Per giorni il settore videoludico ha discusso di una domanda senza risposta ufficiale: perché una veterana con oltre vent’anni in Microsoft ha lasciato l’azienda dopo soli tre mesi nel ruolo di prima COO nella storia di Xbox? Ora Helen Chiang ha deciso di parlare, con un post intitolato “Clarity is Kindness”.

Helen Chiang rompe il silenzio: «Non sono stata licenziata per ciò che si dice»
La notizia è arrivata il 23 ottobre con un memo interno della CEO di Xbox, Asha Sharma, riportato da The Verge. Il messaggio era brevissimo: Chiang lasciava Microsoft quel giorno, con un ringraziamento per gli anni di servizio. Chiang aveva lavorato per l’azienda oltre 21 anni e per più di un decennio aveva contribuito a guidare la divisione Minecraft. Interpellata sul caso, la responsabile comunicazione di Xbox ha risposto che l’azienda non commenta questioni di personale. Nel vuoto di informazioni sono comparsi resoconti secondo cui Chiang sarebbe stata allontanata per presunte violazioni delle policy aziendali, mentre Microsoft, secondo altre testate, non ha reso pubblico alcun motivo.

Nel suo post Chiang dice che il silenzio non va scambiato per un’ammissione e che il quadro che si è diffuso di lei le sembra irriconoscibile. Poi procede per punti:

La prima smentita riguarda la stampa: afferma di non aver mai passato informazioni riservate ai giornalisti e di aver parlato solo nelle interviste autorizzate dall’azienda, incluse quelle richieste nell’ultima settimana per avere la sua versione.
La seconda riguarda la concorrenza. Chiang scrive di non aver lasciato Xbox per passare a un rivale e spiega che dopo vent’anni in un’azienda si sviluppa una lealtà profonda verso le persone e i team costruiti insieme. Il suo obiettivo, dice, era continuare a costruire lì.
La terza è la più pesante: nega discriminazioni, bullismo, molestie, insider trading, appropriazione indebita o altre frodi. Rivendica sia i risultati ottenuti sia il modo in cui ha trattato le persone, e dice di non voler lasciare che le speculazioni cancellino il suo percorso.
La quarta riguarda l’ambizione. Chiang respinge l’idea di essersene andata perché le era sfuggito un incarico più importante. Racconta che, dopo aver avuto figli, ha ripensato il proprio modo di intendere carriera e successo, e che l’ultimo colloquio di lavoro risale al 2011. A suo dire, i ruoli successivi sono arrivati grazie a reputazione e risultati. Quello di COO non l’aveva chiesto: era stato creato a luglio e lei vi era stata promossa.

Il passaggio più delicato è quello in cui Chiang non entra nei dettagli ma lascia intendere che il problema sia altrove. Scrive di credere in equità e responsabilità, e che questi standard hanno senso solo se applicati con coerenza. Aggiunge di avere «serie preoccupazioni» su come siano stati applicati nel suo caso e che meritino di essere considerate con attenzione. Non specifica quali siano, e non dice se intenda avviare iniziative formali.

La vicenda cade in un periodo agitato per la divisione. Dopo l’uscita, le sue responsabilità sono state divise temporaneamente tra altri dirigenti, e si parla di possibili nuovi licenziamenti a Xbox tra novembre e gennaio. Alcune testate hanno notato la coincidenza con le notizie sui costi di Gears of War: E-Day, ma precisano che non esiste alcun legame accertato con l’uscita di Chiang.
 
Messaggio Sponsorizzato

Se il nostro articolo vi ha fatto venire voglia di acquistare un gioco della saga, vi consigliamo Gears of War: E - Day in forte sconto su Instant Gaming.