Durante il Japan Matsuri di Bellinzona, in Svizzera, il meraviglioso festival della cultura giapponese, ricco di workshop, incontri, eventi, conditi da tanto street food, artigianato, pitture che fanno respirare la tradizione e il Giappone più autentico, abbiamo avuto modo di incontrare la celebre maestra Yumiko Igarashi. Sono moltissimi gli appassionati cresciuti tra le sue opere, come Candy Candy e Georgie e ringraziano l'organizzazione, ancora una volta impeccabile, del Japan Matsuri, per averci dato questa straordinaria opportunità.
Vi trascriviamo l'intera intervista ringraziando anche l'interprete Edoardo Serino.
Buongiorno, maestra Igarashi, e grazie innanzitutto per aver accettato di incontrarci qui al Japan Matsuri di Bellinzona. Per molte persone della mia generazione, i suoi personaggi hanno rappresentato una parte importantissima dell'infanzia e dell'adolescenza. Ma oggi vorrei provare a conoscere non soltanto l'artista che ha creato personaggi così amati, ma anche la persona che c'è dietro quelle pagine: i suoi ricordi, il suo modo di lavorare, il rapporto con i suoi lettori e ciò che ancora oggi la emoziona quando prende in mano una matita. Quindi, se è d'accordo, partirei proprio da un viaggio nel tempo.
Se potesse incontrare per un'ora la Yumiko Igarashi che stava iniziando la sua carriera, cosa le direbbe? E secondo lei, quella giovane Yumiko sarebbe sorpresa nel vedere l'artista che è diventata oggi?
Yumiko Igarashi: Di me non è cambiato molto, purtroppo (ride). Sono una bambina che è diventata adulta. Ho sempre il cuore di una bambina. L'unica cosa che vorrei dire alla Yumiko bambina è di non fumare mai, di non prendere mai in mano una sigaretta. Questo perchè, nella vita, fumando, mi sono rovinata la salute.
Guardando i suoi disegni, colpisce quanto le emozioni dei personaggi siano leggibili anche attraverso pochissimi tratti. Quando disegna un'espressione, parte dall'emozione che vuole comunicare oppure a volte è il disegno stesso a suggerirle quello che sta provando il personaggio? Le è mai capitato che un personaggio assumesse un'espressione diversa da quella che aveva immaginato e che proprio quella diventasse quella definitiva?
Fondamentalmente quando scrivo il name decido quali espressioni avranno i personaggi, però molto spesso mi capita che, disegnando poi la tavola in versione definitiva, il personaggio mi suggerisca di essere disegnato in un altro modo. Se c'è una scena in cui il personaggio urla, ad esempio, mi viene naturale disegnarlo con la bocca spalancata. Quindi direi di sì, a volte è il personaggio stesso a dirmi come dev'essere disegnato.
Nel corso degli anni avrà incontrato moltissimi lettori e lettrici che le hanno raccontato cosa hanno significato per loro i suoi personaggi. Le è mai capitato che il racconto di uno di loro le facesse vedere uno dei suoi stessi personaggi in maniera completamente diversa? C'è una storia raccontatale che ricorda ancora oggi in modo particolare?
Innanzitutto grazie perché avete portato alla luce questa verità. Ogni volta che incontro i fan, ogni volta che parlo con loro, effettivamente mi raccontano spesso delle emozioni che trasmettono loro i miei personaggi. Tuttavia mi sono sempre ritrovata con quello che mi raccontano e con quello che pensano. Quindi non ho un ricordo particolare di questo.

Lei ha raccontato storie per generazioni di ragazze molto diverse tra loro. Se oggi dovesse creare una nuova protagonista per una quindicenne del 2026, quale pensa che sarebbe la sua più grande difficoltà? E quale sarebbe invece il suo sogno?
Se fossi più giovane mi piacerebbe disegnare un personaggio che abbia a cuore le problematiche attuali, ad esempio il cambiamento climatico, una sorta di Greta Thumberg. Questo personaggio avrebbe a cuore anche gli animali, perché ci sono molte specie a rischio di estinzione. Quindi mi piacerebbe creare appunto un personaggio che si batte per questi temi.
Pensa che una ragazza di oggi abbia ancora bisogno, come le protagoniste delle sue storie, di un grande sogno da inseguire?
Si assolutamente. C'è ancora bisogno di questo. Tutti hanno bisogno di un sogno da inseguire.
Ha disegnato migliaia di tavole nel corso della sua carriera. Esiste una singola vignetta che, quando la rivede ancora oggi, le fa tornare immediatamente alla mente il momento della sua vita in cui l'ha disegnata?
L'anno prossimo saranno sessant'anni da quando sono diventata mangaka professionista. Ho disegnato così tanto che al momento non mi viene in mente molto. Se dovessi scegliere un momento particolare quello che sceglierei riguarda l'ultimo capitolo di Candy Candy. L'ultima grande illustrazione presente all'interno di quel capitolo. Quando ho scritto il name avevo già in testa come avrei dovuto illustrarlo e come sarebbe dovuto risaltare. Quella tavola l'ho disegnata velocemente ma tutt'ora la ricordo benissimo e ce l'ho molto a cuore.
La ringraziamo davvero, maestra Igarashi. Credo che per molte persone qui presenti sia un momento speciale poter incontrare dal vivo l'artista che ha dato vita a personaggi che, anche a distanza di tanti anni, continuano a vivere nella memoria e nel cuore di così tanti lettori. E forse è proprio questo uno dei grandi misteri delle storie: noi pensiamo di essere noi a ricordare i personaggi, ma a volte sono loro a rimanere con noi e ad accompagnarci per tutta la vita. Grazie per aver condiviso con noi una parte dei suoi ricordi e della sua esperienza. È stato un grande piacere incontrarla.
Grazie mille a voi.
Vi trascriviamo l'intera intervista ringraziando anche l'interprete Edoardo Serino.
Buongiorno, maestra Igarashi, e grazie innanzitutto per aver accettato di incontrarci qui al Japan Matsuri di Bellinzona. Per molte persone della mia generazione, i suoi personaggi hanno rappresentato una parte importantissima dell'infanzia e dell'adolescenza. Ma oggi vorrei provare a conoscere non soltanto l'artista che ha creato personaggi così amati, ma anche la persona che c'è dietro quelle pagine: i suoi ricordi, il suo modo di lavorare, il rapporto con i suoi lettori e ciò che ancora oggi la emoziona quando prende in mano una matita. Quindi, se è d'accordo, partirei proprio da un viaggio nel tempo.
Se potesse incontrare per un'ora la Yumiko Igarashi che stava iniziando la sua carriera, cosa le direbbe? E secondo lei, quella giovane Yumiko sarebbe sorpresa nel vedere l'artista che è diventata oggi?
Yumiko Igarashi: Di me non è cambiato molto, purtroppo (ride). Sono una bambina che è diventata adulta. Ho sempre il cuore di una bambina. L'unica cosa che vorrei dire alla Yumiko bambina è di non fumare mai, di non prendere mai in mano una sigaretta. Questo perchè, nella vita, fumando, mi sono rovinata la salute.
Guardando i suoi disegni, colpisce quanto le emozioni dei personaggi siano leggibili anche attraverso pochissimi tratti. Quando disegna un'espressione, parte dall'emozione che vuole comunicare oppure a volte è il disegno stesso a suggerirle quello che sta provando il personaggio? Le è mai capitato che un personaggio assumesse un'espressione diversa da quella che aveva immaginato e che proprio quella diventasse quella definitiva?
Fondamentalmente quando scrivo il name decido quali espressioni avranno i personaggi, però molto spesso mi capita che, disegnando poi la tavola in versione definitiva, il personaggio mi suggerisca di essere disegnato in un altro modo. Se c'è una scena in cui il personaggio urla, ad esempio, mi viene naturale disegnarlo con la bocca spalancata. Quindi direi di sì, a volte è il personaggio stesso a dirmi come dev'essere disegnato.
Nel corso degli anni avrà incontrato moltissimi lettori e lettrici che le hanno raccontato cosa hanno significato per loro i suoi personaggi. Le è mai capitato che il racconto di uno di loro le facesse vedere uno dei suoi stessi personaggi in maniera completamente diversa? C'è una storia raccontatale che ricorda ancora oggi in modo particolare?
Innanzitutto grazie perché avete portato alla luce questa verità. Ogni volta che incontro i fan, ogni volta che parlo con loro, effettivamente mi raccontano spesso delle emozioni che trasmettono loro i miei personaggi. Tuttavia mi sono sempre ritrovata con quello che mi raccontano e con quello che pensano. Quindi non ho un ricordo particolare di questo.

Lei ha raccontato storie per generazioni di ragazze molto diverse tra loro. Se oggi dovesse creare una nuova protagonista per una quindicenne del 2026, quale pensa che sarebbe la sua più grande difficoltà? E quale sarebbe invece il suo sogno?
Se fossi più giovane mi piacerebbe disegnare un personaggio che abbia a cuore le problematiche attuali, ad esempio il cambiamento climatico, una sorta di Greta Thumberg. Questo personaggio avrebbe a cuore anche gli animali, perché ci sono molte specie a rischio di estinzione. Quindi mi piacerebbe creare appunto un personaggio che si batte per questi temi.
Pensa che una ragazza di oggi abbia ancora bisogno, come le protagoniste delle sue storie, di un grande sogno da inseguire?
Si assolutamente. C'è ancora bisogno di questo. Tutti hanno bisogno di un sogno da inseguire.
Ha disegnato migliaia di tavole nel corso della sua carriera. Esiste una singola vignetta che, quando la rivede ancora oggi, le fa tornare immediatamente alla mente il momento della sua vita in cui l'ha disegnata?
L'anno prossimo saranno sessant'anni da quando sono diventata mangaka professionista. Ho disegnato così tanto che al momento non mi viene in mente molto. Se dovessi scegliere un momento particolare quello che sceglierei riguarda l'ultimo capitolo di Candy Candy. L'ultima grande illustrazione presente all'interno di quel capitolo. Quando ho scritto il name avevo già in testa come avrei dovuto illustrarlo e come sarebbe dovuto risaltare. Quella tavola l'ho disegnata velocemente ma tutt'ora la ricordo benissimo e ce l'ho molto a cuore.
La ringraziamo davvero, maestra Igarashi. Credo che per molte persone qui presenti sia un momento speciale poter incontrare dal vivo l'artista che ha dato vita a personaggi che, anche a distanza di tanti anni, continuano a vivere nella memoria e nel cuore di così tanti lettori. E forse è proprio questo uno dei grandi misteri delle storie: noi pensiamo di essere noi a ricordare i personaggi, ma a volte sono loro a rimanere con noi e ad accompagnarci per tutta la vita. Grazie per aver condiviso con noi una parte dei suoi ricordi e della sua esperienza. È stato un grande piacere incontrarla.
Grazie mille a voi.
Un manga per Greta Thumberg . LOL
Peccato che sia vecchia, mi sarebbe piaciuto leggere un suo manga su un personaggio alla Greta Thumberg.
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