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GIOVEDÌ 27 AGOSTO 2026

Recensione


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Trovo curioso notare come la produzione nipponica si sia incentrata, in questi ultimi anni, su produrre storie fantasy dove il protagonista è essenzialmente un membro di supporto, che sia un buffer o, come in questo caso, un guaritore. Inevitabilmente questo tende a partire prevenuti su questa tipologia di opere, e non posso dare torto a chi, davanti all'ennesimo isekai con protagonista uno personaggio di supporto, lo bolli precipitosamente come prodotto scadente. Ma "The Wrong Way to Use Healing Magic" in realtà risulta essere più curato di quel che sembra, e merita di essere recuperato, in attesa della prossima stagione, già annunciata, ma priva di data fissata.

L'intro è abbastanza canonica: abbiamo tre ragazzi liceali, il protagonista Usato, e i due rappresentati Suzune e Kazuki, evocati in un regno fantasy come "eroi", con in dono la capacità di usare una forma specifica di magia. Ma mentre Suzune e Kazuki sono effettivamente gli eroi cercati dal re di questo mondo per difendere il proprio regno, il povero Usato è finito lì praticamente per sbaglio. Eppure, anche Usato ha affinità con un tipo di magia: quella curativa, rarissima e che lo porterà a finire sotto il durissimo allenamento del personaggio più riuscito della serie, Rose.

L'anime è volutamente scanzonato, con diversi momenti pensati per far sorridere e con personaggi abbastanza riusciti, ma sa anche essere abbastanza duro. Sia il protagonista Usato che i due coprotagonisti, Suzune e Kazuki, sono abbastanza ben caratterizzati; Suzune poi è abbastanza peculiare, da ragazza nerd sfegatata e, diciamolo, anche un po' maniaca. Ma a rubare la scena è Rose: comandante della squadra di soccorso, fortissima e dal carattere altrettanto pesante, è semplicemente la vera star della prima stagione, e il fatto che una donna adulta sia completamente riuscita, come personaggio, pur avendo zero fan service a suo carico, è qualcosa di abbastanza raro (tristemente, aggiungo).

Questa prima stagione ha però dei difetti che ne minano il voto complessivo: tecnicamente la serie presenza pochissime animazioni, anche durante le scene d'azione, che tra l'altro non abbondano. C'è poi la solita scelta di portare a schermo dei cattivi che sono cattivi "perché sì", e anche alcuni personaggi di contorno, come Celia, sono fin troppo stereotipati.
Comunque, nel complesso merita sicuramente, e anche se siete stati annoiati da titoli come "The Brilliant Healer's New Life in the Shadows", dategli una possibilità.