Nuovo appuntamento con la rubrica dedicata alle recensioni su anime e manga, realizzate degli utenti di AnimeClick.it.

Ricordiamo che questa rubrica non vuole essere un modo per giudicare in maniera perentoria i titoli in esame, ma un semplice contesto in cui proporre delle analisi che forniscano, indipendentemente dal loro voto finale, spunti interessanti per la nascita di discussioni, si auspica, costruttive per l'utenza.

Opere d'avventura ma anche contenenti un certo lato fiabesco e fantastico terranno banco quest'oggi nella rubrica.
In successione abbiamo l'anime Kenji to Haru, il manga Aventurier di Christophe Kourita e il recente Fractale.

Per saperne di più continuate a leggere.


7.0/10
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Nessuno ha ancora recensito questo piccolo gioiello? Peccato, perché è un’autentica boccata di aria fresca. Mediometraggio sui sessanta minuti, Kenji no haru (“la primavera di Kenji") è una rievocazione fantastica e molto delicata della vita dello scrittore, poeta e agronomo Kenji Miyazawa (1896-1933), considerato il più grande autore di racconti per bambini della sua epoca (in parte tradotti anche nelle principali lingue europee) e tipico intellettuale cosmopolita del Giappone di inizio novecento.
In un universo quasi interamente felinizzato - più un orso e qualche cane - Kenji si muove come un impacciato, generoso, affascinante idealista che dopo essersi sottratto all’orbita della famiglia di prestatori tenta la fortuna in letteratura, insegna in un liceo, torna all’agricoltura e muore di tubercolosi sperimentando con le sue mani nuovi metodi di coltivazione, tutti dettagli storicamente esatti.

La regia di questo breve e intenso lavoro oscilla continuamente tra la narrazione e la pura e semplice fantasmagoria, nutrita di immagini intense tratte dal mondo delle opere di Kenji, come il treno della Via Lattea, la fusione di poesia e scienze naturali, l’utopismo sociale ecc. La qualità dei disegni e delle animazioni non è certo il piatto forte, ma per una volta la cosa è del tutto indifferente, e la ricchezza, la varietà e la sobrietà della fantasia visiva degli autori compensano di larga misura i possibili difetti.
Kenji no Haru è una piccola esperienza che non cambia la vita ma lascia comunque il segno. Scopritelo.



10.0/10
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La mia recensione sarà volutamente breve; una rapidissima panoramica volta ad invogliare i (purtroppo) pochi che visiteranno la pagina di questo immenso fumetto.

Come si evince dalla differenza tra nome e cognome, l'autore Christophe Kourita, pur avendo origini francesi, è cresciuto in Giappone, ed è tornato più volte al suo paese d'origine per collaborazioni e lavori sempre a carattere fumettistico. Per questo motivo di base, lo stile di Kourita oscilla tra il fumetto orientale e il fumetto occidentale, ovviamente con chiare influenze in particolare di quello d'oltralpe.

Il volume (unico) è composto da diverse storie che, pur avendo tutte come tema di base l'avventura, hanno origini e sviluppi completamente differenti l'una dall'altra. Essendo differenti tra loro, le tematiche trattate sono anch'esse a carattere vario e, sebbene talvolta (per non dire spesso) arrivino quasi a congiungersi e ad avvicinarsi tramite punti in comune, in maniera del tutto diversa attirano l'attenzione del lettore, per cercare di spingerlo a riflettere su esse. Gli spunti su cui pensare, su cui immaginare, su cui porsi molte domande, sono molteplici e di grande rilevanza.

L'immaginazione e la fantasia; questo si pensa sin dalle primissime pagine. Ed è inevitabile che sia così, vista l'incredibile mole di personaggi bizzarri, di situazioni stravaganti e di luoghi magici, fiabeschi, talvolta terrificanti, talvolta da sogno: Kourita in questo è un maestro. Pesci che camminano, esseri giganteschi e castelli sono solo un minuscolo esempio di quello che vi aspetta tra le 300 pagine che compongono Aventurier. E i disegni aiutano, eccome! Semplici e occidentali, ma con vistosi tratti manga, aprono sovente a paesaggi da lasciare a bocca spalancata, ambientazioni in cui i dettagli sono sempre ricercati e godibili.

Non solo allegria, ma anche morte; non solo sogni, ma anche paure. Questo è Aventurier.
Ve lo consiglio vivamente, se avete voglia di fare un bel viaggio con la fantasia; investite (e non spendete) questi 10 euro, e vi porterete a casa una grande opera: ci sarà pure un motivo se è stata perfino consigliata dal maestro Jiro Taniguchi, no?



10.0/10
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Il mondo ormai non ha più problemi. Grazie al sistema Fractale, infatti, ogni essere umano può vivere per sé, libero da ogni legame, sicuro che avrà sempre ciò di cui ha bisogno, che sia cibo, spese mediche o quant'altro. Clain, ragazzo che si potrebbe definire quasi orfano perché i genitori preferiscono stare in giro piuttosto che prendersi cura di lui, è un tipo un po' anormale: ama le vecchie tecnologie, ha una casa propria e preferisce una vita più "normale" rispetto a quelle cybernetiche delle altre persone.
Un giorno incontra Phryne, una solare ma misteriosa ragazza che, dopo avergli affidato uno strano oggetto, scompare. Ma, quando Clain scopre che dentro quell'oggetto si celava una specie di "avatar virtuale" di nome Nessa, le cose cominciano a complicarsi. Da qui la trama si dipana, inserendo nuovi personaggi e, pian piano, svelando tutti i misteri di una società utopica che non è affatto perfetta.

Le animazioni mi sono piaciute, il character design pure, le OST erano piacevoli e ho trovato il tutto molto ben fatto, ma è la storia che mi ha affascinato di più. Perché Fractale non è un futuro molto lontano, perché già adesso le persona stanno lentamente cominciando a cambiare e quest'anime, questo viaggio di Clain alla scoperta degli errori di un mondo perfetto, questa sua crescita interiore, mi hanno affascinato. I personaggi mi son piaciuti molto, anche grazie al lavoro dei doppiatori che ho ritenuto ottimi. Anche le ambientazioni così tranquille, lontane da una qualsiasi idea "futuristica", mi sono piaciute.

Questo è un anime da vedere con tutti se stessi. Non aspettatevi l'Originalità fatta persona. Non aspettatevi contenuti fighi. Non credete che qui troverete un facile sbocco per i vostri pensieri pseudo profondi. Guardatelo e basta, e cercate di riflettere mentre lo seguite, di pensare in modo limpido e chiaro a cosa può significare quest'opera. Lo so, sono largo di voti, molto largo, ma il dieci non lo do spesso, e per me quest'anime, il dieci, lo merita.