Alzi la mano chi conosce la piccola cittadina di Chichibu, un ridente e rustica località a circa due ore a nord-ovest di Tokyo?
Penso pochi di voi lo faranno ma scommetto che i primi minuti di questo film vi regaleranno un forte senso di dejàvu alla vista di determinati paesaggi e soprattutto di un ponte che in molti riconosceranno credo all'istante: è quello di Anohana!
 


Non è un caso quando ci sono di mezzo il regista Tatsuyuki Nagai, la sceneggiatrice Mari Okada e il character designer Masayoshi Tanaka. Stiamo parlando dell'ultimo film portato qui da noi da Anime Factory e arrivato con il titolo di "A te che conosci l'azzurro del cielo" che non è una reinterpretazione nostalgica di stampo mediasettiano, come simpaticamente avevo pure io detto in una live su Twitch, ma bensì la traduzione del titolo giapponese, che a livello internazionale è noto come Her Blue Sky. Detto che il titolo non è affatto casuale, ma ne parleremo dopo, non possiamo appunto non fare caso che il trio di artisti dietro questo film è lo stesso della fortunata serie anime del 2011 che in realtà aveva un titolo molto più lungo: Anohana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno sempre ambientata a Chichibu.
Questo perchè tutti e tre sono originari di quel posto, vi sono legati nel bene e nel male e con quest'ultimo lavoro chiudono proprio quel cerchio iniziato con le avventure di Menma e i suoi amici e proseguito con il film Kokoro ga Sakebitagatterunda del 2015. Questo trio di cui fanno parte Mari Okada ormai lanciatissima sia come regista che come sceneggiatrice e Tanaka, firma riconoscibilissima sui personaggi dopo tanti successi (in primis Your Name.), torna quindi nei luoghi a loro ben conosciuti per un'altra storia di ragazzi a tinte soprannaturali.


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Le tre protagoniste della trilogia di Chichibu 
 
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Opera citazionistica e anche forse un po' autoreferenziale sin dalle prime battute ma anche forse più personale, come loro stessi spiegano nel bel libretto di interviste che possiamo trovare come gradito bonus all'edizione "limited" dell'home video italiano. La fuga dalla provincia alla ricerca del successo nella grande capitale è parte della loro storia reale, assieme al risentimento, ormai superato, per quei luoghi che erano considerati quasi una "prigione" alle loro aspettative.

I tre ora vogliono entrare in una nuova fase della loro vita creativa e forse è giunto il momento di dire addio al fantasma di Chichibu per poter andare avanti, senza dimenticare però appunto da dove si viene, chi si era e quello che si è diventati.
"Her Blue Sky" è quindi incentrato su Akane e Aoi Aioi (Riho Yoshioka e Shion Wakayama, rispettivamente), due sorelle nate a circa 13 anni di distanza. I loro genitori sono morti quando Akane era al liceo, costringendola ad abbandonare i sogni di trasferirsi a Tokyo per crescere Aoi, con grande sgomento del suo ragazzo, il chitarrista rock Shinnosuke che sarà costretto a partire con la sua valigia di sogni ma senza l'amata al suo fianco.

La storia fa quindi un veloce balzo in avanti di 13 anni, Aoi è una liceale ribelle che odia il posto in cui vive e sogna anch'essa la grande metropoli per dar sfogo al suo talento di bassista, mentre la sorella
e vive una vita tranquilla pensando a tirare avanti la casa dove vivono entrambe. La pacifica vita di provincia viene interrotta da un festival musicale che porta a sorpresa di nuovo in città Shinnosuke, ormai disincantato e cinico uomo sulla trentina che è sì un chitarrista ma di una band itinerante di enka: non esattamente la carriera rock che aveva immaginato!
 
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Andare avanti sarebbe un inutile spoiler continuo che rovinerebbe la visione ai più, basti dire che non mancherà l'inevitabile aspetto sovrannaturale che ultimamente piace tanto a una certa cinematografia anime e che sarà essenziale per far sì che i tre protagonisti riescano ad andare avanti lungo il percorso della loro vita, profondamente zavorrato dal peso dei fatti accaduti 13 anni prima.

Dicevo, non si può non giudicare questo film senza una visione d'insieme dei precedenti lavori di questo trio di cui questa pellicola costituisce l'epilogo. Una trilogia con un messaggio che solo chi ha raggiunto la maturità e la consapevolezza è in grado di dare. Una storia di rimpianti e perdite che ci giunge attraverso un'intricata rete di desideri incrociati sempre però con uno sfondo iper realista. Questo anche se appunto l'elemento sovrannaturale non manca e diventa il deus ex machina della storia, con una scena sul finale fin troppo abusata nella recente produzione anime (e che in realtà non piaceva a tutti leggendo il libretto di interviste) che però si fa perdonare con una conclusione pacata, in cui tutto torna e si possono regolare i conti con il proprio passato, senza più far finta di niente, per riuscire a guardare il proprio futuro. Quel cielo azzurro di cui si conosceva l'esistenza pur rimanendo nel buio profondo del proprio "pozzo".
 
 
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Pur non essendo un capolavoro penso davvero che questo sia il miglior film portato fino ad ora da Anime Factory, e per certi versi anche uno dei migliori degli ultimi due anni, forse più di alcuni prodotti arrivati già da noi con le stimmati del "titolone". A metà tra Your Name. e Anohana, forse più tendente per ovvi motivi a quest'ultimo, questo film paga in parte il pegno di arrivare dopo molti titoli con tematiche e trame simili, dando così un senso di poca originalità generale con cui molti ormai vedono questo genere di prodotti. Un peccato.
 
 
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Tecnicamente l'opera è discreta, al chara design conosciutissimo e che appunto vi porterà ad associare i personaggi ad altri delle opere precedenti tra i lavori di Tanaka, va aggiunta l'uso della CG sugli elementi dinamici come auto e mezzi di trasporto. La pellicola segna poi la conferma della giovane popstar Aimyon (Anche se il mondo finisse domani – The Relative Worlds) nella colonna sonora di un anime. La splendida voce della cantautrice è presente nella canzone principale del film e nel brano di chiusura “Aoi”.
I backgrounds, gli sfondi, sono invece lavorati nel classico stile iper realista alla Shinkai, forse in alcuni casi portato all'eccesso: in più di un'occasione i personaggi sembrano muoversi più su delle fotografie che su dei posti tangibili.

L'edizione italiana è curata, la traduzione di Francesco Nicodemo offre sempre una certa garanzia di fedeltà e si fruisce poi anche di un buon adattamento fluido e comprensibile, con la particolarità che Tokyo viene pronunciata in maniera differente da come siamo abituati per una scelta editoriale di Anime Factory. Davvero ottima l'edizione "da collezione" numerata ultra limited che offre Anime Factory sullo stile di quanto già ammirato con "Maquia", davvero molto bello esteticamente ma non solo...
Occhio però al digipack che contiene il blu ray: è davvero "spoileroso" sul retro. Siete avvertiti!
 
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Io personalmente poi ho molto gradito il libretto di 40 pagine con interviste a staff e cast oltre ad altri approfondimenti. Sono questi i contenuti che un fan di anime vuole trovare oggi, davvero interessanti e in grado di dare un ulteriore apporto qualitativo alla semplice visione.

Quindi riassumendo. La Limited Edition in DVD e Blu-ray di A te che conosci l’azzurro del cielo – Her Blue Sky includono i seguenti contenuti extra:

Sequenza titoli textless
Gallery dei cartelli
Original Preview
Trailer cinematografico
4 Card da collezione

Coloro che acquisteranno invece l’Ultralimited Edition Blu-ray (a tiratura limitata e numerata), oltre ai contenuti presenti nelle Limited Edition, troveranno anche:

Un cofanetto Digipack esclusivo
Un book brossurato di 40 pagine con interviste a staff e doppiatori, approfondimenti e gallerie

 


In galleria troverete l'unboxing completo dell'edizione Ultralimited!