Similmente a quanto già successo per altre importanti esclusive Sony, come Ghost of Tsushima e Death Stranding, anche Ghost of Yotei ha ricevuto la sua cosiddetta Director's Cut Edition, sebbene sotto il più simpatico nome di Complete Edition. Questa nuova edizione del gioco è disponibile in versione stand alone ad un prezzo maggiorato rispetto alla vanilla oppure come DLC-upgrade per chi già possiede il gioco base. L'espansione digitale viene venduta alla modica cifra di 15 euro, un prezzo più che onesto considerando tutti i contenuti offerti e la qualità di quest'ultimi. Qui trovate la recensione del gioco base, questa invece si concentrerà sole sulle novità quindi il voto va inteso considerando solo quelle e non tutto il gioco base.
Le novità introdotte, oltre ai contenuti estetici, sono sostanzialmente due: Echi di Sekigahara e Most Wanted, due ottime modalità che espandono l'esperienza di gioco con parecchie ore di contenuti inediti. Le due aggiunte sono ottime scuse per tornare su Ghost of Yotei e, seppur non essenziali nell'economia generale del titolo, risultano estremamente piacevoli perché arricchiscono in modo coerente sia la storia che il gameplay. Specifichiamo che la recensione sarà senza spoiler per permettere anche a chi non ha giocato la versione base di capire se la Complete Edition o il DLC fanno per lui. La risposta breve è sì, se vi sentite in qualche modo attratti da Ghost of Yotei non ci sono motivi per saltare le aggiunte, anzi, Echi di Sekigahara è molto più interessante se la si gioca prima di aver concluso la storia principale. Most Wanted invece è un ottimo contenuto da post-game che spinge al massimo l'elegante battle system che si è imparato ad apprezzare e conoscere durante l'avventura principale, offrendo limitazioni ed abilità extra che variano l'esperienza di gioco con sfide più impegnative e situazionali.
Echi di Sekigahara porta Atsu in una nuova area di Ezo, inedita nel gioco base, per inseguire la taglia posta su Nagato – una sua vecchia conoscenza di quando era "nel continente" a combattere come mercenaria. Il passato di Atsu viene raccontato nelle prime ore del gioco base e ripreso in più occasioni durante l'avventura, ma la parte legata al come e dove ha affinato le sue doti di guerriera sono aspetti che vengono lasciati in secondo piano, utili più a fornire una giustificazione alle sue abilità che non un reale approfondimento del personaggio. Echi di Sekigahara fa luce proprio su quella parte della vita di Atsu, contestualizzandola meglio e aiutando il giocatore ad empatizzare di più con lei. La tematica della vendetta, tema centrale della storia, viene affrontata da un punto di vista sensibilmente diverso rispetto al racconto principale ma resta comunque uno dei motori primi delle vicende che, insieme al rapporto con Nagato, mostrano tutta una serie di lati di Atsu che nel gioco base si apprezzano meno. Nella parte del DLC Atsu torna nell'area gestita dalla Serpe, il boss introduttivo del gioco, scoprendo cosa è successo dopo la caduta del generale incaricato di quella zona per un percorso narrativo che mette in mostra un nuovo lato dell'autoproclamata Onryo, finendo per dare un sapore più ragionato agli eventi successivi.

Per questo motivo, Echi di Sekigahara risulta un ottimo contenuto da giocare prima della fine del gioco, sebbene proprio per le sue differenze rispetto alla narrazione principale possa risultare interessante anche come scusa per tornare nel bellissimo nord del Giappone del 1600... e riprendere confidenza con il sistema di combattimento per poi lanciarsi su Most Wanted. Da premiare infine la scelta di non ambientare tutta la narrazione proprio nella battaglia di Sekigahara, cedendo così al fascino dei nomi famosi coinvolti nel conflitto e portando Atsu lontana dai suoi fantasmi. Il passato viene mostrato con significativi flashback mentre gli eventi del presente portano nuove domande che mettono in dubbio il percorso che la Onryo ha deciso di seguire. Lato gameplay, le novità che la nuova area offre non si discostano così tanto da quanto visto nel gioco base, ma la narrazione vale tutte le ore e il sistema di combattimento, esplorazione e quest si riconferma efficace anche dopo un anno dal suo lancio originale, sebbene si sarebbe potuto osare un po' di più con meccaniche aggiuntive.
Parlando invece dell'altro contenuto, Most Wanted è una simpatica modalità roguelite dal forte stampo arcade che capitalizza sul semplice ed efficace sistema di combattimento di Ghost of Yotei. Il giocatore è chiamato a scegliere uno dei protagonisti della storia principale per poi cimentarsi in una serie di missioni dalla difficoltà crescente che si concludono con la boss battle contro gli antagonisti già affrontati nella storia principale. All'inizio sarà possibile giocare solo nei panni di Atsu e con un set di abilità limitato che sarà possibile personalizzare nel tempo, vincendo e superando i vari stage e selezionando i premi casuali.

Scontro dopo scontro si acquisiranno crediti da usare per acquistare nuove abilità permanenti o nuovi personaggi, tra cui un certo Jin Sakai, tutti caratterizzati da armi e peculiarità diverse rispetto ad Atsu. Permangono anche in Most Wanted le opzioni di modifica di difficoltà per rendere gli scontri più o meno facili, difficili o realistici, ma per quanto gli stage proposti offrano una certa varietà di sfide e situazioni, la modalità Most Wanted rimane un simpatico contenuto post-game per chi ha ancora voglia di un po' di samurai action dopo aver esplorato Ezo in lungo e in largo. Si parla di modalità post-game sebbene sia disponibile anche subito dopo l'acquisto del DLC, indipendentemente dalla propria progressione nella storia principale, perché armi, aree, nemici, personaggi e boss sono presi da tutta l'avventura di Atsu e scoprirli in quella che è una sorta di picchiaduro a scorrimento arcade moderno è decisamente molto meno impattante che non arrivandoci con tutta la drammatica storia di Ghost of Yotei.
Specifichiamo per precisione di cronaca che le novità introdotte dal DLC arrivano quasi insieme ad una corposa patch gratuita che migliora il gioco base sotto diversi aspetti, aggiungendo in particolare la modalità Bellezza di Yotei che permette di apprezzare i fantastici panorami del gioco passando da un'area all'altra, senza nemici o altre distrazioni e lasciandosi cullare da panorami e atmosfere, divertendosi magari con la modalità Foto. Queste migliorie, così come la modalità multigiocatore Legends, sono disponibili per tutti i giocatori indipendentemente dall'acquisto del DLC o della Complete Edition.
Gioco testato su PlayStation 5.
Le novità introdotte, oltre ai contenuti estetici, sono sostanzialmente due: Echi di Sekigahara e Most Wanted, due ottime modalità che espandono l'esperienza di gioco con parecchie ore di contenuti inediti. Le due aggiunte sono ottime scuse per tornare su Ghost of Yotei e, seppur non essenziali nell'economia generale del titolo, risultano estremamente piacevoli perché arricchiscono in modo coerente sia la storia che il gameplay. Specifichiamo che la recensione sarà senza spoiler per permettere anche a chi non ha giocato la versione base di capire se la Complete Edition o il DLC fanno per lui. La risposta breve è sì, se vi sentite in qualche modo attratti da Ghost of Yotei non ci sono motivi per saltare le aggiunte, anzi, Echi di Sekigahara è molto più interessante se la si gioca prima di aver concluso la storia principale. Most Wanted invece è un ottimo contenuto da post-game che spinge al massimo l'elegante battle system che si è imparato ad apprezzare e conoscere durante l'avventura principale, offrendo limitazioni ed abilità extra che variano l'esperienza di gioco con sfide più impegnative e situazionali.
Echi di Sekigahara porta Atsu in una nuova area di Ezo, inedita nel gioco base, per inseguire la taglia posta su Nagato – una sua vecchia conoscenza di quando era "nel continente" a combattere come mercenaria. Il passato di Atsu viene raccontato nelle prime ore del gioco base e ripreso in più occasioni durante l'avventura, ma la parte legata al come e dove ha affinato le sue doti di guerriera sono aspetti che vengono lasciati in secondo piano, utili più a fornire una giustificazione alle sue abilità che non un reale approfondimento del personaggio. Echi di Sekigahara fa luce proprio su quella parte della vita di Atsu, contestualizzandola meglio e aiutando il giocatore ad empatizzare di più con lei. La tematica della vendetta, tema centrale della storia, viene affrontata da un punto di vista sensibilmente diverso rispetto al racconto principale ma resta comunque uno dei motori primi delle vicende che, insieme al rapporto con Nagato, mostrano tutta una serie di lati di Atsu che nel gioco base si apprezzano meno. Nella parte del DLC Atsu torna nell'area gestita dalla Serpe, il boss introduttivo del gioco, scoprendo cosa è successo dopo la caduta del generale incaricato di quella zona per un percorso narrativo che mette in mostra un nuovo lato dell'autoproclamata Onryo, finendo per dare un sapore più ragionato agli eventi successivi.

Per questo motivo, Echi di Sekigahara risulta un ottimo contenuto da giocare prima della fine del gioco, sebbene proprio per le sue differenze rispetto alla narrazione principale possa risultare interessante anche come scusa per tornare nel bellissimo nord del Giappone del 1600... e riprendere confidenza con il sistema di combattimento per poi lanciarsi su Most Wanted. Da premiare infine la scelta di non ambientare tutta la narrazione proprio nella battaglia di Sekigahara, cedendo così al fascino dei nomi famosi coinvolti nel conflitto e portando Atsu lontana dai suoi fantasmi. Il passato viene mostrato con significativi flashback mentre gli eventi del presente portano nuove domande che mettono in dubbio il percorso che la Onryo ha deciso di seguire. Lato gameplay, le novità che la nuova area offre non si discostano così tanto da quanto visto nel gioco base, ma la narrazione vale tutte le ore e il sistema di combattimento, esplorazione e quest si riconferma efficace anche dopo un anno dal suo lancio originale, sebbene si sarebbe potuto osare un po' di più con meccaniche aggiuntive.
Parlando invece dell'altro contenuto, Most Wanted è una simpatica modalità roguelite dal forte stampo arcade che capitalizza sul semplice ed efficace sistema di combattimento di Ghost of Yotei. Il giocatore è chiamato a scegliere uno dei protagonisti della storia principale per poi cimentarsi in una serie di missioni dalla difficoltà crescente che si concludono con la boss battle contro gli antagonisti già affrontati nella storia principale. All'inizio sarà possibile giocare solo nei panni di Atsu e con un set di abilità limitato che sarà possibile personalizzare nel tempo, vincendo e superando i vari stage e selezionando i premi casuali.

Scontro dopo scontro si acquisiranno crediti da usare per acquistare nuove abilità permanenti o nuovi personaggi, tra cui un certo Jin Sakai, tutti caratterizzati da armi e peculiarità diverse rispetto ad Atsu. Permangono anche in Most Wanted le opzioni di modifica di difficoltà per rendere gli scontri più o meno facili, difficili o realistici, ma per quanto gli stage proposti offrano una certa varietà di sfide e situazioni, la modalità Most Wanted rimane un simpatico contenuto post-game per chi ha ancora voglia di un po' di samurai action dopo aver esplorato Ezo in lungo e in largo. Si parla di modalità post-game sebbene sia disponibile anche subito dopo l'acquisto del DLC, indipendentemente dalla propria progressione nella storia principale, perché armi, aree, nemici, personaggi e boss sono presi da tutta l'avventura di Atsu e scoprirli in quella che è una sorta di picchiaduro a scorrimento arcade moderno è decisamente molto meno impattante che non arrivandoci con tutta la drammatica storia di Ghost of Yotei.
Specifichiamo per precisione di cronaca che le novità introdotte dal DLC arrivano quasi insieme ad una corposa patch gratuita che migliora il gioco base sotto diversi aspetti, aggiungendo in particolare la modalità Bellezza di Yotei che permette di apprezzare i fantastici panorami del gioco passando da un'area all'altra, senza nemici o altre distrazioni e lasciandosi cullare da panorami e atmosfere, divertendosi magari con la modalità Foto. Queste migliorie, così come la modalità multigiocatore Legends, sono disponibili per tutti i giocatori indipendentemente dall'acquisto del DLC o della Complete Edition.
GIUDIZIO FINALE

Ghost of Yotei era un ottimo gioco nella sua forma base e si riconferma tale anche dopo un anno. Proprio come il predecessore, il viaggio della determinata protagonista immerge il giocatore in atmosfere suggestive e profondamente giapponesi, cullandolo con stupendi paesaggi e spiazzandolo con una mentalità così coerente e logica pur essendo estremamente emotiva. Una storia di vendetta tutta giapponese che trova nelle aggiunte della Complete Edition dei piacevoli extra di cui non si sentiva la mancanza e che non osano più di tanto nell'introdurre novità, ma che una volta provati restano comunque ben impressi. L'eventuale risparmio sul prezzo della versione vanilla rispetto alla Complete è poca roba se paragonato alle novità introdotte perciò consigliamo caldamente a chiunque si avvicini per la prima volta a Ghost of Yotei di puntare alla Complete Edition, anche a costo di spendere un poco di più. Chi si ritiene soddisfatto della propria esperienza non troverà nulla di rivoluzionario, ma se proprio si ha voglia di tornare nella suggestiva Ezo, sappiate che Echi di Sekigahara non avrà lo stesso impatto emotivo di chi l'affronta a viaggio in corso però sarà un ottimo modo per riprendere confidenza con il battle system per poi lanciarsi nella modalità Most Wanted. Questa nuova modalità roguelite-arcade permette di dare il massimo con tutte le opzioni offensive e difensive che Ghost of Yotei propone e che non sempre l'avventura principale ci porta a provare, certamente non con tale intensità.
Gioco testato su PlayStation 5.
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Nel caso in cui la nostra recensione vi abbia fatto venire voglia di Giappone, potete trovare Ghost of Tsushima Director's Cut a metà prezzo su Instant Gaming, supportando AnimeClick.it con l'acquisto.
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I prezzi indicati sono stati rilevati alle 13:28 del 19/10/2026.
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Pro
- Echi di Sekigahara mette in luce nuovi lati di Atsu
- Most Wanted è un ottimo modo per spingere al massimo il sistema di combattimento
- Buon rapporto qualità-prezzo
Contro
- Non ci sono grandi differenze rispeto al gioco base
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