Il CEO di uno studio d'animazione Giapponese ha dichiarato in questi giorni qualcosa che la community degli anime non sentiva ormai da tempo: le cose all'interno del settore stanno migliorando.

Si tratta di Motoki Tanaka (noto anche con lo pseudonimo di Tensho), fondatore e CEO di Bibury Animation Studios (Chainsmoker Cat, The 100 Girlfriends Who Really, Really, Really, Really, REALLY Love You), il quale di recente ha pubblicato un post su X in cui afferma che "l'epoca in cui le paghe basse erano la norma e gli straordinari un dato di fatto nel settore degli anime è finita". Ma le cose stanno realmente così?

Bibury Animation Studios
 

Il punto di vista di Tanaka

Vale la pena ricordare infatti che negli ultimi anni l'industria degli anime si è trovata al centro di un vero e proprio paradosso economico: mentre il mercato globale ha continuato a crescere, arrivando a triplicare i propri ricavi nell'ultimo decennio, le condizioni di lavoro di molti dei professionisti restano estremamente precarie. 
A rendere quindi particolarmente interessanti le sue dichiarazioni è soprattutto il fatto che Tanaka conosca il settore dall'interno. Nato il 7 giugno 1976 nella prefettura di Chiba, in Giappone, ha mosso i primi passi presso lo studio White Fox prima di diventare freelance e fondare, nel maggio 2017, la Bibury Animation Studios. Nel corso degli anni Bibury è arrivata a contare circa 80 dipendenti, espandendosi con la consociata Bibury Animation CG, specializzata nel supporto 3DCG, e con una nuova sede a Osaka, la Bakuga animation company, inaugurata nell'aprile del 2025. Quando Tanaka parla dello stato dell'industria degli anime, dunque, lo fa dall'interno di un settore che conosce e nel quale continua a operare direttamente.

Il 6 settembre 2026, proprio il CEO di Bibury, ha rivolto un messaggio su X a chi aspira a lavorare nel settore degli anime. Il suo intervento parte da un dato che, considerando la situazione degli ultimi anni, appare particolarmente significativo: secondo il produttore gli stipendi sono aumentati, i pagamenti da parte dei datori di lavoro sono diventati più puntuali e i turni di straordinario notturno non rappresentano più una pretesa quotidiana. Tensho ha sottolineato allo stesso tempo che non tutti i problemi possono dirsi risolti, riconoscendo che esistono ancora casi di paghe basse, ritardi nei pagamenti e straordinari, precisando però che si tratterebbe di situazioni ormai circoscritte rispetto al passato.
 

Secondo Tanaka, starebbe inoltre venendo meno lo stigma nei confronti di chi lavora nell'animazione, un tempo considerata da alcuni poco prestigiosa o addirittura "un mestiere per otaku". Il settore è ormai diventato una delle principali risorse culturali d'esportazione del Giappone e, proprio per questo, chi vi lavora dovrebbe essere orgoglioso della propria professione. Lo stesso Tensho ha comunque sottolineato che quello dell'animatore non è un lavoro semplice, pur potendo offrire grandi soddisfazioni.


Le condizioni di lavoro degli animatori

Il quadro descritto finora assume un significato particolare se confrontato con le numerose testimonianze e analisi che negli ultimi anni hanno evidenziato le difficili condizioni di lavoro degli animatori giapponesi, tra bassi compensi, orari eccessivi e tutele insufficienti. Nel luglio del 2023, un articolo di Oricon News evidenziava come fossero soprattutto gli artisti più esperti a beneficiare del successo economico raggiunto dall'industria degli anime a livello globale. Per i debuttanti la situazione era invece molto diversa: alcuni percepivano circa 50.000 yen al mese (circa 277 euro) ed erano incoraggiati a fare pratica nel tempo libero, trovandosi così nella difficoltà di svolgere persino un lavoro part-time per sostenersi. Nel marzo dell'anno successivo, un animatore aveva inoltre mostrato sui social una busta paga di appena 132 dollari per il suo primo mese di lavoro, mentre un altro aveva raccontato di aver ricevuto circa 103 dollari per tre giorni di lavoro sui disegni d'intervallo di un celebre titolo.

A queste basse retribuzioni si aggiungono ritmi di lavoro particolarmente intensi: le indagini di settore hanno evidenziato turni fino a 15 ore al giorno, periodi di riposo molto limitati e un'elevata incidenza di stress e burnout. Anche l'ingresso nella professione è diventato più difficile, con l'indebolimento del tradizionale sistema di formazione basato sull'affiancamento ai professionisti più esperti e la diffusione di forme di lavoro a ingaggio e a cottimo. I giovani animatori si trovano così spesso a dover costruire da soli le proprie competenze e le difficoltà economiche possono contribuire ad allontanarli dalla professione già nei primi anni di attività. A ciò si è aggiunta anche la recente testimonianza del regista Sunao Katabuchi, noto per Black Lagoon e In questo angolo di mondo, che ha raccontato di aver visto diversi colleghi morire sulla cinquantina, collegando queste morti a un accumulo di stanchezza fisica e mentale dovuto al lavoro. Lo stesso regista ha però sottolineato come le condizioni siano migliorate negli ultimi anni per i dipendenti diretti, mentre i freelance continuano a non beneficiare delle stesse tutele.

Shirobako
 

I primi segnali di cambiamento

Accanto a questo quadro, però, i dati più recenti mostrano anche alcuni primi segnali di cambiamento. Un'indagine di JAniCA condotta nel 2023 ha rilevato che la retribuzione media annua dei lavoratori dell'industria degli anime ha raggiunto i 4,56 milioni di yen, una cifra ormai vicina alla media del settore privato giapponese, pari a 4,60 milioni di yen. Il confronto con il 2009 è particolarmente significativo: allora la media si attestava intorno a 1,1 milioni di yen. Anche gli orari di lavoro hanno registrato un'evoluzione positiva, con la quota di animatori che superava le 260 ore mensili scesa da circa il 30% nel 2017 al 10% nel 2022. A favorire questi cambiamenti hanno contribuito diversi fattori, tra cui le nuove tutele introdotte per i lavoratori autonomi dal Giappone nel 2024 e le iniziative promosse da associazioni e singoli studi per rendere più sostenibili le condizioni professionali. Tra queste rientrano anche progetti di supporto come l'Animator Dormitory, nato per offrire agli animatori alloggi a costi più accessibili, e l'apertura di sedi al di fuori di Tokyo da parte di alcuni studi, tra cui lo studio Mappa, con l'obiettivo di ridurre i costi e ampliare il bacino di professionisti disponibili.

Shirobako movie
 
È quindi in questo contesto che vanno lette le parole di Motoki Tanaka. L'aumento degli stipendi, la maggiore puntualità nei pagamenti e la riduzione degli straordinari da lui descritti rappresenterebbero un cambiamento significativo rispetto alle condizioni denunciate duranti questi ultimi anni. Allo stesso tempo, la presenza di criticità strutturali e le differenze tra studi, ruoli professionali e forme contrattuali suggeriscono che il percorso verso condizioni di lavoro più sostenibili sia tutt'altro che concluso. Le dichiarazioni in questione possono dunque essere considerate un segnale interessante proveniente dall'interno del settore, ma da sole potrebbero non bastare a decretare la fine dei problemi che hanno caratterizzato per anni l'industria dell'animazione giapponese. La vera questione sarà capire se i miglioramenti descritti dal CEO di Bibury riusciranno a diventare una realtà sempre più diffusa, anziché rimanere circoscritti alle singole realtà produttive.