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So che sembra una inflazionatissima frase fatta, ma è davvero difficile restare imparziali quando l'oggetto della recensione che si sta scrivendo è un'opera che si ama incondizionatamente. Tuttavia, cercherò di fare del mio meglio, sperando nella vostra comprensione nel caso mi lanciassi in slanci d'eccessivo entusiasmo.

<b>La storia</b>
La vicenda di Beck parte come moltissimi altri manga, con un incipit che sa di già visto e rivisto: abbiamo il classico ragazzino senz'arte né parte, annoiato ed insoddisfatto della propria vita, ma privo dei mezzi per cambiarla, almeno finché un giorno incontrerà qualcuno o qualcosa che lo cambierà per sempre.
Nel caso di Beck, il ragazzino è Yukio Tanaka detto Koyuki, 14 anni passati a domandarsi cosa della sua piattissima vita sia degno di entrare nella sua autobiografia; il qualcuno sono Ryusuke Minami, un 16enne giapponese cresciuto negli USA e solo da poco tornato in patria che si rivelerà essere un chitarrista eccezionale, e Beck, un cane che Koyuki stesso indica come estremamente somigliante al Black Jack di Osamu Tezuka (ma secondo me anche al Frankenweenie di Tim Burton), mentre il qualcosa è ovviamente la musica.
Grazie ad una serie di fortunate circostanze, Koyuki, che fino a quel momento si era limitato ad ascoltare musica pop commerciale, riuscirà prima a stringere amicizia con Ryusuke, rimanendo incantato dalla sua abilità di musicista, poi ad incontrare un bizzarro ex-campione olimpico di nuoto, tale signor Saito, che diverrà, oltre che istruttore di nuoto e datore di lavoro, il primo insegnante di chitarra del ragazzo.
Da qui in poi, be', il come si svolgerà la storia lo immaginiamo tutti, visto che, come ho già detto, il plot è abbastanza comune: sciolto il suo precedente gruppo, Ryusuke metterà in piedi una nuova band, reclutando il bassista più funky del Giappone (Taira Yoshiyuki) ed un rapper davvero carismatico (Chiba Tsunemi); solo in un secondo tempo alla band (che ha intanto preso il nome di Beck, come il cane di Rey) si uniranno il batterista Yuji Sakurai, soprannominato Saku, e Koyuki stesso, che verrà scelto più per le sue indiscutibili doti di cantante che per l'abilità con la chitarra; dopodiché inizierà il lento cammino dei Beck verso il successo, una scalata lunga e difficile, non priva di ostacoli, cadute, risalite e colpi di scena, fino al raggiungimento della vetta.
Tuttavia, per quanto l'impostazione, soprattutto iniziale, della trama possa risultare scontata, l'abilità dell'autore sta proprio nel saper tenere sempre viva l'attenzione del lettore, riuscendo a coinvolgerlo al punto da sentirsi parte integrante della storia, di viverla in prima persona, e tutto questo grazie ai meravigliosi personaggi che ci ha saputo regalare.

<b>I personaggi</b>
I personaggi che popolano la vicenda di Beck sono ragazzi e ragazze assolutamente normali, ed è proprio nella loro normalità che risiede la loro forza più grande. Non hanno super poteri o capacità straordinarie, non sono dei maestri di bravura in tutto quello che fanno (lo stesso Ryusuke, per quanto possa essere abile con la chitarra, ha dei modi di fare spesso alquanto discutibili), hanno pregi e difetti come tutti noi. E soprattutto, crescono come noi.
Prendiamo Koyuki: all'inizio della storia è un ragazzetto timido e imbranato, ma grazie alla musica ed al supporto dei compagni, col tempo acquisirà sicurezza e maturità, al punto da riuscire a stregare intere folle con le sue canzoni. E tutto questo avviene in maniera del tutto naturale, senza stravolgimenti o improvvisi power-up come avviene in altri shonen, ma poco alla volta, tanto che noi stessi ci meravigliamo quando il nostro protagonista dimostra i suoi progressi.
Ma anche gli altri personaggi non sono da trascurare in questo senso, sebbene essi dimostrino quel che sono diventati più sporadicamente rispetto (e grazie, aggiungerei) a Koyuki, nel caso di Rey addirittura solo nel finale: si va dal continuo peregrinare di Taira da una band all'altra alla ricerca di quel sound, di quella "chimica" che lega in maniera indissolubile tutti i suoi componenti, alla ricerca di affermazione personale di Chiba, che sentendosi troppo "normale" in mezzo ai talenti del compagni, scatena conflitti e cerca in tutti i modi di dimostrare a se stesso ed agli altri di valere anche lui qualcosa, o al continuo desiderio di Saku di migliorarsi solo per riuscire ad accompagnare come meritano le canzoni di Koyuki <b>[Attenzione, possibili spoiler]</b> o, infine, alla tanto attesa dimostrazione d'umiltà di Ryusuke nell'ultimo volume, in cui finalmente ammette quanto poco servano il talento ed uno strumento eccezionale se si continuano ad inseguire i sogni degli altri.[Fine spoiler]</b>
In questo manga, però, i protagonisti non risaltano su un mare di personaggi secondari insignificanti e senza spessore: in Beck anche l'ultima delle comparse, magari uno dei componenti delle folle che si accalcano sotto il palco durante i concerti, ha qualcosa da dire: basta un cenno, un'espressione del viso, ed ecco che anch'essa acquisisce una sua umanità del tutto differente da quella degli altri.

<b>I disegni</b>
Nel primo volume, il tratto di Sakuishi è grezzo, ruvido e, in molti casi, volutamente approssimativo, uno stile che ben si presta alle espressioni esagerate dei personaggi durante i numerosi sketch comici che caratterizzano la primissima parte della storia; tuttavia, già a partire dal quinto-sesto volume, notiamo che qualcosa nel modo di disegnare dell'autore sta cambiando, e ne abbiamo la conferma più avanti: le tavole diventano più pulite, il tratto più netto e preciso, molti dettagli che prima sporcavano solo le immagini vengono progressivamente eliminati, mentre aumenta la voglia dell'autore di spettacolarizzare al massimo i momenti in cui i suoi protagonisti si esibiscono, quasi a voler con esse compensare la mancanza della musica, creando così delle tavole a parer mio tra le più coinvolgenti e comunicative che mi sia mai capitato di vedere.
Nel finale, poi, i disegni raggiungono livelli tali che sarebbe stato difficile immaginare all'inizio, tanto che, confrontando il primo e l'ultimo volume, a volte si fa fatica a credere che siano stati disegnati dallo stesso autore.

<b>Un manga sulla musica?</b>
Ok, finora abbiamo riso e scherzato, ma credo che a molti di coloro che ancora non hanno avuto modo di leggere questo manga, il dubbio sia ancora rimasto: come diamine si fa a parlare di musica in un manga?
Io rispondo: semplice, basta avere un autore che la musica l'ama davvero e che sia capace di trasmettere questo amore attraverso ogni singola pagina della sua opera, una storia che non scade mai nel banale, dei disegni da far invidia ai mangaka più blasonati e dei personaggi che più veri non si può.
Certo, spesso anche a me è capitato di crucciarmi all'inverosimile per la mancanza della musica in certi frangenti, ma solo perché le tavole che mi trovavo davanti erano talmente perfette che in quei momenti credevo dovesse essere del tutto naturale che si potesse sentire anche la musica (un po' come il leggendario "Perché non parli?" pronunciato da Michelangelo davanti al suo Mosè).
Un consiglio che posso dare ai lettori che si avvicinano per la prima volta a Beck è di ascoltare, durante la lettura, le proprie canzoni preferite, in modo da calarsi completamente nell'atmosfera che musica e disegno creano ed aggirare così l'ostacolo. Provare per credere.
E se ancora vi sentite scettici a riguardo, allora per il momento mettete da parte il manga e provate a guardare tutto l'anime: forse vi guasterete la trama dei primi 10-12 volumi, ma almeno, grazie all'incredibile colonna sonora, vi farete un'idea della musica che suonano i Beck, e dopo il disarmante ultimo episodio verrete assaliti dalla voglia di sapere come prosegue realmente la storia, cosicché riprenderete in mano il manga, ignorando stavolta il dettaglio dell'assenza del sonoro ed immergendovi completamente nella storia.

<b>L'edizione</b>
Il manga è composto di 34 volumi, editi in Italia da Dynit. L'edizione non sarà forse delle migliori, ma resta comunque nei canoni della casa editrice: sovraccoperta, pagine a colori, carta non troppo bianca che però trattiene bene l'inchiostro e non troppo trasparente, buona rilegatura.
Una nota a parte va al prezzo: all'inizio il manga costava 4,50€, passati però a 6,50€ verso il volume 12 a causa dello scarso successo riscosso (almeno da noi, in Giappone ha venduto milioni di copie) dalla serie, tuttavia pare che le vendite siano state sufficienti perché la casa editrice potesse pubblicare il manga fino alla fine, a differenza di altri manga, dallo stesso editore interrotti dopo pochi volumi e mai più ripresi.

<b>In conclusione</b>
Ritengo Beck un vero e proprio capolavoro, un piccolo gioiello da leggere, vivere e custodire con cura, come si fa con le cose più importanti della vita, perché, fidatevi, la lettura di questo manga vi segnerà e vi farà crescere come solo le grandi opere sanno fare.