Lucca Comics & Games 2016 ospita tra i vari autori di quest'anno anche Yun Kouga, autrice nota al pubblico italiano per il manga Loveless.
Ospite di Lucca Manga School e J-POP, la mangaka ha partecipato ad una sessione di autografi e ha incontrato i suoi fan in occasione di showcase, press cafè ed interviste.

Vi lasciamo al nostro reportage completo degli incontri seguiti dalla redazione di Animeclick.it.
 

Press cafè: Yun Kouga incontra la stampa specializzata

Martedì 1/11/2016

Presentatore: Ho l'onore di presentarvi la sensei Yun Kouga: grazie di essere qui. Caterina sarà la nostra traduttrice.

Gli inizi della sua carriera sono legati a prodotti rivolti a pubblico adolescenziale maschile. Come mai si è interessata fin da subito a questo tipo di pubblico piuttosto che a quello femminile?

Yun Kouga: Bisogna prima contestualizzare: come saprete in Giappone i manga vengono pubblicati in capitoli settimanali o mensili sui magazine. Io ricevevo Shonen Jump e Margaret dalle persone del vicinato che me le passavano, per questo mi sono appassionata inizialmente agli shonen. 


Può spiegarci il significato del dolore all'interno dell'opera di Loveless, che si instaura nel rapporto tra Sobi e Ritsuka e anche tra quest'ultimo e sua madre?
Trovo che il dolore sia inevitabile nel vivere e nell'essere umano, per questo tendo ad incorporarlo spesso nelle opere e con una certa prevalenza. Ma non si tratta di un personaggio che rimane chiuso nel proprio dolore, bensì guarda al di fuori di se stesso e cerca di superarlo in maniera matura, così diviene più vivo e in grado di connettersi agli altri personaggi. 

Sappiamo che la sensei è una lettrice assidua. Tra gli autori emergenti, ce n'è qualcuno per cui ha pensato "questo farà strada"?
E' una domanda difficile, chiedo aiuto al mio editor. Wotakoi (Wotaku ni koi wa muzukashii) è molto interessante, sempre di Ichijinsha, sembra molto promettente. Ce n'è un altro ma non mi ricordo il nome... comunque, la protagonista è una ragazza che ha problemi di stalking, c'è un senpai che le piace molto, lei è la stalker. E' interessante perché il senpai sta combattendo per salvare la terra, mentre lei lo stalkera, ed è una serie appena iniziata per cui sono molto curiosa di sapere come si svilupperà la storia.
Mi sono emozionata, la cosa che mi piace particolarmente, è che anche la protagonista si trova in situazioni assurde per salvare la terra e lo fa solo attraverso la forza del suo stalking.
Se mai arrivasse in Italia, dategli un'occhiata. 

Tornando alla letteratura, quali sono state le sue influenze? C'è qualcosa di occidentale? Non solo fumetto, ma anche letteratura in generale?
Seguo come posso i comics americani, premettendo che è difficile trovarli in Giappone. Di solito vado a vedere film come Batman, Superman, Marvel, mi piace la serie Flash. Kingsmen mi è piaciuto davvero tanto. 

Collegandomi a questo, di Deadpool cosa ne pensa?
Non l'ho ancora visto, ma spero di poterlo fare presto. Mi piace molto il chara di Suicide Squad, Harley queen in particolare. 

Qual è il significato simbolico delle orecchie da gatto in Loveless? E come mai inserirlo proprio in una storia che tratta quel tipo di argomento, piuttosto che un fantasy?
Loveless non si ambienta nel nostro mondo; è simile, ma anche spostato dalla nostra realtà. L'elemento visuale delle orecchie lo metteva subito in chiaro. Mi piaceva l'idea di combinare il fantasy con una storia realistica. Quanto al significato simbolico… è perché le orecchie da gatto sono davvero carine (nb qui l'autrice dice ridendo "kawaii"). 
 
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In un manga ha disegnato personaggi con le ali, poi le orecchie da gatto. C'è qualche altro dettaglio che le piacerebbe inserire in un prossimo manga?
Ultimamente vado matta per le divise scolastiche, e gli abiti eleganti da uomo (ride). Potrei incorporarli in futuro, sì! 
 
Lei è attiva sin da giovanissima nell'ambiente delle doujinshi. Quanto ha contato quest'esperienza nel proseguo della sua carriera? C’è differenza tra i lettori di manga e doujinshi? Questo la obbliga ad esempio a cambiare lo stile grafico, o altro?
I lettori dei miei manga sono fan, mentre i lettori delle doujinshi sono amici, fatti della mia stessa pasta, pertanto non penso di disegnare per i fan ma per persone come me. Disegnare da mangaka è un po' diverso perché io sono la sensei, ovvero una professionista elevata su un piedistallo. Per le doujinshi scendo da questo piedistallo, mi mescolo con gli altri, sono sullo stesso livello. 

Lei è anche una videogiocatrice?
Sì, amo molto i videogiochi. Ho cominciato con Dragon Quest, e da lì ho continuato fino ad oggi. Ultimamente cerco di limitarmi a due o tre giochi l'anno, altrimenti diventa troppo impegnativo per me, ma cerco di godermeli. C'è Monster Hunter, ci ho giocato più di 3000 volte. E poi i social game in cui si interagisce con gli altri giocatori. 

Come si trova qui a Lucca rispetto al Comiket, ci sono dei parallelismi?
Arrivando a Lucca ho avuto l'impressione quasi fiabesca, è bellissima, ed è una cosa che in Giappone non è proprio possibile fare. Il Comiket è un'esperienza molto personale, ognuno arriva con obiettivi precisi di ciò che vuole comprare, da chi vuole andare e vedere. Lucca è più un evento collettivo, con un'atmosfera generale più che individuale. Le persone, l'atmosfera, il paesaggio lucchese mi sono rimaste molto impresse. Lo spirito del Comiket è diverso, c’è una passione molto forte, a Lucca il ritmo è più rilassato, o almeno, io mi sto rilassando. 

Lei fa parte di un circolo di doujinshi che si chiama Kokonoe: ci può raccontare come si è sviluppato?
Ho cominciato a 14 anni a disegnare doujinshi con le amiche, andando per la prima volta al Comiket mi sono emozionata e ho pensato che farle sarebbe stato divertente. Per me l'unione ha fatto la forza, essendo con diverse amiche abbiamo potuto incontrare tante persone, creare dei legami subito, è stato un inizio molto tranquillo e favorevole per il mio futuro. Il processo di creazione di una doujinshi è semplice, basta semplicemente disegnare ciò che si vuole: si cerca un manga che piace, ci si scrive sopra, da lì ci si presenta al Comiket con l'opera stampata. Lo spirito della doujinshi è proprio l’essere un lavoro che si fa da sé, anche io ho cominciato così. Col lavoro di mezzo, oggi a volte mi faccio aiutare ma tendo sempre a fare tutto da sola: il tema dell’opera, la deadline, buco da sola la deadline, la mando avanti da sola e poi lo presento, e così via. 

Lei ha partecipato anche ad altre fiere giapponesi. Com'è il feedback dei fan italiani rispetto a quelli giapponesi?
E' la prima volta che vengo in Italia, l'idea che ne ho avuto è di fan estremamente aperti, caldi e accoglienti. Mi ha proprio scaldato il cuore quest'incontro. E poi sono tutti così calorosi ed entusiasti, davvero! 

Può parlarci di un tema ricorrente nelle sue opere, ovvero i personaggi con gli occhiali?
Mi piacciono gli occhiali. Al tempo di Gundam 00, il personaggio mi era stato affidato col preciso compito di fare un personaggio che mi piacesse, che fosse accattivante, un bishonen insomma, ecco il perché degli occhiali. Quando in generale mi dicono di disegnare personaggi che amo, io tendo a mettere loro gli occhiali! 

Lei conosce il fumetto europeo e o italiano e cosa le piace? Come pensa che sia influenzato dai manga giapponesi o viceversa?
Non ho grandi occasioni di leggerne e di questo mi scuso. Però ad esempio conosco i manga coreani e cinesi, posso dirvi che quelli europei vengono poco tradotti. In compenso tendono ad avere dei disegni bellissimi e questo mi ha impressionata. Mi fa piacere vedere l'influenza del manga in Europa, ne sono davvero felice. 

Presentatore: Ringraziamo la sensei e Lucca Manga School.


Showcase

Lunedì 31/10/2016

In occasione dello showcase la sensei ha risposto alle domande del pubblico disegnando contemporaneamente un'illustrazione raffigurante Ritsuka (protagonista di Loveless).

Presentatore: Salve a tutti, accogliamo Yun Kouga con un applauso. Partiamo subito con le domande.

Questa estate per il Comiket ha realizzato un poster di Free, quindi volevo sapere se c’è qualche nuova serie animata che sta seguendo e le ha dato spunto per creare doujinshi? Segue Yuri on Ice?

Mi piace molto la Kyoto Animation quindi è possibile che faccia qualche doujinshi relativa ai loro lavori.

Ha lavorato a Saint Seiya, come questo manga ha influenzato la sua opera? E cosa pensa di aver dato lei a questa serie manga?
Seguo Kurumada da quando avevo quattordici anni, è un artista che rispetto molto quindi cerco di rispettare il franchise senza distaccarmene troppo.

Da fan di Saint Seiya, cosa ha provato quando ha incontrato per la prima volta il sensei Kurumada?
È successo quando avevo quattordici anni, già da quando frequentavo le media scrivevo lettere al sensei pregando di leggere i miei lavori e così è stato! Passare da fan ad autore non è semplice. La prima volta che ho visto Kurumada sensei stava dormendo nello stesso modo in cui dormono tutti i mangaka, quindi mi ha fatto un’ottima impressione!

Che strumenti usa per lavorare?
Compro la carta da un rivenditore che la crea appositamente su commissione. Uso la maru pen che è sottile e leggero, le mie matite preferite sono la 0.3 e 0.5, le uso sempre quando faccio gli sketch e poi ripasso con la maru pen e inchiostro sumi.

C’è un preferito tra i suoi personaggi? Cosa la aiuta a concentrarsi sul lavoro?
Nel momento in cui li disegno sono tutti i miei preferiti. Mi concentro semplicemente mettendomi davanti ad un foglio bianco, qualcosa verrà fuori di certo.

Ci racconta la sua giornata tipo?
Faccio molte passeggiate così da tenermi attiva data la mia vita sedentaria. Passeggiare mi aiuta anche a trovare nuove idee.

A cosa sta lavorando attualmente? Progetti per il futuro?
Ho concluso da poco Akuma no riddle e sto pianificando il continuo di Loveless. Da adesso in poi aspettatevi novità in proposito!

Di quanti numeri sarà composto Loveless?
Per adesso siamo a 13, forse arriverà a 15. Di certo vorrei disegnare almeno un altro paio di volumi.
 

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Ha altri autori di riferimento a parte Kurumada?
In generale mi piacciono moltissimo i manga e quindi moltissimi mangaka, è difficile sceglierne solo una manciata, sono troppi! Ieri ho incontrato Kaoru Mori ed è una delle mangaka che più mi piacciono, così come Fujita. Mi piacciono molto anche Tokyo Ghoul, Kekkai sensen. In generale mi piacciono gli shojo manga, sono amica di Arina Tanemura ma anche una sua fan, leggo sempre i suoi manga.

Loveless: cosa ha ispirato il personaggio di Seimei? Una persona reale o magari il personaggio di un altro fumetto…
Decidere i personaggi e crearli è sempre il punto di partenza del mio lavoro: devo amarli quindi metto insieme tante cose che mi piacciono, così è accaduto per Seimei. Nel mio studio lavorano cinque assistenti, lavoriamo disposti in circolo e quindi possiamo discutere tantissimo. È una cosa che mi piace molto.

C’è qualche tematica che vorrebbe sviluppare in futuro?
Rispetto molto i manga sportivi, non che ci tenga particolarmente ma è qualcosa di cui potrei occuparmi. In realtà però non credo che lo farò perché non me ne sento capace.

Esiste un manga che in qualche modo le ha “rubato un’idea”?
Quando leggo un manga cerco di godermelo al massimo e mi lascio solo trasportare dalla storia, più di quanto non succeda con il mio stesso lavoro.

Le è piaciuto creare i personaggi di Gundam 00? Chi è il suo preferito?
Il mio preferito è Setsuna!

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Quando disegna una storia segue un percorso preciso o si lascia trasportare?
Di solito non penso al finale perché anche se ne ideassi uno, andando avanti con la storia cambierebbe di sicuro. A volte mi viene in mente un finale già all’inizio della storia ma dato che so già che cambierà, cerco di non affezionarmici troppo. Lascio fare la storia ai personaggi.

Avrebbe voluto vivere in un mondo come quello di Loveless in cui la propria verginità è di dominio pubblico?
Effettivamente sarebbe una cosa preoccupante!

Cosa ha provato a passare da lettrice ad autrice e quali difficoltà ha incontrato?
Ci sono due tipi di mangaka: quelli che leggono i manga altrui e quelli che non ne leggono affatto. Quelli che appartengono al secondo gruppo riescono comunque a creare qualcosa ma a me piace leggere tanti manga e di tanti autori diversi. La decisione di diventare mangaka è nata proprio dalla lettura dei manga altrui, volevo creare anche io qualcosa di bello! Diventare mangaka è stato facile, lo dico con imbarazzo ma sono diventata professionista in modo molto normale, mi sento molto fortunata. Non c’è stato un momento particolare in cui ho deciso ma nel profondo ho sempre saputo di voler diventare una mangaka, è stato un percorso molto naturale.

La sensei si è trovata dal disegnare doujinshi di Saint Seiya a lavorare su un manga ufficiale di Kurumada: sogna ancora di fare un passaggio del genere con altre opere?
Non particolarmente.

Presentatore: Ringraziamo la sensei per essere stata con noi e le facciamo un grande applauso.

 

AnimeClick.it intervista Yun Kouga

Lunedì 31/10/2016
 

Animeclick.it: Ciao a tutti da Animeclick.it, ci troviamo a Lucca Comics & Games 2016 e oggi, grazie a Lucca Manga School, abbiamo l'opportunità di intervistare la sensei Yun Kouga. Conoscerete il suo manga più famoso, Loveless, pubblicato in Italia da JPop, quindi cominciamo la nostra intervista.

Partiamo da una domanda classica: come è iniziata la sua carriera di mangaka?
Yun Kouga: Sin da quando ero al liceo creavo doujinshi, un giorno un editore mi ha scoperta e ho iniziato la mia carriera da professionista.

Ci può raccontare che differenze ci sono tra lavorare ad una doujinshi amatoriale e ad un manga ufficiale per una rivista?
Non c’è una vera differenza tra manga su rivista e doujinshi perché sono entrambe opere scritte, con lo stesso valore. La differenza sostanziale è che quando creo una doujinshi devo occuparmi di tutto io, anche della distribuzione mentre nel caso dei manga sono gli editori ad occuparsi di tutto.

Quanto le doujinshi hanno influenzato la sua carriera come professionista?
Le doujnshi si possono disegnare liberamente, parte tutto da se stessi e tutto finisce con esse. C’è la possibilità di sperimentare e quindi incorporare questa esperienza che viene poi riportata nei manga.

Uno dei suoi manga, Akuma no Riddle, ha avuto una recente trasposizione animata. Lei ha partecipato in qualche modo alla realizzazione, anche solo in veste di consulente?
Trattandosi di una mia opera ci tenevo ad accuparmene in prima persona, In realtà però è raro che accada una cosa del genere.

Diverse sue opere sono di stampo shonen-ai, ma in Akuma no riddle troviamo una concezione, anche molto forte, del sentimento amoroso tra donne. Si trova meglio a rappresentare l'una o l'altra forma di amore?
Amo entrambe le cose ma direi che preferisco lo shonen-ai. Però, in Akuma no Riddle, grazie al supporto di Minakata sensei sono riuscita ad immergermi nello shojo-ai.

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Parliamo di Loveless, la sua opera più conosciuta, potrebbe raccontarci la sua genesi ed eventuali ispirazioni?
Erano successe delle cose al lavoro e volevo iniziare qualcosa di nuovo. Pensando a ciò che mancava sulla rivista e sommando il tutto ad altre cose che mi piacciono, è nato Loveless.

In Loveless è evidente un intrecciatissimo rapporto amore/dolore, è per questo che nelle sue illustrazioni Ritsuka viene spesso rappresentato coperto di bende e ferite?
In realtà mi piace disegnare le bende (ride). Le suo per esprimere visivamente la sofferenza del personaggio, sia fisica che mentale. 

Le orecchie e la coda da gatto, usate per rappresentare la verginità, hanno un senso particolare o ha usato questo espediente per soddisfare una sorta di fetish?
Inizialmente l’idea era che tutti avessero le orecchie e la coda da gatto ma ci siamo accorti subito che funzionavano solo sui personaggi molto giovani. È un simbolo di maturità. Inizialmente le aveva pure Seimei  ma sinceramente faceva un po’ schifo! (ride) 

Spesso gli amori delle sue storie sono molto sofferti; è una cosa legata alla sua personale concezione dell'argomento?
La sofferenza è presente nelle mie opere così come nella vita reale, non ci sono solo momenti belli ma anche momenti brutti. Sarebbe noioso se fosse solo il contrario. 

Gundam 00 è una delle saghe di Gundam più amate dal pubblico femminile e indubbiamente il merito va anche al suo character design, i personaggi maschili sono tutti molto belli. come si è approcciata, lei che scrive soprattutto per un pubblico femminile, ad un brand che è quasi del tutto interesse del pubblico maschile?
È stato difficile però il team con cui ho lavorato è stato fantastico, soprattutto il regista. Conservo davvero un bel ricordo. 

Potrebbe dare un consiglio ai disegnatori italiani che sognano di realizzare storie in stile manga?
Leggete tanti manga, guardate, giocate, vivete il mondo dell’intrattenimento al massimo. Parlate con tante persone, fate esperienze. Più esperienze accumulate e meglio sarà!

Grazie mille per averci concesso il suo tempo e a Lucca Manga School per questa intervista.

Grazie a voi. Grazie mille! (in italiano).
 
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