L'intelligenza artificiale generativa ha ormai conquistato stabilmente i flussi di lavoro dell'industria videoludica giapponese. Secondo i dati preliminari del CESA Video Game Industry Report 2026, presentati durante il Tokyo Game Show 2026 dalla Computer Entertainment Supplier's Association, l'organizzazione che gestisce la fiera, l'85,8% degli sviluppatori di videogiochi giapponesi utilizza oggi l'IA generativa nel proprio lavoro. Di questi, il 63% dichiara di farne uso quotidianamente, mentre il restante 22,8% la impiega in modo occasionale.
Il dato è ancora più significativo se confrontato con quello dell'anno precedente: nel report CESA 2025 la percentuale di sviluppatori che utilizzavano l'IA generativa si attestava al 51%, il che significa che in un solo anno la diffusione è aumentata di quasi 35 punti percentuali, un balzo che non ha precedenti nella storia recente dell'adozione tecnologica nel settore. Il sondaggio ha coinvolto sviluppatori di videogiochi e aziende associate alla CESA, tra cui nomi di primissimo piano come Capcom, SEGA, Level-5 e Konami.

Il report preliminare non ha ancora rivelato i casi d'uso più comuni dell'IA generativa, ma ha identificato i principali benefici attesi dagli sviluppatori: al primo posto figura il miglioramento dell'efficienza operativa e della produttività, seguito dalla riduzione dei tempi di sviluppo e dalla diminuzione dei costi di produzione e gestione. Sul fronte delle misure adottate per l'utilizzo responsabile dell'IA, la risposta più comune è stata la verifica, la correzione e la supervisione umana degli output generati, con la maggior parte degli intervistati che cita pratiche come la specificazione o la restrizione degli strumenti utilizzati e l'evitare di impiegare direttamente i contenuti generati senza una revisione umana.
Per contestualizzare ulteriormente i dati, vale la pena ricordare che nel report 2025 gli usi più frequenti dell'IA riguardavano la generazione di asset visivi e immagini, seguita dalla generazione di testi e storie e infine dal supporto alla programmazione. Si era anche riscontrato che il 32% delle aziende videoludiche si avvaleva dell'IA per sviluppare motori grafici proprietari.
Commentando i nuovi dati, il direttore esecutivo della CESA Tsutomu Masuda ha affermato che i risultati "dimostrano che l'IA generativa sta essere ampiamente e stabilmente adottata negli ambienti di sviluppo", aggiungendo però un avvertimento significativo: Un re. Masuda ha indicato che una delle sfide chiave per il futuro del settore sarà trovare il modo di migliorare la qualità di uno sviluppo videoludico centrato sull'essere umano, bilanciando l'incorporazione delle nuove possibilità tecnologiche con la tutela dei diritti di proprietà intellettuale. Una tensione che, come dimostra ogni settimana il dibattito nel mondo dei manga e dell'animazione, è tutt'altro che vicina a una soluzione condivisa.
Posso immaginare facilmente che il numero sarà altissimo.
Immagino che tra qualche anno ognuno potrà personalizzare come desidererà il "proprio" gioco e potrà personalizzare il "proprio" fumetto.
se invece viene usata per creare storie e mondi videolidici, questo sarebbe preoccupante
IA sta sostituendo varie figure lavorative.
È già possibile, solo che bisogna pagare per i servizi migliori.
Inoltre, si dice che esistano già programmi non in commercio più avanti di 5-10 anni rispetto a quelli diffusi al pubblico.
Questa è in gran parte speculazione per tenersi stretti gli investitori, come quando si parla di AGI. Anzi, tra pochi anni la bolla esploderà e la tecnologia verrà ridimensionata e reindirizzata solo dove serve davvero.
Con tutta la quantità di giochi che escono solo in Giappone, la seconda cosa che hai detto mi sembra molto probabile, anche considerando la crisi demografica. Quindi è legittimo chiedersi come fanno ad avere così tante idee e poi come fanno a metterle in pratica, che poi questa è pure concorrenza sleale. L'AI non è gratis, chi ha più soldi non avrà problemi ecc.
Expedition 33 ebbe problemi seri perché utilizzò l'IA per il place order e poi rifece il tutto da zero prima di pubblicarlo (se non sbaglio). Ora voglio proprio vedere che cosa accadrà.
Forse bisogna chiedersi come fanno gli studi occidentali ad avere così poche idee e cicli di sviluppo interminabili e produrre dei flop giganteschi con budget astronomici.
Gli haters dell'IA faranno la fine di chi diceva che l'animazione al computer non è arte, che quella a mano è l'unica vera animazione bella etc. O degli appassionati di cinema che dicevano che la CGI fa schifo, che effetti artigianali come trucchi e costumi animatronici saranno sempre meglio.
Intanto solo le grandi compagnie nipponiche fanno soldi, e poi la colpa è anche dei fan occidentali che pensano che ogni cosa che proviene dal Giappone sia oro colato.
Se vedi con attenzione, una buona parte delle idee che hanno proviene da romanzi occidentali, ma molti fan occidentali non lo sanno e scambiano queste idee per autentiche.
Usa pure tutti i termini che permettono di farti sentire più sicuro di te stesso, comunque Expedition 33 non è giapponese e non è nemmeno un gacha per chiarezza.
Ai cinesi non importa tanto, perché pensano di diffonderla a tutti; tendono a ritenere che sarà usata nel primo modo piuttosto che temerla sul secondo, ma certamente sanno che creerà problemi di posti di lavoro.
Solo che già hanno e pianificano risposte normative e di welfare collettive, riorientano la formazione. Tuttavia non sarà un passaggio indolore e nel mondo giapponese e occidentale non abbiamo una risposta organica ad affrontarlo.
Ci vorranno anni per riassorbire le perdite.
Intanto c'è da sperare che sulla creatività e controllo abbiano ragione i cinesi.
Ad oggi non è affatto detto che la produzione dell'IA non sarà guidata e supervisionata da umani che quindi deterranno (o potranno farlo) il controllo di ciò che viene creato quindi di fatto esercitando la propria creatività.
Almeno a certi livelli.
Per la massa invece si, come oggi, la "creatività" si limiterà a indicare una richiesta, che meno sarà definita e più sarà lasciato il controllo all'IA.
Più che altro sono curioso di vedere quanto la massa sarà in grado di vedere differenze tra qualcosa creato da un essere umano e qualcosa di elaborato da un'IA. Perchè se non lo sarà ogni discorso su questo argomento perderà valore pratico, soprattutto nel mondo dell'intrattenimento.
Il nuovo iphone ha una funzione per identificare se un'immagine è prodotta da un'AI o meno. La risposta alla tua domanda è che diventeranno più dipendenti dalla tecnologia e non sapranno decidere da soli.
Probabilmente cercheranno di influire sulle elezioni. Ho quasi finito di studiare "Introduzione alla comunicazione politica" di Gianpietro Mazzoleni per un esame e questa mi sembra una delle tante decisioni che verranno influenzate, dato che i media già lo fanno. Il resto non lo so, ma di sicuro sarà qualcosa di subdolo alla Person of Interest.
Può aprire a nuovi scenari indie. Al contempo spingere una pigrizia e banalizzazione dell'arte da cui pochi emergeranno davvero.
Come nota Akito, servirà inserire programmi di base che riconoscano la IA nelle opere, più normative che obblighino a indicarlo.
Prima erano poche persone o l'élite dominante che potevano manipolare la percezione delle cose, fare egemonia culturale anche ritoccando foto e filmati. Ora che questa possibilità è diffusa ovunque, il caos porterà a rigetto sulle elezioni una parte consistente e altre che diverranno più rigide per volersi ancorare a uno straccio di faro nel mare in tempesta, come già avviene.
Sono invece fortemente contrario quando si usa per creare arte in senso stretto, lì per me non dev'essere usata.
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