La Japan Football Association (JFA), in collaborazione con SCO Group Co., Ltd., ha annunciato il lancio del "FUTURE CAMP inspired by BLUE LOCK", progetto internazionale di scouting e sviluppo ispirato al franchise di manga e anime BLUE LOCK e pensato per identificare promettenti talenti calcistici di origini giapponesi che vivono all'estero.
Il primo talent camp si terrà dal 3 al 6 agosto 2026 a Irvine, in California. Possono fare domanda di iscrizione giocatori nati tra il 1° gennaio 2010 e il 31 dicembre 2011, con almeno un genitore giapponese e/o di nazionalità giapponese, o che abbiano modo di ottenerla in futuro.

"Il calcio sta diventando senza confini, e l'era in cui i giocatori giapponesi si sviluppano esclusivamente in Giappone è finita", ha dichiarato Tsuneyasu Miyamoto, presidente della JFA ed ex capitano della nazionale nipponica. "Speriamo che questa iniziativa ci aiuti a entrare in contatto con talenti in tutto il mondo e a supportare la loro crescita nel calcio giapponese".
Ryoya Arisawa, produttore dell'adattamento animato, ha dichiarato che "da quando è stata approvata l'adattamento anime, tutto lo staff ha puntato genuinamente a creare un'opera che cambiasse il mondo".
Al ché il disegnatore del manga Yusuke Nomura ha commentato: "Gli egoisti che immaginiamo potrebbero davvero esistere in questo mondo reale… anzi, sono sicuro che esistano. Aspettiamo le candidature di tutti coloro che credono: 'Io sono il miglior attaccante del mondo'". Muneyuki Kaneshiro, l'autore originale del manga, ha infine aggiunto: "Un Blue Lock nella vita reale sta per cominciare. Stavo creando il manga con tutto me stesso, e si è collegato ai sogni di persone appassionate di calcio, e da tutto questo è nato un piano concreto. Spero che questo diventi un luogo per scoprire talenti che superino persino Blue Lock".
Le candidature sono aperte fino al 12 giugno 2026 tramite il sito ufficiale della JFA. Dopo il camp inaugurale negli Stati Uniti, la JFA prevede di espandere il FUTURE CAMP in Europa, Asia e altre regioni.
Fonte consultata:
prnewswire.com
Il primo talent camp si terrà dal 3 al 6 agosto 2026 a Irvine, in California. Possono fare domanda di iscrizione giocatori nati tra il 1° gennaio 2010 e il 31 dicembre 2011, con almeno un genitore giapponese e/o di nazionalità giapponese, o che abbiano modo di ottenerla in futuro.

"Il calcio sta diventando senza confini, e l'era in cui i giocatori giapponesi si sviluppano esclusivamente in Giappone è finita", ha dichiarato Tsuneyasu Miyamoto, presidente della JFA ed ex capitano della nazionale nipponica. "Speriamo che questa iniziativa ci aiuti a entrare in contatto con talenti in tutto il mondo e a supportare la loro crescita nel calcio giapponese".
Ryoya Arisawa, produttore dell'adattamento animato, ha dichiarato che "da quando è stata approvata l'adattamento anime, tutto lo staff ha puntato genuinamente a creare un'opera che cambiasse il mondo".
Al ché il disegnatore del manga Yusuke Nomura ha commentato: "Gli egoisti che immaginiamo potrebbero davvero esistere in questo mondo reale… anzi, sono sicuro che esistano. Aspettiamo le candidature di tutti coloro che credono: 'Io sono il miglior attaccante del mondo'". Muneyuki Kaneshiro, l'autore originale del manga, ha infine aggiunto: "Un Blue Lock nella vita reale sta per cominciare. Stavo creando il manga con tutto me stesso, e si è collegato ai sogni di persone appassionate di calcio, e da tutto questo è nato un piano concreto. Spero che questo diventi un luogo per scoprire talenti che superino persino Blue Lock".
Le candidature sono aperte fino al 12 giugno 2026 tramite il sito ufficiale della JFA. Dopo il camp inaugurale negli Stati Uniti, la JFA prevede di espandere il FUTURE CAMP in Europa, Asia e altre regioni.
Fonte consultata:
prnewswire.com
poi altro fattore fondamentale è il fatto che anche fisicamente, il giapponese medio non ha una costituzione fisica in grado di impensierire nessun difensore occidentale. Per questo capisco il fatto di andare a cercare giocatori di origine nipponica all'estero, questo ha senso, anche se non è detto che un giocatore nato negli usa, che vive lì 24 ore su 24, poi voglia davvero scegliere di giocare per il giappone e non per la nazione dove è nato. Nel campionato americano giocano anche molti sudamericani, il problema si porrebbe, solo nel caso di essere scartati dalla propria nazionale a cui non ti trovano posto, perché il livello è troppo alto, mentre se giochi in giappone dove la qualità è mediamente più bassa, emergi non per talento, ma perché il livello degli altri è più basso del tuo.
ho letto la notizia anche su altri giornali online, e parlavano di "egoismo" e altre fesserie simili. una cosa del genere può funzionare solo in un manga, ma nella realtà la cosa è molto diferente. il calcio è un gioco di squadra.
prendiamo ad esempio Erling Haaland, condierarlo un giocatore esclusivamente "egoista" che non gioca di squadra è, secondo la maggior parte degli analisti tattici, un errore di valutazione basato più sull'impressione visiva del suo stile di gioco, ma che non tiene conto dei dati reali. è vero che tocca un numero limitato di palloni a partita, ma la sua importanza risiede sopratutto nella gestione degli spazi e nell'attacco alla profondità. Con i suoi movimenti, attira i difensori centrali, liberando corridoi preziosi per i centrocampisti e gli esterni. Quando necessario, Haaland scende incontro per agire da regista spalle alla porta, permettendo alla squadra di risalire e venendo incontro alle esigenze del gioco di Guardiola. Dire che il giocatore moderno è "egoista" può essere solo una fesseria fumettistica che non sta nè in cielo e nè in terra.
sta cosa dell'egoismo, nel calcio moderno "non può e non deve esistere" senza contare che poi devi giocare così come ti dice il tuo allenatore. punto. se non sei funzionale al progetto "squadra" alla fine ti lasciano in panchina.
in conclusione, si diventa forti giocando a calcio in campionati dove il livello medio è altissimo... e dove ci sono squadre organizzate e dove le difese picchiano come fabbri, non in campionati mediocri. puoi fargli fare gli allegri raduni e allenarli individualmente quanto vuoi, ma così non si ottiene niente di niente.
Allora com'è che da quando decisero, circa vent'anni fa, di diventare forti non solo nella finzione, loro partecipano comunque a ogni mondiale mentre noi italiani no?
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