva.

Gantz quindi, già, ma chi o cos'è questo Gantz? Bella domanda.
Dopo avere visto l'intera serie una risposta precisa e dettagliata non credo si possa fornire anche perché per consegnare un finale all'anime si è deciso di abbandonare la controparte cartacea - ancora in prosecuzione - stravolgendo quindi il naturale corso degli eventi negli ultimi episodi e di conseguenza diverse informazioni ci sono state precluse su questa “figura”.
Quello che si può dire del Gantz è come ci viene mostrato nel corso dell'intera serie, ovvero una grande sfera nera situata all'interno di un appartamento (vuoto) nei pressi di Tokyo con all'interno della medesima un misterioso individuo dall'aspetto umano perennemente dormiente, o così sembrerebbe almeno.
In questo luogo misterioso da cui è impossibile uscire se non terminate le missioni, finiranno alcuni elementi che hanno perso la vita in circostanze tragiche e che di lì a poco dovranno lottare contro alcuni obiettivi che il Gantz ordinerà di eliminare: alieni.
Il Gantz fornirà loro un equipaggiamento formato da una tuta, che sa tanto di cosplay, che offre a ogni individuo una forza e una resistenza senza eguali e delle armi mai viste prima estremamente potenti e letali.

Il protagonista della vicenda è Kei Kurono, studente non proprio modello che va disprezzando e giudicando tutti quelli che lo circondano pur essendo un ipocrita egli stesso.
Kurono ha perso la vita in una stazione ferroviaria, travolto da un treno dopo avere salvato, anche se non avrebbe voluto, un barbone dalle rotaie insieme a un suo vecchio compagno, Masaru Kato, anch'egli deceduto nella medesima circostanza.
Nel momento della morte però una copia dei loro corpi viene trasferita all'interno di quell'appartamento e in quel luogo fanno la conoscenza di svariati personaggi deceduti quella sera stessa. Ovviamente confusione e incredulità sono le sensazioni provate da ciascuno per ciò che sta accadendo, fino a quando almeno non comprendono che sono finiti all'interno di una specie di gioco altamente rischioso che però, in compenso, potrebbe restituire loro una nuova vita se totalizzeranno un punteggio complessivo di 100 nelle varie missioni che il Gantz consegnerà.

L'impatto con la serie è stato da subito più che positivo e intrigante; tutti questi elementi che ci vengono forniti nel corso dei primissimi episodi hanno catturato la mia attenzione proprio come immaginavo dopo avere letto la trama e forse anche di più.
Nell'anime una delle caratteristiche principali è quella di fare ascoltare nell'intimo i pensieri di ogni singolo personaggio, i quali, per quanto possano risultare spesso inopportuni e privi di ogni sorta di etica, rispecchiano perfettamente il loro “io” e, proprio come può accadere nella nostra realtà, non vengono esternati pubblicamente e solo noi spettatori siamo a conoscenza dei loro veri propositi.
La psicologia dunque ha un ruolo primario nello scorrere degli eventi, ma non di meno è l'azione: i combattimenti infatti sono l'altro elemento imprescindibile a cui bisogna abituarsi sia per l'intensità, sia per la violenza, sia per lo splatter, conseguenza inevitabile di tutte le battaglie sostenute e non.
Il linguaggio adoperato è molto pesante, condito a volte da terminologie anche volgari, così come pure i riferimenti al sesso, tanto più che non mancano scene di nudo arricchite persino da un paio di rapporti sessuali in bella mostra, che non arrivano comunque all'hentai.

La regia fa parecchio uso della camera in movimento e ci fa assistere a numerosi eventi - battaglie soprattutto - da diverse angolazioni e prospettive, il che all'inizio mi ha dato un po' fastidio, ma con il trascorrere delle puntate ci si abitua fino a neanche farci più caso.
I disegni sono discretamente buoni con un unico appunto negativo riguardante i volti non molto espressivi di svariati personaggi.
Belle le sigle, l'opening dal titolo 'Super Shooter' di Rip Slyme è molto ritmata e facilmente apprezzabile, mentre l'ending “Last Kiss” di Bonnie Pink è molto più dolce e pacata e incute un po' di sconforto se consideriamo le immagini che l'accompagnano. Buono è il doppiaggio italiano infine.

Nel complesso quindi la serie mi è piaciuta, peccato solamente per il finale non finale (diciamo così) inventato dagli autori che mi fa abbassare di un punto il giudizio che altrimenti avrei assegnato.
Ovviamente Gantz è un opera destinata ad un pubblico adulto, maschile per lo più, non facilmente impressionabile, a cui consiglio la visione soprattutto se non ha ancora letto il manga. Per tutti gli altri che sono alla ricerca di qualche nuova serie invece, beh, se non rientrate nella categoria appena menzionata e quello che avete letto non vi convince ancora, buttatevi su qualcos'altro di più leggero, non dite che non vi ho avvertito.

snaps
snaps

Episodi visti: 26/26 --- Voto 3
Che dire, Gantz è un progetto interessantissimo sviluppato male e superficialmente. Ovviamente a mio avviso, tanto che sono uno dei pochi a cui non è piaciuto l'anime in questione.
Già dal primo episodio, sono rimasto infastidito da una prepotente e assai mediocre computer grafica che poi mi ha perseguitato per tutti gli episodi; in alcuni era davvero fastidiosa. Per il resto ci sono una valanga di luoghi comuni sugli esseri umani, tette da 10" misura che ballano solo a guardarle e sbudellamenti gratuiti in pieno stile splatter.

In effetti, ne sono certo, il successo di questa serie è dovuto esclusivamente al fanservice. Scene ecchi che sfiorano l'hentai, armi che fanno esplodere le teste, cervelli e brandelli di carne che schizzano in faccia a tutti, purtroppo non mi bastano per definirlo un buon lavoro. Sono rimasto molto deluso, considerando che i disegni sono gradevoli, guarda caso i più curati sono quelli delle ragazze.
Le musiche sono accettabili, ma nulla di che. Inoltre alcune sembrano un tentativo, che non so se definire bello o brutto, di creare un'atmosfera da pazzo psicopatico; mi riferisco alla musica del Gantz.

Non ho letto il manga in quanto non sono un lettore di fumetti, ma basandomi sulla serie animata, vedo troppi interrogativi che non trovano risposte, superficialità in alcune situazioni, che se trattate meglio potevano essere di grande effetto.
Ancora, su una serie di 26 episodi, con una trama che vuole essere "complicata" non posso ammettere spazi di uno o più episodi sprecati per inutili riflessioni, tanto da sembrare dei filler. Parliamo di una serie media non di progetti tipo Naruto o Bleach da n episodi dove, per quanto fastidiosi, alla fine i filler ci possono stare.
I personaggi, se consideriamo che sono diversi, sono discretamente sviluppati; nota positiva della serie è che in pochi secondi descrive ogni personaggio e non lascia in ombra nessuno neanche il più insignificante.


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Micerino

Episodi visti: 26/26 --- Voto 9
Non ho letto il manga di quest'nime, e come spesso capita, o è capitato, sono felice di ciò. Non avendo letto l'espressione cartacea di questa perla posso forse valutarla in maniera pulita, senza paragonare ciò che ho visto con ciò che mi aspettavo.

Gantz è un anime molto più complesso di quanto avessi immaginato leggendo la descrizione quando me lo sono ritrovato tra le mani la prima volta. Immaginavo un anime interessante dal punto di vista della grafica (e in parte ci avevo indovinato) con una buona dose d'immagini splatter, condito da qualche scena un po' più hard.

In parte la mia sensazione era corretta, in pratica mi sono trovato incollato al video facendo notte fonda, o alba anticipata, per vedere il finale di una storia che mi ha lasciato completamente soddisfatto. La storia è in realtà sottilmente complessa, solo nell'ultimo episodio si riesce a comprendere bene le trame seguite da una sfera nera chiamata Gantz. Un oggetto di incerta origine che riesce a catturare e a "salvare" persone appena morte. E' questa una situazione surreale che inizialmente i personaggi non riescono a comprendere, come del resto chi guarda gli episodi, ma che grazie all'ingenuità degli stessi man mano si dipana e diviene chiara.

Gantz va oltre. Dal secondo episodio ci si trova davanti alla realtà morale dell'uccidere per salvarsi. Questo cardine morale porta avanti tutta la storia: attorno al dubbio di uccidere, per restare vivi, "alieni" che non attaccano mai per primi, ma che, soprattutto all'inizio, appaiono piuttosto innocui, girano le storie di tutti i personaggi principali. Così c'è chi si scopre assassino, chi non riesce a sparare, chi non esita e chi muore per avere esitato.

La morte è in agguato, la morte dopo la morte è sempre violenta, la morale si mischia all'assenza di moralità senza mai eccedere. Così si arriva a vedere scene di sesso senza amore - perché si può amare da morti? Eppure si fa sesso perché si è vivi... - e scene di pura violenza, che molto rammentano alcune immagini di Arancia Meccanica, e non credo che il genio di Kubrik si possa sentire offeso da un simile paragone. Poi ancora scene di straziante dolore, e immagini di odio puro senza sentimenti. Il tutto con effetti grafici ben curati, scelte cromatiche particolari e davvero piacevoli, donne formose e perfette, e un lavoro di computer grafica che si vede ma non eccede, soprattutto nelle scene cruciali dove forse un lavoro di pc avrebbe rovinato la bellezza del tratto disegnato.

Quest'anime è un continuo alternarsi di rabbia e miseria, di amore e dolore, di violenza e desiderio di non lottare. E ancora di speranza, data da un libro che s'intitola "Labirinto" e che sulla prima pagina inizia con la frase "Non esiste labirinto dal quale non si possa uscire". Vero, ma a quale costo? Resta comunque questa speranza che muove le mosse di tutti. Speranza in cosa o in chi? Beh, l'Anime dà la sua risposta, azzeccata, bella, inaspettata.

Forse restano alcuni punti di domanda quando si chiude il sipario, ma il senso di pienezza resta, pervade l'anima. Il Gantz è un oggetto misterioso, malvagio quanto solo ciò che l'anime alla fine dice è capace d'essere malvagio.

Quando ho iniziato a scrivere questa recensione avevo dato un bel 8 a questo anime, ora mi rendo conto che il 9 è più che meritato, e forse un episodio in più avrebbe reso questo 9 un 10: "Gantz il tempo è scaduto, riportaci indietro".


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Turboo Stefo

Episodi visti: 26/26 --- Voto 7
Quest’anime è stato tratto dal manga originale firmato da Hiroya Oku che, solo quattro anni dopo la pubblicazione, ha visto la luce grazie allo studio Gonzo ,che ne ha prodotte due serie, “Gantz: First Stage” e “Gantz: Second Stage” entrambe di 13 episodi. In Italia sono arrivate tramite la Yamato Video che ha doppiato e distribuito in DVD entrambe le serie unendole in una sola chiamata semplicemente “Gantz”, ma lo spettatore si accorgerà immediatamente di trovarsi di fronte a due diversi prodotti.

Kurono è un ragazzo come tanti altri, reso apatico e indifferente da una società priva di morale, fino a quando in metropolitana assiste a una scena deprimente: un povero barbone cade sulle rotaie e nessuno sembra cercare di aiutarlo nonostante il treno in arrivo. Alla fine un giovane ragazzo andrà ad aiutarlo, ma da solo riesce a fare poco o nulla fino a quando riconosce in Kurono un amico d'infanzia e lo convince ad aiutarlo con un risultato veramente pessimo. Il barbone si salverà, ma loro affronteranno una morte temporanea e si ritroveranno all’interno di una stanza con una sfera nera e altra gente che si credeva morta. Inizia così il pazzo e visionario mondo di guerra creato dal Gantz.

L’anime non perde certo tempo e ben presto ci butterà insieme ai protagonisti nel bel mezzo dell’azione dandoci solo nozioni basilari e scoprendo tutto lentamente assieme ai personaggi, aiutandoci così a sentirci maggiormente coinvolti. Peccato che ci siano numerose pause e momenti morti dove scene e riflessioni diventeranno lunghe e noiose oltre che stancanti; questi rovinano così qualsiasi parvenza di combattimenti, per quanto piatti e prevedibili, o di adrenalina, e frammentano continuamente il tutto facendo così procedere la storia molto lentamente.
Invece con l’inizio della seconda parte, o serie, si nota presto che qualcosa è cambiato: la narrazione è continua e va a ritmo sostenuto mentre i combattimenti si possono definire realmente tali grazie a sequenze molto più gradevoli e dinamiche, senza dimenticare i numerosi colpi di scena che lasceranno lo spettatore a bocca aperta.
Purtroppo questa produzione, differentemente dal manga, deve avere un finale o supposto tale, difatti l’ultima missione sarà originale e quando l’anime raggiunge probabilmente il suo apice arriverà la conclusione molto aperta che lascerà l’amaro in bocca ad un vasto pubblico.

I disegni e lo stile ricalcano in buona parte quelli originali del manga risultando gradevoli seppur di velleitaria fattura; il punto debole saranno le animazioni e la computer grafica, che purtroppo non sarà solo impiegata per effetti basilari, ma verrà usata in modo massivo: quasi tutti i fondali sono ambienti 3D dalla bassa qualità a livello poligonale, mentre le pessime texture peggiorano il tutto con la loro pessima riuscita, così il tutto risulta completamente fuori tema con le animazioni che si distaccano completamente dal tutto. Senza contare che queste ultime sono veramente a livelli minimi, solo nella seconda parte risulteranno più gradevoli grazie anche ai combattimenti più movimentati.
Da segnalare anche le numerose, anzi, troppe scene ampiamente esplicite che vanno ben oltre il fan service, che invece mostra semplicemente un seno o un sedere, bollando così quest’anime esplicitamente per adulti.

La colonna sonora è abbastanza sottotono, i temi usati sono gradevoli anche se passeranno in secondo piano, così come le sigle di apertura e chiusura.
L’edizione italiana offre un doppiaggio ben fatto e tutto sommato gradevole, risultando riuscito grazie anche alle buone doti dei doppiatori scelti, che sapranno rivelare gradite sorprese.
Una piccola nota va fatta all'opening: non solo offrirà un esempio della scarsa fattura tecnica, ma sarà aggiornata costantemente con le varie missioni in corso in modo da offrire sempre piccoli spoiler su eventuali sviluppi e su i nuovi nemici in arrivo.

In conclusione Gantz è un’opera che soffre alti e bassi, sia a livello narrativo sia a livello grafico, ma la parte principale dell’opera non è solo la trama ma anche i vari punti di riflessione dove i personaggi troveranno anche l’occasione necessaria per evoluzioni psicologiche o dure prove mentali da superare, senza contare le numerose volte che i confini tra bene e male sono eccessivamente agli estremi o troppo simili, regalando innumerevoli sfaccettature e vari punti di vista. Quindi se volete immergervi in questo inaspettatamente profondo universo potrete gustare quest’anime come fosse un piccolo antipasto, visto che finisce quando diventa maggiormente interessante, mentre se semplicemente state cercando un prodotto violento e scurrile che sente molto l’influenza dello splatter avete trovato una piccola perla.


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kunio-kun

Episodi visti: 26/26 --- Voto 8
Trama.
La storia è ambientata in una realistica Tokyo dei giorni nostri e tratta le vicende di un gruppo di persone intrappolate in una sorta di gioco violento e mortale, le cui condizioni sono generate da una misteriosa sfera nera, nota come Gantz.
Kei Kurono, un ragazzo liceale egoista con un pensiero negativo della società, sta tornando a casa una volta finite le lezioni; mentre è nella metropolitana risponde male a una vecchia signora che chiedeva delle informazioni e riconosce un suo vecchio amico d'infanzia, Masaru Kato, ma non gli rivolge parola, visto il tempo passato e le voci che girano su di lui. Improvvisamente una barbone che girovagava nella stazione cade sui binari, essendo ubriaco sviene, tutti iniziano a fissarlo senza fare nulla, ma Kato si fa coraggio e prova ad aiutarlo. All'inizio non ci riesce e chiede aiuto alle persone, ma nessuna di queste sembra intenzionata ad aiutare il giovane ragazzo. Kato riconosce Kurono e gli chiede aiuto; quest'ultimo senza nemmeno rendersene conto dà una mano al vecchio amico, e i due riescono ad aiutare il barbone. Ma all'improvviso passa il treno e i due provano a correre verso la fine dei binari ma è tutto inutile, i due vengono travolti.
In teoria sarebbero morti, ma all'improvviso si vedono trasportati all'interno di un appartamento dove ci sono altre persone. In un primo momento i due non capiscono cosa sia accaduto e non sanno ciò che li aspetta...

Caratterizzazione personaggi
Caratterialmente i personaggi secondo me sono perfetti: il loro modo di pensare, di agire, le emozioni che provano di fronte a determinate situazioni sono atteggiamenti che qualche volta assumiamo anche noi nella realtà. Ci sono personaggi emotivi o freddi, e sono specchio della realtà anche se Gantz è un anime di fantascienza.

Disegni
Fin dall'inizio si possono gustare i tratti dei personaggi fatti molto bene, si può intuire subito che i personaggi sono giapponese, basta guardare le labbra, sopratutto quelle del gentil sesso. I disegni sono fatti a mano e poi ripassati al computer, e la grafica è liscia e limpida, anche se con l'avanzare della storia però si possono trovare dei difetti, in particolare nelle scene dove c'è velocità (pensieri, azioni, esplosioni ecc.). Anche se nella serie è stato fatto un buon lavoro, continuo a preferire i disegni del manga.

Originalità
Una delle particolarità di quest'anime è la telecamera, infatti in molte scene i personaggi sono statici e la telecamera, a volte in 3D, ruota intorno ai personaggi. A molti potrebbe non piacere, visto che si potrebbero preferire i movimenti dei disegni, ma ricordo che sono sempre disegni ripassati a pc ed è una buona idea, secondo me. Il tutto può essere un po' caotico a volte, però lo scopo di alcune scene è proprio quello di essere caotico e di non fare capire nulla allo spettatore, per rivelare in seguito particolari della trama. Anche se a volte quest'effetto è messo così a caso e questa è uno dei difetti di quest'anime.

Soundtracks
Buono ho trovato il sonoro, non c'è mai una melodia di sottofondo che rovini la scena oppure che sia fuori luogo. La maggior parte delle musiche sono fatte al computer e si può dire che sono emanazioni sonore, ma non danno fastidio, anzi, ti mettono più curiosità, e in alcuni momenti ti fanno credere di stare nella stanza con Gantz.
L'ending per me è stupenda, ma c'era da aspettarselo visto che è la canzone di un'idol giapponese.

Commento Finale
L'anime mi è piaciuto molto, anche se in alcuni punti della storia va un po' a rilento per via di scene inutili e prolungate. Consiglio di vederlo, ma di leggere anche il manga, visto che il finale dell'anime è stato modificato. Infatti la storia rispecchia il manga fino alla puntata 21, dalla 22 alla 26 iniziano a comparire personaggi e scene non presenti nel manga e il finale è stato rovinato facendo rimanere tutto in sospeso. Ancora oggi molti fan, compreso me, aspettano di vedere il proseguo promesso dall'autore, Hiroya Oku, che si è preso una pausa, una pausa che ormai dura da qualche anno.


Votazione Finale
Storia ★★★★☆ 4/5
Personaggi ★★★★★ 5/5
Disegni ★★★★☆ 4/5
Musiche ★★★★☆ 4/5
Totale: 17/20

Voto finale: 8. Si poteva fare di più per rispettare il manga.


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AmarantaKiller

Episodi visti: 26/26 --- Voto 9
Ammetto di essermi avvicinata a quest'anime con un po' di pregiudizi, ma poi mi sono dovuta ricredere. Com'è noto, si tratta di una serie animata tratta dall'omonimo seinen manga scritto e disegnato da Hiroya Oku. Non ho letto il manga, che tra l'altro è ancora ampiamente on-going, cosicché le ultime puntate, nonché il finale/ non finale, non rispecchiano fedelmente gli eventi descritti nel manga.
All'inizio, la crudezza di alcune immagini mi ha abbastanza impressionata, ma puntata dopo puntata quest'anime mi ha letteralmente travolta. Innanzitutto, secondo me l'animazione e la grafica sono strepitose per nitidezza e realismo, infatti, grazie all'ausilio della computer grafica i risultati sono ottimi. Per non parlare delle tecniche di ripresa. Sembra come se ci fosse una telecamera sospesa nel vuoto, capace di muoversi con agilità e rapidità.

Gantz è un anime coinvolgente e avvincente, che ha una forza di attrazione tale da tenerti incollato allo schermo fino alla sua conclusione.
I due protagonisti Kei Kurono e Masaru Kato sono molto interessanti e rappresentano uno l'opposto dell'altro. L'uno egoista, infantile, sesso-dipendente (caratteristica che lo rende anche buffo) e a tratti anche un po' viscido; l'altro estremamente sensibile, altruista, candido ed emotivo.
Non parlo dei personaggi femminili, perché come al solito sono resi sempre come esseri insignificanti - grrr.
I due protagonisti, come tutti gli altri personaggi minori che compariranno nel corso delle puntate, dopo essere morti si ritrovano all'improvviso in una stanza e sono chiamati a combattere di volta in volta contro alieni umanoidi. E da qui inizia una decimazione senza precedenti, una seconda morte per loro.
Dopo le lunghe battaglie, tutti i personaggi, i superstiti, compreso Kato, non conosceranno alcuna evoluzione, anzi, al contrario, resteranno sostanzialmente uguali fino alla loro morte. L'unico e ultimo sopravvissuto, che invece andrà incontro a una vera e propria crescita, nonché a ua presa di coscienza di una parte di sé che aveva perduto, sarà proprio il personaggio (inizialmente) negativo di Kato.

L'unico aspetto che non ho gradito affatto è la lentezza insidiosa con la quale i personaggi agiscono nei momenti clou. Proprio in quei momenti, si perdono in elucubrazioni e ricordi, come delle pause forzate, rallentando così il ritmo narrativo.
Sono molto felice di avere visto tutto l'anime e un po' meno per avere ignorato l'esistenza del manga finora. Il mio voto è 9, proprio perché l'anime non rispecchia, anche se ragionevolmente, il manga fino in fondo e in modo autentico.


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HypnoDisk

Episodi visti: 26/26 --- Voto 10
Quando ho visto i primi due episodi di Gantz sul canale Man-Ga di SKY mi aveva fatto già un'ottima impressione, tuttavia l'esito del secondo episodio mi aveva fatto pensare che l'anime dopo le buone premesse avrebbe preso una via che me lo avrebbe fatto abbandonare. Dopo avere visionato il terzo e il quarto le mie previsioni per fortuna sono andate a farsi benedire e mi sono innamorato di Gantz, che ha da subito scavalcato la mia misera classifica di Seinen buttando Death Note al secondo posto.

La trama di Gantz è semplice ma molto incisiva, così come lo sono i dialoghi, e i vari eventi portano lo spettatore a immedesimarsi con i protagonisti. Come detto i dialoghi sono semplici, spesso rozzi e volgari ma messi al punto giusto con il carisma particolare dei personaggi (meschini, egoisti e cinici), e questo mi piace, mi sarebbe dispiaciuto se l'opera fosse stata impataccata da mille monologhi filosofici che poi avrebbero portato confusione allo spettatore senza fare capire niente. Bellissima è la figura del Gantz, con i suoi errori grammaticali (perfettamente mantenuti nell'edizione italiana), e gli alieni stravaganti, uno su tutti quello degli uccelli. C'è anche un pizzico di ecchi e di fanservice, ma senza essere invasivo.

Se proprio devo elencare qualche difetto, metto l'animazione; è piuttosto statica e spesso nelle situazioni di azione i personaggi parlano mentre stanno combattendo. A questo si aggiunge un uso decisamente massiccio della CG. Il character design è OK. Le musiche sono anonime, e a essere sinceri è uno dei pochi anime, forse l'unico, che mi ha stregato senza l'ausilio di colonne sonore straordinarie. Gantz mi ha trascinato puntata dopo puntata senza mai scocciarmi, e già per questo motivo si merita il mio 10. Il finale è discreto, ma non è stato proprio "micidiale" per così dire, e non del tutto chiarissimo. Avete presente quando ho parlato di monologhi filosofici che portano solo confusione? Ecco, è proprio quello che succede alla fine! La conclusione oltretutto lascia aperti tutti i misteri del Gantz, probabilmente perché il manga era ancora in corso d'opera, e per questo spero che in futuro vengano prodotte delle nuove serie.

Il doppiaggio di Yamato Video mi è sembrato più che ottimo e privo di censure sia video che audio. Non ho letto il manga, e perciò non posso fare un paragone, comunque da quanto ho capito leggendo la trama su Wikipedia, l'anime è fedele al fumetto fino alla penultima missione. Insomma spero in una continuazione animata, non si può concludere così.
Complessivamente gli darei 9,5 come voto, ma visto che devo scegliere tra nove e dieci allora scelgo 10. Consigliato al 100%.


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HaL9000

Episodi visti: 26/26 --- Voto 8
Gantz è un anime sostanzialmente strutturato come un videgame. I personaggi, catapultati in una realtà che pare non avere alcuna spiegazione logica o plausibile, devono affrontare prove via via più difficili, a cui vengono corrisposti, a “lavoro finito”, dei punteggi. Se si raggiunge un certo punteggio vengono offerte al “giocatore” alcune opzioni (tra cui quella di poter ritornare alla vita precedente alla loro “dipartita”). A me ha fatto venire in mente, come situazioni, un film di alcuni anni fa, “The Cube”.

Una sorta di videogioco, dunque; la differenza però sta nel fatto che i giocatori non hanno alcuna possibilità di scelta; né viene loro spiegato perché sono stati scelti proprio loro.
Anche le attrezzature di cui dispongono non vengono loro illustrate in alcun modo, né come devono essere usate né quando. In effetti ai protagonisti dell'anime non viene spiegato proprio niente, ed è qui forse la caratteristica più interessante della serie: tutto deve essere compreso dai giocatori con la propria esperienza (o con l'esperienza di chi ha giocato da più tempo) e per tentativi.
Non si riescono a capire neanche i criteri con cui Gantz (sorta di entità semi-divina, anche se un po' pasticciona e talvolta sottilmente crudele) scelga le persone, che nulla hanno in comune le une con le altre, tanto che è stato selezionato anche un cane, o sia in grado di funzionare.
Prodigio tecnico dell'uomo? O presenza soprannaturale?
Può anche darsi che nel manga, che non ho letto, siano date spiegazioni soddisfacenti, ma alla fine di questo anime non si riesce a sapere/capire molto di più di quanto non si sapesse dopo la prima puntata.

A ogni modo, la trama avanza in maniera, se vogliamo essere pignoli, abbastanza lineare, laddove i nemici da affrontare, dato che come ho già scritto, sono sempre più pericolosi, richiedono sempre maggiori sforzi e tempo per essere eliminati, tanto che si creano degli archi narrativi sempre più lunghi (che comprendono più puntate).
Altra cosa interessante, sono le dinamiche che si creano tra i diversi componenti del gruppo; dato che si ha a che fare con un'umanità varia, varia anche il modo in cui vengono individualmente affrontate le prove.
Il protagonista principale, Kei, inizialmente poco simpatico (meschino, egoista e un po' cinico), soprattutto se confrontato con il suo amico d'infanzia (molto più altruista), con il tempo diventa più maturo e responsabile, fino a diventare una sorta di leader del gruppo.
A un certo punto, entrano nel gruppo due personaggi che si rivelano più inquietanti dei mostri da abbattere; il messaggio che gli autori sembrano voler lanciare è: "Nessuno è pericoloso quanto gli esseri umani, altro che gli alieni!".
Da sottolineare la presenza di numerose scene splatter, scene di sesso e una certa dose di fanservice in generale, che indirizzano la visione dell'anime a un pubblico non troppo giovane.


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__Setsuna__

Episodi visti: 26/26 --- Voto 8
<b>ATTENZIONE! POSSIBILE SPOILER!</b>
Cosa c'è dopo la morte? La risposta che vuole dare Hiroya Oku è proprio Gantz. Kei Kurono è un semplice studente delle superiori, caratterialmente timido, che cerca in tutti i modi di trovarsi una ragazza per frenare le sue fantasie erotiche attraverso la sua prima esperienza sessuale. Stufo della solita routine, delle persone che vede circolare tutti i giorni sulle strade, del puzzo dei vagabondi che affollano le città, ha un'incombente bisogno di qualcosa che dia un senso alla sua vita. Un giorno davanti alla metropolitana incontra un suo vecchio amico, Masaru Kato, gentile e altruista, che nel tentavo di soccorrere un barbone caduto sui binari finisce con il coinvolgere il nostro protagonista in un terribile incidente che causa la morte a entrambi. In un primo momento si potrebbe rimanere a bocca aperta, ma nella scena successiva ritroviamo i nostri ragazzi apparentemente vivi e vegeti all'interno di una stanza con al centro un'enorme sfera nera. Mentre cercano di capire se tutto ciò sia stato solo un brutto sogno, incominciano ad apparire altre persone e dalla sfera appare una dicitura: "Le vostre vite ora appartengono a me, dovete andare a uccidere questo tizio!". In men che non si dica dalla palla nera fuoriescono armi e tute speciali; sbalorditi di fronte a tutto ciò, Kato e Kurono cercano di capire e dare una spiegazione logica all'accaduto, ma nel frattempo appare un conto alla rovescia...
<b>FINE SPOILER</b>

Tecnicamente parlando, la regia fa un uso intenso di speciali movimenti della telecamera per dare l'animazione; sinceramente, per quanto ci si possa impegnare il tutto risulta sempre molto statico. Dopo un po' comunque ci si abitua e fortunatamente nelle scene d'azione abbiamo un ritorno allo stile "classico". I disegni sono buoni, con fondali che grazie alla computer grafica risultano gradevoli e abbastanza dettagliati. Il comparto audio non brilla per la sua eccezionalità, ma si fa apprezzare, aiutato da una discreta opening che da un po' di carica. Arrivando alla trama possiamo dire che si è difronte a una storia bella corposa, interessante e originale, che alterna momenti comici ed erotici a scene d'azione e splatter. I sentimenti e le emozioni dei personaggi sono espressi in maniera eccellente, e la paura risulta l'elemento cardine, sopratutto perché i personaggi sono persone comuni che si ritrovano in mezzo a situazioni impensabili e terrificanti. Le scene di sesso sono rappresentate magistralmente dalla mano del maestro Oku - grazie anche alla sua esperienza in ambito, dato che inizialmente le sue opere erano di genere Hentai - e danno alla storia quel giusto pizzico di erotismo atto a rendere il tutto più gradevole per un pubblico maggiorenne. Peccato che arrivati agli ultimi episodi abbiamo difronte un'ennesima rivisitazione del finale a causa del distacco dal manga originale.
In definitiva, una bella serie che consiglio vivamente di visionare, preferibilmente a persone adulte e mature.

dinogen

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dinogen

Episodi visti: 13/26 --- Voto 1
Mah che dire?
Davanti a tanti commenti positivi capisco che devo avere il gusto deviato.
Per me il voto è 1 perché non c'è 0.
L'inserimento di persone in un'arena insieme ad alieni è una idea stimolante. Ma la trama è sviluppata in maniera pessima. Che dire dell'alieno che sa dire solo "amo le cipolle"? Ma vi sembra un siparietto intelligente? A me no.
La lentezza è esasperante. Per decidere di sparare un colpo o no ci mettono anche due puntate. Ma davvero c'è qualcuno che apprezza questo panegirico assurdo di personaggi che si trascinano leeenti come meduse flosce lungo la trama della storia?
Io a dir la verità sono arrivato (con sofferenza) alla puntata 13 per vedere se il ritmo rimaneva sempre uguale perché non ci volevo credere.


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Aniki87

Episodi visti: 27/26 --- Voto 8
Anime grottesco e assurdo.
Se qualcuno pensa che la mia sia un offesa si sbaglia di grosso, perché secondo me sono proprio questi elementi che lo rendono interessante.
Leggendo la trama ve ne potrete fare un'idea:

<b>LEGGERO SPOILER</b>
Kei Kurono e un suo amico d'infanzia sono in metropolitana quando un barbone cade nei binari e i due decidono di andarlo a salvare (in realtà Kei non vorrebbe salvarlo, ma si sente quasi obbligato dalla situazione, visto che il suo amico gli chiede esplicitamente aiuto), peccato che finiscono per morire investiti dalla metropolitana (il barbone però sono riusciti a salvarlo!).
I due amici vengono teletrasportati in una stanza con vista sulla torre di Tokyo. Ma nella stanza ci sono altre persone. Altre persone che sono morte. Quindi dove sono? Inferno? Paradiso?
Questo non ci è dato saperlo: l'unica cosa chiara è che nella stanza c'è una sfera con dentro un uomo muscoloso che sembra dormire di nome Gantz. Attraverso questa sfera vengono dati degli ordini che appaiono sotto forma di scritta. E gli ordini sono quelli di uccidere degli alieni, e se ci si riesce si può tornare momentaneamente alla solita vita. Ma ci sarà un modo per ritornare definitivamente vivi?
<b>FINE LEGGERO SPOILER</b>

A parte la stranezza della trama in sé e per sé gli alieni che i nostri protagonisti dovranno affrontare hanno delle fattezze assurde e comportamenti imprevedibili. In più non c'è una vera e propria spiegazione di ciò che sta succedendo... i punti oscuri vengono pian piano svelati ma anche su ciò che viene svelato non si ha la sicurezza al 100% della sua veridicità. Gli scontri sono molto violenti e pieni di sangue.
I personaggi sono molti e ognuno rappresenta una parte del marciume del mondo. Nessuno viene risparmiato, nemmeno il protagonista che fin da subito è chiaro quanto sia ipocrita e frustrato sessualmente. Infatti, non a caso, compare nella stanza una super tettona che man mano si avrà l'opportunità di conoscere meglio. E io direi: "Ma anche no!". Poche volte ho odiato così visceralmente un personaggio! Sempre a starnazzare come un oca giuliva e mai a far niente! In più è un'approfittatrice nascosta da un visino dolce.

Nonostante il design dei personaggi sia piuttosto realistico i movimenti non sono molto fluidi e i visi non sono molto espressivi. In più viene strausato il 3D per grandi movimenti di camera, che ho trovato irritanti perché troppo evidenti (non sono ben inseriti nel contesto disegnato).
Troppo tempo passato a cincischiare, a pensare cosa fare in momenti di pericolo: ci sono dei veri e propri vuoti nel quale avrebbe avuto il tempo di farsi un bel ballo di salsa e merenghe.
Infine, quando ho visionato la serie ho avuto l'impressione che non succedesse poi molto. Non vengono affrontati molti nemici, pur vedendo entrambe le stagioni ho avuto l'impressione che fosse un anticipazione a ciò che dovrebbe succedere. Ed effettivamente nonostante il manga sia ancora in corso l'anime è già finito. E vogliamo parlare del finale? No, perché non voglio spoilerare. Dico solo che è incomprensibile (qualcuno ha detto aperto ma io sostengo incomprensibile). E tra le altre cose posso tranquillamente dirvi che se volete sapere chi/che cosa sia esattamente Gantz non lo capirete di certo guardando l'anime.
Detto questo l'anime ha comunque catalizzato il mio interesse e mi ha incuriosito a tal punto da voler leggere il manga, quindi non gli posso assolutamente negare un bel 8!


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yadamain

Episodi visti: 26/26 --- Voto 7
L'anime di Gantz rispecchia fedelmente il manga fino all'episodio 21, infatti dall'episodio 22 al 26 l'anime prende un'altra direzione, avendo persino un finale tutto suo, visto che il manga è ancora in corso. Tralascio la spiegazione della trama, visto che già ci sono recensioni che a tal proposito hanno spiegato molto bene le vicende che narra Gantz. Tecnicamente parlando, l'anime si presenta molto bene, con buone animazioni e ottime musiche che riescono sempre a trasmetterci tutte le emozioni che stanno provando i personaggi.
Concludo raccomandando la visione a tutti quelli che stanno cercando un buon anime con una bella storia e personaggi non stereotipati, sconsiglio invece la visione ai fan del manga che di certo non gradiranno il finale.


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Koomori-san

Episodi visti: 26/26 --- Voto 8
[<b>SPLENDIDA RECENSIONE MA ATTENZIONE, CONTIENE SPOILER!</b>]
Gantz è una serie animata del 2004 costituita da ventisei episodi e tratta dall’omonimo manga di Hiroya Oku, tuttora in corso. La struttura degli episodi è ciclica.
Cos’è Gantz? E’ l’interrogativo che sorge spontaneo fin dal primo episodio di questa serie.

Kei Kurono ed il suo amico d’infanzia Katou, nel tentativo di salvare un mendicante precipitato involontariamente sui binari della metropolitana, rimangono travolti dal treno. L’immagine terrificante dei due liceali investiti dalla metropolitana non sembra turbare particolarmente le persone presenti in stazione: così come nessuno oltre i due ragazzi s'era preoccupato di fornire aiuto ad un senzatetto destinato a morire sui binari della metropolitana, allo stesso modo la morte dei due ragazzi non preoccupa realmente gli inconsapevoli spettatori della tragedia. Tutto ciò che la maggior parte delle persone riesce a pensare è solamente, in maniera piuttosto cinica, “che potranno vedere qualcuno morire”. Ma proprio nell’istante della loro morte, Kei e Katou vengono trasferiti in un appartamento insieme ad altre persone decedute poco prima, esattamente come loro. Kei e Katou comprenderanno così che i loro corpi sono morti davvero, e loro non sono altro che delle “copie faxate degli originali”. L’enigmatico appartamento nel quale si trovano è privo di qualsiasi mobilio fatta eccezione per una strana sfera nera chiamata Gantz, all’interno della quale è presente un uomo, presumibilmente alieno, che non parla, se non attraverso dei messaggi che compaiono sullo schermo a video della sfera. Pareti e finestre non sono tangibili e non è possibile fuggire dall’appartamento, nonostante esso sia situato proprio nel pieno centro di Tokyo, a breve distanza dalle case di tutti i presenti. Dopo le opportune presentazioni e lo sconcerto generale, la sfera nera nominata Gantz inizierà a cantare la sigla di un vecchio programma radiofonico del dopoguerra che recita più o meno in questo modo:

<i>E' arrivato un nuovo giorno! Un nuovo mattino di speranza. Apri il tuo cuore alla felicità nel luogo dove il cielo è tutto blu.
Con il suono della radio e il cuore aperto, rivolgi il tuo viso incontro al vento.
E ora uno, due, e tre!</i>

I due ragazzi e gli altri presenti ben presto si renderanno conto che le loro vecchie vite sono finite e spetta a Gantz decidere che cosa fare delle loro nuove. Essi, provvisti di un adeguato equipaggiamento (armi ed una speciale tuta protettiva), sono stati coinvolti in un atroce gioco a punti nel quale le varie missioni consistono nell’uccidere degli alieni (il primo è l’Alieno Cipolla, frase tipica: “Mi bastano le cipolle…”). Solo quando il punteggio di ciascuna persona giungerà a 100, essa verrà liberata e potrà ritornare a condurre ad una vita normale.
Ma sopravvivere a ciascuna missione non è affatto scontato.

Come già successo, cercavo qualcosa che colmasse il vuoto lasciato dalla conclusione di un’altra serie (questa volta, da Higurashi no naku koro ni) e - fortunatamente – ho trovato di nuovo qualcosa sufficientemente di cattivo gusto per piacermi. Eppure, indipendentemente dalla passione o meno per il cattivo gusto, Gantz è una storia che, seppure non sia del tutto originale (missioni, punteggi, scontri all’ultimo sangue pur di sopravvivere e ritornare ad una vita normale, sono tutte cose in parte già viste), riesce a discostarsi e a risultare atipica. Kei Kurono, Katou, Kei Kishimoto, Nishi, non sono i classici protagonisti di un anime. Inoltre Gantz ha il pregio di essere molto coinvolgente fin dal primo episodio, quindi in un modo o nell’altro costringe lo spettatore a vedere la serie per intero per sapere almeno come andrà a finire. I continui combattimenti, intervallati da episodi in cui i protagonisti ritornano ad una vita normale in attesa di una nuova chiamata da parte di Gantz, evitano che la serie stagni nella facile monotonia dovuta al ripetersi di cicli più o meno simili. I combattimenti, seppur lunghi, trovano una sorta di respiro in questi episodi introspettivi di fine missione, nei quali i sentimenti e la psicologia dei personaggi vengono ulteriormente approfonditi più di quanto non lo siano già abbastanza all’interno delle missioni di Gantz. Insomma, Gantz non stanca, seppure avrebbe potuto facilmente riuscirci, ed è forse proprio merito della curata caratterizzazione dei personaggi, tanto che a volte la storia sembra solo un pretesto per esplorare a fondo le reazioni dell’animo umano di fronte alle situazioni più disparate. Ad esempio come quando Kei Kishimoto si rende conto di non avere più una casa in cui tornare e decide di andare a vivere da Kei Kurono pur essendo innamorata di Katou. La vera Kei Kishimoto, che aveva tentato di suicidarsi recidendosi le vene dei polsi, non era morta come credeva e stava conducendo una vita normale sulla terra. La Kei Kishimoto richiamata da Gantz, invece, confessa a Kurono: “non so cosa farà lei, ma io spero allora di poter finalmente vivere a modo mio”. Ma il personaggio più straordinario è proprio Kurono, quello più “adatto a vivere” nel mondo di Gantz, e che comunque continua ad avere un lato dannatamente umano e dotato di impulsi ed istinti sessuali (che probabilmente ricordano quanto il suo istinto di sopravvivenza sia davvero forte, il più forte di tutti). Eppure, anche qui, gli impulsi sessuali che prova Kurono, per quanto si manifestino nei rapporti con Kei Kishimoto in maniera piuttosto triste e volgare, non sono slegati dall’amore. Perché l’amore in fondo è anche questo, e non si può dimenticarlo.
Di fanservice, ovviamente, ce n’è molto. Insieme ai brandelli di carne, le braccia strappate, i corpi dilaniati.
Ma ad affiancare la violenza estrema costantemente presente e alle atrocità psicologiche che i personaggi devono fronteggiare, si pone, come forse avevo già lasciato intuire, un pacchetto di speranza e determinazione che rendono la serie qualcosa di più di un semplice splatter. In molte scene è la tragedia a farla da padrona, offrendo ai protagonisti non pochi spunti di riflessione sulla possibile ricerca di un mondo migliore. Momenti come ad esempio quello nel quale Masanobu Hojo e Suzumura Sadayo si baciano, dopo aver passato l’ultima parte delle loro vite a nascondersi l’una dall’altro a causa di qualcosa di simile alla vergogna e all’imbarazzo. Si baciano, un attimo prima di morire, entrambi con il corpo spezzato ormai a metà, all’altezza del busto, a causa di un acido mortale. Un'immagine che fa probabilmente credere che non sempre si ha il tempo per fare tutto ciò che si vorrebbe fare, e che la vita non sempre è disposta ad aspettarci.

Gantz, oltre ad essere ben curato nelle animazioni e ad avere un charachter design che non mi dispiace, dispone anche di una colonna sonora piuttosto bella ed indubbiamente azzeccata (Opening: Super Shooter; Ending: Last Kiss - Bonnie Pink). L'unica nota negativa è forse il fatto che alla fine della serie resta naturale chiedersi: ma forse leggendo il manga avrei potuto capire qualcosa di più? L'ultimo ciclo di episodi, sull'Alieno Kurono, è inventato di sana pianta rispetto alla storia del manga, che era stata fino ad allora seguita quasi fedelmente. Ma ancora una volta, nonostante aver sfiorato il facile rischio di distruggere una storia appassionante, Gantz riesce a concludersi nel miglior modo possibile per una serie complessa come questa che aveva a disposizione solamente ventisei episodi.


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mau4ever

Episodi visti: 26/26 --- Voto 9
Gantz è un ottimo anime da tutti i suoi punti di vista: grafica ottima e curata, animazioni fluide, musica ottima, sopratutto la opening fantastica, CG usata perfettamente e infine trama ottima e ben sviluppata.
Gantz è un anime molto violento e maturo, i personaggi sono ben curati, l'unica cosa di cui mi lamento è il finale... non degno di una serie così bella!

Consigliato a tutti!


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Apachai

Episodi visti: 6/26 --- Voto 5
Che dire, mi aspettavo un capolavoro e invece mi sono trovato a vedere qualcosa di mediocre.
Non lo finisco di vedere perchè ad essere sinceri non è nemmeno il mio genere, però prima di giudicare qualsiasi cosa prima la testo!
Si era parlato di quest'anime come qualcosa di eccezionale, sinceramente mi sembra nella media.
Come al solito, tutti quelli che amano il manga di questo prodotto sono rimasti delusi dalla trasposizione in anime (esiste un anime che abbia accontentato in pieno chi predilige la versione cartacea? Se esiste fatemelo sapere!)
La trama è particolare, c'è il classico protagonista talmente tanto pieno di se da odiare tutto ciò che lo circonda.
Un bel giorno nella metropolitana si trova a diver aiutare un suo compagno di infanzia che, per soccorrere un barbone caduto sui binari, rischia di essere investito dal treno della metro, risultato? Semplice, barbone vivo e il protagonista e l'amico morti(non ho fatto spoiler bensi la cronaca dei primi dieci minuti della puntata), ed ecco che ha inizio la storia vera e propria.
Il protagonista si ritrova insieme al suo amico ed altre persone morte in un appartamento... sono morte ma vive...
Ah dimenticavo, c'è pure un cane, anche lui morto ma vivo!
A queste persone viene data la possibilità di tornare in vita in cambio dello svolgimento di alcune pericolossissime missioni, più punti hanno, più si avvicinano alla conquista della libertà!
Che altro dire, bisogna vedere per giudicare quindi... BUONA VISIONE.


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Deidara89

Episodi visti: 26/26 --- Voto 8
Affermare che è una storia senza senso è a dir poco ingenuo; si è semplicemente davanti ad un finale molto aperto che io ho apprezzato molto. Personaggi molto più umani di quelli che si vedono di solito negli anime: saremo partecipi delle fantasie sessuali del protagonista per dirne una. Spesso questi lati "umani" sono troppo sottolineati, ma niente di insopportabile. Il manga è decisamente migliore e dove l' anime finisce il manga invece è solo a molto meno di metà storia (considerando che non è ancora concluso). Nota positiva al finale, come già detto: spero che anche il manga sappia trovare un' uscita così spettacolare senza "sporcare" il lavoro svolto finora... già pieno di alti e bassi. Volevo dargli 6 inizialmente, poi 7 e alla fine, sì, ho voluto premiarlo: 8. Il voto vero sarebbe un 7,2... mi son fatto trasportare XD


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Furtive Tears

Episodi visti: 26/26 --- Voto 7
Quest'anime è composto da 26 episodi divisi in due stagioni: Gantz: The First Stage e Gantz: The Second Stage del 2004. E' tratto da un manga che si diversifica dall'anime per le ultime puntate (in cui viene trovata una conclusione sommaria) e prosegue molto oltre.
Il protagonista è Kei Kuroro, un ragazzo del liceo caratterizzato dall'egoismo ma anche da una predisposizione fisica per gli sport. Ci viene presentato come un ragazzo che odia e disprezza tutto.
L'anime parte in metropolitana dove, nell'attesa della metro un barbone cade nelle rotaie. Nell'indifferenza generale, nessuno si offre di aiutarlo, nessuno tranne Masaru Kato, un amico di infanzia di Kei che ormai non si incontravano da tempo. Alla fine un molto controvoglia anche Kei si butta sulle rotaie per aiutare Kato ed il barbone, ma messo in salvo quest'ultimo i due vengono travolti dalla metro. Fine dell'anime.
Nah, scherzo! I due si ritrovano magicamente in una stanza di un appartamento. Dalla vetrata si scorge Tokyo e nel centro della stanza vi è una grossa palla nera. Pian piano la stanza si riempie di persone, tutte morte di recente. Tra di esse anche Kei Kishimoto, apparsa nuda in seguito alla morte per suicidio nella vasca da bagno. Salvata da un tentativo di stupro da Kato si unirà al gruppetto dei due ragazzi. Nel trambusto generale sulla palla compare la descrizione di una specie di mostriciattolo, dicendo che il loro obbiettivo è uccidere quel tipo di mostro, poi la palla si apre mostrando armi di ultima generazione e delle tute nere.
Piccolo spoilerino (si parla dele prime 2 puntate niente di che) per farvi comprendere come funzionerà la cosa. In pratica i gruppo di persone viene rispedita a Tokio dove sono invisibili alle altre persone e dove devono uccidere i mostri che gli sono stati mostrati. Finita la missione o il tempo saranno riportati nella stanza e riceveranno dei punti a seconda dei loro meriti e poi potranno uscire e tornare alla propria via, finché non saranno richiamati da Gantz (la palla) per un altra missione di sterminio.
La trama risulta da subito abbastanza originale e man mano che andrà avanti si moltiplicheranno i misteri e le risposte saranno sempre poche.
L'anime è crudo, violenza e scene di nudo sono molto presenti e i personaggi risultano per la maggior parte meschini ed egoisti. Il vero buono è Kato che finirà per essere il capo dei sopravvissuti. Ma il protagonista indiscusso è Kei Kuroro, che si ritroverà ad dover fare i conti con se stesso, con Kato e con le aspettative che si guadagnerà involontariamente con la sua bravura nel gioco.
I combattimenti sono straordinari così come la grafica e i personaggi sono man mano studiati nella loro psicologia e nella loro volontà di sopravvivere. E' un anime che non si può definire prevedibile, in cui la psicologia dei personaggi va di pari passo con la parte sci-fi dei combattimenti e dove il tema del sopravvivere ha l'importanza assoluta.

Gidane

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Gidane

Episodi visti: 22/26 --- Voto 10
Il voto è influenzato dalla sapiente guida di un amico che mi ha fatto scoprire questo meraviglioso mondo di cui ignoravo completamente l'esistenza, grazie al quale ho tralasciato un finale frettoloso per passare repentinamente alla lettura di un manga (ad oggi, arrivato al capitolo 283) capace di tenermi bloccato a leggere per ore e ore (ho divorato tutti i capitoli in 3 giorni). Suggerisco dunque a chi si avvicina a questo Anime, di fermarsi alla puntata n°21 e passare alla lettura del manga, evitando di rovinarsi una storia che ha nella sua versione audio/visiva il corrispettivo della punta di un iceberg e nella versione cartacea tutto ciò che sta appena sotto il pelo dell'acqua, un'ingente mole capace di regalare forti emozioni ai lettori.

davinelulinvega

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davinelulinvega

Episodi visti: 18/26 --- Voto 9
Questo non è un anime per bambini/ragazzini ne' per benpensanti... è per me è per chiunque creda di non far parte delle 2 categorie appena menzionate! Anzi direi che l'obiettivo finale, il senso di questa serie stratosferica, è proprio dare un bello schiaffo a bigotti e simili. Trascuro la trama, surreale e in fondo secondaria, e la realizzazione (unica menzione per la sigla DAVVERO spettacolare) per parlare dell'introspezione psicologica che è il vero nerbo del cartone: i pensieri dei personaggi vengono ritratti in maniera per me assolutamente inedita, calcando la mano sui sentimenti primari, inconsci, non quindi come le semplici frasi che diciamo a noi stessi, in silenzio, quando pensiamo... Sembra quasi un "Cielo Sopra Berlino" scevro di tutte le melensaggini che lo caratterizzavano e con una bella iniezione di sano cinismo! I pensieri del personaggio centrale sono tanto veri da risultare imbarazzanti e alla fine strapparci una risata (almeno a noi maschietti), coscienti che ciò su cui vuol puntare l'autore sono le sue debolezze e non, come al solito, i sentimenti nobili che pure abitano un po' in tutti... Se tanto non vi bastasse, non mi dilungo in altre critiche chè tanto abbiamo gusti parecchio diversi. Se invece sì, un avvertimento per le signorine: non pensate che le idee (sessuali e non) del protagonista siano tanto strane: ha diciotto anni, è nel pieno degli ormoni, e quelli fotografati dalla regia non sono tanto i suoi pensieri primari, quanto piuttosto rappresentazioni del suo flusso di coscienza nei momenti che, almeno per noi maschietti, risulterebbero più... esilaranti. Ora ho 33 anni e vedo le cose in maniera parecchio diversa, ma anch'io alla sua età ho avuto mille idee assurde come le sue... magari potreste imparare qualcosa in più sull'altro sesso! Non ci credete? Fatelo vedere ad un vostro amico e chiedetegli cosa ne pensa... E se vi dice che per lui non fu così occhio: potrebbe essere LUI lo psicopatico! ah ah
X concludere: sono un po' ignorante e non so chi abbia lavorato su questo anime; a me ricorda molto Death Note. Ed è un complimento, perchè il tono e la trama sono assai diversi, ma l'impatto è altrettanto spettacolare. Mi ha lasciato un po' male scoprire dalle precedenti recensioni che il finale di questa serie è stato frettoloso ma poco importa: ormai mi fido di alcuni dei recensori e mi comprerò il manga per le ultime puntate! Ma, fino alla 19a puntata, un bel 9 glielo do di sicuro!

Lucky90

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Lucky90

Episodi visti: 26/26 --- Voto 4
Tralascio volutamente la descrizione della storia già adeguatamente esposta da chi mi ha preceduto. Premetto che adoro in maniera spasmodica il MANGA sia per la storia che per i disegni... ogni pagina potrebbe essere un poster da appendere nella vostra stanza. Un Must per chi adora il fumetto.
L'ANIME: la storia segue quasi correttamente il manga fino all'episodio 21, dopo il NULLA.
Gli autori (dell'anime) sono riusciti in soli 5 episodi a rovinare tutto: hanno partorito un finale che può solo essere considerato una VACCATA TERRIFICANTE.
E' inutile dirvi che il manga NON FINISCE COSI'. L'unico consiglio che vi posso dare è di NON guardare gli episodi dal 22 al 26, ma, se fino a quel punto vi è piaciuto, comprate il manga!

Raharu

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Raharu

Episodi visti: 26/26 --- Voto 7
L'anime, almeno nelle fasi iniziali è decisamente bello, per quanto sia a dir poco volgare per il 90% del tempo. Sinceramente gli passo un 7 perchè, ad una sigla da paura e a delle animazioni molto ben fatte, si affianca un carachter design che trovo orripilante: che sia stato preso da un manga non cambia nulla. Abbiamo il classico tipo grande, grosso e figo che alla prima occhiata pare il classico boxer mancato e che naturalmente rivela la sua anima dolce e gentile (allegria...), il ragazzo protagonista, cinico da fare spavento, con nel cervello solo il sesso, ed un turpiloquio degno di Bad Boys II. A questi si aggiunge una ragazza che, tanto per fare del DELICATO fanservice gratuito, gira con una... come dire... carrozzeria molto ben fornita (peraltro assediata dall'unico cane perverso della storia degli anime. Ammetto che quello ancora mi mancava), con un'interessante capacità: è assolutamente negata per fare qualsiasi cosa che non sia
a) strillare come un'ossessa (chi ha visto War of the Worlds sappia che sembra la trasposizione animata della bambina, ed è tutto dire);
b) farsi vedere solo ed esclusivamente in pose imbarazzanti;
c) trattare da idioti chiunque, senza notare che in confronto a lei sono tutti Einstein;
d) indicare a destra a manca l'incapacità altrui di uccidere, quando lei passa minuti interi con le armi in mano gridando al vento e lasciando morire la gente come mosche.

Tolto questo sfracello di stereotipi, la serie resta comunque godibile, grazie ad un'idea di base indubbiamente interessante (se non fosse che perfino il computer centrale non sa fare altro che bestemmiare e inveire, come più o meno sanno fare perfino i microbi, in questo anime...). Altra pecca è la caduta di tono intorno alla decima puntata, quando si passa da uno standard di suspence molto alto ed invogliante a continuare la visione, a puntate stile Dragon Ball da guardare armati di 2x Speed.

In conclusione, un cartone che farebbe la felicità del MOIGE, e che consiglierei di guardare solo se siete amanti del genere fantascientifico/altre realtà.

mityllo

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mityllo

Episodi visti: 16/26 --- Voto 9
La religione giapponese è alquanto terrena, la tecnologia ha sostituto gli dei del passato è quindi " normale " trovarsi diffronte a un paradiso costruito da un essere (cibernetico?) Gantz appunto, potente ed imperfetto. Dopo la morte inizia il gioco dove si può morire davvero, gli spunti in questo anime sono molti. Colpiscono l'indifferenza e come questa viene finemente ritratta di una società guardona dispersa nell'assistere con malsano compiacimento alle sciagure degli altri. La vita per sopravvivere è videogame o mondo virtuale contro alieni trasformisti improbabili da innocenti a terribili sempre con quella caratteristica di "diversi" che poi si ricolloca in chi è considerato estraneo nella società. Originale, preniante come un thriller ottimamente dosato, citazionista non a sproposito.. una puntata tira l'altra .. consigliatissimo !

Jerushalaim

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Jerushalaim

Episodi visti: 15/26 --- Voto 9
Finalmente un anime che si discosta dai soliti plot narrativi!
TRAMA: Nel nostro mondo cinico e indifferente, un tizio in mutande (Gantz) dentro una palla di metallo nero, a sua volta ubicata all'interno di un appartamento dalle parti di Shinjuku, realizza copie faxate di persone appena morte per spedirle a caccia di improbabili "alieni" (in realtà più che di alieni si tratta di roba uscita fuori dal delirio di un mescalinomane...); non hanno istruzioni di alcun tipo. I nostri eroi sono due ragazzi morti sotto il treno della metropolitana dopo aver salvato un barbone, una tettona suicida (non sono io volgare: Gantz si riferisce a lei semplicemente con il nome "Tette") alle prese con un cane buongustaio (scoprite voi perché...) appartenuto probabilmente ad un'impiegata o ad una segretaria (così dicono...) e... bhè un po' tutta questa e quella umanità. L'importante è raggiungere i 100 punti! Avete capito qualcosa? Niente? Esatto!!!! :D
TECNICA: Gantz è prodotto tecnicamente trascurabile, (fatta eccezione per le tette ben animate di una dei nostri tre eroi) dal tratto anni '80, dalla CG oggettivamente brutta e fatta male e dall'animazione altalenante; se la tecnica fosse stata all'altezza della trama e del suo sviluppo avrebbe meritato un 10...
MUSICHE: La opening "Super Shooter" è un must! Anche qualche BGM merita di essere citata, ma per il resto il prodotto non brilla particolarmente;
EPISODI SUBBATI: Buon lavoro svolto dai bravi fansubber (uno dei miei gruppi preferiti); purtroppo pare che la subbatura sia bloccata al 14mo episodio (il 15mo l'ho visto subbato in inglese).

isodaites

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isodaites

Episodi visti: 6/26 --- Voto 9
Come gran parte degli anime che ho visto, i disegni non sono proprio il massimo... in qusti particolari oav le inquadrature vagano senza sosta qua e là... potrebbero non piacere a tutti... ma fatta l'abitudine devo dire che ci si rende subito conto dell'originalità dell'anime... i pensieri sono trattati come fossero dialoghi normali senza creare confusione...! Inoltre la psicologia dei personaggi è attentamente studiata, il profilo mentale del ragazzo medio è messo in luce anche nei suoi aspetti più macabri. Insomma... guardatelo tenendo conto che gli alieni e le sparatorie sono solo la crosta superficiale di questa serie... (tengo presente che non ho la più pallida idea di come sia il manga)!!!

onizuka80

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onizuka80

Episodi visti: 26/26 --- Voto 8
Questo anime è tratto dall'omonimo manga ancora in corso di pubblicazione in giappone, dove ha raggiunto al momento quota 227cap. L'anime rispecchia fedelmente la trama del manga fino all'incirca il 20° episodio per poi inventarsi un finale che a mio modo di vedere è assolutamente incomprensibile e che non spiega assolutamente niente. Per cui ad un anime che poteva meritarsi punteggio pieno mi vedo costretto a dare un 8 per il finale. Gantz (sia l'anime che il manga) è caratterizzato da molte scene violente ed alcune di sesso per cui è consigliato ad un pubblico maturo. Consiglio vivamente, se vi piace il genere, di leggere il manga (edito in italia da un'importante casa editrice) perchè esprime il meglio di sé proprio nei capitoli successivi alla trama dell'anime.

Withif

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Withif

Episodi visti: 8/26 --- Voto 9
Un anime crudo ed esplicito, l'idea di fondo sembra essere stata molto influenzata da matrix ma che viene esaltata dalle scene crude e dai personaggi magnificamente caratterizzati, come Kei-chan il tipico ragazzo di 15 anni che vuole provare la vita sino in fondo, anche nei suoi lati negativi ma vuole viverla sino alla fine. In ambito di grafica devo dire che nella prima puntata la scena della testa che viene tranciata dal treno e' fatta abbastanza male ma poi a seguire con le puntate mi pare di non aver riscontrato altre "stranezze". quello che rende Ganzt diverso dalla sua controparte cartacea e' l´accentuazione dei pensieri negativi della gente e di Kei-chan che mostrano il mondo piu´ crudo di quanto l'autore non ha mostrato nel fumetto.
Consiglio vivamente di vedere questo cartone perche' dire che questo anime ha una trama da film e' riduttivo e se continuo a scrivere questa recensione potrei .

Nexus

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Nexus

Episodi visti: 3/26 --- Voto 7
Non avendo letto il fumetto non posso giudicare la qualità della trasposizione animata,ma una cosa che mi ha colpito(in negativo) è stata l'eccessiva lentezza di alcuni momenti d'azione,che si potevano risolvere in poki secondi...per il resto, se amate lo SPLATTER e i movimenti di macchina vertiginosi(e i piani sequenza) vi consiglio vivamente questo anime che lascia spazio anke per una storia che,seppur surreale,è alquanto originale ed eclettica.(interessante la caratterizzazione del protagonista con i capelli marroni)

KoNz

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KoNz

Episodi visti: 5/26 --- Voto 8
Gantz è un trash spettacolare. Sulle prime ero dubbioso a riguardo, poi dopo il tocco di stile che è l'alieno cipolla (parliamone), degno di Tarantino, ho capito quanto in realtà sia bello quest'anime che tramite anche (ma non solo) una regia geniale riesce a creare un'atmosfera angosciante. Ritmo meraviglioso insomma. Un altro dei punti forti di Gantz è sicuramente la caratterizzazione dei personaggi: Kei è una merda come pochi sanno essere, ma in fondo chi non ha mai avuto un pensiero sporco del genere? Per non parlare di Kato che con la sindrome del super-eroe è spassosissimo... e Kei che beh, viene leccata dal cane... ho detto tutto (non tutto ma non vorrei rovinare la sorpresa a chi ancora non l'ha scaricato) :p
Vi darò le mie cipolle...