In un mondo sempre più ricco di uscite dove grandi nomi riempono le pagine web, i social e lo spazio sulle console, è facile per i giocatori perdersi questa o quella nuova IP, magari ricca di brillanti idee ma che senza il supporto mediatico offerto dai big non si riesce a scoprire. Se aggiungiamo il pericolo di vedersi copiato il proprio gioco prima del lancio grazie ai nuovi strumenti di IA, il quadro che ne segue è decisamente triste per le realtà più piccole e viene proprio da dire che c'è da rivedere il sistema di pubblicazione e tutela delle proprietà intellettuali. Avendo come publisher Arc System Works, Demon's Night Fever rientra solo in parte in questa categoria a rischio però rimane un titolo dalla forte personalità, tipica dei giochi indipendenti, e con alcune simpatiche idee innovative che ben accompagnano lo sviluppo delle vicende finendo per proporre un'esperienza globale piacevole e caratteristica, seppur non prova di difetti, adatta ai fan degli startegici che hanno voglia di qualcosa di diverso, ma che nella sua unicità non riesce mai a conquistare davvero.


Demon's Night Fever pone il giocatore nei panni del più squallido dei giapponesi: un otaku trentenne vergine, solo e pieno di rabbia contro il mondo, ma privo di anche solo un briciolo di coraggio che lo potrebbe portare a migliorare la sua condizione. Kyoshiro è un patetico bambino troppo cresciuto che si sfoga su internet e sul suo Kill Note (un diario personale in cui annota tutte le persone che vorrebbe uccidere perché lo hanno trattato male), il tutto mentre si lascia consapevolmente sfruttare da una azienda senza scrupoli e affida tutte le speranze alla sua idol del cuore, Mary Haley, una ex-compagna delle medie con cui non ha mai parlato e con cui non è mai stato in alcun tipo di contatto. Dall'altra parte, nell'alto dei cieli, il più perfido dei diavoli ha messo alle strette Dio: battaglia dopo battaglia il perfido gatto Giga Super Death insieme al suo inarrestabile esercito ha sbaragliato le forze divine. La mattina dell'assalto finale, il braccio destro di Giga Super Death lo tradisce allenadosi con Dio e trasformandolo in un cucciolo privo di poteri. Sfruttando e sacrificando i suoi più fedeli soldati, il gattino fugge dalla trappola mortale e crea il gioco Demon's Night Fever designando l'anima più malvagia sulla faccia della terra come giocatore-protagonista.

Lo scopo del diavolo è ripetere le proprie gesta nel gioco, riacquistando così i propri poteri per vendicarsi di Dio – in tutto questo Kyoshiro, a cui vengono conferiti poteri diabolici, farà le veci di Giga Super Death per accumulare l'energia che farà tornare il gatto all'apice del suo potere. Inizia così un loop di scelte, azioni e battaglie che coinvolgono gli esseri umani più meschini, le cui anime vengono portate in Demon's Night Fever e uccise da Kyoshiro per aumentarne la forza. La morte nel gioco porta la persona ad avere incubi e strani sogni, ma le persone restano in vita nel mondo reale ed è così che Demon's Night Fever continua a ripescare le loro anime, rendendoli ad ogni uccisione più forti. I "nemici" di Kyoshiro – o Killshiro, come decide di presentarsi al diavolo – sono principalmente i troll con cui si scontra su internet o altre persone che lo hanno trattato male nel corso della sua vita, ma Dio non è così benevolo da lasciare il progetto del diavolo indisturbato perciò invia anche persone care all'uomo per rendere più arduo il suo compito di uccidere tutti. Mary Haley diventa così l'araldo del Signore e i due ex-compagni delle media rimangono coinvolti in un loop di guerre in cui altro non sono che burattini nelle mani di entità superiori... ma il concetto di giusto e sbagliato verrà messo in discussione, così come le identità di questi esseri mistici e le loro motivazioni, il tutto per un'avventura strategica estremamente comica e irriverente, impreziosita da un gameplay che enfatizza la natura diabolica dei personaggi coinvolti.

DNF Recensione
A differenza dei classici strategici con gruppi di amici che uniscono le forze portando il giocatore a simpatizzare per tutto il party, Killshiro è praticamente solo nella sua guerra. A supporto nelle battaglie troviamo gli scagnozzi, dei personaggi generici blandamente personalizzati a seconda dello stage, ma che a grandi linee risultano tutti uguali, eccezione fatta per nomi e statistiche. Non è possibile affezionarsi a loro (anzi, è spesso difficile persino distinguerli...) e in un certo senso è giusto così perché parte integrante del gameplay consiste nel sacrificare i nostri "compagni" per scatenare potenti attacchi, ottenere bonus e altro ancora. Tutto il battle system ruota intorno al sacrificio delle proprie unità, con Killshiro che acquisisce nuove abilità da usare per capitalizzare su questo e mettere in piedi strategie ai danni dei propri compagni, agendo a tutti gli effetti come il diavolo senza cuore che impersona. Partendo da semplice mostro e scalando la vetta citando (e parodizzando) i più classici stereotipi dei villain di anime, manga e videogiochi, il viaggio di Killshiro è tutta un alternanza di malefatte – per potenziare le proprie statistiche e conferire così dei bonus ai sudditi – furti per ottenere oggetti, costrizioni per rimpolpare le proprie fila (dopotutto manderemo all'altro mondo un sacco di "compagni") e bizzarre battaglie dalle atipiche dinamiche.

Killshiro è debolissimo e per lui è virtualmente impossibile sconfiggere i nemici, gli sgherri sono la vera forza offensiva, tuttavia non sono comandati dal giocatore e tendenzialmente muoiono in uno o due attacchi. Le azioni dei pedoni, se così si possono chiamare, sono gestite da una CPU estremamente basica e poco lungimirante. Per superare le battaglie è necessario saper gestire le proprie unità, mettendo in conto le loro azioni poco efficienti ed evocandoli al momento e nel posto giusto. Una volta costruita la situazione ottimale, spesso sfruttando le abilità di Killshiro, non resta che sperare che i sudditi colpiscano il nemico desiderato – per poi sacrificarli brutalmente. Uccidere i propri pedoni è il vero, unico, modo per vincere: il loro sacrificio scatena una mossa speciale che non solo infligge danni generalmente molto più alti dei normali attacchi, ma a seconda del personaggio ucciso si potrebbero dare malus ai nemici o riposizionarli, spingendoli lontano o vicino.

DNF Recensione
La strana impostazione di Demon's Night Fever disorienta anche i veterani del genere perché sacrificare in questo modo le proprie unità è un assurdo nella totalità dei giochi di ruolo strategici ma proprio per questo risulta estremamente divertente e originale. Le solite strategie non bastano: è inutile chiudere le uscite e accerchiare i nemici come in Fire Emblem, non è possibile costruire un combo-team come su Final Fantasy Tactics e il livellaggio sfrenato per superare le difficoltà con la forza alla Disgaea non è un'opzione perché ogni mondo ha i giorni contati per essere completato. Il fastidioso ticchettio del tempo forza il giocatore a ponderare ogni azione e ben presto i 30 giorni sembrano non bastare, ma superata l'ansia iniziale quella offerta da Demon's Night Fever rimane un'esperienza strategica estremamente atipica e stimolante. 

La strana impostazione del gioco mina la sicurezza con cui il giocatore generalmente scende in campo e costringe a ragionare per bene ad ogni turno, gestendo e prevedendo le mosse di "amici" e nemici. In sintesi Demon's Night Fever è uno strategico originale che trasforma il sacrificio delle proprie unità in una meccanica coerente con la narrazione, ma la scarsa controllabilità dell'esercito e il limitato coinvolgimento nella progressione ne frenano il potenziale. In tutto questo la grafica chibi ben supporta la narrazione e la direzione artistica, esagerata e colorata, fornisce dei design piacevoli alla vista seppur non particolarmente incisivi. A soffrire di più sono le unità generiche, amiche e nemiche, tutte praticamente uguali a seconda dello stage e davvero difficili da distinguere. La colonna sonora non offre grandi pezzi e la sigla della presentazione iniziale rimane l'unica traccia degna di nota. Menzione d'onore all'interfaccia dentro e fuori dalla battaglia che ricorda, forse fin troppo da vicino, quelle di Persona 5 e Metaphor: ReFantazio. La scelta di colori scuri con palette che prediligono le scale di grigi non rendono i menù del gioco d'impatto come quelli di Atlus, finendo in più occasioni per creare una certa confusione più che ammirazione.

GIUDIZIO FINALE

DNF Recensione
Demon's Night Fever è uno strategico estremamente atipico e originale, un'avventura che unisce con ammirevole coerenza un gameplay dalle dinamiche uniche ad una storia ricca di tristezza, ma sempre mascherata da una comicità nosense che rende ogni passaggio leggero e godibile. Il gameplay basato sul sacrificio dei propri compagni è perfettamente in linea con il diavolo che si va ad impersonare e, soprattutto, coerente con la rabbia repressa del protagonista che finalmente trova uno sfogo. E' difficile entrare nell'ottica di dover uccidere con le proprie mani le pedine più forti, ma una volta che si riesce ad eliminare il proprio buon senso Demon's Night Fever regala molte ore di genuino divertimento strategico.

Il gioco è una piccola perla che non riesce a decollare perché vittima delle sue stesse stranezze. Le diverse forme di Killshiro modificano gli approcci del giocatore, così come le diverse unità da sacrificare alternano le opzioni disponibili, ma non è abbastanza per conquistare il giocatore. Una volta finito l'effetto novità si sente la mancanza di un gruppo a cui affezionarsi e sebbene gli sgherri sacrificati tornino più forti, riconoscerli è praticamente impossibile perché i nomi sono lunghi e assurdi e il loro aspetto cambia a seconda dello stage. Non aiutano neanche gli occasionali picchi di difficoltà e il poco controllo che si ha sul proprio esercito. A conti fatti, Demon's Night Fever è una piacevole alernativa ai classici strategici, un simpatico esperimento che intrattiene veterani e neofiti dall'inizio alla fine rompendo gli schemi del genere, ma fallendo nel ricostruirli in modo tale da risultare davvero funzionale.

Gioco testato su PlayStation 5.