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VENERDÌ 16 OTTOBRE 2026

Recensione


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Serie che parla del disagio nel passaggio adolescenziale dal mondo della fantasia a quello della realtà.
Ci sono ragazzi di prima superiore che vogliono tagliare col loro passato, fatto di illusioni fantastiche, spade, poteri speciali che in realtà immaginano soltanto, ed invece altri ragazzi che continuano con questa sindrome "Chunibyo", si coprono di ridicolo ma se ne sbattono. Perchè? Questo è ciò che è racchiuso in questa prima parte, perchè l'anime prosegue con un'altra stagione ed un film, se non sbaglio. Per me, roba da temerari: 12 episodi bastano e avanzano, anzi, sono pure troppi.
Una serie romance/drama che quindi poggia su basi tremolanti.
Disegni e animazioni sono buone, la caratterizzazione dei personaggi pure (almeno dei due principali), il resto lascia poco e nulla. Personalmente non ho ravvisto i presupposti per portarlo avanti oltre la prima stagione, già di per se noiosa se si esclude qualche piccolo sketch comico qua e la. Più che altro mi è parso tutto una forzatura, pensare di avere poteri sovrannaturali per sfuggire ad un trauma, forse una puntata autoconclusiva con la ragazzina mandata da un bravo psicologo, anzichè farla vivere in esilio praticamente solitario, sarebbe bastato. Invece no, abbiamo una madre non pervenuta e non sappiamo bene per quale motivo, una sorella che la prende a romaiolate in testa tutto il tempo e dei nonni che non la possono vedere per questa sua imbarazzante infantilità, che è imbarazzante in modo sconcertante ma ciò non basta a scoraggiare il protagonista maschile che se ne innamora dopo aver fatto di tutto (si iscrive ad una scuola più lontana proprio per non rivedere i suoi vecchi compagni di classe e non essere più preso in giro) per rientrare in carreggiata a livello psicologico e sociale.
Tutto regolare, no?!...
Pare avessero del budget per fare qualcosa, addirittura due stagioni più altro materiale, quando ad altri anime ben più promettenti hanno chiuso i rubinetti da subito. Uno scempio.