Con tanta gioia vi do il benvenuto all'undicesimo appuntamento dello Yaruki 2019 - Italian Japstyle Comics Award, il contest di AnimeClick per le opere italiane con forti influenze manga. Nel corso dei prossimi due mesi vi presenteremo 15 opere PRO mentre, dopo l'estate, sarà il turno delle opere indie. Ricordate di contattare yaruki4ever@gmail.com per ogni informazione sul contest e per candidare le vostre opere indie!

Oggi cresciamo insieme ad Ale&Cucca di Elisabetta Cifone, edito da Kasaobake.
 
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Elisabetta Cifone nasce il 18 marzo 1992 a Medicina (Bo). Da piccola non ha un buon rapporto col disegno, il primo approccio avviene in terza elementare, mirato più a disegnare vestiti per le bambole che personaggi. Inizia a disegnare Ale&Cucca nel 2003 (quinta elementare) praticamente per gioco, pochi anni dopo legge per la prima volta un manga (per l'esattezza Dragonball), successivamente scopre il genere shoujo e da qui trasforma Ale&Cucca in una storia shoujo, disegnata volumi su volumi in quadernini A5. Frequenta il liceo scientifico - con una pessima media -, abbandona al quarto anno e si dedica alla pasticceria, frequentando un corso professionale di un anno, successivamente lavora in una pasticceria (continuando comunque a portare avanti il suo fumetto). Nel 2013 scopre su internet la vastità di autori italiani in stile manga e decide di postare le proprie tavole, che vengono accolte con inaspettato successo. Decide quindi di ridisegnare Ale&Cucca in maniera professionale e proporla alle case editrici mirate al manga italiano, che stavano nascendo proprio in quegli anni. Nel 2014 si propone alla casa editrice Mangasenpai, con la quale pubblica nel 2015 "Ale&Cucca-volume 0", una sorta di volume introduttivo alla storia. Successivamente, passa alla casa editrice Kasaobake, con la quale attualmente ha pubblicato Ale&Cucca, arrivando al volume 7 per il momento.

Molto probabilmente tanti di quelli che leggeranno questa presentazione ben conoscono Ale&Cucca; l'opera di Elisabetta Cifone è decisamente una delle più celebri e inizialmente fece alzare anche un clamore non da poco per i suoi temi particolari e da qualcuno giudicati eccessivi. Ma nonostante tutto, la serie continua a mietere successi e nello Yaruki 2017 arrivò addirittura al 2° posto, mostrando quando l'opera sia davvero apprezzata, come del resto è giusto che sia. Sono passati ormai due anni e nuovi volumi sono adesso disponibili, confermando questo fumetto come uno dei migliori che ci siano nel panorama del manga italiano.
 
La preadolescenza è un cammino difficile e pieno di ostacoli da superare: si è in quel limbo tra l’essere bambini e il diventare grandi, tra l’ingenuità e la voglia di fare nuove esperienze.
Ale&Cucca è uno spaccato sulla contemporaneità dei ragazzini di oggi, fatto di social network, selfie, sigarette elettroniche, cellulari e vestiti alla moda, ma anche di dolci sentimenti come solo quelli vissuti alla loro età possono essere. Una realtà che ci circonda, raccontata senza peli sulla lingua attraverso gli occhi delle due giovani protagoniste.

Tornare a parlare nuovamente di Ale&Cucca è un piacere, non si può nascondere che dopo tutti questi anni posso solo essere felice nel vedere progredire una delle storie più coraggiose e particolari del panorama del manga italiano. Un manga a tratti duro da digerire, che forse non vorresti comprendere, un fumetto che, leggendolo, vorresti magari illuderti che non ritratti esattamente dei reali spaccati di vita, forse facendo pure finta di non aver mai provato e pensato esattamente quello che questi ragazzi vivono. Invece non è così, Elisabetta con il suo fumetto ha delineato un ritratto generazionale che ci porta dentro quel che i genitori non sanno, quello che noi nella nostra scemenza giovanile non ci rendevamo nemmeno conto di fare, la base per ogni nostra scelta futura, quegli errori che magari ci hanno reso più forti e le persone che siamo adesso. 

Per carità, niente di troppo grave. Ma nel fumetto sono presenti scene di autolesionismo (a volte decisamente difficili da fissare), vizi di ragazzini che differiscono con la visione che normalmente viene data a personaggi della loro età. Ale&Cucca è un fumetto reale, ma non voglio spaventarvi con queste frasi: parliamo di un'opera che racchiude dentro di sé diverse sfaccettature. Il fumetto parla prima di tutto crescita, dell'andare oltre il periodo più delicato e particolare della nostra esistenza, dove la possibilità di commettere errori superficiali ed ingenui è sempre accanto a noi. Ma è un fumetto che parla anche della gioia delle prime emozioni vissute con tutto il cuore, dei primi sentimenti che inebriano fortemente il nostro cuore, ma anche di quelle amicizie che danno senso alla nostra vita.

Il tratto di Elisabetta è decisamente caratteristico e suo, la dolcezza e delicatezza di questi ragazzini non mente al lettore, ci fa comprendere esattamente quello che sono e che non per questo dobbiamo aspettarci una storia infantile. Tutt'altro, è un'opera che va avanti ormai da molti anni e che rimane sempre immensamente interessante e matura, capace di farci provare tante emozioni diverse e spingerci a volere stargli accanto e vedere come diverranno loro... e magari anche noi.

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Intervista all'autrice:

Elisabetta, ciao, un immenso piacere riaverti con noi: pronta?

Prontissima! Ed è un immenso piacere anche per me ripartecipare!


Il fumetto è celebre per la maturità dei temi trattati, ma negli ultimi volumi abbiamo visto anche delle scene particolarmente crude, particolarmente forti: com'è stato dare vita a certi eventi?

Da parte mia non è stato difficile, sono sempre stata affascinata da questo tipo di storie e scene forti, in ambito sia di fumetto, che di cinema, che della vita vera. Ovviamente ero spaventata all’idea di come avrebbe reagito il pubblico, ma devo dire che col tempo mi sono tranquillizzata. Qualcuno, una volta capito l’andazzo, si è allontanato, ma la maggior parte è rimasta, e anzi, molti mi hanno fatto i complimenti per il coraggio nel mostrare certe scene, in un contesto apparentemente infantile e “puccioso”, così crude e reali. D’altronde penso che non abbia senso mostrare certi argomenti in maniera morbida e semicensurata, perderebbero in impatto e credibilità.


Per quanto ancora ci accompagneranno 'sti ragazzini? Arrivata al 7° volume ormai c'è qualcosa che magari adesso cambieresti?

Quando mi fanno questa domanda, sembra stupido ma rispondo sempre “il titolo”! Intitolai il fumetto “Ale&Cucca” all’età di 11 anni, quando ancora la storia era di un genere totalmente diverso, oltre che ovviamente più leggera. Al momento della pubblicazione ero sinceramente dubbiosa sul da farsi, dal momento che ormai nel web la storia era conosciuta con questo nome, quindi alla fine decisi di lasciarlo così, anche per affetto verso coloro che mi hanno fatta emergere. Se avessi scelto un nuovo nome, però, mi sarebbe piaciuto usare una qualche parola dialettale giovanile bolognese, per richiamare un po’ di più lo stile odierno del fumetto. Per quanto riguarda la prima domanda, onestamente non lo so con esattezza! Prevedo 15 volumi totali, ma devo ammettere che questi ragazzini sono imprevedibili anche per me! Però, a livello di storia, rispetto ai volumi già usciti, non cambierei nulla. È nella mia mente in questo modo da così tanti anni che anche una piccola modifica andrebbe a sconvolgere tutti i volumi successivi!


Ricordo bene le critiche al tuo fumetto agli inizi, il suo percorso travagliato, ma ora Ale&Cucca è sempre più apprezzato da fan e critica. Che consiglio daresti agli autori che magari agli inizi possono sentirsi sommersi dai problemi? Tu hai mai pensato di mollare?

Se ho pensato di mollare, non è per questi motivi. Anzi, io sono abbastanza “de coccio”, quando credo in qualcosa, davvero davvero tanto, sono disposta a scornare per anni fino a ottenere quello che voglio. In questo caso, poi, nel periodo delle forti critiche, l’internet era diviso a metà tra chi mi apprezzava, e chi invece, non avendo nemmeno letto il fumetto, lo giudicava impubblicabile e puramente diseducativo, quindi sapevo di non essere sola contro i mulini a vento. Il consiglio che posso dare è di non arrendersi alle prime critiche, chiaramente ci sarà sempre qualcuno che non apprezzerà il vostro lavoro, ma state attenti a scindere le critiche costruttive e fatte con criterio da quelle ignoranti. Se la maggior parte del pubblico apprezza quello che fate, evidentemente il prodotto può funzionare. (A proposito, che fine hanno fatto i miei haters? Se state leggendo, usciamo a berci qualcosa?)


Rispetto ai tuoi inizi, vedi cambiamenti nel mondo del fumetto italiano?

Sicuramente, sì. Manca ancora tantissimo al raggiungere una distribuzione ai livelli giapponesi, ma in ogni caso rispetto agli scorsi anni le persone sono più consapevoli dell’esistenza dei manga italiani, e meno spaventati o riluttanti all’idea. Da allora sono nate nuove case editrici e nuovi autori, quindi il futuro mi sembra promettente. Tengo le dita incrociate ancora per un po’!


Pensi che il tuo fumetto possa insegnare qualcosa anche alle nuove generazioni o pensi che ormai loro abbiano modo di fare e di vivere troppo differenti?

Insegnare non lo so, confortare sicuramente sì. Tante persone mi hanno scritto di essersi sentite confortate dal leggere i pensieri di personaggi a loro così vicini, quando nella vita reale non riuscivano a farsi capire dai loro conoscenti. Inoltre, il mio fumetto mostra le protagoniste ormai adulte, ma con ancora gli strascichi dei loro problemi adolescenziali, e il modo in cui loro provano ad accettarli e conviverci, e questo penso sia un grande insegnamento, reale e con pochi sbrillocchi, utile per chiunque.  


Grazie di tutto come sempre! Saluta tutti quanti, minorenni o maggiorenni

Grazie a voi! E bella vez!

 



Link Utili:
Ale & Cucca
Wink

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