PlayStation 3 sembra essere stato un buco nero sotto diversi aspetti: molti titoli terze parti (Bayonetta su tutti) e alcune esclusive hanno sofferto la strana architettura della console Sony, ma questi problemi, sono andati anche oltre. Realizzare porting da quella console è infatti risultato abbastanza complesso e a farne le spese è stato anche Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots, l'ultimo capitolo cronologico della saga firmata Hideo Kojima.
Il lavoro di porting da PlayStation 3 è sempre stato difficoltoso, vista la strana scelta da parte di Sony di creare il cosiddetto Cell Broadband Engine, una particolare CPU molto lontana dalle architetture di Xbox 360 e PC. E questo impattava anche sulla programmazione, dovendo gestire memorie separate e una distribuzione del calcolo unica nel suo genere.
Per questo Metal Gear Solid 4 è sempre stato uno spauracchio: mentre infatti era stato possibile recuperare i primi capitoli e persino Peace Walker derivato da PSP, il quarto capitolo rimaneva un miraggio. Molti, vista anche la particolare struttura del titolo, si sono affidati persino a YouTube pur di conoscere il destino di Solid Snake. Ma adesso, è tutto finito.
Konami sta cercando di darsi da fare e di recuperare il terreno perso da metà anni '10 in poi. Spesso l'ha fatto andando sul sicuro, puntando su IP dal successo assicurato e su progetti a basso costo ma con ampi margini di rendita. E le collection sono uno di questi.

Il primo volume, contenente Metal Gear Solid, Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty e Metal Gear Solid 3: Snake Eater è stato un successo, nonostante qualche grattacapo tecnico. Nel frattempo è arrivato anche il rebuild Metal Gear Solid Δ, segno che in qualche modo, si vuole lavorare ancora sul brand. Chissà se un giorno arriverà un nuovo capitolo.
Ma veniamo a questa collection. Ovviamente il pezzo forte e Guns of the Patriots, un titolo con una lunga storia alle spalle e particolari dietro le quinte. Metal Gear Solid 4 è un capitolo particolare anche per la sua struttura, molto cinematografico, non solo per regia ma anche per la durata delle sue cutscene. È per questo che si è citato YouTube poc'anzi. Questa conversione porta in dote qualche miglioria tecnica, a partire da texture native a 4K e soprattutto i 60 FPS praticamente granitici. Purtroppo non è possibile andare oltre i 60 ma è inutile dire come questo cambi la percezione di un gameplay ancora attuale.
L'OctoCamo rimane il fiore all'occhiello del titolo, un'evoluzione del sistema introdotto con MGS3, ma invece di cambiare vestiario di volta in volta, la tuta rimappa la sua texture in base all'ambiente, a volte con risultati esilaranti.
È Metal Gear Solid 4 in tutto e per tutto, dal gameplay alle situazioni più surreali: tutto quello che riguarda le Beauty and the Beast è presente, non solo come boss fight ma anche per tutto il contorno... particolare... che le riguarda. Stessa cosa per tutte le altre chicche presenti ed easter egg che permeano il titolo, così come il non utilizzare il pad per molto, molto tempo. Purtroppo.

Stessa sorte tocca a Metal Gear Solid: Peace Walker, sequel diretto del terzo capitolo a livello cronologico e antesignano di Metal Gear Solid V. Si tratta in tutto e per tutto della versione HD uscita diversi anni fa, senza novità rilevanti. Peace Walker risulta molto frammentato per via delle sue piccole missioni (anche in co-op) e per il grinding per reclutare i migliori soldati e gestire la Mother Base.
Essendo un titolo per PSP, la versione HD non ha potuto certo fare miracoli ma risulta un capitolo appagante ancora oggi se si entra nel mood. Inoltre qui viene introdotto il personaggio di Paz e tantissimi elementi che saranno la base di MGSV. C'è da dire però che una maggiore risoluzione permette di godere al meglio le particolari cutscene, qui sottoforma di fumetto con disegni affidati a Ashley Wood, lo storico fumettista del franchise.
Interessante è invece l'aggiunta di Ghost Babel, un titolo che molti non hanno potuto approcciare vista la sua esclusiva Game Boy Color. Arrivato in occidente come Metal Gear Solid, indicandone una sorta di porting diretto del capitolo originale (cosa che non è), Ghost Babel è un titolo apocrifo e considerato non canonico. Questo non solo perché non è ideato dal Kojima (qui c'è la mano dei co-sceneggiatori) ma per le tante differenze narrative rispetto la saga principale.

Anche questo è caratterizzato come semplice trasposizione, seppur con qualche integrazione di stili grafici e accortezze ai menu di gioco. Rimane un titolo curioso da provare, anche perché mette assieme le idee dei primissimi Metal Gear su MSX e Metal Gear Solid.
Tutti i porting non presentano problemi tecnici, segno che Konami ha imparato le lezioni con la prima collection. I titoli girano alla massima fluidità e reattività anche su sistemi più anziani.
Come accaduto per il Volume 1, anche qui è possibile trovare come compendio le sceneggiature e un Master Book, praticamente una Bibbia in grado di spiegare in dettaglio lore, personaggi e le loro relazioni. Ovviamente, presente anche la colonna sonora, che può contare sul lavoro di Harry Gregson-Williams e la splendida cover di Here's to You di Lisbeth Scott per MGS4, oltre alla splendida Heavens Divide cantata da Donna Burke in Peace Walker.
Il lavoro di porting da PlayStation 3 è sempre stato difficoltoso, vista la strana scelta da parte di Sony di creare il cosiddetto Cell Broadband Engine, una particolare CPU molto lontana dalle architetture di Xbox 360 e PC. E questo impattava anche sulla programmazione, dovendo gestire memorie separate e una distribuzione del calcolo unica nel suo genere.
Per questo Metal Gear Solid 4 è sempre stato uno spauracchio: mentre infatti era stato possibile recuperare i primi capitoli e persino Peace Walker derivato da PSP, il quarto capitolo rimaneva un miraggio. Molti, vista anche la particolare struttura del titolo, si sono affidati persino a YouTube pur di conoscere il destino di Solid Snake. Ma adesso, è tutto finito.
Konami sta cercando di darsi da fare e di recuperare il terreno perso da metà anni '10 in poi. Spesso l'ha fatto andando sul sicuro, puntando su IP dal successo assicurato e su progetti a basso costo ma con ampi margini di rendita. E le collection sono uno di questi.

Il primo volume, contenente Metal Gear Solid, Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty e Metal Gear Solid 3: Snake Eater è stato un successo, nonostante qualche grattacapo tecnico. Nel frattempo è arrivato anche il rebuild Metal Gear Solid Δ, segno che in qualche modo, si vuole lavorare ancora sul brand. Chissà se un giorno arriverà un nuovo capitolo.
Ma veniamo a questa collection. Ovviamente il pezzo forte e Guns of the Patriots, un titolo con una lunga storia alle spalle e particolari dietro le quinte. Metal Gear Solid 4 è un capitolo particolare anche per la sua struttura, molto cinematografico, non solo per regia ma anche per la durata delle sue cutscene. È per questo che si è citato YouTube poc'anzi. Questa conversione porta in dote qualche miglioria tecnica, a partire da texture native a 4K e soprattutto i 60 FPS praticamente granitici. Purtroppo non è possibile andare oltre i 60 ma è inutile dire come questo cambi la percezione di un gameplay ancora attuale.
L'OctoCamo rimane il fiore all'occhiello del titolo, un'evoluzione del sistema introdotto con MGS3, ma invece di cambiare vestiario di volta in volta, la tuta rimappa la sua texture in base all'ambiente, a volte con risultati esilaranti.
È Metal Gear Solid 4 in tutto e per tutto, dal gameplay alle situazioni più surreali: tutto quello che riguarda le Beauty and the Beast è presente, non solo come boss fight ma anche per tutto il contorno... particolare... che le riguarda. Stessa cosa per tutte le altre chicche presenti ed easter egg che permeano il titolo, così come il non utilizzare il pad per molto, molto tempo. Purtroppo.

Stessa sorte tocca a Metal Gear Solid: Peace Walker, sequel diretto del terzo capitolo a livello cronologico e antesignano di Metal Gear Solid V. Si tratta in tutto e per tutto della versione HD uscita diversi anni fa, senza novità rilevanti. Peace Walker risulta molto frammentato per via delle sue piccole missioni (anche in co-op) e per il grinding per reclutare i migliori soldati e gestire la Mother Base.
Essendo un titolo per PSP, la versione HD non ha potuto certo fare miracoli ma risulta un capitolo appagante ancora oggi se si entra nel mood. Inoltre qui viene introdotto il personaggio di Paz e tantissimi elementi che saranno la base di MGSV. C'è da dire però che una maggiore risoluzione permette di godere al meglio le particolari cutscene, qui sottoforma di fumetto con disegni affidati a Ashley Wood, lo storico fumettista del franchise.
Interessante è invece l'aggiunta di Ghost Babel, un titolo che molti non hanno potuto approcciare vista la sua esclusiva Game Boy Color. Arrivato in occidente come Metal Gear Solid, indicandone una sorta di porting diretto del capitolo originale (cosa che non è), Ghost Babel è un titolo apocrifo e considerato non canonico. Questo non solo perché non è ideato dal Kojima (qui c'è la mano dei co-sceneggiatori) ma per le tante differenze narrative rispetto la saga principale.

Anche questo è caratterizzato come semplice trasposizione, seppur con qualche integrazione di stili grafici e accortezze ai menu di gioco. Rimane un titolo curioso da provare, anche perché mette assieme le idee dei primissimi Metal Gear su MSX e Metal Gear Solid.
Tutti i porting non presentano problemi tecnici, segno che Konami ha imparato le lezioni con la prima collection. I titoli girano alla massima fluidità e reattività anche su sistemi più anziani.
Come accaduto per il Volume 1, anche qui è possibile trovare come compendio le sceneggiature e un Master Book, praticamente una Bibbia in grado di spiegare in dettaglio lore, personaggi e le loro relazioni. Ovviamente, presente anche la colonna sonora, che può contare sul lavoro di Harry Gregson-Williams e la splendida cover di Here's to You di Lisbeth Scott per MGS4, oltre alla splendida Heavens Divide cantata da Donna Burke in Peace Walker.
Metal Gear Solid Master Collection Vol. 2 riesce a portare sugli schermi di tutti i giocatori Metal Gear Solid 4 e già questo ha un valore di per sé. Tuttavia, nonostante la presenza di Peace Walker, Ghost Babel e gli extra, a livello contenutistico è una collezione più povera rispetto la prima iterazione. L'aggiunta di Portable Ops avrebbe creato una perfetta collezione in due volumi di tutta la saga, cosa che purtroppo non sarà mai. Si tratta pur sempre di semplici adattamenti, senza aggiunte particolari alla quality of life o raffinatezze tecniche. Forse un lavoro pigro, con Konami spinta da quanto detto inizialmente: minimo sforzo, massima resa. Rimane comunque imperdibile per tutti gli amanti della saga di Hideo Kojima.
I prezzi indicati sono stati rilevati alle 09:36 del 06/09/2026.
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Pro
- Finalmente Metal Gear Solid 4
- Interessante Ghost Babel
- Nessun problema tecnico
Contro
- Nessuna integrazione rilevante
- Collection più povera della prima
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