Non possiamo pretendere di sapere sempre cosa sia meglio per noi. Capita spesso di sentire la propria vita andare a rilento ma di non comprendere davvero cosa stia succedendo, gli studi riescono a proseguire, fai lo stretto necessario per mantenere uno standard di decoro e per tirare avanti... ma è davvero abbastanza? Sei sicuro di non aver bisogno nella tua vita di un terremoto che possa aprirti gli occhi e farti comprendere che, forse, c’è molto di più che ti attende?

Magari… una kōhai che decide di stravolgere la tua esistenza e il tuo quotidiano?

Uzaki-chan wa Asobitai! è un anime che è stato trasmesso nella stagione estiva del 2020, trasposizione del manga omonimo di Take, una commedia romantica slice of life che ha fatto discutere molto ma non per i motivi adatti, quindi trovo necessario dare un po’ di giustizia a quest’opera tanto divertente quanto dolce. Sia il manga che l'anime sono inediti in Italia, ma ricordiamo che di quest'ultimo è stata già annunciata la seconda stagione.

Uzaki ha le tette molto grosse.
 
Detto subito, perfetto, ora possiamo andare oltre.
 
sugoi dekai
 
Uzaki-chan vuole… giocare!
 
Sakurai è un universitario tranquillissimo, anche fin troppo, che a causa del suo sguardo perennemente truce viene scambiato da chiunque per un poco di buono; a lui non interessa nulla del pensiero degli altri, vorrebbe solo una vita semplice e gozzovigliare a più non posso. Penso che sia abbastanza facile identificarsi con il nostro protagonista, un universitario come tanti che vuole solo frequentare le sue lezioni, fare il suo lavoro part time e concludere la giornata giocando ai videogames in ogni momento libero. Lui non è triste, anzi è soddisfatto di come stia andando la sua vita... ma c’è qualcuno che non è d’accordo.

Colei è Hana Uzaki, ex compagna di liceo di Sakurai e sua kōhai anche all'università, entrambi ex membri del club di nuoto (sì, Uzaki era ovviamente la manager, figuriamoci se potesse essere un membro del club). Andando avanti con gli episodi scopriremo come lei all’epoca fosse una ragazza molto più timida rispetto a come sia adesso e che fu proprio il suo senpai ad aiutarla, inconsapevolmente o meno. Uzaki è abbondante in tutto, sempre sull’orlo di superare ogni limite ma con un cuore molto grande, ha dei modi di fare piuttosto infantili e non si rende mai conto di parlare a sproposito ma in lei non c’è mai nemmeno un filo di cattiveria o malizia. Solo tanta idiozia.

Il manga di Take fa parte, insieme a Takagi-san e Nagatoro per rimanere nello stesso periodo, di quel gruppo di opere nelle quali una coppia non ufficiale si frequenta di continuo ma il ragazzo subisce le angherie della ragazza, tra varie lamentele più o meno reali, ma tanto tutti noi lettori sappiamo già come finirà tra di loro. Siamo sicuri però che Uzaki sia davvero così fastidiosa? Sì ma anzi no.
 
uzaki-chan and senpai

Uzaki è sicuramente fastidiosa nell’accezione più pura del termine: una persona che ti sta sempre appresso non lasciandoti giorni liberi può venire a noia, non si mette in dubbio quanto possa risultare eccessiva per tantissimi ragazzi… ma non per Sakurai! Questo bravo ragazzo magari non si risparmia lamentele (ammettiamolo, non così convincenti) ma episodio dopo episodio palesa sempre di più quanto stia bene con la sua kōhai, in un crescendo di emozioni che coinvolgeranno sempre di più gli spettatori (tra i quali includiamo anche i loro "amici", tutti a bordo di questa ship).

Per comprendere a pieno la storia trovo fondamentale sottolineare che Uzaki abbia passato un anno intero ad osservare il senpai da lontano: è diventata “insopportabile” solo a partire dal secondo anno di università, proprio con l’intenzione di aiutare il ragazzo che rispetta così tanto e che, apparentemente, non ha né amici né vita sociale, vittima della propria pigrizia.

Inverno. Primavera. Estate. Autunno. Un anno passato continuamente da solo: NON VA BENE COSÌ! Sì, ognuno è libero di passare il proprio tempo nel modo in cui preferisce, però perché perdere delle esperienze, lasciare che tutto ti scorra davanti mentre osservi inerme il passare delle stagioni? Uzaki rivoluzionerà la vita del senpai, all'inizio obbligandolo un po' (ma parliamo di una ragazzina tanto chiassosa quanto inerme) ma in poco tempo diventerà sempre di più un elemento insostituibile della sua vita, arrivando a cucinare per lui e ad essere sempre presente in casa sua. Una vera coppietta di piccioncini che non si rende ancora conto di esserlo.
 
uzaki-chan wa asobitai!

Le loro giornate non saranno mai monotone, scandite da giochi e prese in giro continue da parte della ragazza, che come detto sono solo sintomo di dolce stupidità. Certo, non mancano le gag a tema tettonico, e del resto è difficile nascondere le forme più che abbondanti della protagonista. Trattasi però di una forma di fanservice più demenziale che pruriginosa, gag che sicuramente non brillano per inventiva ma che allo stesso tempo non intaccano lo spirito della serie; a dirla tutta gli sketch che ho reputato più “intriganti” sono le scene nelle quali è presente la madre di Uzaki (uguale alla figlia ma con un aspetto più maturo), la quale è vittima di una serie di fraintendimenti che i bravi disegnatori di doujin hentai non si son lasciati scappare. Ara ara~ a voi.

Spassosi, ma pochi, i personaggi secondari. Ovvero i due proprietari, padre e figlia, del café dove i protagonisti lavorano part-time, così come il forse unico amico del protagonista, Sakaki. Quel che li rende speciali è il loro rompere in un certo qual modo la quarta parete, ponendosi come spettatori delle disavventure dei due protagonisti; loro, proprio come noi, sono ben consci che l’unico epilogo possibile è quello di vedere questi due sventurati mettersi insieme ed, esattamente come noi spettatori, hanno chiaro che siano proprio i due protagonisti gli unici a non essersi accorti dei propri sentimenti. La ragazza e Sakaki, seppur con approcci molto diversi, cercano quindi di assecondare l’inevitabile.

La famiglia Asai ama osservare in disparte: la figlia a volte perde le staffe rimproverando Uzaki per la sua tontaggine, ma di fatto assume il ruolo dello spettatore medio, spesso frustrato da queste situazioni che si evolvono troppo lentamente; il bel Sakaki decide invece di accelerare le cose tra i due mettendoci il suo zampino, creando situazioni particolari e ridendo alle spalle di tutti… sono sicuro che spettatori così non manchino affatto. Come bonus abbiamo il gattone che insegue la coppia in ogni dove, e sono ormai iconiche le sue espressioni ogni volta che tra i due succede qualcosa che potrebbe far evolvere il loro rapporto.

uzaki-chan wa asobitai!

Uzaki-chan vuole… che non litighiate!
 
Come già detto nella prefazione, quel che mi ha spinto più di ogni altra cosa a scrivere questa recensione è stato come l'anime, in questi mesi, sia divenuto oggetto di discussioni che nulla avessero a che fare con la sua qualità effettiva, perciò ho trovato più che essenziale esaltare i suoi pregi. Ora magari facciamo un punto conclusivo su queste diatribe: come può un anime così leggero generare tutta questa discordia?

Conosciamo tutti la polemica che è arrivata in concomitanza con i primi episodi, con spettatori perlopiù americani che hanno criticato fortemente l’aspetto estetico della ragazza, definendolo “inverosimile” e alcuni addirittura offensivo; ne parlammo QUI e troverei inutile dedicargli ancora spazio. Quel che vorrei fare, però, è parlare brevemente di un altro evento che fece clamore un anno fa, così che chiunque non conosca questo manga possa farsi un'idea più che completa di ogni cosa tramite questa recensione.

Uzaki-chan venne scelta come mascotte dalla Croce Rossa giapponese nel 2019 (immagine in galleria), con tanto di poster promozionali nella stazione di Shinjuku e prelievi fatti pure durante il Comiket 97. Molti criticarono questa scelta definendolo un personaggio “ultra sessualizzato”, come se questo fosse un qualcosa di svilente per un’attività così pura. L’autore ha tenuto a precisare quanto fosse importante per lui partecipare e aiutare la Croce Rossa, in quanto lui stesso fu salvato dai soccorritori durante il Grande Terremoto di Kobe del 1995, nel quale quasi rimase sepolto vivo dalle macerie. Cliccate QUI per leggere il tweet dove il mangaka parla di tutto ciò.

Alla fine, la Croce Rossa sospese anzitempo la campagna causando un calo drastico nelle donazioni di sangue, ma quest’anno non solo è stata annunciata una nuova campagna (in realtà già programmata all’epoca della prima) ma quest'ultima ha avuto ancora più spazio della precedente.

Spero che possiate godervi quest'opera esclusivamente per quel che mostra: non vorrebbe mai essere più di una leggera commedia e sarebbe meglio criticarla soltanto per i suoi contenuti, non per situazioni estranee al lavoro del mangaka o dello staff dell'anime. 

E poi dai... non vale la pena litigare con Uzaki-chan, anche perché tanto vince sempre lei!
 
uzaki-chan wa asobitai!
 
Uzaki-chan vuole…?

Qualsiasi cosa si possa dire su questa serie io non posso nascondere di esserne ammaliato. Tutti abbiamo un nostro personale punto di vista rispetto a come debba essere il proprio partner, in che modo vivere le relazioni e su cosa sia davvero romantico, ovvio, però quest'opera riesce a toccare qualcosa nel cuore. Vedere una coppia simile crescere lentamente, flirtare inconsapevolmente e passare così tanto tempo insieme può davvero alleviare le proprie pene quotidiane.

Uzaki sarà pure eccessiva ed energica fino allo sfinimento ma è palese, ripetiamo, quanto Sakurai apprezzi la sua vicinanza; l’elemento romantico è infatti quello in assoluto più sottovalutato quando si parla di questo anime. I momenti di estrema dolcezza tra i due protagonisti non sono così frequenti ma riescono a prendersi tutta la scena: episodio dopo episodio questi i due amici speciali saranno sempre più vicini riuscendo anche a dimostrare, in rare occasioni, una certa maturità che ci ricorda che comunque parliamo di ragazzi universitari. Sakurai non si farà problemi a mettersi col cuore in mano per migliorare l’umore di Uzaki; lei stessa, pur sembrando forse una bambina, sa in realtà usare la maliziosità adatta per mettere alle spalle il buon senpai (per quanto non sia per nulla pronta a subirne le conseguenze).

Magari inizierete i primi episodi attratti dalle tette ma non sorprendetevi se vi ritrovaste a rimanere attratti dalla dolcezza del loro rapporto. Non fatevi influenzare da primissime impressioni: se apprezzate le romcom non avete motivo per scappare di fronte a loro. Infine, vi invito a guardare QUI il video dove i doppiatori dei due protagonisti scoprono l’annuncio del sequel, come si può non voler loro bene?

Uzaki-chan vuole… il senpai? Io direi di sì, senza particolari problemi, per quanto potrebbe ancora non essersene accorta. Ma credo che vorrebbe anche che tutti provassero quel che prova lei, che tutti riuscissero a comprendere quando tirare il freno nella propria vita e quando prendere sul serio i propri doveri… ma anche quanto è importante stare accanto a una persona che non vuole fare altro che passare del tempo con te.
 
uzaki-chan wa asobitai!