Ripensando all'enorme balzo evolutivo compiuto dall'industria dei videogiochi negli ultimi 40 anni, Kojima afferma che i progressi tecnologici hanno aperto numerose possibilità agli sviluppatori. "Tuttavia, avere più opzioni non significa che possiamo fare tutto. La capacità di archiviazione e le tempistiche sono solo alcuni dei limiti. Ma le possibilità continueranno ad espandersi. Questo vale non solo per i videogiochi, ma anche per i film e la musica. Quindi, penso che ciò che non potevamo fare ieri, siamo in grado di farlo oggi, e domani saremo in grado di fare ancora di più", commenta Kojima.
Hideo Kojima durante Lucca Comics and Games 2026

Il game director osserva che, quando strumenti digitali come Photoshop e i programmi di elaborazione testi fecero la loro comparsa, risultarono incredibilmente comodi per gli utenti e aumentarono l'efficienza del lavoro. Ora, questa tendenza si è estesa all'intelligenza artificiale, che, secondo Kojima, "ha reso le cose ancora più efficienti, permettendoci di rispettare le scadenze ancora più rapidamente".
"Anche se penso che le cose andranno bene per i prossimi cinque-dieci anni, se l'intelligenza artificiale non sarà soggetta a restrizioni, potrebbe arrivare il giorno in cui inizierà a svolgere un ruolo chiave anche nel campo creativo. Tuttavia, io non ci sarò più quando succederà (ride). Le giovani generazioni dovranno decidere cosa fare, quindi vorrei passare il testimone a loro."
Spetterà alle nuove generazioni decidere come comportarsi, e a loro vuole passare il testimone. Nella normale direzione di un videogioco, ricorda, si hanno idee e si danno istruzioni a chi le realizza, e sostituire le persone con dei computer migliora l’efficienza senza dubbio, ma questo approccio funziona solo se si punta unicamente a fare un prodotto, perché per lui è il godersi il processo di creazione a fare di qualcuno un creatore. Non si tratta, spiega, di chiedere a una persona di scrivere una canzone in un certo modo e di approvarla a lavoro finito: è la fase di tentativi ed errori nel mezzo a fargli salire l’adrenalina e a rendere l’esperienza coinvolgente, e non vuole un futuro in cui tutto questo sparisca.

“Non è che dici semplicemente a una persona: ‘Per favore, scrivimi una canzone così’, e poi dai il via libera una volta che è pronta. Il processo di tentativi ed errori che c'è nel mezzo è ciò che mi fa salire l'adrenalina e rende l'esperienza coinvolgente. Non voglio un futuro in cui questo aspetto vada perduto”, ha osservato a fine intervista dove comunque ha spiegato di non demonizzare comunque la tecnologia, aggiungendo che, vista la facilità con cui oggi si crea, gli strumenti di IA potrebbero anche aiutare a costruire un futuro migliore, a seconda di come vengono usati.
Secondo me lo vedrà, è più vicina la cosa di quanto si possa pensare.
ovviamente all'inizio questa di tecnologia impatta molto di meno sul comune cittadino ma tra 30 anni se non ne saranno ben definiti l'utilizzo e l'impatto ci saranno enormi problemi anche solo a livello lavorativo .
ma nel lavoro di kojima l'impatto è già arrivato e lo sa benissimo quindi a risposto ributtando la palla dall'altra parte dicendo che lui non lo vedrà
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